Desygno Consulting srlDesygno Consulting e' una società indipendente di business advisory, ricerca di marketing,attività di consulenza per la pianificazione di marketing e della comunicazione. |
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(Adnkronos) - "Stiamo vivendo un incubo continuo, è un dramma sopra l’altro. Non so come fare ad andare avanti senza poter seppellire mia figlia". Lo ha dichiarato a 'Dentro la notizia' Una, la mamma di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa a Milano lo scorso 15 ottobre dall'ex Gianluca Soncin, dopo la macabra scoperta lunedì scorso nel cimitero di Strozza (Bergamo): la bara della giovane donna aperta, con il corpo profanato e la testa sparita. "È un dolore che non lascia vivere me e i miei familiari. Vi prego, aiutatemi a ritrovarla perché non possiamo più andare avanti così, non ce la facciamo più", dice Una, con la speranza "che si accelerino le indagini e trovino mia figlia, perché noi non viviamo più, non abbiamo più la forza di aspettare. Il nostro desiderio più grande, in questa Settimana Santa prima della Pasqua, è che queste persone abbiano un risveglio di coscienza e aiutino a ritrovarla. Che Dio li perdoni nella loro ignoranza. L’unica mia speranza è che spunti fuori qualcosa, che qualcuno parli o veda qualcosa. Spero che la persona che ha fatto questo gesto terribile possa pentirsi, anche se non so se lo potrà fare". Il cadavere di Pamela Genini è stato trafugato dal cimitero di Strozza, il paese della Bergamasca, dove la donna era nata e cresciuta. Secondo le indiscrezioni arrivate alla redazione del programma 'Dentro la Notizia', l'episodio risale a una settimana fa quando il feretro, custodito nel cimitero di Strozza, doveva essere trasferito dal loculo alla cappella di famiglia. E' allora che il corpo sarebbe stato trafugato e decapitato. La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per vilipendio di cadavere e furto. Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Zogno e del comando provinciale di Bergamo.
(Adnkronos) - Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Engineering Ingegneria Informatica, tra i leader della Digital Transformation in Italia e con un’importante presenza a livello internazionale, ha approvato il Bilancio Consolidato relativo all’esercizio 2025. L’esercizio appena concluso ha visto registrare il miglioramento dei ricavi e dei principali indicatori di Ebitda, anche grazie a una maggiore disciplina nella gestione dei costi, alla progressiva normalizzazione del livello degli investimenti e alla riduzione delle componenti non ricorrenti. La crescita dei ricavi, interamente organica, è stata sostenuta dal progressivo spostamento del mix verso segmenti a maggiore valore aggiunto, tra cui le tecnologie digitali e le soluzioni software proprietarie, nonché dalla solida performance registrata nel settore pubblico, comprensivo del comparto Healthcare. L’Amministratore Delegato Aldo Bisio ha sottolineato che "i risultati del 2025 evidenziano che il Gruppo si conferma ben posizionato per intercettare i trend strutturali della digitalizzazione del Paese, con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale e allo sviluppo di soluzioni proprietarie tecnologicamente avanzate. Anche grazie al supporto dei nostri azionisti Bain Capital e Renaissance Partners, il nostro impegno è ora focalizzato al 100% sull’accelerazione della trasformazione innescata dalla GenAI. Guardiamo avanti con determinazione, poiché crediamo che questa discontinuità tecnologica possa essere anche una opportunità se avremo la forza e il coraggio di cambiare passo in velocità". Nel 2025, la maggior parte dei principali indicatori economici e patrimoniali del Gruppo ha evidenziato un andamento positivo. I ricavi netti ammntano a 1.759,7 milioni di euro, in aumento del 2,5% rispetto ai 1.716,6 milioni di euro dell’anno precedente. L'Ebitda Adjusted a 280,3 milioni di euro, in crescita dell’1,5% rispetto ai 276,2 milioni di euro del 2024, grazie al miglioramento dell’efficienza operativa, sostenuto principalmente dal focus sulle attività a più alto margine e dal rafforzamento delle attività di workforce management, anche attraverso una più attenta gestione della spesa per servizi. L'Ebitda Adjusted post-CapEx ammontava a 238,8 milioni di euro, in aumento dell’11,2% rispetto ai 214,8 milioni di euro del 2024, a fronte del graduale rientro del ciclo di investimenti. L'Ebitda Reported ha registrato 255,5 milioni di euro nel 2025, in crescita del 4,3% rispetto ai 244,8 milioni di euro dell’esercizio precedente, beneficiando anche della riduzione degli oneri non ricorrenti connessi al percorso di trasformazione intrapreso dal Gruppo negli ultimi anni, tra cui quelli legati alle iniziative di change management. L'Ebit ammonta a 135,9 milioni di euro, in crescita del 12,9% rispetto ai 120,4 milioni di euro del 2024, principalmente grazie alla riduzione degli accantonamenti effettuati nell’anno, anche in virtù del miglioramento complessivo della qualità del portafoglio crediti rispetto all’esercizio precedente. L'Indebitamento finanziario netto ammontava a 1.166,7 milioni di euro a fine 2025, in miglioramento del 2,5% rispetto ai 1.196,8 milioni di euro registrati alla chiusura dell’esercizio precedente.
