(Adnkronos) - Dalla sfida tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz all’età dell’oro del tennis italiano, l’ex campione tedesco Boris Becker parla senza filtri, anche delle nuove leve del tennis mondiale, passando per il valore delle emozioni in campo e del suo futuro, in una intervista con l’Adnkronos, in esclusiva per l’Italia, in vista dei Laureus World Sports Awards, gli Oscar dello Sport, in programma a Madrid, per la terza volta, il 20 aprile, con Sinner e Alcaraz nominati nella categoria "Miglior sportivo dell'anno". Nel colloquio, il sei volte campione Slam affronta anche temi globali: dallo sport come linguaggio universale alle scelte del Cio, fino al significato profondo dei Laureus Awards, essendone lui uno degli Ambassador. Il tennis italiano sta vivendo un'epoca d'oro. Quali fattori pensi abbiano contribuito a questo successo? “Si inizia sempre con uno e, sai quale è. Ovviamente, Sinner ha un ruolo fondamentale. Sì può citare Berrettini, prima di lui, e prima ancora Fognini, ma ci vuole sempre una vera superstar per portare avanti uno sport nazionale, e penso che Jannik Sinner sia quella superstar. Fa sempre piacere essere associato ai vincitori. E se un italiano vince il Grande Slam, ti piace quello sport, no? Un altro aspetto positivo, credo, è che la Federtennis stia facendo un ottimo lavoro nell'organizzare il calendario in tutta Italia, dove praticamente si può giocare durante tutto l'anno, si possono giocare tornei Atp o Wta in Italia senza dover viaggiare troppo, anche per via del clima. Si può sempre giocare nel sud Italia, anche d'inverno, o in Sardegna. E poi praticamente da marzo il clima è così bello in tutta Italia che puoi giocare ogni settimana un torneo Challenger, e penso che anche questo significhi molto per alcuni di questi giovani giocatori, perché il tennis è costoso. Se devi viaggiare ogni settimana, in America o in Estremo Oriente, semplicemente non è sostenibile. Ma se puoi prendere la macchina, il treno, per venire da Napoli o in un'altra città per giocare un torneo, penso che, sia uno dei motivi per cui l'Italia ha così tanto successo ora nel tennis. Forse dovrebbero provare la stessa cosa nel calcio italiano….”. Sinner e Alcaraz lotteranno per la vetta della classifica Atp per diversi anni, ma Jannik potrebbe tornare al numero uno già a Montecarlo? “Penso che sia vero, ma penso anche che la cosa più importante per loro, siano i tornei del Grande Slam. E se vinci i tornei del Grande Slam, naturalmente, diventi il numero uno, ma in definitiva, vuoi essere il numero uno a novembre. E vuoi finire l'anno da numero uno. Penso che questo sia uno dei suoi obiettivi principali. Ha avuto un marzo incredibile. L'anno scorso in questo periodo era squalificato, quindi non ha giocato a marzo, ad aprile e, in realtà, fino a Roma non gli era permesso giocare, quindi ha molti punti da recuperare. D'altra parte, Alcaraz ha vinto praticamente tutti i tornei da Montecarlo fino a novembre. Quindi la corsa è aperta e Alcaraz ha avuto un inizio di stagione straordinario, vincendo a Melbourne. Ma non vedo nessun altro, quindi penso che la sfida sia tra Alcaraz e Sinner. Al momento, Jannik è in ottima forma, ma detto questo, credo che la terra battuta sia la sua superficie meno preferita. Penso che Alcaraz abbia un leggero vantaggio, ma se Sinner riuscirà ad ottenere buoni risultati, a Montecarlo, a Madrid, a Roma, credo che aumenteranno le sue possibilità di chiudere l'anno al primo posto”. Chi potrà contendere il primo posto ad Alcaraz e Sinner? Musetti potrebbe inserirsi? “Lo spero. Mi piace molto Lorenzo. È un giovane italiano molto affascinante. Ha tutte le carte in regola per stare nella top 5. È solo che a volte ha problemi fisici. Sta tornando da un infortunio, ha subito un brutto infortunio alla gamba contro Djokovic a Melbourne, ed è rimasto fuori praticamente fino ad ora. Spero quindi che rimanga in salute, perché dal punto di vista del talento, la precisione dei