(Adnkronos) - Suicidio assistito per 'Libera', 55enne toscana affetta da sclerosi multipla. La donna "è morta a casa sua in seguito all'autosomministrazione di un farmaco letale tramite il dispositivo con comando oculare che era stato appositamente predisposto dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per consentire di azionare l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita". Lo rende noto l'Associazione Luca Coscioni spiegando che è la 14esima persona in Italia ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e la seconda in Toscana seguita dalla stessa Associazione Luca Coscioni. “Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già. Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito. La mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana”, ha dichiarato Libera. "Il dispositivo le è stato consegnato dalla Usl ed è stato appositamente predisposto per lei dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per consentirle di azionare l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita - rende noto l'Associazione su Fb - Grazie al sistema di puntamento oculare interfacciato con una pompa infusionale, 'Libera' ha attivato autonomamente l’infusione endovenosa del farmaco, superando l’ostacolo della tetraparesi spastica che le impediva qualsiasi movimento, compreso quello necessario per premere il tasto di attivazione del macchinario solitamente usato per questa procedura". “A ‘Libera’ va il nostro grazie per aver lottato non solo per sé, ma per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo ad aprire una strada che potrà essere percorsa anche da altri. In questo momento il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla sua famiglia e a tutte le persone che le sono state accanto”, dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.
(Adnkronos) - Ha preso il via oggi dal Teatro Nazionale di Milano il road show in sei tappe con cui Manageritalia Lombardia celebrerà il talento e l’impegno degli studenti e delle studentesse di tutte le province lombarde. Nella suggestiva cornice del teatro milanese sono state consegnate 841 borse di studio istituite dal Fondo Mario Negri e da Manageritalia Lombardia, riconoscimenti dedicati a sostenere il merito e il talento dei giovani, dalle scuole medie fino all’università della provincia di Milano e di Monza-Brianza. Ad aprire la prima tappa del tour, dedicata alle province di Milano e Monza-Brianza, è stato Antonio Bonardo, Presidente di Manageritalia Lombardia che, con Tiziana Vallone, Vicepresidente di Manageritalia Lombardia e Antonella Portalupi, Presidente del Fondo Mario Negri, hanno consegnato i prestigiosi riconoscimenti agli studenti e alle studentesse premiati. "Premiare il merito - dichiara Antonio Bonardo, Presidente di Manageritalia Lombardia - significa investire nel futuro del nostro Paese e della nostra comunitàCon queste borse di studio vogliamo riconoscere l’impegno, la passione e la determinazione di tanti giovani che ogni giorno affrontano con serietà il proprio percorso di studi. Per Manageritalia Lombardia sostenere il talento è una responsabilità, ma anche un grande orgoglio: crediamo che valorizzare le capacità delle nuove generazioni significhi contribuire a costruire una società più dinamica, competente e aperta alle sfide del domani. Ai ragazzi e alle ragazze premiati oggi vogliamo dire di continuare a coltivare curiosità, spirito critico e voglia di conoscere". "Le borse di studio supportano i giovani nell'istruzione di qualità, nello sviluppo di competenze avanzate e nel realizzare i propri sogni. In questo modo, creiamo un ambiente fertile per la nascita di nuove idee e soluzioni, capaci di affrontare le sfide globali e di contribuire al progresso sociale ed economico", afferma dichiara Antonella Portalupi, Presidente Fondo Mario Negri. "Dietro ogni borsa di studio c’è una storia fatta di impegno, sacrifici e sogni condivisi con famiglie e docenti. Per noi significa riconoscere non solo il merito, ma il percorso umano di questi ragazzi, accompagnandoli con fiducia verso il loro futuro", commenta Tiziana Vallone, vicepresidente di Manageritalia Lombardia. La mattinata è stata anche un’occasione di confronto e ispirazione per i premiati e le loro famiglie. Prima della cerimonia di consegna delle borse di studio, i partecipanti hanno incontrato Virginia Benzi, giovane fisica e divulgatrice scientifica che sta rivoluzionando il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano alla scienza. Benzi ha accompagnato il pubblico in un viaggio affascinante tra atomi, particelle e galassie, mostrando come la fisica non sia soltanto una materia fatta di formule, ma una chiave per leggere la realtà con occhi nuovi. Il dialogo è stato arricchito dal confronto con la giornalista e conduttrice televisiva Valeria Ciardiello, che ha guidato la conversazione stimolando domande e riflessioni con i giovani presenti. La tappa milanese inaugura così un road show che attraverserà tutte le province lombarde, portando sul territorio il riconoscimento al merito degli studenti e rafforzando il legame tra formazione, talento e futuro. Manageritalia Lombardia continua così a investire sulle nuove generazioni, convinta che sostenere lo studio e valorizzare l’impegno dei giovani rappresenti una leva fondamentale per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.
