(Adnkronos) - 'Stranger Things' si è conclusa con la quinta stagione. E mentre i fan pensano a come sentir meno la mancanza di Undici, Dustin, Mike, Will, Lucas, Max, Steve, Nancy, Robin, Jonathan, Hopper e Joyce, la serie diventa qualcosa di più grande. Va oltre. Si trasforma in una macchina del tempo. Ogni nota che accompagna le avventure a Hawkins e nel Sottosopra riporta agli Anni 80 chi quegli anni li ha vissuti e fa riscoprire alle nuove generazioni un mondo musicale che sembrava "lontano lontano", come la galassia di 'Star Wars'. Quasi dimenticata. Brani come 'Should I Stay or Should I Go' dei The Clash non sono più solo vecchie canzoni: diventano colonna sonora di coraggio, di amicizia, di prime emozioni adolescenziali. Così come 'Never Ending Story', prodotto e composto dal musicista italiano Giorgio Moroder e interpretata dal cantante pop inglese Limahl. E poi c’è Kate Bush - per molti solo la cantante di 'Wuthering Heights' e 'Babooshka' - che con il suo struggente 'Running Up That Hill', datato 1985, ha conquistato le nuove generazioni per essere stato il brano che ha fatto 'resuscitare' Max, il personaggio interpretato da Sadie Sink, grazie alla sua capacità di connetterla con i suoi ricordi felici e aiutarla a sfuggire alla presa del mostro Vecna. La canzone non ha soltanto donato una nuova vita a Max, ma anche alla canzone stessa. Nel 2022, infatti, è tornata in classifica con la quarta stagione. In cinque stagioni, 'Stranger Things' ha rispolverato un'infinità di riferimenti alla cultura pop Anni 80, spesso grazie alle colonne sonore che hanno fatto la storia (e continuano a farla). Ma è nell'ultimo episodio che i fratelli Duffer, creatori della serie, hanno fatto il colpo grosso inserendo due brani di Prince: 'When Doves Cry' e 'Purple Rain', contenute nell'album 'Purple Rain' del 1984. Ottenere i diritti non è stato per niente facile. Le licenze, infatti, non erano mai state concesse. "L'idea di includere quei brani è arrivata quando abbiamo immaginato un giradischi come detonatore della bomba destinata a distruggere il ponte che collega il mondo reale al Sottosopra", racconta Ross Duffer alla rivista di Netflix 'Tudum'. "Non abbiamo mai discusso così tanto sulla scelta di una canzone come in quel momento", ricorda. "Ci serviva un brano epico. E penso che non ci sia niente di più epico di Prince". Per i creatori dello show "ciò che è davvero emozionante è che non era mai stata utilizzata prima". Gli eredi di Prince generalmente "non concedono la licenza per quella canzone, eccetto per il film 'Purple Rain'". Ma ai Duffer serviva quel brano perché più di tutti sapeva riassumere l'essenza e l'emozione della scena che accompagna nell'episodio finale. "Ci è stato detto che era davvero difficile, quindi abbiamo incrociato le dita", racconta Matt Duffer. Hanno accettato, ma grazie all'effetto Kate Bush. Il ritorno in classica nel 2022 ha convinto gli eredi di Prince a concedere i due brani. E la scelta si è rivelata vincente. Dall'uscita dell'episodio finale, come riporta 'Variety', 'Purple Rain' ha registrato un aumento del 243% degli ascolti su Spotify, con un +577% tra gli ascoltatori Gen Z a livello globale. Mentre 'When Doves Cry' è salita del 200%, con un +128% tra la Gen Z. La nostalgia che 'Stranger Things' evoca non è fine a sé stessa: diventa un ricordo che si trasforma in nuova vita. E così ci si ritrova a (ri)cantare quelle canzoni a squarciagola sotto la doccia o in macchina, a rovistare nei negozi di dischi alla ricerca del vinile o a 'consumare' le playlist sulle piattaforme digitali. Con 'Stranger Things' non si guarda solo una storia: si ascolta un’epoca, e la si sente battere dentro come se non se ne fosse mai andata.
