(Adnkronos) - I missili dell'Iran colpiscono Israele e spaventano l'Europa. Se Donald Trump comincia a valutare il disimpegno progressivo dalla guerra, Israele e Iran sono sempre più immersi nel conflitto che apre la quarta settimana dopo una giornata caratterizzata dai colpi più duri inferti da Teheran. Un missile balistico colpisce la città di Arad, nel sud di Israele, provocando decine di feriti. L'Iron Dome non argina l'offensiva, il missile con una testata da 450 chili supera lo scudo difensivo: oltre 60 feriti. Un altro missile piomba su Dimona: altri feriti. Secondo gli Stati Uniti, le capacità missilistiche di Teheran sono ridotte quasi a zero. Eppure, la repubblica islamica continua ad alzare il tiro, letteralmente. Due missili puntano dritti alla base anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano: un obiettivo lontano 4000 km, ritenuto sinora fuori dalla portata. Un missile è stato neutralizzato da problemi tecnici, l'altro è stato intercettato: il dato di fondo è che il lancio è stato effettuato con la convinzione di arrivare al target. Il raggio potenziale della guerra si allarga improvvisamente. "Il regime terroristico iraniano ha lanciato per la prima volta un missile a lungo raggio in grado di raggiungere una distanza di circa 4.000 km. Durante l'Operazione del giugno 2025, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avevano rivelato che il regime iraniano intendeva sviluppare missili con una gittata di 4.000 km, che rappresentano un pericolo per decine di paesi in Europa, Asia e Africa. Il regime iraniano ha negato tale affermazione. Lo ripetiamo da tempo: il regime terroristico iraniano rappresenta una minaccia globale. Ora, con missili in grado di raggiungere Londra, Parigi o Berlino, il regime terroristico iraniano ha già compiuto attacchi contro 12 paesi della regione e sta sviluppando una capacità che rappresenta una minaccia ben più ampia", il messaggio che Israele diffonde dai profili social del ministero degli Esteri e delle forze di difesa (Idf). Se per gli Stati Uniti la guerra si potrebbe avvicinare al rettilineo finale, visto che Washington ha fatto riferimento ad una finestra di 4-6 settimane, per Israele il quadro appare nettamente diverso. Il missile caduto a Arad scuote il paese e spinge il premier Benjamin Netanyahu a serrare i ranghi: dopo "una serata molto difficile", dice il primo ministro, si continuerà a colpire il nemico. "E' una serata molto difficile nella battaglia per il nostro futuro. Siamo determinati a continuare a colpire i nostri nemici su tutti i fronti", afferma. Gli fa eco il capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir: "Siamo a metà della campagna, ma la direzione è chiara. Tra circa una settimana, in occasione della Pasqua ebraica, la festa della libertà, continueremo a combattere per la nostra libertà e il nostro futuro". I missili lanciati con successo sono per Teheran una prova di forza: "Se il regime israeliano non è in grado di intercettare i missili nell'area di Dimona, fortemente protetta, ciò costituisce, dal punto di vista operativo, un segnale che la battaglia è entrata in una nuova fase: i cieli di Israele sono indifesi. Di conseguenza, sembra che sia giunto il momento di mettere in atto i prossimi piani già predisposti", annuncia il presidente del parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf.
(Adnkronos) - Alis e Cir, Consiglio italiano per i rifugiati Ets, hanno siglato una convenzione di collaborazione con l’obiettivo di promuovere e realizzare iniziative congiunte volte a favorire l’inclusione socio-lavorativa di richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e migranti, attraverso percorsi formativi e di inserimento professionale nelle imprese associate. “L’accordo di collaborazione tra Alis e Cir - ha dichiarato il direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina - si inserisce nel quadro del nostro impegno associativo per una crescita economica che sia al tempo stesso anche sociale e inclusiva e rappresenta un passo importante per valorizzare le competenze e le potenzialità di persone che cercano una nuova opportunità di vita e di lavoro nel nostro Paese. La collaborazione, già partita con la presenza di Cir all’interno del padiglione dedicato al sociale e al terzo settore durante l’ultima edizione di LetExpo a Verona, prevede inoltre una serie di azioni tra cui la progettazione e realizzazione di programmi di formazione professionale mirati, la promozione di tirocini e opportunità occupazionali nelle aziende aderenti ad Alis, l’organizzazione di eventi informativi e di sensibilizzazione sul tema dell’inclusione lavorativa, nonché la condivisione di buone pratiche e strumenti utili a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Riteniamo che l’inserimento socio-lavorativo sia una grande occasione anche per le imprese: significa arricchire i nostri contesti produttivi e contribuire alla costruzione di una società più integrata e coesa, attraverso iniziative e progetti che uniscano competitività e solidarietà”. “Questa convenzione - ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano per i rifugiati, Roberto Zaccaria - rappresenta per noi un passo concreto verso l’inclusione socio-lavorativa di richiedenti asilo, rifugiati e migranti nel nostro Paese. Mettendo in relazione i loro bisogni e competenze con le opportunità lavorative siamo convinti rappresenti un importante valore aggiunto anche per il settore produttivo. Il lavoro è veicolo di autonomia e partecipazione attiva nella comunità, e può diventare un potente fattore di coesione quando è accompagnato da percorsi formativi adeguati e da un coinvolgimento responsabile delle imprese. La collaborazione con Alis, avviata già con la nostra partecipazione al recente evento fieristico LetExpo, consente di valorizzare le competenze dei richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e migranti favorendo un incontro consapevole tra persone e aziende, promuovendo percorsi di inclusione e permettendo loro di partecipare positivamente alla vita economica e pubblica”.
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.