(Adnkronos) - Sono 253 le Buone Pratiche di economia circolare registrate nel database della Piattaforma italiana per l’economia circolare Icesp, di cui 245 realizzate sul territorio nazionale e 8 implementate fuori dall'Italia. È quanto emerge dal Rapporto presentato oggi a Roma all’ottava Conferenza annuale Icesp. La Piattaforma Icesp, che lavora in stretta connessione con la Piattaforma della Commissione Europea Ecesp (European Circular Economy Stakeholder Platform), rappresenta la più strutturata ed estesa comunità di attori italiani dell’economia circolare, che vede il contributo di oltre 400 esperti provenienti da più di 200 organizzazioni di istituzioni pubbliche locali e nazionali, imprese e associazioni di categoria, mondo della ricerca, società civile. "Le buone pratiche sono lo strumento per tradurre gli indirizzi strategici in azioni concrete, replicabili e per diffondere i modelli circolari - spiega all'Adnkronos Grazia Barberio, coordinatrice Icesp Italia e ricercatrice Enea Dipartimento Sostenibilità - Vengono dapprima raccolte, poi sistematizzate e valutate da un Comitato di revisione di Buone Pratiche e una volta superati gli elementi caratteristici di qualità, che includono la replicabilità, l'innovazione, l'efficacia dei risultati raggiunti, il contributo educativo e comportamentale, i benefici ambientali, economici e sociali conseguiti, vengono pubblicate sul sito Icesp. Tra l'altro questo numero a breve crescerà perché ne abbiamo più di 40 che sono in fase di valutazione. Quello che poi facciamo successivamente è una mappatura che ci serve ad inquadrare quali sono i settori industriali che trainano di più, quali sono le aree geografiche che sono più attive e anche quali fasi del ciclo di vita sono più rappresentate". Il Rapporto Icesp offre, dunque, una fotografia aggiornata delle buone pratiche che stanno contribuendo alla transizione verso l’economia circolare in Italia. Riguardano soprattutto i settori dell’agroalimentare, del tessile e dell’edilizia, con una prevalenza di interventi nelle fasi della produzione (66 buone pratiche mappate) e della gestione dei rifiuti (60), dove le strategie circolari possono generare i maggiori benefici in termini di efficienza delle risorse e riduzione degli impatti ambientali. Seguono la fornitura di materie prime seconde (55), l’innovazione (45) e il consumo (27). I soggetti promotori delle buone pratiche sono principalmente le imprese, seguite da enti pubblici e associazioni, mentre a livello territoriale, risultano particolarmente attive le regioni Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. Nel report Icesp un’attenzione specifica è dedicata al ruolo delle biotecnologie circolari, con l’analisi di 74 buone pratiche, pari a circa il 30% del totale, che utilizzano soluzioni biotecnologiche per la valorizzazione delle biomasse, il recupero di risorse e lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti bio-based. Le pratiche biotecnologiche sono promosse principalmente da imprese private, soprattutto nei settori agroalimentare, della bioeconomia e della gestione dei rifiuti, spesso in collaborazione con enti pubblici e centri di ricerca. Dal punto di vista geografico, risultano concentrate prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Lazio. "La bioeconomia - spiega Barberio - ha sempre più un ruolo centrale, trainante e abilitante per la transizione circolare del sistema Paese". Il trend osservato nel tempo è quello di una crescita sia nel numero che nella qualità delle esperienze analizzate. "C'è un incremento di stakeholder convolti e questa è la cosa fondamentale perché se cresce la rete aumenta anche la possibilità che gli stakeholder possano inviarci le loro buone pratiche: nel 2018 eravamo 18 ad oggi siamo 200 e abbiamo toccato dei picchi anche di 300 organizzazioni - osserva Barberio - Poi c'è la crescita delle buone pratiche: noi ne abbiamo raccolte nel tempo 250 partendo da pochi casi; nel 2020 ci siamo dotati di questo Comitato di revisione Buone Pratiche che è stato fondamentale per dare quel bollino di 'qualità' perché le buone