(Adnkronos) - Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 21 marzo, i rossoneri sfidano il Torino - in diretta tv e streaming - a San Siro nella 30esima giornata di campionato. La squadra di Allegri è reduce dalla sconfitta contro la Lazio, che si è imposta 1-0 all'Olimpico, mentre quella di D'Aversa, subentrato a Baroni sulla panchina granata, ha vinto 4-1 in casa contro il Parma. Nel prossimo turno di Serie A, il Milan è atteso dal big match del Maradona contro il Napoli, mentre il Torino volerà a Pisa.
(Adnkronos) - "Noi auspichiamo che si possa arrivare a una chiusura del terzo contratto con grande rapidità. So che ci sono ottime probabilità di una chiusura rapida. Questo è importante, non c'è mai astato un governo che abbia chiuso tre contratti in un legislatura". Lo ha detto Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, a margine del Xiii congresso Snals -Confsal a Roma. "La scuola torna ad essere protagonista. E' importante il dibattito e ma i si è parlato così tanto di scuola come in questa legislatura e questo sta a significare che abbiamo rimesso la scuola al centro. Per me - ha sottolineato Valditara - è fondamentale insistere nel processo di valorizzazione del personale scolastico, ridare autorevolezza ai docenti, da lì passa veramente il futuro della nostra società. Credo quindi che le tante misure che abbiamo messo in campo siano utili per questo fine che è strategico per l'Italia del futuro". "L'autorevolezza dei docenti, l'autorevolezza del personale della scuola non si esaurisce soltanto nel contratto, nell'aspetto economico. Innanzitutto c'è un ripristino di autorità del docente all'interno delle classi. Ecco perché ho voluto insistere sul tema della condotta, sul tema di quelle norme che ridanno concretamente dei poteri al docente all'interno delle classi. Anche questo è un passaggio culturale importante. Dobbiamo ripristinare il fatto che il docente non è colui che esprime delle opinioni ma è colui che trasmette un sapere con cui si avvia il dialogo necessario con cui si apre un approfondimento, un docente che suggerisce, che stimola lo spirito critico ma è innanzitutto il docente che deve essere ripristinato nella sua figura come un tempo si usava la parola maestro con la M maiuscola e il professore con la P maiuscola è il docente che è colui che possiede le conoscenze e le competenze necessarie per far crescere le conoscenze e le competenze nello studente. E guardate che questo non è un passaggio di poco conto è una piccola rivoluzione culturale". Ha aggiunto il ministro. "Poi c'è un altro aspetto che mi sta molto a cuore la difesa della figura del docente del personale scolastico del dirigente scolastico nei confronti del mondo esterno nei confronti anche di quei genitori che non hanno capito che ci deve essere una grande alleanza una forte alleanza fra famiglie e scuola perché senza questa grande alleanza non si va da nessuna parte e allora ecco perché alcune misure come l'arresto in flagranza nei confronti o in semifagranza nei confronti di chi aggredisca personale scolastico, il risarcimento del danno di immagini la difesa dell'avvocatura dello Stato la difesa legale, l'incremento delle sanzioni nei confronti di chi aggredisce personale scolastico e voglio dire che queste misure stanno iniziando a funzionare perché se andiamo a guardare le statistiche le aggressioni fatte da genitori, fatte da esterni a personale scolastico si sono ridotte di un terzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno", ha aggiunto Valditara.
(Adnkronos) - Italia più vicina agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) anche se resta ancora un ampio divario da colmare. Il dato emerge dal Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS Ets), realizzato con il sostegno e il contributo scientifico della Fondazione Enel (come Knowledge Partner) e Unioncamere, che analizza il contributo del Pnrr al percorso dell’Italia verso l’attuazione dell’Agenda 2030. Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma al Consiglio dell’Economia e del Lavoro (Cnel), nel corso dell’evento 'L’impatto del Pnrr sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile', con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e della ricerca. Se a livello nazionale, nel 2021 si rilevava una distanza media dagli obiettivi analizzati pari al 78%, nel 2026, grazie al Pnrr, tale valore scende al 39%, cosicché per centrarli entro il 2030 sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi, un valore pari al 14% degli investimenti del Pnrr diretti a specifiche Regioni/Pa e a 338 euro pro capite. L’analisi, sviluppata dall’ASviS utilizzando una metodologia innovativa applicata alle singole Regioni e Province Autonome, evidenzia in primo luogo come gli investimenti del Pnrr si concentrino soprattutto su alcuni ambiti dello sviluppo sostenibile. Le quote più rilevanti di spesa riguardano l’energia (circa il 25% delle risorse), l’innovazione, le infrastrutture e il sistema produttivo (20%), e le città sostenibili (14%). Rilevanti sono anche gli investimenti destinati a salute e istruzione, che assorbono ciascuno circa l’11 % dei fondi. Al contrario, risultano molto limitati o quasi assenti gli investimenti direttamente orientati agli Obiettivi dell’Agenda 2030 riguardanti la parità di genere, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela della biodiversità e la partnership globale. “Questo Rapporto, basato su un approccio metodologico molto innovativo, mostra come il Pnrr abbia rappresentato un passaggio importante per sostenere la trasformazione dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, grazie alla forte spinta impressa agli investimenti pubblici e privati lungo linee progettuali in gran parte coerenti con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 - osserva Marcella Mallen, presidente dell’ASviS - Ma ancora molta strada resta da fare. Da questo punto di vista la prossima programmazione europea può consentire, se ben orientata, un ulteriore passo avanti per migliorare la qualità della vita delle persone e la competitività delle nostre imprese”. Dall’analisi emergono significative differenze territoriali: tra le Regioni che beneficiano maggiormente del contributo del Pnrr in termini di progresso verso gli Obiettivi figurano Abruzzo, Marche e Basilicata, mentre all’estremo opposto si collocano Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Provincia autonoma di Trento e Umbria. Per colmare il divario residuo, il Rapporto stima i fabbisogni finanziari aggiuntivi per raggiungere gli 11 Obiettivi considerati, fabbisogni molto differenti tra le Regioni anche in funzione della loro dimensione demografica: si va da circa 30 milioni di euro per la Valle d’Aosta a 42 milioni per il Molise a oltre tre miliardi per la Lombardia e il Lazio. “La sfida ora è guardare oltre il Pnrr e rafforzare la capacità del Paese di programmare politiche pubbliche coerenti con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile - dichiara Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS - Il modello sviluppato dall’ASviS può essere utilizzato dalle istituzioni europee, nazionali e territoriali anche per programmare le politiche successive al 2026, contribuendo a ridurre i divari esistenti e ad accelerare il percorso dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, anche in vista della definizione delle priorità del bilancio europeo per il periodo 2028-2034”. “Questo lavoro fotografa a livello regionale e in diversi casi anche provinciale la distanza dagli obiettivi di Agenda 2030 - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - L’Italia ha ricevuto a questo riguardo una spinta importante dal Pnrr. Certo non erano sufficienti le pur ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per raggiungere tutti gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile. Con questo rapporto, però, i decisori pubblici avranno uno strumento che consentirà loro di capire come, su cosa e dove intervenire per colmare i divari, utilizzando al meglio le risorse del ciclo finanziario europeo 2028-2034”.