(Adnkronos) - "Con iptacopan abbiamo finalmente" la possiblità di "riempire un vuoto" terapeutico "andando a intervenire sulla cause della" glomerulopatia da C3 (C3G). In altre parole, "non ci si trova più a gestire le conseguenze, ma si prova a cercare di affrontare il problema in modo mirato sulla causa". Lo ha detto Luigi Biancone, professore di Nefrologia e direttore Sc Nefrologia dialisi trapianto U, Aou Città della salute e della scienza di Torino (presidio Molinette), oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato da Novartis in occasione dell'approvazione del rimborso, da parte di Aifa-Ageniza italiana del farmaco, di iptacopan per il trattamento della C3G, patologia renale ultra rara e progressiva. Cambia anche "la gestione del paziente - chiarisce Biancone - poiché tutto ciò che si utilizzava in passato aveva uno scarso rapporto tra i benefici e gli effetti collaterali, era quindi era necessario monitorare" strettamente "i pazienti e tenerli sotto controllo. Ma questo medicalizzare enormemente i pazienti veniva poco sopportato, soprattutto dai più giovani. Questa nuova terapia, tra l’altro molto pratica perchè si può assumere per via orale, va notevolmente incontro anche a questi aspetti". Prima dell'arrivo di questo trattamento, "i pazienti venivano gestiti con terapie" che agivano su 2 aspetti. La sintomatologia, come si fa per "tutte le problematiche renali glomerulari legate a diabete, ipertensione, con il controllo dei sintomi e della proteinuria. Sul secondo aspetto, quello relativo alla causa della patologia, l'unica cosa che si poteva fare "era cercare di intervenire in quella parte di infiammazione, che era poi una conseguenza dell'attivazione del C3, con cortisone, farmaci immunosoppressori, ma con risultati variabili ed effetti collaterali sicuramente significativi, che poi andavano ad accumularsi nel tempo, con risultati che conosciamo bene, con il 50% delle persone che sviluppavano questa malattia, nel giro di 10 anni affrontavano dialisi o trapianto".
(Adnkronos) - “Questa iniziativa, partita quattro anni fa, nelle sue quattro edizioni ha visto il coinvolgimento di oltre 550 apprendisti che seguono la formazione duale in tutta Italia, da Nord a Sud. Siamo qui, al Ministero dell'Istruzione e del Merito, per consegnare i diplomi della seconda classe. In questi anni abbiamo ricevuto oltre 23.000 candidature di ragazzi in tutta Italia che erano interessati ad entrare nella nostra squadra”. Così Sebastiano Sacilotto, ceo di Lidl Italia, intervenendo all’incontro, il 27 marzo scorso al ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma, durante il quale sono stati presentati i risultati ottenuti con l’introduzione del modello di alto apprendistato della Camera di Commercio Italo-Germanica (Ahk Italien) negli Its Academy. Il progetto ‘Lidl 2 your career’ di Lidl Italia, che ha portato all’assunzione di 550 apprendisti e dalla formazione di 630 tutor aziendali, rappresenta l’applicazione ad oggi più significativa del modello. “Questa giornata rappresenta un grande riconoscimento per l'azienda, ma soprattutto per questi giovani, che hanno creduto nella formazione, nel lavoro e si sono impegnati”, ha sottolineato. Risultati che sono “la prova che quando le aziende, quindi il settore privato, fanno rete con le scuole, in questo caso gli Istituti tecnici, insieme alle Regioni o al Ministero, si possono creare veramente dei percorsi di eccellenza - precisa - che aiutano l'occupazione giovanile e premiano i ragazzi che hanno la volontà di lavorare, studiare e creare un percorso professionale per il loro futuro”. “Tengo infine a precisare che non ci limitiamo a formare i talenti all'interno del nostro punto vendita, ma abbiamo costruito un vero e proprio sistema di formazione. Così facendo, i nostri punti vendita da retail diventano delle vere e proprie accademie per la formazione dei ragazzi”.