pratiche sono importanti sia come numero ma anche come qualità di rappresentanza dell'economia circolare". Per valorizzare e promuovere la diffusione delle Buone Pratiche Icesp, favorendone la replicabilità, è stato istituito quest’anno il 'Premio Buone Pratiche Icesp'. “Per questa prima edizione abbiamo ricevuto da aziende e pubbliche amministrazioni 51 candidature, tutte caratterizzate da un elevato livello di qualità, innovazione e potenziale di replicabilità - sottolinea, in una nota, Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento Sostenibilità di Enea e vicepresidente Icesp - Si tratta di un segnale importante che testimonia la vitalità e la diffusione delle esperienze di economia circolare nel sistema produttivo e nei territori italiani”. Per la categoria ‘uso efficiente delle risorse e riduzione degli impatti’ è stata premiata l’azienda pratese Corertex per la capacità di recuperare fino al 96% dei materiali tessili, con una media di oltre 100mila tonnellate annue. Nella categoria ‘ecodesign e innovazione di prodotto e servizio’ si è affermata l’azienda milanese Movopack con un sistema di imballaggi riutilizzabili fino a venti volte, progettati per i brand dell’e-commerce, del retail e del B2B. Nella sezione ‘educazione, formazione e cambiamento culturale’ ha vinto la Regione Emilia-Romagna, con un percorso formativo strutturato e accessibile che rafforza la capacità di enti pubblici e operatori economici di applicare i Criteri Ambientali Minimi, promuovendo pratiche di acquisto sostenibile. Per la categoria ‘comunicazione della circolarità e trasparenza’ è stata premiata l’azienda marchigiana Matrec con un software che consente di misurare e monitorare la circolarità di materiali, prodotti e servizi. In tema di ‘innovazione sociale, inclusione e impatto sulla comunità’ il riconoscimento è andato alla rete Let’s Do It! Italy, che in provincia di Napoli ha sviluppato un modello territoriale innovativo capace di integrare educazione ambientale, cittadinanza attiva ed economia circolare, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento degli spazi pubblici. Infine, per la categoria ‘rigenerazione territoriale, natura e sistemi locali’ è stata premiata l’azienda pugliese Tondo per la piattaforma che ha messo in rete numerose realtà attive nell’economia circolare della provincia di Taranto e accelerato nove startup e progetti innovativi. Menzioni speciali sono state assegnate all’azienda Rinnovative per il riciclo di un materiale derivato del legno molto diffuso; al Mercatino del riuso, uno spazio dedicato a dare nuova vita agli oggetti, riducendo sprechi ed emissioni; ai centri del riuso della Regione Emilia-Romagna, una rete che trasforma il riuso in un valore concreto per l’ambiente e le comunità; alla diagnostica molecolare avanzata e integrata per la prevenzione sanitaria e ambientale sviluppata dallo spin-off Aida dell’Università di Catania. Infine, la menzione speciale in ‘Comunicazione della circolarità e trasparenza’, con premio conferito da EconomiaCircolare.com, è stata assegnata alla buona pratica ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’, coordinata in Italia dall’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale (Aica). “Enea svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo della piattaforma Icesp, l’hub nazionale della Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, con una presenza attiva in tutti i suoi ambiti tematici e nei principali tavoli istituzionali nazionali ed europei su economia circolare, ecodesign e materie prime critiche, nonché in forum e iniziative strategiche a supporto delle politiche di sostenibilità", commenta la presidente di Enea Francesca Mariotti. “Le buone pratiche sono fondamentali per capire come i principi dell’economia circolare possano tradursi in soluzioni concrete nei diversi settori produttivi e nei territori, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali, a un uso più efficiente delle risorse e allo sviluppo di modelli economici più sostenibili", dichiara il presidente del Cetma e della Piattaforma Icesp Roberto Morabito.