(Adnkronos) - Dalle acque reflue di Milano nascono risorse preziose per l’agricoltura e l’industria. Sono i primi, importanti, risultati di tre progetti su cui Mm Spa, azienda partecipata al 100% dal Comune di Milano e gestore dell’intero servizio idrico cittadino, sta lavorando. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, promossa dall’Onu e in calendario per domenica 22 marzo, Mm Spa rilancia l’impegno per una gestione efficiente e innovativa della risorsa idrica e racconta la sperimentazione in corso per trasformare scarti biologici e fanghi di depurazione in risorse preziose per agricoltura e industria grazie all’adozione di tecnologie innovative. “Milano è un modello virtuoso di gestione efficiente della risorsa idrica - ha ricordato Francesco Mascolo, amministratore delegato di Mm Spa, a margine del suo intervento questa mattina al 'Forum Valore Acqua' organizzato da Teha Group (The European House - Ambrosetti) in corso di svolgimento a Roma - Con perdite ridotte a meno dell’11%, a fronte di una media nazionale di oltre il 37%, e una forte propensione all’innovazione. Stiamo infatti investendo in progetti di ricerca e sperimentazioni orientate allo sviluppo di nuove tecnologie per supportare un percorso virtuoso di economia circolare nell’ambito idrico. In questa direzione procedono i progetti finalizzati all’estrazione di materia ed energia dall’acqua”. Nello specifico, la ricerca coinvolge i depuratori Mm di Nosedo e San Rocco e vedono la collaborazione con poli universitari di eccellenza, come Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Università di Bologna, nonché partner industriali, tra cui A2A Ambiente, Gruppo Cap e Re-Cord. Il progetto Neofos, finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha come capofila il Gruppo Cap e mira al recupero del fosforo dalle acque reflue e dai fanghi di depurazione. Il progetto Thelma è sostenuto dal bando europeo Rfcs (Research Fund for Coal and Steel) e testa su scala industriale un processo per trasformare fanghi e scarti verdi in biocarbone e fertilizzante a base fosforo, già conformi alle norme End-of-Waste. Il progetto Fosforo, capofila A2A Ambiente, è invece finanziato dalla Regione Lombardia e ottimizza l’estrazione di fosforo e altri nutrienti dai fanghi e dalle ceneri derivanti dalla depurazione. “Questi progetti . ha ricordato Mascolo, anche nella sua veste di vicepresidente di Ape (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici del servizio idrico - posizionano Mm sulla frontiera dell’innovazione in ambito nazionale ed europeo per la trasformazione di rifiuti in risorsa. In parallelo siamo impegnati nel difficile ma virtuoso percorso verso la neutralità energetica. Rendere autosufficienti i nostri impianti di depurazione da un punto di vista della produzione energetica è l’altro tassello che rafforza il nostro percorso di sostenibilità”. La progettazione e costruzione di un impianto fotovoltaico presso il depuratore di Nosedo, che va ad aggiungersi a quello già operativo presso il depuratore di San Rocco, rappresenta un passo concreto verso l’autoproduzione di energia e la riduzione delle emissioni climalteranti.