(Adnkronos) - Ia e tecnologie digitali stanno diventando strumenti sempre più decisivi nella terapia del dolore. "Abbiamo l'uso dell'intelligenza artificiale generativa, che facilita l'interazione con i pazienti, e quella predittiva, che consente di stratificare il rischio. Accanto all'Ia, strumenti come telemedicina, teleconsulto e dispositivi indossabili permettono un monitoraggio continuo dei parametri clinici. Mettiamo insieme tutte queste informazioni e miglioriamo i modelli: questo significca migliorare l’outcome dei pazienti con dolore cronico". Così Elena Bignami, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, in occasione del 25esimo congresso Acd - Area culturale dolore e cure palliative, organizzato da Siaarti e in programma da oggi al 10 aprile al Palazzo dei Congressi di Riccione. Bignami sottolinea il ruolo di Siaarti: "Tra le principali attività ci sono l'elaborazione di protocolli di studio, la promozione della ricerca scientifica e l'informazione rivolta non solo ai professionisti, ma anche ai cittadini e ai pazienti. La nostra missione è garantire supporto concreto e aggiornamento continuo a chi vive o gestisce il dolore". Un altro obiettivo fondamentale di Siaarti è prevenire la cronicizzazione del dolore e sviluppare una medicina sempre più personalizzata. "Uno dei capisaldi è evitare, quando possibile, che il dolore acuto diventi cronico - spiega Bignami - Centrale è l'individuazione precoce delle traiettorie del paziente per intervenire tempestivamente. Quando il dolore cronico è già presente, l'obiettivo è alleviarlo intervenendo anche sugli aspetti comportamentali e sulla percezione individuale. Ogni paziente è diverso e dobbiamo arrivare alla singola persona".
(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha partecipato alla consultazione pubblica aperta dalla Commissione Europea sull’aggiornamento del Regolamento europeo sull’IA del 2024 c.d. AI Act. Alemanno ha dichiarato: “Sarà necessario proseguire sulla strada di un approccio basato sul rischio con grande attenzione non solo alla regolamentazione tecnologica, ma soprattutto all’uso che se ne fa. Certamente un Regolamento unico europeo sull’utilizzo dell’IA è estremamente apprezzabile, ma occorre una completa armonizzazione tra tutti gli Stati membri rispetto a leggi nazionali sull’IA (in Italia Legge 132/2025) e un coordinamento delle autorità nazionali per evitare conflitti di competenza e rallentamenti amministrativi”. Il numero uno dell’Int ha anche evidenziato la velocità di modifica dei sistemi generati dall’Ia; “Sarà necessario evitare il rischio di obsolescenza, poiché esiste una rischiosa differenza tra i tempi di evoluzione dell’innovazione tecnologica in particolar modo nell’ambito dell’utilizzo dell’Ia e i tempi legislativi ed amministrativi, con il risultato che il nuovo Regolamento terminato il percorso legislativo risulti già deficitario. E’ necessario un monitoraggio continuo sulle regole dell’utilizzo dell’Ia con cadenza almeno semestrale, evitando però una regolamentazione troppo rigida all’interno dell’Ue che potrebbe spingere investimenti nel settore verso paesi extra-Ue e comunque implementare costi sulle attività produttive”. Altro argomento affrontato dal presidente dell’Int è stata la formazione: “Nell’utilizzo dell’IA è fondamentale la conoscenza dei sistemi digitali e la consapevolezza da parte degli utilizzatori e a tal fine è fondamentale la formazione, già indicata dall’Ai Act all’art. 4 (alfabetizzazione), l’auspicio è che la UE, in coordinamento con i Paesi membri, supporti anche in termini finanziari percorsi di formazione, si tratterebbe di un investimento a favore del corretto utilizzo dei sistemi digitali e pertanto a beneficio della riduzione degli evidenti rischi per i cittadini consumatori. E’ essenziale una formazione di carattere tecnico-conoscitivo, ma anche etico-deontologico”. Alemanno ha poi affrontato il tema delle deep fake: “Relativamente ai rischi è fondamentale trasparenza e chiarezza, problematica affrontata nell’art. 50 del Regolamento che indica gli obblighi di trasparenza per i fornitori e gli utilizzatori (deployers) dei sistemi di Ia, si vuole evidenziare particolarmente la problematica correlata alle fake digitali contenute in video, immagini o testi di approfondimento, affrontata dal punto 4 del predetto art. 50 che li individua come deep fake, tale indicazione deve essere obbligatoriamente visibile e ben evidenziata in ogni forma di comunicazione scritta o visiva generata dall’Ia, rendendo prioritarie la chiarezza, la trasparenza e la veridicità rispetto al 'godimento dell’opera' come citato nel regolamento, riferimento che dovrebbe essere cancellato dal punto 4 dell’art. 50 poiché una deep fake non può essere considerata un’opera artistica o dell’ingegno, opere, quest’ultime, che anzi devono essere tutelate per i giusti diritti di scrittori, artisti ed editori, ma anche per impedire che vengano usate per addestrare i modelli di Ia generativa”. In chiusura una raccomandazione: “Occorrono a livello europeo, per uniformità tra i vari Stati membri, linee guida settoriali specifiche (es. sanità, finanza, fisco, ecc.) che devono essere omogenee per evitare difformità e incongruenze”.