colpi, il rovescio a una mano, lo vedo come un artista. Il modo in cui gioca, il suo modo di giocare a tennis è meraviglioso da vedere. E penso che un Musetti in salute aiuterebbe molto il tennis. Penso che guadagneremmo molte più persone, soprattutto tra le donne, nel guardare Musetti giocare a tennis”. Alcaraz che tipo di giocatore è? “E’ un giocatore affascinante. E’ esattamente ciò di cui il mondo del tennis aveva bisogno. Molto carismatico, un piacere da guardare, è un vero artista sul campo da tennis, e io non vedo punti deboli. Ma come tutti gli artisti, si sa, hanno bisogno di ispirazione”. Fonseca è un giocatore molto giovane che sta emergendo, saresti interessato ad allenare qualcuno come lui? “Non farò nomi, ma nell'ultimo anno e mezzo, mi hanno proposto spesso di tornare ad allenare. Ho rifiutato perché ho altri obiettivi professionali. Lavoro molto di più nel settore dei media, e non potrei farlo se allenassi a tempo pieno. Detto questo, sono sempre disponibile per una telefonata. Se qualcuno di questi ragazzi mi chiamasse, e potrebbero averlo già fatto, gli darò sempre il mio punto di vista, senza che nessuno lo sappia e senza tornare ad allenare il giocatore sul campo. Ho trascorso un periodo meraviglioso con Djokovic, e in seguito sono stato a capo del tennis maschile per 4 anni, quindi mi sono occupato molto di Sasha Zverev quando aveva 18, 19, 20 anni. Ho avuto anche una breve esperienza con Holger Rune che spero davvero stia recuperando la piena forma, perché è tra quei giovani talenti che un giorno dovrebbero essere in grado di vincere un Grande Slam, ma credo che il mio periodo come allenatore, in senso stretto, sia finito. Ho altri progetti professionali, come forse sapete, ho un nuovo membro in famiglia, ho una figlia piccola a casa, quindi tutto questo richiede molto tempo e allenare è un lavoro a tempo pieno. Non si può farlo solo per una o due settimane. Bisogna tornare a viaggiare, e credo di avere altre idee professionali per la mia vita”. Per alcuni anni, abbiamo un po' sentito la mancanza di un tipo di rivalità come Becker e Lendl, ora ci sono Alcaraz e Sinner che sono molto diversi, c’è Fonseca, Bublik, sembra che ci sia una sorta di ritorno di ‘personaggi’? “Abbiamo bisogno di personalità in campo, e che sia permesso loro di mostrare le proprie emozioni, di esprimersi. E, sai, hai menzionato il fuoco e il ghiaccio con Lendl e me, e penso che sia essenziale per il tennis, per i tifosi, per tutti coloro che amano questo sport, che si vedano vere emozioni in campo, che ai giocatori sia permesso di esprimersi, che non vengano penalizzati subito. Ricordo i tempi con Djokovic, Nadal e Federer, c'erano 3 personalità diverse in campo. La gente paga biglietti costosi, lo guarda da casa per essere intrattenuta. Se un giocatore serve bene o ha una buona presenza scenica, è fantastico, ma noi vogliamo vedere un po' più di personalità e carattere in campo. E penso che questi giocatori abbiamo proprio questo. E penso che lo stesso valga per le donne, come la Sabalenka, con tutte le sue emozioni, ma penso che sia un bene per lo sport avere qualcuno che non abbia paura di mostrare i propri sentimenti. Penso che il tennis trarrà beneficio da questo tipo di giocatori”. I Laureus Awards sono alle porte con il tennis sempre protagonista? “Sono molto, molto felice che per 25 anni, il tennis abbia giocato un ruolo enorme nelle nomination dei Laureus, nei candidati e nei vincitori. Non so quante volte Djokovic, o Nadal, o Federer abbiano vinto, e questo solo per quanto riguarda il tennis maschile e femminile, ovviamente, Serena Williams. Quindi, il tennis è sempre molto popolare e, anche quest'anno, abbiamo quattro candidature. Oltre ad Alcaraz e Sinner, ci sono Fonseca, Sabalenka e Anisimova, quindi il tennis è seguito da molti. È, se non altro, probabilmente lo sport più globale di qualsiasi altro sport. Giochiamo in tutti e cinque i continenti. Giochiamo praticamente tutto l'anno, non abbiamo