(Adnkronos) - Dal bikini più celebre della storia del cinema alle ombre di un tradimento finanziario degno di un film di spionaggio. L'attrice svizzera Ursula Andress, 90 anni compiuti lo scorso 19 marzo, icona intramontabile del grande schermo e prima Bond-Girl della saga 'Agente 007 – Licenza di uccidere'(1962) interpretato da Sean Connery, è stata vittima di una truffa, rivelatasi poi un intrigo internazionale che ha coinvolto beni, opere d’arte e disponibilità finanziarie per circa 20 milioni di euro. La vicenda, che ha avuto origine in Svizzera e si è sviluppata fino a Firenze, si è conclusa con un maxi-sequestro disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Firenze. L’attrice svizzera ha raccontato al quotidiano elvetico 'Blick' la propria esperienza con parole di dolore e incredulità: “Sono ancora sotto shock – ha dichiarato – sono stata scelta deliberatamente come vittima. Per otto anni sono stata adulata e manipolata. Hanno mentito senza scrupoli, sfruttando la mia fiducia in modo perfido e criminale”. Una confessione che restituisce il senso di un tradimento profondo, che va oltre la semplice sottrazione di denaro. La vicenda trae origine dalla denuncia presentata da Andress alle autorità svizzere. La celebre attrice aveva constatato una progressiva depauperazione del proprio patrimonio, affidato a gestori fiduciari, e aveva deciso di rivolgersi alla Procura del Cantone di Vaud. Gli accertamenti svizzeri hanno rivelato operazioni opache e complesse, finalizzate a rendere quasi impossibile la tracciabilità dei fondi. Gli investigatori hanno ricostruito un percorso finanziario di circa 18 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 20 milioni di euro, movimentati in società estere, acquisizioni patrimoniali e investimenti in opere d’arte di pregio. Il principale sospettato, secondo la stampa svizzera, è Eric Freymond, ex gestore patrimoniale ginevrino già noto alle cronache giudiziarie per controversie simili, tra cui un contenzioso con Nicolas Puech, erede della maison Hermès. Secondo le indagini, Freymond avrebbe drenato il patrimonio di Andress investendo in titoli di scarso valore e conducendo operazioni finanziarie opache, alcune delle quali finalizzate all’acquisto di opere d’arte intestate alla moglie del gestore, il cui valore reale e collocazione attuale rimangono tuttora ignoti. La vicenda ha preso una piega drammatica lo scorso luglio. Messo alle strette dalle accuse, Freymond avrebbe ammesso parte degli illeciti contestati. Solo due settimane dopo, è stato trovato morto: secondo la stampa svizzera, si sarebbe tolto la vita, lasciando dietro di sé un labirinto di conti correnti, società di comodo e prestanome, complicando ulteriormente l’azione giudiziaria. L’emersione di significativi collegamenti con il territorio italiano, e in particolare con la provincia di Firenze, ha reso necessaria l’attivazione di un articolato meccanismo di cooperazione giudiziaria internazionale. Su richiesta delle autorità svizzere e grazie ai fondamenti giuridici della Convenzione europea del 1959, della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen del 1990 e dell’Accordo di associazione della Confederazione Svizzera allo spazio Schengen, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze – Direzione distrettuale antimafia – ha coordinato le indagini sul territorio nazionale, trasformando gli elementi acquisiti in sede internazionale in una linea investigativa autonoma e coerente. Su delega della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze ha condotto un’attività tecnica di alto livello, basata su analisi documentali, accertamenti bancari, ricostruzioni societarie e incroci di dati patrimoniali. L’obiettivo era ricostruire l’intera filiera del denaro illecito, seguendo il cosiddetto “paper trail” fino al suo reimpiego finale. Le indagini hanno permesso di individuare che i fondi sottratti erano stati oggetto di svariate operazioni di “stratificazione”, finalizzate a ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa. I capitali sarebbero stati poi investiti in un compendio immobiliare di prestigio a San Casciano Val di Pesa, comprendente 11 unità immobiliari e 14 terreni destinati a vigneti e uliveti, oltre a opere d’arte e ulteriori disponibilità finanziarie. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, condividendo integralmente l’impostazione accusatoria della Procura, ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni fino a concorrenza dell’intero profitto illecito, pari a circa 18 milioni di franchi svizzeri. Il provvedimento è stato eseguito nei territori di San Casciano Val di Pesa e in ulteriori località della Toscana, sottolineando come anche Firenze e la regione siano potenzialmente esposte al rischio di reinvestimenti di provenienza illecita in beni durevoli e socialmente riconoscibili. Nonostante la morte del presunto responsabile, la vicenda non si è conclusa. Il management dell’attrice ha confermato la volontà di individuare eventuali complici e in questa direzione vanno anche le indagini della Procura di Firenze. Nelle scorse settimane le autorità svizzere hanno perquisito gli uffici di un avvocato e di un notaio del Canton Vaud, sospettati di aver collaborato con Freymond. Il legale ha respinto ogni addebito, mentre il notaio si è trincerato dietro il segreto professionale. “Speravo di vivere serenamente gli ultimi anni della mia vita – ha confessato Andress alla stampa svizzera – invece sono stata ignobilmente truffata. Soffro di insonnia, ansia e rabbia. Sto molto male e spero che i responsabili vengano puniti con la massima severità”. Parole di dolore e amarezza, che restituiscono il senso del tradimento subito da una donna che ha conquistato il mondo con la sua bellezza e il suo talento. