(Adnkronos) - L'esercito del Venezuela ha dichiarato di riconoscere Delcy Rodriguez, vicepresidente del deposto leader Nicolas Maduro, come leader ad interim del Paese, all'indomani dell'operazione militare con cui gli Usa hanno catturato l'ex presidente e lo hanno trasferito negli Stati Uniti affinché venga processato. Il ministro della Difesa Vladimir Padrino López ha rilasciato una dichiarazione a sostegno di una decisione della Corte Suprema che ha nominato Rodriguez presidente ad interim per 90 giorni. Il raid statunitense ha comportato "l'uccisione a sangue freddo di gran parte della sua squadra di sicurezza, soldati e civili innocenti", ha poi denunciato, condannando il "codardo sequestro" dell'ex presidente Maduro da parte delle forze Usa. Padrino Lopez ha poi esortato la popolazione del Paese a riprendere le normali attività in un discorso televisivo. "Invito il popolo del Venezuela a riprendere le proprie attività di ogni tipo, economiche, lavorative ed educative, nei prossimi giorni", ha detto il capo dell'esercito in un videomessaggio alla nazione. Padrino Lopez ha poi esortato gli Stati Uniti a rilasciare l'ex presidente e messo in guardia il resto del mondo contro il "colonialismo" di Washington. Circondato da ufficiali militari, il generale in capo ha sottolineato che Maduro "è il leader costituzionale vero e autentico di tutti i venezuelani" e dichiarato che l'esercito ne esige il "rilascio immediato". Ha poi condannato l'"ambizione colonialista" degli Usa, esortando gli altri Paesi "a volgere lo sguardo verso ciò che sta accadendo contro il Venezuela, contro la sua sovranità": il mondo "deve stare in guardia, perché se ieri è successo al Venezuela, domani potrebbe accadere ovunque". Quindi l'appello alla popolazione a "non cedere alle tentazioni della guerra psicologica, alla minaccia, alla pace che ci vogliono imporre", esortandola piuttosto "alla pace e all'ordine". Le Forze armate "garantiranno la governabilità del Paese" e useranno "tutte le capacità a disposizione per difendere il Paese, mantenere l'ordine interno e preservare la pace", ha poi assicurato il ministro, descrivendo l'apparato militare come "la fusione perfetta di popolo, polizia e forze armate". In un'intervista telefonica a The Atlantic, il presidente Usa Donald Trump ha intanto lanciato una minaccia contro la nuova leader venezuelana, affermando che "se non farà la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro", catturato ieri dagli Usa a Caracas. La ricostruzione" in Venezuela e "il regime change o come volete chiamarlo, è meglio di quello che c'è in questo momento. Non può andare peggio di così", ha continuato il presidente Usa. I commenti segnano un netto allontanamento dalla sua precedente avversione per il cambio di regime e il 'nation building' ("costruzione di una nazione"), come rileva la testata statunitense, che evidenzia la distanza tra le parole di Trump e le posizioni comuni nella base trumpiana del Partito repubblicano, il movimento Make America Great Again (Maga). "La ricostruzione non è una cosa negativa nel caso del Venezuela", ha poi ribadito Trump, parlando di un "Paese andato all'inferno", "totalmente fallito" e "un disastro sotto ogni punto di vista". Trump ha poi negato che l'operazione militare contro il Venezuela abbia come obiettivo il controllo statunitense dell'emisfero occidentale, nel solco della cosiddetta Dottrina Monroe, che egli stesso ha fatto sua (soprannominandola "Dottrina Donroe"). "Non si tratta dell'emisfero. Si tratta del Paese. Si tratta dei singoli Paesi", ha affermato per poi precisare che la decisione di rapire il presidente venezuelano "non è stata presa semplicemente per ragioni geografiche", come scrive la testata. Gli Stati Uniti non considerano Rodriguez presidente legittima, aveva chiarito in precedenza il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando con Abc News e sottolineando di non ritenerla legittima perché "non crediamo che questo regime sia legittimo in quanto frutto di elezioni... E non siamo solo noi. Sono circa 60 i paesi in tutto il mondo che condividono questa opinione". "In definitiva - aveva sottolineato - la legittimità del loro sistema di governo deriverà da un periodo di transizione e da elezioni reali, che finora non hanno avuto". Trump sta avendo conversazioni "molto concrete e molto chiare" con la presidente ad interim del Venezuela, in cui le ha detto di "guidare" il Paese "o farsi da parte", ha poi detto la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem nel corso di un'intervista a Fox News. "Puoi governare o puoi farti da parte. Non ti permetteremo di continuare a sovvertire la nostra influenza americana", avrebbe detto Trump secondo Noem. Alla domanda se Maduro possa essere estradato dopo il processo, la segretaria ha risposto: "Penso che dobbiamo vedere e lasciare che il processo faccia il suo corso". Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores compariranno domani alle 12 ora locale (le 18 in Italia) davanti al giudice Alvin K.Hellerstein per rispondere delle accuse per le quali sono stati incriminati negli Stati Uniti, ha comunicato la Corte federale distrettuale di Manhattan. La presidente del Consiglio Giorgia Melon ha intanto avuto una conversazione telefonica con Maria Corina Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela. Nel corso della telefonata è stato condiviso come l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto. Così una nota di palazzo Chigi. Sarebbe intanto salito a 80 morti il bilancio dell'attacco americano contro Caracas e altre località venezuelane di ieri. Lo ha riferito una fonte venezuelana al New York Times, secondo cui tra le vittime ci sono civili e membri delle forze di sicurezza e il bilancio potrebbe salire ancora. L'Unione Europea "chiede calma e moderazione a tutti gli attori", al fine di "evitare un'escalation e garantire una soluzione pacifica alla crisi" scaturita dall'operazione militare con cui gli Usa hanno catturato l'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro. Lo si legge in una dichiarazione firmata dall'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas e tutti i Paesi membri dell'Ue, meno l'Ungheria. "L'Ue ricorda che, in ogni circostanza, devono essere rispettati i principi del diritto internazionale e della Carta dell'Onu", recita il testo, sottolineando che i membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, tra cui spicca Washington, "hanno la particolare responsabilità di sostenere tali principi, in quanto pilastro dell'architettura di sicurezza internazionale". E ancora: "L'Ue ha ripetutamente affermato che Nicolás Maduro manca della legittimità di un presidente eletto democraticamente e ha sostenuto una transizione pacifica verso la democrazia guidata dai venezuelani nel Paese, rispettosa della sua sovranità". L'Ue "condivide la priorità di combattere la criminalità organizzata transnazionale e il traffico di droga, che rappresentano una significativa minaccia alla sicurezza mondiale", anche se sottolinea al contempo che tali sfide "devono essere affrontate attraverso una cooperazione costante nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei principi di integrità territoriale e sovranità", si legge ancora. "Tutti i prigionieri politici attualmente detenuti in Venezuela devono essere rilasciati incondizionatamente", recita ancora la nota, che ribadisce come in questo momento critico sia "essenziale che tutti gli attori rispettino pienamente i diritti umani e il diritto internazionale umanitario". Le autorità consolari dei Paesi Ue "lavorano in stretto coordinamento per proteggere la sicurezza dei cittadini dell'Ue, compresi quelli detenuti illegalmente" nel Paese sudamericano, assicura il documento. Per l'Ue, "rispettare la volontà del popolo venezuelano rimane l'unico modo per il Venezuela di ripristinare la democrazia e risolvere l'attuale crisi. Siamo in stretto contatto con gli Usa, così come con i partner regionali e internazionali, per sostenere e facilitare il dialogo con tutte le parti coinvolte, portando a una soluzione negoziata, democratica, inclusiva e pacifica della crisi, guidata dai venezuelani", aggiunge il testo. Intanto cinque Paesi dell'America Latina e la Spagna hanno messo in guardia contro ogni tentativo esterno di assumere il "controllo" del Venezuela, reagendo ai commenti con cui il presidente degli Stati Uniti ha suggerito che Washington "gestirà" il Paese e avrà accesso al suo petrolio. Brasile, Cile, Colombia, Messico, Uruguay e Spagna hanno espresso in una dichiarazione congiunta il loro "rifiuto" per la rimozione di Nicolas Maduro dalla presidenza del Venezuela da parte delle forze degli Usa e la "preoccupazione per qualsiasi tentativo di controllo o amministrazione governativa o appropriazione esterna di risorse naturali o strategiche".