una vera e propria pausa stagionale. Il tennis è sempre in prima linea in queste nomination e, provenendo dal mondo del tennis, ne sono molto contento”. Inizia la stagione sulla terra rossa pensi ci sia spazio in questo duopolio Sinner-Alcaraz per un terzo o un quarto giocatore? “Permettetemi di iniziare mostrando il mio rispetto per Alcaraz e Sinner. Si sono divisi gli ultimi 9 titoli del Grande Slam. Ed è un risultato incredibile, soprattutto considerando che entrambi i giocatori sono ancora molto giovani. Carlos ha 22 anni, Jannik 24. D'altro canto, vedrei assolutamente un altro paio di giocatori tra questi due. Penso a Sasha Zverev, che è andato vicino alla vittoria un paio di volte. Se ricordo bene la semifinale di Melbourne, dove ha servito per il match contro Alcaraz, lo avrebbe portato in finale, è stata una partita davvero combattuta. Quindi, dovrebbe essere in quel gruppo. E dobbiamo menzionare Djokovic. Finché gioca a livello professionistico, bisogna nominarlo. Però, lui è un po' in una categoria a parte. Detiene il record di titoli del Grande Slam nel circuito maschile con 24. Ma ha anche raggiunto la finale a Melbourne e, finché giocherà a livello professionistico, bisogna sempre menzionarlo. Ma vorrei concentrarmi di più sui giocatori più giovani, come Arthur Fils, ha 21 anni e se è in forma, penso che in futuro potrà competere con Alcaraz e Sinner per i titoli del Grande Slam, se riesce a mantenere questo livello. E anche l’americano Lerner Tien mi piace molto, è migliorato costantemente e il fatto che abbia Michael Chang come allenatore la dice lunga sul suo atteggiamento. Se non altro, vuole migliorare. E voglio menzionare Joao Fonseca, non solo perché è nella lista Laureus, ma perché lo considero molto, molto promettente. Anche lui è alla sua seconda stagione completa nel circuito, e poi, ha disputato anche un paio di buoni tornei in America, ma penso che anche il suo futuro sia brillante. Ma tutti questi giocatori devono ancora migliorare un po’ il loro gioco e devono dimostrare il loro valore non sul campo di allenamento, non nei quarti di finale di un torneo, ma nelle semifinali dei tornei del Grande Slam, e credo che sia proprio qui che Sinner e Alcaraz continuano a brillare, lasciando il segno. Che ne pensi della misura annunciata dal Comitato Olimpico Internazionale di consentire solo alle donne biologiche di competere nelle competizioni femminili, chiudendo di fatto le porte alle donne transgender? “Mi piace la decisione. Sono di mentalità aperta e le persone hanno il diritto di cambiare sesso e così via, ma in una competizione sportiva, soprattutto quando si è nati uomini, cambiare sesso per diventare donne porta fisicamente ad essere un po' più forti e ad avere un vantaggio, e credo che ci siano state delle zone grigie alle ultime Olimpiadi di Parigi, ma non voglio fare nomi. Non si tratta di qualche atleta in particolare, ma credo che molte persone non fossero soddisfatte e penso che il Comitato Olimpico Internazionale abbia fatto la cosa giusta, abbia preso la decisione giusta. Dire che, biologicamente, o sei donna o sei uomo, e quindi devi competere o come donna o come uomo, e penso che sia la decisione corretta”. La cerimonia di premiazione dei Laureus si svolgerà in un contesto geopolitico molto caotico. In che modo questi contesti possono influenzare l'ambiente sportivo, le competizioni sportive? “Credo che la forza dello sport sia sempre stata la sua apoliticità, e penso che dovremmo attenerci a questo principio. Ci sono state guerre ovunque, non ora, ma negli ultimi 100 anni, ma lo sport, e la forza dello sport, è sempre stata la sua apoliticità. Non sosteniamo i buoni o i cattivi, a seconda del punto di vista. Quindi, credo che la forza dello sport sia sempre stata la sua capacità di elevarsi al di sopra di tutto. Gli atleti, qualunque sia il paese da cui provengono, non sono responsabili dell’operato dei loro governi e delle decisioni che prendono. Quindi, ho sempre pensato che gli atleti non dovrebbero essere penalizzati per questo”. (di Emanuele Rizzi)