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Minsait, società di Indra Group leader nella trasformazione digitale, è stata premiata da Salesforce nella categoria Top Innovative Partner per la Pubblica amministrazione centrale (Pac) italiana, durante il Partner Summit, organizzato da Salesforce ieri a Milano. Il riconoscimento valorizza in particolare la capacità di Minsait di guidare con successo un progetto strategico di digitalizzazione in ambito Pac, basato sull’evoluzione delle piattaforme crm e sull’integrazione di soluzioni di intelligenza artificiale come Agentforce. L’iniziativa ha contribuito a migliorare la gestione dei processi, l’efficienza operativa e la qualità dell’interazione tra istituzioni, cittadini e operatori. "Questo riconoscimento conferma la validità di un approccio orientato a tradurre i bisogni concreti della Pubblica Amministrazione in soluzioni digitali capaci di generare efficienza, semplicità e valore. La collaborazione con Salesforce ci consente di sviluppare progetti ad alto impatto, pensati per accompagnare le istituzioni nel miglioramento dei servizi e nell’evoluzione dei processi", ha dichiarato Cinzia Sapia, head of public administration & healthcare di Minsait in Italia. "La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione è oggi una leva strategica per la competitività e la resilienza del Paese. Questo premio conferma il nostro ruolo come partner di riferimento nel supportare le istituzioni in percorsi di innovazione concreti, nei quali tecnologie come l’intelligenza artificiale contribuiscono a rendere i servizi più efficienti, accessibili e sostenibili, con benefici concreti per i cittadini", ha aggiunto Erminio Polito, Amministratore delegato di Indra Group in Italia. Grazie a una competenza consolidata nell’ambito delle piattaforme Crm e della trasformazione dei processi, Minsait collabora da anni con Salesforce nello sviluppo di iniziative digitali orientate a rendere i servizi pubblici più accessibili, efficienti e vicini alle esigenze di cittadini e operatori. In questo percorso, l’integrazione di tecnologie avanzate, tra cui l’intelligenza artificiale, contribuisce a ottimizzare l’operatività degli enti, semplificare la gestione delle attività e migliorare qualità, rapidità e continuità del servizio. Il premio ricevuto si inserisce in una traiettoria più ampia di riconoscimenti ottenuti nell’ultimo anno in Italia. Durante l’'Agentforce Partner Summit' del 2025, Minsait ha ricevuto da Salesforce il premio 'Public Sector Top ACV Performer Partner' come riconoscimento dell’impegno e dei risultati ottenuti dall’azienda nel supportare la digitalizzazione e i processi di innovazione degli enti pubblici italiani. Minsait in Italia si è anche aggiudicata il premio 'Genesys AI Partner of the Year 2025' in occasione del 'Genesys Partner Summit 2025', un riconoscimento che ha premiato la capacità dell’azienda di utilizzare l’intelligenza artificiale in modo concreto e responsabile come leva di trasformazione, mettendola al servizio della customer experience e della generazione di valore lungo tutto il customer journey. Allo stesso modo, lo scorso novembre, la Camera di Commercio di Spagna in Italia ha conferito a Indra Group il Premio all’Innovazione Tecnologica, valorizzandone il ruolo strategico nel supportare istituzioni e grandi imprese italiane nei loro percorsi di digitalizzazione avanzata e nella modernizzazione dei servizi e delle infrastrutture del Paese. Minsait è la società del Gruppo Indra di riferimento nei nuovi ambienti digitali e nelle tecnologie di frontiera. Altamente specializzata, con una profonda esperienza nel business digitale avanzato e una solida conoscenza dei settori industriali, Minsait può contare sul talento multidisciplinare di migliaia di professionisti in tutto il mondo. È all’avanguardia nella nuova digitalizzazione, con competenze distintive in ambiti come intelligenza artificiale, cloud, cybersicurezza e altre tecnologie trasformative. In questo modo, accelera lo sviluppo del business e genera un impatto concreto sulla società, grazie a un’offerta di servizi digitali ad alto valore aggiunto, soluzioni connesse su misura per tutti i settori di attività e partnership con i principali attori del mercato. In Italia Minsait conta circa 2.000 professionisti che lavorano presso tutto il territorio nazionale. La società ha sviluppato competenze avanzate in ambiti innovativi come content & process technologies, customer experience technologies, solutions architects e data & analytics, che consentono di offrire soluzioni e servizi ad alto valore aggiunto nei mercati in cui opera. Minsait ha localizzato in Italia il proprio centro di eccellenza globale per le tecnologie customer experience, completando la sua vasta presenza geografica con una consolidata capacità locale di produzione e delivery grazie ai centri di Napoli e Bari.
(Adnkronos) - Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), che ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici. Lo studio - spiega il Cnr in una nota - ha integrato osservazioni satellitari raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986-2020) con simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti distribuiti in tutta Europa. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest’approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell’evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici. I risultati indicano, tra le principali minacce alle foreste europee, l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi (come il bostrico), evidenziando che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati. “Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee - in particolare nell’Europa centrale e meridionale - hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l’assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima”, afferma Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell’Istituto. Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare. Le differenze regionali risultano marcate. L’Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi. “I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”, conclude Collalti. Daniela Dalmonech, ricercatrice presso lo stesso laboratorio e coautrice del lavoro, aggiunge: “I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”. Tuttavia, lo studio sottolinea anche come tali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l’insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche. “Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo. Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale”, conclude Collalti.