(Adnkronos) - Sono 253 le Buone Pratiche di economia circolare registrate nel database della Piattaforma italiana per l’economia circolare Icesp, di cui 245 realizzate sul territorio nazionale e 8 implementate fuori dall'Italia. È quanto emerge dal Rapporto presentato oggi a Roma all’ottava Conferenza annuale Icesp. La Piattaforma Icesp, che lavora in stretta connessione con la Piattaforma della Commissione Europea Ecesp (European Circular Economy Stakeholder Platform), rappresenta la più strutturata ed estesa comunità di attori italiani dell’economia circolare, che vede il contributo di oltre 400 esperti provenienti da più di 200 organizzazioni di istituzioni pubbliche locali e nazionali, imprese e associazioni di categoria, mondo della ricerca, società civile. "Le buone pratiche sono lo strumento per tradurre gli indirizzi strategici in azioni concrete, replicabili e per diffondere i modelli circolari - spiega all'Adnkronos Grazia Barberio, coordinatrice Icesp Italia e ricercatrice Enea Dipartimento Sostenibilità - Vengono dapprima raccolte, poi sistematizzate e valutate da un Comitato di revisione di Buone Pratiche e una volta superati gli elementi caratteristici di qualità, che includono la replicabilità, l'innovazione, l'efficacia dei risultati raggiunti, il contributo educativo e comportamentale, i benefici ambientali, economici e sociali conseguiti, vengono pubblicate sul sito Icesp. Tra l'altro questo numero a breve crescerà perché ne abbiamo più di 40 che sono in fase di valutazione. Quello che poi facciamo successivamente è una mappatura che ci serve ad inquadrare quali sono i settori industriali che trainano di più, quali sono le aree geografiche che sono più attive e anche quali fasi del ciclo di vita sono più rappresentate". Il Rapporto Icesp offre, dunque, una fotografia aggiornata delle buone pratiche che stanno contribuendo alla transizione verso l’economia circolare in Italia. Riguardano soprattutto i settori dell’agroalimentare, del tessile e dell’edilizia, con una prevalenza di interventi nelle fasi della produzione (66 buone pratiche mappate) e della gestione dei rifiuti (60), dove le strategie circolari possono generare i maggiori benefici in termini di efficienza delle risorse e riduzione degli impatti ambientali. Seguono la fornitura di materie prime seconde (55), l’innovazione (45) e il consumo (27). I soggetti promotori delle buone pratiche sono principalmente le imprese, seguite da enti pubblici e associazioni, mentre a livello territoriale, risultano particolarmente attive le regioni Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. Nel report Icesp un’attenzione specifica è dedicata al ruolo delle biotecnologie circolari, con l’analisi di 74 buone pratiche, pari a circa il 30% del totale, che utilizzano soluzioni biotecnologiche per la valorizzazione delle biomasse, il recupero di risorse e lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti bio-based. Le pratiche biotecnologiche sono promosse principalmente da imprese private, soprattutto nei settori agroalimentare, della bioeconomia e della gestione dei rifiuti, spesso in collaborazione con enti pubblici e centri di ricerca. Dal punto di vista geografico, risultano concentrate prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Lazio. "La bioeconomia - spiega Barberio - ha sempre più un ruolo centrale, trainante e abilitante per la transizione circolare del sistema Paese". Il trend osservato nel tempo è quello di una crescita sia nel numero che nella qualità delle esperienze analizzate. "C'è un incremento di stakeholder convolti e questa è la cosa fondamentale perché se cresce la rete aumenta anche la possibilità che gli stakeholder possano inviarci le loro buone pratiche: nel 2018 eravamo 18 ad oggi siamo 200 e abbiamo toccato dei picchi anche di 300 organizzazioni - osserva Barberio - Poi c'è la crescita delle buone pratiche: noi ne abbiamo raccolte nel tempo 250 partendo da pochi casi; nel 2020 ci siamo dotati di questo Comitato di revisione Buone Pratiche che è stato fondamentale per dare quel bollino di 'qualità' perché le buone