(Adnkronos) - “L’idea, fin dall’inizio, è stata quella di cooperare con il governo italiano per affrontare un fenomeno globale come la migrazione, con un’attenzione particolare ai minori non accompagnati, tra i soggetti più vulnerabili”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, in visita al centro per minori stranieri non accompagnati di Sicignano degli Alburni, nell’ambito di un progetto promosso con l’Italia e l’Unhcr. “Abbiamo deciso di sostenere finanziariamente queste strutture e di affidarci agli specialisti del settore, come l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per rafforzare i centri di accoglienza, che non solo assistono i ragazzi ma offrono loro anche una prospettiva di futuro”, ha aggiunto. Il valore della collaborazione, ha spiegato, è duplice: “Da un lato migliorare la qualità dei servizi per i minori, dall’altro investire sul personale attraverso lo scambio di esperienze e buone pratiche tra territori”. Centrale il ruolo dei mediatori culturali, “fondamentali per creare fiducia e accompagnare i giovani in un percorso di crescita e autonomia, aiutandoli a imparare la lingua e a costruire una nuova vita fino all’età adulta”. La visita rientra nel viaggio “In cammino con la Svizzera”, iniziativa che porterà l’ambasciatore in tutte le regioni italiane entro il 2027. “È un progetto che tocca molti ambiti: vogliamo conoscere meglio l’Italia, far conoscere la Svizzera e verificare sul territorio le collaborazioni esistenti e quelle possibili. Il tema migratorio è tra questi”. Balzaretti ha sottolineato la dedizione degli operatori: “In tutti i centri che ho visitato, da Como a qui, ho trovato grande passione e impegno, ma anche speranza negli occhi di questi ragazzi. È un progetto che rappresenta, in fondo, anche un progetto di speranza”. Durante l’incontro con i giovani ospiti, l’ambasciatore ha raccolto testimonianze dirette: “Mi ha colpito la freschezza di questi adolescenti, che hanno affrontato prove durissime che noi difficilmente potremmo immaginare. Eppure conservano una straordinaria voglia di imparare e costruire il proprio futuro. Uno di loro ci ha detto: voglio diventare cuoco, cucinare italiano. Sono storie che fanno bene e che dimostrano quanto sia importante continuare su questa strada, offrendo sempre più opportunità”. “È una sfida comune - ha concluso – perché questi giovani non riguardano solo un Paese: se non restano in Italia, vanno in altri paesi. Dobbiamo lavorare insieme affinché il loro percorso si trasformi in una reale prospettiva di speranza”.
(Adnkronos) - "Le sfide sono tante per quanto riguarda l'ente nazionale di previdenza e assistenza. Innanzitutto, la prima funzione che noi abbiamo è quella di controllare sempre, tenere ben sotto controllo la sostenibilità dell'ente, l'equilibrio, perché questa è la cosa principale di cui ci dobbiamo incaricare. Detto questo però, l'ente non significa solo 'elargire pensioni', come qualcuno può pensare: dobbiamo anche ideare iniziative importanti per far sì che ci sia una popolazione della nostra categoria che sia in continua evoluzione, e in particolare che vi sia un ricambio generazionale costante e continuo". Lo ha detto Stefano Dalla Mutta, neopresidente dell'Enpacl, intervenuto all'apertura dei lavori dell'assemblea dei Consigli provinciali dei consulenti del lavoro a Torino. "Per fare questo l'Enpacl ha la necessità -ha continuato- di stare al fianco della categoria e di tutti gli organi che la compongono, attraverso il sostegno concreto di tutte quelle iniziative volte a spingere verso le politiche attive di categoria per fare entrare i giovani, innanzitutto, e poi per farli restare in categoria, che come sappiamo è uno degli elementi più difficili in questo periodo. Il tema del calo demografico è annoso in tutte le categorie, noi fortunatamente teniamo, come numeri siamo stazionari". "Però questo non vuol assolutamente dire -ha avvertito- che abbassiamo la guardia, perché assieme alla demografia della categoria controlliamo anche l'indice di rapporto fra iscritti e pensionati. Questi due valori saranno sempre attenzionati, monitorati e studiati da parte del nostro Consiglio di Amministrazione", ha concluso.
(Adnkronos) - Dalle acque reflue di Milano nascono risorse preziose per l’agricoltura e l’industria. Sono i primi, importanti, risultati di tre progetti su cui Mm Spa, azienda partecipata al 100% dal Comune di Milano e gestore dell’intero servizio idrico cittadino, sta lavorando. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, promossa dall’Onu e in calendario per domenica 22 marzo, Mm Spa rilancia l’impegno per una gestione efficiente e innovativa della risorsa idrica e racconta la sperimentazione in corso per trasformare scarti biologici e fanghi di depurazione in risorse preziose per agricoltura e industria grazie all’adozione di tecnologie innovative. “Milano è un modello virtuoso di gestione efficiente della risorsa idrica - ha ricordato Francesco Mascolo, amministratore delegato di Mm Spa, a margine del suo intervento questa mattina al 'Forum Valore Acqua' organizzato da Teha Group (The European House - Ambrosetti) in corso di svolgimento a Roma - Con perdite ridotte a meno dell’11%, a fronte di una media nazionale di oltre il 37%, e una forte propensione all’innovazione. Stiamo infatti investendo in progetti di ricerca e sperimentazioni orientate allo sviluppo di nuove tecnologie per supportare un percorso virtuoso di economia circolare nell’ambito idrico. In questa direzione procedono i progetti finalizzati all’estrazione di materia ed energia dall’acqua”. Nello specifico, la ricerca coinvolge i depuratori Mm di Nosedo e San Rocco e vedono la collaborazione con poli universitari di eccellenza, come Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Università di Bologna, nonché partner industriali, tra cui A2A Ambiente, Gruppo Cap e Re-Cord. Il progetto Neofos, finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha come capofila il Gruppo Cap e mira al recupero del fosforo dalle acque reflue e dai fanghi di depurazione. Il progetto Thelma è sostenuto dal bando europeo Rfcs (Research Fund for Coal and Steel) e testa su scala industriale un processo per trasformare fanghi e scarti verdi in biocarbone e fertilizzante a base fosforo, già conformi alle norme End-of-Waste. Il progetto Fosforo, capofila A2A Ambiente, è invece finanziato dalla Regione Lombardia e ottimizza l’estrazione di fosforo e altri nutrienti dai fanghi e dalle ceneri derivanti dalla depurazione. “Questi progetti . ha ricordato Mascolo, anche nella sua veste di vicepresidente di Ape (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici del servizio idrico - posizionano Mm sulla frontiera dell’innovazione in ambito nazionale ed europeo per la trasformazione di rifiuti in risorsa. In parallelo siamo impegnati nel difficile ma virtuoso percorso verso la neutralità energetica. Rendere autosufficienti i nostri impianti di depurazione da un punto di vista della produzione energetica è l’altro tassello che rafforza il nostro percorso di sostenibilità”. La progettazione e costruzione di un impianto fotovoltaico presso il depuratore di Nosedo, che va ad aggiungersi a quello già operativo presso il depuratore di San Rocco, rappresenta un passo concreto verso l’autoproduzione di energia e la riduzione delle emissioni climalteranti.