(Adnkronos) - Il dossier Venezuela resta sul tavolo del governo in queste ore calde. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni - reduce dal vertice dei volenterosi a Parigi sull'Ucraina - continua a monitorare la situazione, in stretto contatto con gli alleati e in particolare con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina si prepara a riferire in Aula sul dossier venezuelano: non c'è ancora una data ufficiale, ma martedì 13 potrebbe essere il giorno giusto. "La prima cosa da fare è garantire la stabilità del Venezuela, impedire che ci sia una guerra civile e far sì che la situazione si calmi, poi bisogna lavorare perché ci possa essere una situazione di crescita economica", ha spiegato Tajani, ospite di '5 minuti' su Rai Uno. Il leader di Forza Italia ha riferito di aver parlato con il segretario di Stato americano Marco Rubio degli sforzi per la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti da Caracas. Rubio, ha aggiunto Tajani, "ha accolto positivamente la posizione dell'Italia e credo che anche gli Stati Uniti ci aiuteranno a liberare i prigionieri politici, come Trentini". A Palazzo Chigi la linea resta improntata alla massima cautela diplomatica, ma senza arretrare sul giudizio politico nei confronti del regime di Nicolas Maduro. L'azione militare statunitense voluta da Donald Trump ha riacceso tensioni internazionali e diviso le cancellerie, ma per l'esecutivo italiano il punto fermo rimane la necessità di una transizione democratica in Venezuela e la tutela della comunità italiana nel Paese sudamericano, che conta centinaia di migliaia di connazionali e discendenti di italiani. Una posizione che Fratelli d'Italia ha fissato nei giorni scorsi in una nota informativa interna inviata ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, che detta la cornice interpretativa della crisi aperta dall'intervento statunitense. E dove non mancano attacchi alla sinistra e alla Cgil di Maurizio Landini. Nel dossier - datato 3 gennaio, giorno del blitz degli Usa - è contenuta una ricostruzione dell'operazione americana: "Nelle prime ore del 3 gennaio gli Stati Uniti hanno condotto un attacco su larga scala contro il Venezuela". Un'azione che, secondo quanto riportato, ha portato alla cattura del presidente venezuelano e della moglie, successivamente incriminati negli Stati Uniti per "cospirazione per narcotraffico e terrorismo" e per il possesso di armi ed esplosivi "da usare contro gli Stati Uniti". Il documento sottolinea come contro l'operazione si siano schierati "la Russia - partner storico di Caracas - l'Iran e Cuba", mentre l'Unione europea ha invitato alla moderazione, ribadendo di essere "al fianco del popolo venezuelano" e di sostenere "una transizione pacifica e democratica". Una formula che Fdi fa propria, pur inserendola in un quadro più ampio di condanna del regime chavista. Grande spazio viene dedicato alle elezioni venezuelane, definite senza mezzi termini una "farsa". Maduro, si legge, ha mantenuto il potere "tramite elezioni segnate da gravissime irregolarità", respinte nel tempo da Onu, Ue e da gran parte della comunità internazionale. La nota ricorda come già nel 2019 Fratelli d'Italia chiedesse il riconoscimento di Juan Guaidò e come, dopo il voto del 2024, il governo Meloni abbia confermato di "non riconoscere la proclamata vittoria di Maduro a seguito di elezioni poco trasparenti". In questo contesto viene valorizzata la figura di Edmundo Gonzalez Urrutia, indicato come il "presidente legittimo e democraticamente eletto del Paese". Il dossier ricostruisce la sua ascesa politica dopo l'esclusione di Maria Corina Machado (sentita telefonicamente da Meloni domenica scorsa) dalla competizione elettorale da parte di un Consiglio elettorale "controllato dal regime" e ricorda che Gonzalez Urrutia ha denunciato "la mancata pubblicazione da parte del Governo venezuelano dei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali". Il documento insiste poi sulla "sistematica soppressione dei diritti umani in Venezuela" e descrive un Paese piegato da una crisi umanitaria "catastrofica", con milioni di persone bisognose di aiuti, un'inflazione fuori controllo e servizi essenziali