(Adnkronos) - Donald Trump festeggia la morte di Robert Mueller, ex direttore dell'Fbi. Mueller è deceduto all'età di 81 anni. La famiglia dell'ex numero 1 del Bureau ha reso noto che la morte è avvenuta nella giornata di venerdì. Non sono chiare le cause, secondo i media americani Mueller era affetto da morbo di Parkinson. Dopo l'incarico da direttore delle Fbi, assunto una settimana prima dell'11 settembre 2001 e ricoperto per 12 anni, come Special Counsel ha indagato sulle interferenze della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016, che hanno sancito la vittoria di Trump. "Robert Mueller è appena morto", scrive il presidente degli Stati Uniti sul social Ttruth. "Bene, sono felice sia morto. Non può più far del male a persone innocenti". Mueller è stato decorato dei Marines, procuratore federale e direttore dell'Fbi dal 2001 al 2013. Nato a New York, ha studiato a Princeton e alla University of Virginia School of Law prima di arruolarsi nei Marines e combattere in Vietnam, ricevendo diverse onorificenze. Dopo il servizio militare ha intrapreso una lunga carriera da procuratore federale, occupandosi di crimini finanziari, terrorismo e corruzione pubblica, partecipando a indagini di rilievo come quella sul volo Pan Am 103 a Lockerbie e su Manuel Noriega. Secondo il Washington Post, si è "costruito una reputazione per la sua silenziosa rettitudine". Nominato direttore dell’Fbi una settimana prima dell’11 settembre 2001, Mueller ha guidato il Bureau per 12 anni, ponendo l'accento sul ruolo dell’intelligence e del contrasto al terrorismo, difendendo le libertà civili e opponendosi a intercettazioni senza mandato e a tecniche di interrogatorio coercitive. Dopo il ritiro nel 2013 ha collaborato con studi legali privati e guidato indagini complesse e dal grande clamore mediatico come quella sulla sospensione per violenze domestiche del giocatore Nfl Ray Rice, prima di tornare in servizio pubblico come Special Counsel nel 2017. Come procuratore speciale ha guidato l’indagine sul Russiagate, indagando sull’ingerenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016 e su sospetti legami con la campagna di Trump. L’indagine ha prodotto 37 incriminazioni, documentando hacking e disinformazione russa, senza tuttavia trovare prove sufficienti per una cospirazione con la campagna Trump, ma evidenziando dieci episodi di possibile ostruzione alla giustizia. L'indagine ha reso Mueller inviso al presidente americano, che negli anni ha ripetutamente denunciato la "caccia alle streghe" condotta nei suoi riguardi dal procuratore speciale.
(Adnkronos) - "Dal punto di vista europeo possiamo affermare che questa legislatura sia connotata da un'attenzione superiore a tutte le tematiche inerenti e di interesse al mondo del lavoro in generale: Si sta parlando molto più di competitività, si sta parlando molto più di innovazione, si sta parlando molto più di produttività. Innovazione non vuol dire soltanto innovazione del prodotto in senso stretto, ma anche dei processi, dove ovviamente sono compresi anche i processi del lavoro". E' quanto afferma l'europarlamentare Giovanni Crosetto intervenuto nell'ambito del congresso interregionale dei consulenti del lavoro Piemonte e Valle d'Aosta a Torino. "Per quanto riguarda questi processi lavorativi, la formazione può giocare un ruolo fondamentale, come l'Ordine dei Consulenti del Lavoro ci ricorda sempre. E per quanto riguarda la formazione a livello europeo, soprattutto per i fondi diretti - quelli che l'Italia fa un po' più fatica a volte a intercettare e di cui purtroppo vediamo numeri importanti che rimangono non spesi e non utilizzati - ebbene sotto questo punto di vista, i fondi per la formazione, l'Europa può fare molto ma anche l'Italia come sistema paese. Io cerco sempre di lavorare affinché questa distanza tra Europa e Italia si riduca -aggiunge- e quindi in primis di accettare i cambiamenti: penso, ad esempio, al grande tema che non è soltanto di questa legislatura, ma è di questa generazione, dell'intelligenza artificiale; e poi cercare appunto di ottenere quei fondi per andare a ridurre questo gap che ci ritroviamo, per aiutare a migliorare la nostra formazione, le nostre competenze e diventare più competitivi sul mondo del lavoro. C'è molto lavoro da fare e questi momenti, questi incontri, sicuramente aiutano a ottenere i risultati, accorciare un po' queste distanze" conclude.