(Adnkronos) - Innovazione, crescita e presenza internazionale. Sono le direttrici su cui sta lavorando per il futuro Dedem, azienda made in Italy storicamente legata al business delle cabine fototessera che punta a far diventare sempre più evolute, trasformandole in veri e propri punti di servizio per il cittadino. Ma per l'azienda di Ariccia, in provincia di Roma, che ha installato oltre sessanta anni fa la prima cabina fototessera in Italia, l'anno che si chiude è stato segnato dalla quotazione in Borsa. "La quotazione -racconta ad Adnkronos/Labitalia Alberto Rizzi, amministratore delegato del Gruppo- è stata soprattutto l’inizio di una nuova fase, non un punto di arrivo. Ci ha dato maggiore visibilità e ci ha permesso di rafforzare il dialogo con il mercato e con le banche. Chiudiamo l’anno con un risultato molto concreto: abbiamo messo ordine nella struttura finanziaria, semplificandola e rendendola più solida, con scadenze più lunghe e un costo del debito migliore. Questo ci consente di guardare avanti con più serenità e con una capacità di investimento decisamente maggiore", sottolinea il dirigente dell'azienda che ha anche circa 2.100 macchine fototessera all’estero, tra Spagna e Repubblica Ceca. Struttura finanziaria che si è ulteriormente rafforzata con un nuovo finanziamento con un pool di banche. "L’operazione -spiega Rizzi- nasce dall’esigenza di fare pulizia e creare spazio per crescere. Abbiamo unificato e rifinanziato linee accese negli anni scorsi e, allo stesso tempo, ci siamo dotati di risorse dedicate allo sviluppo. Una parte sarà destinata a investimenti tecnologici, digitali e industriali, oltre a operazioni di crescita per acquisizioni, in Italia e all’estero. Oggi Dedem conta oltre 650 persone, con una forte componente tecnica, e la crescita che stiamo programmando porterà anche nuove opportunità occupazionali, soprattutto nei settori più innovativi del gruppo", sottolinea. Cambiamenti e innovazioni, ma si parte sempre dal primo business. "Le cabine fototessera -sottolinea- restano il nostro punto di partenza e, ancora oggi, uno dei nostri principali punti di forza. In oltre sessant’anni hanno attraversato tutte le grandi trasformazioni tecnologiche, dall’analogico al digitale, fino alle soluzioni più evolute per l’identità e i servizi al cittadino. Oggi non sono più solo un servizio essenziale, ma un prodotto riconosciuto anche a livello internazionale. La recente selezione della nostra cabina Icona da parte di Canon Europe come modello di riferimento per i photo booth nell’area Emea è un segnale importante di questo percorso: un riconoscimento che valorizza il nostro design, la nostra ingegneria e una visione industriale profondamente made in Italy". "Parallelamente, il gruppo -continua Rizzi- si è evoluto ampliando il proprio raggio d’azione: dal leisure e dall’intrattenimento per famiglie fino ai servizi tecnologici più innovativi, con un’attenzione particolare all’Ict e alla stampa 3D. Siamo cresciuti mantenendo sempre il controllo diretto di progettazione, software e gestione: è questo approccio industriale integrato che ci ha permesso di innovare continuamente, senza mai perdere la nostra identità". E le prossime sfide puntano a essere ancora più impegnative. "Le direttrici -spiega Rizzi- sono chiare: innovazione, crescita e presenza internazionale. Per esempio, stiamo lavorando per rendere le nostre cabine sempre più evolute, trasformandole in veri e propri punti di servizio per il cittadino. Continueremo a investire nel leisure, che sta crescendo molto, soprattutto nei centri commerciali, e a valutare acquisizioni mirate di operatori specializzati o con tecnologie interessanti. L’obiettivo è crescere in modo selettivo e coerente con quello che siamo", sottolinea. Non manca l'attenzione all'intelligenza artificiale. "L’intelligenza artificiale -conclude Rizzi- è già parte del nostro lavoro quotidiano. La utilizziamo per rendere i servizi più sicuri, soprattutto quando si parla di immagini biometriche e identità digitale. Stiamo collaborando con il mondo universitario su progetti di ricerca avanzata e allo stesso tempo stiamo integrando l’Ia nei nostri software per migliorare efficienza e affidabilità delle macchine. È un’evoluzione naturale per un’azienda che da sempre lavora tra tecnologia e servizio al cittadino".