(Adnkronos) - Con il lancio di Navisio AI, viene introdotta la prima piattaforma di intelligenza artificiale costruita specificamente per il mercato assicurativo italiano. La missione è divergente rispetto al trend globale: non eliminare l’intermediazione, ma renderla più competitiva, riducendo fino al 90% il tempo dedicato alla burocrazia e restituendo ad agenti e broker il loro vero mestiere. La piattaforma non sostituisce, ma potenzia la rete vendita tradizionale, innestandosi nei processi operativi consolidati per dotare gli intermediari di una capacità d'analisi e una profondità di dati senza precedenti. La piattaforma consente di analizzare e confrontare documenti complessi in pochi secondi, interrogare clausole e condizioni contrattuali in linguaggio naturale ottenendo risposte precise e verificabili, ridurre drasticamente il tempo dedicato alle attività amministrative e supportare la consulenza con informazioni strutturate, aggiornate e contestualizzate. L’obiettivo è semplificare la complessità del settore in tempo reale per produrre risultati concreti: una riduzione del 90% del carico amministrativo. Questo permette agli intermediari di focalizzarsi interamente sulla relazione con il cliente e sulla crescita del business. “Il nostro compito - afferma Sebastiano Andreis, ceo e co-founder di Nano I-Tech - è rendere gli intermediari indispensabili, anziché sostituirli. Il vero cambiamento non è l’AI che vende polizze, ma quella che permette ai professionisti di lavorare come dovrebbero: meno tempo tra carte ed email, più tempo per i clienti e per l’analisi del Navisio AI ha l'obiettivo essere l’architettura AI indipendente ed europea del mercato assicurativo. La piattaforma si fonda su una libreria normativa e di prodotto, aggiornata in tempo reale secondo la legislazione ed il mercato italian0/europeo, e consente agli utenti di interrogare documenti, clausole e condizioni contrattuali in linguaggio naturale, ottenendo risposte precise e verificabili. Non si tratta di un chatbot generico o 'wrapper preconfigurato' adattato alle assicurazioni, ma di un sistema proprietario e di un’infrastruttura tecnologica innovativa che rispetta prima di tutto i requisiti di affidabilità, sicurezza e conformità normativa. I dati restano di proprietà dell’intermediario. Il sistema è conforme a Gdpr e AI Act dalla prima riga di codice.“I dati - sottolinea Simone Alberto, cto e co-founder di Nano I-Tech - restano di proprietà dell’intermediario e il sistema è stato sviluppato fin dall’inizio per rispettare Gdpr e AI Act. Non è un chatbot generico adattato alle assicurazioni, ma un’infrastruttura costruita per questo mercato, con requisiti elevati in termini di affidabilità, sicurezza e conformità normativa. Questo è ciò che fa la differenza in un settore come il nostro”. Navisio AI è già operativa con oltre 200 Intermediari. I primi risultati evidenziano una riduzione significativa dei tempi operativi e un miglioramento misurabile nella qualità delle analisi prodotte, con un impatto diretto sulla capacità degli intermediari (e i loro team) di servire i clienti e generare valore. Il contesto di mercato conferma la rilevanza di questo posizionamento: con oltre 220.000 intermediari in Italia (più di 1 milione in Europa) e una crescita annua prevista del 45% per le soluzioni di intelligenza artificiale applicate al settore, la trasformazione è già in corso. A livello internazionale, nuovi player e piattaforme generaliste stanno ridefinendo la distribuzione assicurativa, ma non tutte le soluzioni sono progettate per rispondere alle specificità normative e operative del mercato europeo.