(Adnkronos) - Il biogas e il biometano sono visti positivamente dai decisori italiani: il 79% di loro, infatti, riconosce un impatto positivo del biogas e del biometano sullo sviluppo del Paese. Il dato è fornito dallo studio realizzato dal Cib, Consorzio Italiano Biogas, in collaborazione con YouTrend, sulla percezione che i decisori italiani hanno del biogas e del biometano, e presentato oggi a Roma nella seconda giornata di lavori di Biogas Italy. L’evento è stato aperto dal videomessaggio del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida che ha ribadito il ruolo centrale dell’agricoltura e della filiera del biogas e biometano agricolo nella transizione. Secondo la ricerca, il biogas è visto positivamente da parlamentari e consiglieri regionali sotto diversi aspetti. Per il 79% di loro, infatti, l'impatto del biogas sullo sviluppo economico e sociale dell'agricoltura e del nostro Paese è positivo. Il 29% lo indica come molto positivo, solamente meno di uno su dieci lo giudica negativo. Un dato in linea con quello rilevato nella popolazione generale, che nel sondaggio Youtrend del 2025 giudicava l’impatto positivo nel 60% dei casi. Il sostegno dei decisori è trasversale rispetto all’arco parlamentare. L’88% dei decisori è favorevole agli impianti di biogas e il 38% si dichiara molto favorevole alla costruzione di impianti per la produzione di biogas. Per quanto riguarda il futuro del biogas, un decisore su due considera prioritaria la definizione di un nuovo quadro legislativo. Secondo gli intervistati, nei processi di realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biogas ci vorrebbe più informazione e trasparenza verso la cittadinanza: solo il 17% ritiene infatti che i cittadini siano informati in modo adeguato. Interrogati sulle azioni prioritarie per coinvolgere le comunità locali, le opzioni ritenute più efficaci sono gli incentivi agli agricoltori locali per l'uso del digestato come fertilizzante naturale (39%) e il finanziamento di iniziative per il territorio da parte delle aziende costruttrici (34%). I decisori si mostrano quindi in piena sintonia con i cittadini, i quali nella rilevazione del 2025 avevano indicato le medesime priorità ai primi due posti. Accanto alla mappa dei decisori, Lorella Rossi, area tecnica CIB, ha illustrato l’evoluzione del potenziale produttivo di biometano italiano tracciando una mappa delle biomasse disponibili a livello provinciale, così come emersa dal recente studio SNAM-CIB. Con questa mappa si stima una evoluzione della produzione annuale di gas rinnovabile molto incoraggiante: ben 8,1 miliardi di Smc al 2030 e 15,3 miliardi di Smc al 2050. I territori (provinciali e regionali) con la maggiore disponibilità di biomasse connesse al settore agricolo e zootecnico sono proprio quelli in cui si stanno realizzando e si realizzeranno i numerosi progetti supportati dal Decreto PNRR. Non solo, a fronte di tale incremento, viene comunque confermata la disponibilità di matrici per proseguire nel raggiungimento del target richiesto. La centralità dell'agricoltura nello sviluppo del biometano - definita "indispensabile" - è stata ribadita da Emilio Gatto, Direttore Generale del Masaf: “Come Ministero, sosteniamo l'ammodernamento delle aziende e l'introduzione di tecnologie 4.0 per favorire la transizione agro-energetica e lo sviluppo delle rinnovabili. Serve tuttavia coerenza normativa per valorizzare l'intera filiera: stiamo lavorando per eliminare le contraddizioni sull'uso agronomico del digestato, permettendo l'impiego in digestione anaerobica di tutti i sottoprodotti agricoli, e puntiamo a ottenere la sua equiparazione ai fertilizzanti chimici superando gli ostacoli europei. Tutto questo deve avvenire garantendo la sostenibilità tramite procedure di certificazione semplificate, senza appesantire la burocrazia e i costi per le imprese, ed evitando qualsiasi competizione con le produzioni alimentari e mangimistiche.” Intorno al tema del potenziale agricolo e al suo ruolo nella transizione energetica si sono confrontati in una tavola rotonda esponenti del mondo politico e istituzionale, mettendo al centro il profondo legame del settore con il territorio: Luca De Carlo (Presidente Commissione Agricoltura Senato), Antonella Forattini (Commissione Agricoltura Camera), Antonella Galdi (Responsabile area Transizione Energetica ANCI), Giulio Gallera (Regione Lombardia), Alberto Luigi Gusmeroli e Luca Squeri (Camera dei Deputati). In particolare per la Galdi "occorre agire sulla conoscenza delle comunità locali coinvolgendole fin dall'inizio e evidenziando la qualità degli impianti che oggi, grazie all'innovazione tecnologica, è altissima. Dobbiamo lavorare insieme partendo dagli esempi positivi che ci sono evidenziando i benefici per tutti i componenti del territorio. Come associazione siamo a disposizione per lanciare anche dei progetti pilota per incentivare filiere locali che coinvolgano anche i giovani.” Il tavolo conclusivo ha visto la partecipazione delle associazioni agricole con Gabriele Carenini (Presidente Regionale CIA Piemonte), Massimiliano Giansanti (Presidente Confagricoltura) ed Ettore Prandini (Presidente Coldiretti), che hanno evidenziato il ruolo dell’agricoltura come motore per la transizione sottolineando la necessità di un piano normativo stabile, chiaro ed efficiente, nonchè coerente con le disposizioni comunitarie che devono tenere conto delle peculiarità del made in italy. Il Vice Presidente del CIB, Angelo Baronchelli, fondatore del Gruppo AB, ha sottolineato: “Sento il dovere di fare una riflessione sul percorso che ci ha portati fin qui. Quello che abbiamo condiviso in queste giornate è la raccolta di un lavoro fatto bene negli anni insieme a tutta la filiera, mantenendo sempre un atteggiamento profondamente propositivo. Guardando al nostro percorso, possiamo affermare che sono stati 20 anni di semina di cui oggi possiamo raccoglierne i frutti; tuttavia, la natura stessa del nostro lavoro ci impone di non fermarci a questo traguardo, ma di tornare nuovamente a seminare per le sfide che verranno. Dovremo continuare a farlo con la consapevolezza di dover conciliare gli interessi diversificati di tutta la filiera, un compito che ci assumiamo con la massima e profonda responsabilità nei confronti di tutti gli attori coinvolti.” L’edizione 2026 di Biogas Italy ha visto la partecipazione nel corso delle due giornate di oltre 1400 partecipanti, imprenditori, agricoltori, istituzioni e addetti ai lavori. L’evento ha visto il supporto di Ecomondo, Snam e Veolia come partner e il sostegno di Crédit Agricole e Italgas in qualità di Main Sponsor, cui si sono affiancati 11 Gold Sponsor e 43 Silver Sponsor .