(Adnkronos) - Resta stazionaria la situazione del focolaio di epatite A che si è esteso in Campania. Se all’ospedale Cotugno di Napoli, struttura di riferimento specializzata nelle malattie infettive, si sono contati 73 degenti ricoverati a marzo, con cinque pazienti in pronto soccorso, l’infezione ha prodotto anche poco più di 50 contagiati anche a Caserta (il picco registrato a Sessa Aurunca) e circa 25 nell’area della provincia di Salerno, dove nei giorni scorsi ci sono state restrizioni - tipo a Sala Consilina - sulle mense scolastiche, evitando il consumo di frutta fresca per gli studenti. Ci sono stati una decina di positivi al virus anche ad Avellino, lo stesso numero di contagiati anche a Benevento. Questo è il quadro epidemiologico, mentre i Nas sono ancora in campo per ulteriori campionamenti. Intanto a Napoli il prefetto, Michele di Bari, ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in accordo con il presidente della Regione Roberto Fico, per affrontare in modo coordinato il tema della diffusione del virus. Alla riunione hanno preso parte forze dell’ordine, Asl e Dipartimento Salute, delineando una strategia basata su monitoraggio, vaccinazioni e controlli capillari. La Regione Campania ha deciso di rafforzare tutte le principali leve della sanità pubblica, con particolare attenzione alla sorveglianza epidemiologica e alla gestione tempestiva dei casi. E’ stato anche avviato un potenziamento della campagna vaccinale e un coordinamento tra le strutture ospedaliere per garantire la disponibilità di posti letto. Sui controlli, c’è una task force nei locali pubblici, nei mercati e lungo la filiera alimentare per contrastare l’abusivismo e garantire standard igienici adeguati.
(Adnkronos) - Atlas, associazione aderente a Confindustria servizi innovativi e tecnologici impegnata nell’internazionalizzazione delle startup e delle imprese innovative italiane, annuncia l’avvio operativo del Transatlantic innovation hub, il primo landing place italiano permanente a Manhattan dedicato all’ingresso e allo sviluppo delle aziende nel mercato statunitense. Con sede al 417 Fifth Avenue, nel cuore di Midtown Manhattan, l’hub nasce con l’obiettivo di superare il modello delle missioni temporanee e offrire alle imprese italiane un presidio stabile negli Stati Uniti, primo mercato mondiale per venture capital con oltre 170 miliardi di dollari investiti nel 2024 e sede di uno degli ecosistemi startup più dinamici al mondo. Il Transatlantic innovation hub offrirà servizi di landing operativo, lead generation qualificata, supporto per incorporation e compliance negli Stati Uniti, oltre all’accesso a strumenti di finanziamento dedicati alla fase di insediamento, grazie a un accordo con una piattaforma regolamentata in ambito UE. In Italia sono attualmente 11.788 le startup innovative registrate. Nel 2025 gli investimenti in venture capital hanno raggiunto 1,488 miliardi di euro (+32% rispetto al 2024), una crescita significativa, ma ancora distante dai principali ecosistemi europei. Non a caso, cinque dei sette unicorni italiani hanno completato round di finanziamento o percorsi di espansione proprio negli Stati Uniti. A guidare l’hub sarà Simone Tarantino, nominato managing director. Con un’esperienza internazionale in ecosystem building e advisory strategico, Tarantino avrà il compito di sviluppare relazioni con investitori, acceleratori e corporate americani e accompagnare le imprese italiane nel loro percorso di crescita oltreoceano. “Il Transatlantic innovation hub non è una vetrina, ma una piattaforma di execution radicata nell’ecosistema di New York: qui le connessioni diventano contratti e la visibilità si trasforma in capitale. Manhattan è uno degli ecosistemi più competitivi al mondo, dove le imprese dimostrano sul campo la loro capacità di giocare su scala globale”, dichiara Simone Tarantino. “Gli imprenditori italiani possiedono talento e competenze tecnologiche, ma spesso incontrano difficoltà nell’accesso ai grandi mercati per la mancanza di infrastrutture di supporto. Con questo hub vogliamo colmare quel gap, affiancando le imprese dalla fase di ingresso fino alla piena competitività internazionale”, afferma Tommaso D’Onofrio, presidente di Atlas.
(Adnkronos) - Dalle acque reflue di Milano nascono risorse preziose per l’agricoltura e l’industria. Sono i primi, importanti, risultati di tre progetti su cui Mm Spa, azienda partecipata al 100% dal Comune di Milano e gestore dell’intero servizio idrico cittadino, sta lavorando. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, promossa dall’Onu e in calendario per domenica 22 marzo, Mm Spa rilancia l’impegno per una gestione efficiente e innovativa della risorsa idrica e racconta la sperimentazione in corso per trasformare scarti biologici e fanghi di depurazione in risorse preziose per agricoltura e industria grazie all’adozione di tecnologie innovative. “Milano è un modello virtuoso di gestione efficiente della risorsa idrica - ha ricordato Francesco Mascolo, amministratore delegato di Mm Spa, a margine del suo intervento questa mattina al 'Forum Valore Acqua' organizzato da Teha Group (The European House - Ambrosetti) in corso di svolgimento a Roma - Con perdite ridotte a meno dell’11%, a fronte di una media nazionale di oltre il 37%, e una forte propensione all’innovazione. Stiamo infatti investendo in progetti di ricerca e sperimentazioni orientate allo sviluppo di nuove tecnologie per supportare un percorso virtuoso di economia circolare nell’ambito idrico. In questa direzione procedono i progetti finalizzati all’estrazione di materia ed energia dall’acqua”. Nello specifico, la ricerca coinvolge i depuratori Mm di Nosedo e San Rocco e vedono la collaborazione con poli universitari di eccellenza, come Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Università di Bologna, nonché partner industriali, tra cui A2A Ambiente, Gruppo Cap e Re-Cord. Il progetto Neofos, finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha come capofila il Gruppo Cap e mira al recupero del fosforo dalle acque reflue e dai fanghi di depurazione. Il progetto Thelma è sostenuto dal bando europeo Rfcs (Research Fund for Coal and Steel) e testa su scala industriale un processo per trasformare fanghi e scarti verdi in biocarbone e fertilizzante a base fosforo, già conformi alle norme End-of-Waste. Il progetto Fosforo, capofila A2A Ambiente, è invece finanziato dalla Regione Lombardia e ottimizza l’estrazione di fosforo e altri nutrienti dai fanghi e dalle ceneri derivanti dalla depurazione. “Questi progetti . ha ricordato Mascolo, anche nella sua veste di vicepresidente di Ape (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici del servizio idrico - posizionano Mm sulla frontiera dell’innovazione in ambito nazionale ed europeo per la trasformazione di rifiuti in risorsa. In parallelo siamo impegnati nel difficile ma virtuoso percorso verso la neutralità energetica. Rendere autosufficienti i nostri impianti di depurazione da un punto di vista della produzione energetica è l’altro tassello che rafforza il nostro percorso di sostenibilità”. La progettazione e costruzione di un impianto fotovoltaico presso il depuratore di Nosedo, che va ad aggiungersi a quello già operativo presso il depuratore di San Rocco, rappresenta un passo concreto verso l’autoproduzione di energia e la riduzione delle emissioni climalteranti.