(Adnkronos) - Sono 253 le Buone Pratiche di economia circolare registrate nel database della Piattaforma italiana per l’economia circolare Icesp, di cui 245 realizzate sul territorio nazionale e 8 implementate fuori dall'Italia. È quanto emerge dal Rapporto presentato oggi a Roma all’ottava Conferenza annuale Icesp. La Piattaforma Icesp, che lavora in stretta connessione con la Piattaforma della Commissione Europea Ecesp (European Circular Economy Stakeholder Platform), rappresenta la più strutturata ed estesa comunità di attori italiani dell’economia circolare, che vede il contributo di oltre 400 esperti provenienti da più di 200 organizzazioni di istituzioni pubbliche locali e nazionali, imprese e associazioni di categoria, mondo della ricerca, società civile. "Le buone pratiche sono lo strumento per tradurre gli indirizzi strategici in azioni concrete, replicabili e per diffondere i modelli circolari - spiega all'Adnkronos Grazia Barberio, coordinatrice Icesp Italia e ricercatrice Enea Dipartimento Sostenibilità - Vengono dapprima raccolte, poi sistematizzate e valutate da un Comitato di revisione di Buone Pratiche e una volta superati gli elementi caratteristici di qualità, che includono la replicabilità, l'innovazione, l'efficacia dei risultati raggiunti, il contributo educativo e comportamentale, i benefici ambientali, economici e sociali conseguiti, vengono pubblicate sul sito Icesp. Tra l'altro questo numero a breve crescerà perché ne abbiamo più di 40 che sono in fase di valutazione. Quello che poi facciamo successivamente è una mappatura che ci serve ad inquadrare quali sono i settori industriali che trainano di più, quali sono le aree geografiche che sono più attive e anche quali fasi del ciclo di vita sono più rappresentate". Il Rapporto Icesp offre, dunque, una fotografia aggiornata delle buone pratiche che stanno contribuendo alla transizione verso l’economia circolare in Italia. Riguardano soprattutto i settori dell’agroalimentare, del tessile e dell’edilizia, con una prevalenza di interventi nelle fasi della produzione (66 buone pratiche mappate) e della gestione dei rifiuti (60), dove le strategie circolari possono generare i maggiori benefici in termini di efficienza delle risorse e riduzione degli impatti ambientali. Seguono la fornitura di materie prime seconde (55), l’innovazione (45) e il consumo (27). I soggetti promotori delle buone pratiche sono principalmente le imprese, seguite da enti pubblici e associazioni, mentre a livello territoriale, risultano particolarmente attive le regioni Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. Nel report Icesp un’attenzione specifica è dedicata al ruolo delle biotecnologie circolari, con l’analisi di 74 buone pratiche, pari a circa il 30% del totale, che utilizzano soluzioni biotecnologiche per la valorizzazione delle biomasse, il recupero di risorse e lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti bio-based. Le pratiche biotecnologiche sono promosse principalmente da imprese private, soprattutto nei settori agroalimentare, della bioeconomia e della gestione dei rifiuti, spesso in collaborazione con enti pubblici e centri di ricerca. Dal punto di vista geografico, risultano concentrate prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Lazio. "La bioeconomia - spiega Barberio - ha sempre più un ruolo centrale, trainante e abilitante per la transizione circolare del sistema Paese". Il trend osservato nel tempo è quello di una crescita sia nel numero che nella qualità delle esperienze analizzate. "C'è un incremento di stakeholder convolti e questa è la cosa fondamentale perché se cresce la rete aumenta anche la possibilità che gli stakeholder possano inviarci le loro buone pratiche: nel 2018 eravamo 18 ad oggi siamo 200 e abbiamo toccato dei picchi anche di 300 organizzazioni - osserva Barberio - Poi c'è la crescita delle buone pratiche: noi ne abbiamo raccolte nel tempo 250 partendo da pochi casi; nel 2020 ci siamo dotati di questo Comitato di revisione Buone Pratiche che è stato fondamentale per dare quel bollino di 'qualità' perché le buone pratiche sono importanti sia come numero ma anche come qualità di rappresentanza dell'economia circolare". Per valorizzare e promuovere