(Adnkronos) - Sos mozziconi di sigaretta sulle spiagge italiane. A lanciarlo Legambiente con i nuovi dati dell’indagine Beach Litter diffusa oggi in vista della giornata nazionale del mare (11 aprile) e del weekend di mobilitazione del 10-12 aprile 'Spiagge e Fondali Puliti 2026'. In 12 anni di monitoraggi, dal 2014 al 2026, sono 50.053 i mozziconi di sigaretta raccolti e catalogati da Legambiente in 653 transetti: una media di 77 ogni 100 metri lineari di spiaggia. Dati che valgono ai mozziconi il secondo posto in classifica tra i materiali più trovati sui lidi, dopo i frammenti in plastica che si piazzano al primo posto (61.785 quelli raccolti). I mozziconi di sigaretta costituiscono, inoltre, l’87% dei 57.099 'rifiuti di fumo' (che includono anche accendini, pacchetti di sigarette o scatole per tabacco o sigarette in carta) trovati in questi anni nel corso dei monitoraggi. A questa fotografia scattata dall’indagine Beach Litter di Legambiente si aggiunge anche quella relativa agli scarti di ogni tipologia raccolti e monitorati in questi in 12 anni nei 653 transetti e che ammontano a 512.934 rifiuti di cui l’80% è plastica. Ovvero una media di 785 rifiuti ogni 100 metri lineari. Per questo Legambiente richiama tutti all’azione e ad un maggior senso di responsabilità collettiva con la 36esima edizione di 'Spiagge e Fondali Puliti', nelle giornate del 10, 11 e 12 aprile, che ha come partner principale Sammontana, supporter Traghettilines, e partner tecnico Erion Care. Obiettivo della campagna è quello di denunciare l'incuria e l'abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell'ecosistema marino. Saranno oltre 80 le iniziative in programma in 16 regioni della Penisola organizzate da circoli e regionali di Legambiente e che vedranno in azione volontari e cittadini di tutte le età impegnati a ripulire dai rifiuti abbandonati lidi, coste, fondali ma anche foci dei fiumi e torrenti. “Il problema della dispersione dei rifiuti in mare e in spiaggia - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - resta un’emergenza in Italia e nel resto del mondo da affrontare al più presto. Per contrastare il marine e il beach litter è fondamentale ridurre l’usa e getta, prevedere più campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche più controlli e sanzioni effettive per chi getta i mozziconi di sigaretta a terra, in spiaggia o a mare. È inoltre fondamentale garantire la piena applicazione della direttiva Europa Sup 2019/904 sulla plastica monouso che prevede anche il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) di tabacco, che obbliga i produttori a coprire i costi di gestione dei rifiuti, tra cui pulizia, trasporto e trattamento dei mozziconi abbandonati. Al ministero dell’Ambiente chiediamo di definire al più presto, tramite accordi di programma o altri strumenti attuativi, l’avvio dell’Epr come chiesto dalla direttiva e che ad oggi in Italia si basa solo su base volontaria”.