al collasso. Il regime viene definito "criminale e spietato", responsabile di aver "ridotto alla fame un Paese potenzialmente ricchissimo" e di aver alimentato la propria sopravvivenza politica attraverso repressione, narcotraffico e violazioni sistematiche delle libertà fondamentali. Sul piano della linea internazionale, Fratelli d'Italia richiama una posizione di equilibrio già espressa da Palazzo Chigi: "L'azione militare esterna non è la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari", ma viene allo stesso tempo considerato "legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza", soprattutto quando si tratta di Stati accusati di favorire il narcotraffico. Infine, l'affondo politico interno. La nota segnala come contro l'operazione statunitense si siano schierati non solo governi autoritari, ma anche "la sinistra italiana e Maurizio Landini", accusati di non essersi mai indignati per "un regime che reprime il dissenso, tortura e uccide gli oppositori, affama il popolo e froda le elezioni": "Si indignano ora, chiedendo il rispetto del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti. Gli stessi che, tra le loro fila, hanno elementi spiccatamente filo-putiniani e che strizzano l'occhio ai filo-Hamas (tra tutti il caso Hannoun)", si legge ancora. Un passaggio che prefigura uno scontro parlamentare destinato a riaccendersi in Aula, in vista dell'informativa del ministro Tajani.
(Adnkronos) - Entrerà in vigore tra tre giorni il testo che modifica e posticipa l’applicazione del Regolamento Eudr. E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento (UE) 2025/2650 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2025, che modifica il Regolamento (UE) 2023/1115-Eudr riguardo determinati obblighi a carico di operatori e commercianti. “Si chiude così un percorso complesso che ha visto l’impegno concreto e costante di Federlegnoarredo, insieme ad altri attori, portando a un risultato importante: misure finalmente più attuabili”, commenta il presidente di Federlegnoarredo Claudio Feltrin. “Un ringraziamento speciale va alle associazioni europee Cei Bois ed Efic, di cui siamo membri, per il contributo costante e costruttivo. Resta ora fondamentale proseguire il lavoro in stretta collaborazione con le istituzioni affinché il percorso verso la sostenibilità, prioritario per noi, sia sempre più condiviso, e la tutela dell’ambiente proceda di pari passo con la tenuta del tessuto industriale”.
(Adnkronos) - Il Consorzio Erp Italia, uno dei principali Sistemi Collettivi senza scopo di lucro attivi in Italia per la gestione dei Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e dei rifiuti di pile e accumulatori, ha realizzato l’indagine Swoa – Survey Waste & Opportunities Awareness – con l’obiettivo di misurare il livello di conoscenza, percezione e comportamento degli italiani rispetto al riciclo dei rifiuti elettronici. La fotografia emersa dalla ricerca, condotta su un campione rappresentativo di oltre 1.200 cittadini tra i 20 e i 60 anni, restituisce un quadro chiaro: il tema dei Raee è ancora poco conosciuto, nonostante la crescente attenzione verso la sostenibilità. Il 73% degli italiani si considera preparato, ma più della metà (56%) non sa cosa significhi l’acronimo Raee, e solo il 44% lo collega correttamente ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Anche i comportamenti dichiarati raccontano di un’Italia a due velocità: il 41% afferma di riciclare correttamente i Raee, ma tra questi una parte significativa li conferisce in modo scorretto – il 25% nell’indifferenziato e il 22% tramite operatori non ufficiali. Il 36% conserva dispositivi elettronici a casa perché non sa dove portarli. Un dato che evidenzia come la volontà di fare bene ci sia, ma sia spesso frenata dalla mancanza di informazioni pratiche o dalla difficoltà di accesso ai punti di raccolta.Accanto a questi ostacoli culturali e logistici, l’indagine evidenzia una domanda latente di servizi più vicini ai cittadini. Tra le proposte più condivise spiccano l’introduzione di contenitori condominiali dedicati (65%), la raccolta porta a porta anche per i Raee (60%) e più campagne informative sui canali tradizionali e digitali (55%).