(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, Manageritalia e Confetra hanno sottoscritto il rinnovo del 'Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti di aziende di autotrasporto e spedizione merci, di servizi logistici e di trasporto combinato', con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e validità fino al 31 dicembre 2028. Contratto che ad oggi riguarda circa 1000 dirigenti in un settore che rappresenta circa il 9% del Pil nazionale. La firma in prossimità della scadenza naturale del contratto (31 dicembre 2025), rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro. Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l’innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere, gli incentivi all’autoformazione e per la fruizione delle ferie. Carlo De Ruvo, presidente Conferta, ha dichiarato: “Questo rinnovo effettuato prima della scadenza vuole essere un segnale di grande considerazione nei confronti della nostra dirigenza quale cuore pulsante delle aziende. Ovviamente non posso non rimarcare la totale sintonia con Manageritalia con la quale abbiamo condiviso i contenuti del rinnovo dando spazio, oltre agli aspetti economici, al rafforzamento delle politiche per il welfare. In sintesi, si tratta di un ottimo risultato che credo soddisfi in egual misura sia le aziende che i dirigenti". Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, ha sottolineato: "Si tratta di un accordo equilibrato, che permetterà ai dirigenti interessati di recuperare in parte gli effetti dell’impennata inflazionistica degli ultimi anni, senza pesare eccessivamente sulle imprese. Un passo importante per la competitività del settore logistico determinante per crescita del Paese. Con la firma odierna aggiungiamo un ulteriore tassello, piccolo ma significativo, all’impegno di Manageritalia nella tutela dei diritti dei dirigenti italiani, a partire dal rafforzamento del welfare. Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione anche al tema dell’invecchiamento attivo, valorizzando la permanenza dei dirigenti senior che, attraverso progetti di tutoraggio e mentoring, metteranno a disposizione delle nuove generazioni in azienda le proprie competenze ed esperienze". Monica Nolo, vicepresidente di Manageritalia e capo delegazione sindacale, ha proseguito: “Questo contratto che viene siglato prima della scadenza è un gesto concreto che rafforza il ruolo della contrattazione e mette al centro la qualità del lavoro e delle relazioni sindacali moderne. È una scelta di responsabilità e visione: non solo si riconosce il valore della managerialità come elemento alla base dello sviluppo delle imprese, ma si guarda avanti investendo sul welfare e fornendo nuovi strumenti per accompagnare il ricambio generazionale in azienda: sono segnali politici e culturali di grande valore". Ecco i punti chiave dell’accordo. Incremento retributivo: aumento lordo mensile a regime di 750 euro, suddiviso in tre tranche che scatteranno il 1° gennaio di ogni anno (300 dal 2026, 230 dal 2027, 220 dal 2028); welfare contrattuale rafforzato: credito welfare annuale di 2000 euro, potenziamento del fondo Mario Negri, conferma dei valori di universalità delle coperture assicurative dell’Antonio Pastore, revisione delle agevolazioni contributive contrattuali; campo di applicazione: è stato maggiormente dettagliato il campo di applicazione del Ccnl; nuove tutele sociali e demografiche: innovazione sul tema dell'Invecchiamento attivo', che supporta lo scambio intergenerazionale permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di continuare ad operare con funzioni di tutoraggio dei colleghi più giovani, introduzione di una procedura per incentivare la fruizione delle ferie, sostegno alla genitorialità e mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie; formazione e politiche attive: promozione dell’auto-formazione, con diritto ad usufruire di un minimo di 6 giornate di congedo retribuito nell’arco di un triennio. Estensione dell’ambito di applicazione delle politiche attive per la ricollocazione; equità e trasparenza: misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale.