(Adnkronos) - Anche per queste festività, fra dicembre 2025 e gennaio 2026, è previsto un aumento degli imballaggi conferiti in raccolta differenziata dai cittadini italiani. Le prime stime Conai indicano, come per gli anni passati, una crescita dei flussi a fine vita: per plastica e vetro gli incrementi nei conferimenti potrebbero oscillare tra il 4% e il 7%, mentre per la carta l’aumento potrebbe localmente raggiungere punte del 10%. "Le analisi a campione, confrontando i dati degli anni precedenti con le previsioni fornite dai gestori di alcune città italiane, porta a delineare questo scenario - spiega Fabio Costarella, vicedirettore generale Conai - La situazione economica del Paese resta eterogenea e non è semplice prevedere se l’andamento sarà più o meno forte. Ma un aumento dei consumi tra dicembre e gennaio resta fisiologico e rende ragionevole attendersi anche un incremento dei conferimenti in raccolta differenziata. Le previsioni di Confcommercio indicano, ad esempio, che per i soli regali natalizi ogni italiano spenderà in media 211 euro: un incremento dei consumi che porta con sé una maggiore quantità di imballaggi". Come avviene ogni anno, a crescere saranno soprattutto gli imballaggi in carta e cartone, in particolare scatole per spedizioni, confezioni di prodotti natalizi e carta regalo, ma anche quelli in plastica, come film, involucri, vaschette e imballaggi alimentari. Per quanto riguarda il vetro, l’aumento riguarderà soprattutto bottiglie di vino, spumante e liquori, tipiche del periodo delle feste. "In alcuni territori le percentuali potrebbero risultare anche superiori alle nostre stime - prosegue Costarella - Negli ultimi anni l’incertezza economica e i cambiamenti nei consumi hanno reso più complessa l’attività previsionale, ma resta fondamentale che i cittadini conferiscano correttamente gli imballaggi. Il sistema Paese è in grado di gestire senza criticità questi volumi, a condizione che la qualità della raccolta rimanga elevata". Proprio per questo, durante le festività è importante prestare particolare attenzione a come si differenziano i rifiuti. La carta utilizzata per avvolgere i regali è riciclabile e va conferita nella raccolta di carta e cartone, così come le confezioni esterne di pandoro e panettone. Gli scontrini, salvo indicazioni diverse riportate sul retro, devono invece essere gettati nell’indifferenziato perché realizzati in carta chimica. Ma anche carta oleata e carta da forno non sono riciclabili se non espressamente indicato e non vanno conferite con la carta. E ancora: addobbi natalizi, pirofile in vetro borosilicato e ceramiche non devono essere conferiti con gli imballaggi in vetro perché comprometterebbero la qualità della raccolta. Anche i bicchieri di cristallo rotti vanno buttati nell’indifferenziato. "Il cristallo contiene piombo, e pochi frammenti di cristallo compromettono grandi quantità di vetro riciclabile", spiega Fabio Costarella. Le scatole in legno utilizzate per confezionare bottiglie di vino o liquori devono invece essere portate alle isole ecologiche. Infine, per la plastica, giocattoli rotti e oggetti che non sono imballaggi non vanno inseriti nella raccolta differenziata, ma conferiti nel rifiuto indifferenziato o portati nei centri di raccolta. Tutti gli imballaggi in plastica devono essere svuotati prima del conferimento, mentre quelli flessibili è consigliabile schiacciarli per ridurre il volume. "È bene rimuovere le etichette coprenti dai flaconi o dalle bottiglie -aggiunge Costarella - e conferire poi in raccolta differenziata sia l’etichetta sia il flacone o la bottiglia. È un aiuto ai riciclatori, che potranno così gestire meglio gli imballaggi in fase di preparazione per recupero e riciclo". "Con un tasso di riciclo degli imballaggi superiore al 76%, l’Italia si colloca stabilmente tra i Paesi di riferimento in Europa nel campo dell’economia circolare - conclude Fabio Costarella. - Il mantenimento e il rafforzamento di questo risultato richiedono un impegno costante e condiviso, anche nei periodi caratterizzati da un aumento dei consumi. Una corretta raccolta differenziata consente di valorizzare le risorse, sostenere gli obiettivi di sostenibilità e consolidare un modello che il Paese ha progressivamente costruito nel tempo".