pratiche sono importanti sia come numero ma anche come qualità di rappresentanza dell'economia circolare". Per valorizzare e promuovere la diffusione delle Buone Pratiche Icesp, favorendone la replicabilità, è stato istituito quest’anno il 'Premio Buone Pratiche Icesp'. “Per questa prima edizione abbiamo ricevuto da aziende e pubbliche amministrazioni 51 candidature, tutte caratterizzate da un elevato livello di qualità, innovazione e potenziale di replicabilità - sottolinea, in una nota, Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento Sostenibilità di Enea e vicepresidente Icesp - Si tratta di un segnale importante che testimonia la vitalità e la diffusione delle esperienze di economia circolare nel sistema produttivo e nei territori italiani”. Per la categoria ‘uso efficiente delle risorse e riduzione degli impatti’ è stata premiata l’azienda pratese Corertex per la capacità di recuperare fino al 96% dei materiali tessili, con una media di oltre 100mila tonnellate annue. Nella categoria ‘ecodesign e innovazione di prodotto e servizio’ si è affermata l’azienda milanese Movopack con un sistema di imballaggi riutilizzabili fino a venti volte, progettati per i brand dell’e-commerce, del retail e del B2B. Nella sezione ‘educazione, formazione e cambiamento culturale’ ha vinto la Regione Emilia-Romagna, con un percorso formativo strutturato e accessibile che rafforza la capacità di enti pubblici e operatori economici di applicare i Criteri Ambientali Minimi, promuovendo pratiche di acquisto sostenibile. Per la categoria ‘comunicazione della circolarità e trasparenza’ è stata premiata l’azienda marchigiana Matrec con un software che consente di misurare e monitorare la circolarità di materiali, prodotti e servizi. In tema di ‘innovazione sociale, inclusione e impatto sulla comunità’ il riconoscimento è andato alla rete Let’s Do It! Italy, che in provincia di Napoli ha sviluppato un modello territoriale innovativo capace di integrare educazione ambientale, cittadinanza attiva ed economia circolare, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento degli spazi pubblici. Infine, per la categoria ‘rigenerazione territoriale, natura e sistemi locali’ è stata premiata l’azienda pugliese Tondo per la piattaforma che ha messo in rete numerose realtà attive nell’economia circolare della provincia di Taranto e accelerato nove startup e progetti innovativi. Menzioni speciali sono state assegnate all’azienda Rinnovative per il riciclo di un materiale derivato del legno molto diffuso; al Mercatino del riuso, uno spazio dedicato a dare nuova vita agli oggetti, riducendo sprechi ed emissioni; ai centri del riuso della Regione Emilia-Romagna, una rete che trasforma il riuso in un valore concreto per l’ambiente e le comunità; alla diagnostica molecolare avanzata e integrata per la prevenzione sanitaria e ambientale sviluppata dallo spin-off Aida dell’Università di Catania. Infine, la menzione speciale in ‘Comunicazione della circolarità e trasparenza’, con premio conferito da EconomiaCircolare.com, è stata assegnata alla buona pratica ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’, coordinata in Italia dall’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale (Aica). “Enea svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo della piattaforma Icesp, l’hub nazionale della Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, con una presenza attiva in tutti i suoi ambiti tematici e nei principali tavoli istituzionali nazionali ed europei su economia circolare, ecodesign e materie prime critiche, nonché in forum e iniziative strategiche a supporto delle politiche di sostenibilità", commenta la presidente di Enea Francesca Mariotti. “Le buone pratiche sono fondamentali per capire come i principi dell’economia circolare possano tradursi in soluzioni concrete nei diversi settori produttivi e nei territori, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali, a un uso più efficiente delle risorse e allo sviluppo di modelli economici più sostenibili", dichiara il presidente del Cetma e della Piattaforma Icesp Roberto Morabito.