(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado di trattare i rifiuti tessili misti - provenienti, ad esempio, da costumi da bagno, collant e pantacollant - e recuperare da essi le fibre di nylon e di fibra Lycra, rendendole poi disponibili per la realizzazione di nuovi capi di abbigliamento. La collaborazione con The Lycra Company e Triumph ha consentito di validare il processo utilizzando le fibre recuperate per la realizzazione di un coordinato intimo 100% riciclato. “Grazie a questo progetto, il tema del riciclo nel settore tessile entra in una nuova dimensione, dimostrando per la prima volta che è possibile recuperare fibre tessili da tessuti misti e riutilizzarle per la produzione di nuovi capi di abbigliamento. Si tratta di un’innovazione senza precedenti, che apre rivoluzionari scenari di sviluppo per l’industria tessile. Come RadiciGroup, siamo orgogliosi di aver ideato ed essere riusciti a raggiungere, insieme ai nostri partner, questo importante traguardo e siamo pronti a intraprendere i prossimi passi”, dichiara Stefano Alini, Ceo di Radici InNova. “Questo progetto innovativo mette in evidenza il ruolo che l’elastan può avere nel contribuire a far progredire la circolarità nell’industria dell’abbigliamento. Lavorando a stretto contatto con Radici InNova e Triumph, The Lycra Company ha dimostrato che le fibre di Lycra possono mantenere le loro prestazioni di elasticità e di capacità di recupero della forma originaria che le hanno rese note a livello mondiale, fornendo comfort, vestibilità e libertà di movimento, pur essendo reintegrate nel ciclo di filatura", commenta Nicholas Kurland, Product Development Director, Advanced Concepts di The LycraCompany. Il progetto ha inizio quattro anni fa, quando Radici InNova avvia lo studio di un processo per la dissoluzione e la separazione delle fibre tessili miste. Dopo la messa a punto iniziale del processo, i successivi test consentono di recuperare campioni di fibra Lycra da tessuti contenenti più materiali, campioni che vengono poi inviati a The Lycra Company per verificarne la riciclabilità. Si passa poi al caso concreto per dimostrare la fattibilità: Triumph mette a disposizione il proprio surplus di produzione, tessuto contenente il 16% di fibra Lycra. Da questo materiale, Radici InNova riesce a recuperare la fibra Lycra e il nylon. La fibra Lycra viene quindi rifilata da The Lycra Company, mentre RadiciGroup lavora il nylon riciclato trasformandolo in nuovo filato Renycle. Con questi filati riciclati (fibra Lycra e Renycle) viene realizzato un tessuto nero di 60 metri che Triumph utilizza per produrre un coordinato intimo - reggiseno e slip - dimostrando concretamente la possibilità di chiudere il ciclo di recupero (close loop): da scarto tessile a nuovo capo. Il risultato ad oggi raggiunto da Radici InNova, The Lycra Company e Triumph è da considerarsi come un prototipo (concept garment), pensato per dimostrare la fattibilità tecnica del riciclo di tessuti misti, in grado di porre le basi per sviluppare una sua successiva industrializzazione. “Pur essendo ancora nelle sue fasi iniziali, Triumph è orgogliosa di contribuire a questa iniziativa pionieristica e di esplorare il potenziale di questa innovativa tecnologia di riciclo per future applicazioni. Il nostro prossimo passo si concentrerà sulla creazione di una capsule collection, lavorando al contempo su soluzioni in grado di garantire l'identificazione del prodotto, la sua tracciabilità e i sistemi di circolarità, per far sì che i capi rimangano in uso il più a lungo possibile e, una volta giunti a fine vita, possano essere riciclati nel modo più appropriato. In Triumph, ci impegniamo a promuovere i principi di innovazione e collaborazione in materia di sostenibilità. Far parte di questo progetto rafforza la nostra convinzione che la circolarità dei capi di abbigliamento composti da fibre tessili miste sia possibile e siamo orgogliosi di contribuire a trasformare questa visione in realtà", dichiara Vera Galarza, Global Head of Sustainability Triumph.