la diffusione delle Buone Pratiche Icesp, favorendone la replicabilità, è stato istituito quest’anno il 'Premio Buone Pratiche Icesp'. “Per questa prima edizione abbiamo ricevuto da aziende e pubbliche amministrazioni 51 candidature, tutte caratterizzate da un elevato livello di qualità, innovazione e potenziale di replicabilità - sottolinea, in una nota, Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento Sostenibilità di Enea e vicepresidente Icesp - Si tratta di un segnale importante che testimonia la vitalità e la diffusione delle esperienze di economia circolare nel sistema produttivo e nei territori italiani”. Per la categoria ‘uso efficiente delle risorse e riduzione degli impatti’ è stata premiata l’azienda pratese Corertex per la capacità di recuperare fino al 96% dei materiali tessili, con una media di oltre 100mila tonnellate annue. Nella categoria ‘ecodesign e innovazione di prodotto e servizio’ si è affermata l’azienda milanese Movopack con un sistema di imballaggi riutilizzabili fino a venti volte, progettati per i brand dell’e-commerce, del retail e del B2B. Nella sezione ‘educazione, formazione e cambiamento culturale’ ha vinto la Regione Emilia-Romagna, con un percorso formativo strutturato e accessibile che rafforza la capacità di enti pubblici e operatori economici di applicare i Criteri Ambientali Minimi, promuovendo pratiche di acquisto sostenibile. Per la categoria ‘comunicazione della circolarità e trasparenza’ è stata premiata l’azienda marchigiana Matrec con un software che consente di misurare e monitorare la circolarità di materiali, prodotti e servizi. In tema di ‘innovazione sociale, inclusione e impatto sulla comunità’ il riconoscimento è andato alla rete Let’s Do It! Italy, che in provincia di Napoli ha sviluppato un modello territoriale innovativo capace di integrare educazione ambientale, cittadinanza attiva ed economia circolare, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento degli spazi pubblici. Infine, per la categoria ‘rigenerazione territoriale, natura e sistemi locali’ è stata premiata l’azienda pugliese Tondo per la piattaforma che ha messo in rete numerose realtà attive nell’economia circolare della provincia di Taranto e accelerato nove startup e progetti innovativi. Menzioni speciali sono state assegnate all’azienda Rinnovative per il riciclo di un materiale derivato del legno molto diffuso; al Mercatino del riuso, uno spazio dedicato a dare nuova vita agli oggetti, riducendo sprechi ed emissioni; ai centri del riuso della Regione Emilia-Romagna, una rete che trasforma il riuso in un valore concreto per l’ambiente e le comunità; alla diagnostica molecolare avanzata e integrata per la prevenzione sanitaria e ambientale sviluppata dallo spin-off Aida dell’Università di Catania. Infine, la menzione speciale in ‘Comunicazione della circolarità e trasparenza’, con premio conferito da EconomiaCircolare.com, è stata assegnata alla buona pratica ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’, coordinata in Italia dall’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale (Aica). “Enea svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo della piattaforma Icesp, l’hub nazionale della Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, con una presenza attiva in tutti i suoi ambiti tematici e nei principali tavoli istituzionali nazionali ed europei su economia circolare, ecodesign e materie prime critiche, nonché in forum e iniziative strategiche a supporto delle politiche di sostenibilità", commenta la presidente di Enea Francesca Mariotti. “Le buone pratiche sono fondamentali per capire come i principi dell’economia circolare possano tradursi in soluzioni concrete nei diversi settori produttivi e nei territori, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali, a un uso più efficiente delle risorse e allo sviluppo di modelli economici più sostenibili", dichiara il presidente del Cetma e della Piattaforma Icesp Roberto Morabito.