(Adnkronos) - Colpo di scena al concerto milanese di Rosalía al Forum di Assago. Poco dopo le 22, l’artista catalana, 33 anni, si è sentita male e ha dovuto interrompere il concerto. Lei ha provato a proseguire lo show, ma è stata costretta a fermarsi a metà concerto, subito dopo il secondo atto del suo tour ‘Lux’. Visibilmente provata, dopo una pausa è tornata in scena e si è rivolta al pubblico milanese: “Mi sento male. Ho provato ad andare avanti ma devo interrompere lo show: volevo che aveste la migliore esperienza possibile. Non mi era mai capitato prima, mai in questa situazione. Ho spinto lo show ma devo fermarmi fisicamente, non posso continuare, ho fatto del mio meglio”. Sul palco si è scusata più volte, dispiaciuta di non poter portare a termine lo spettacolo come avrebbe voluto. Quindi Rosalía ha promesso che avrebbe cercato di capire, con lo staff medico, se ci fossero le condizioni per riprendersi e magari tornare sul palco, ma poi subito dopo ha ribadito di non essere in grado di proseguire in quel momento. Tra gli applausi e il sostegno del pubblico di Milano, l’artista ha lasciato il palco, visibilmente dispiaciuta per l’interruzione anticipata dello show, poco dopo le 22. Qualche segnale del suo malessere si era già intravisto durante l’esecuzione di ‘De Madrugá’, quando la cantante era stata vista tossire sul palco. Fino a quel momento, però, lo show sembrava procedere normalmente. Rosalía aveva infatti portato a termine i primi due atti senza particolari intoppi, esibendosi con alcuni dei brani più amati dell’ultimo lavoro, tra cui ‘Berghain’, ‘Divinize’ e le hit di ‘Motomami’, mantenendo alta l’energia e il coinvolgimento del pubblico.
(Adnkronos) - Nuovo maxi-concorso da oltre 9mila contratti di lavoro a tempo indeterminato per rafforzare gli uffici giudiziari su tutto il territorio nazionale. Il ministero della Giustizia ha pubblicato ha pubblicato, il 16 marzo scorso, tre avvisi pubblici destinati a profili amministrativi e tecnici differenti: 6.919 posti per addetti all'Ufficio per il processo, 712 posti per tecnici di amministrazione e 1.488 posti per operatori di data entry. La selezione avverrà attraverso una prova 'situazionale' che valuterà le capacità pratiche dei candidati nella gestione di casi concreti: la prova sarà scritta e informatizzata. Le assunzioni sono previste a partire già dal 1° luglio 2026. I tre bandi ufficiali sono scaricabili su giustizia.it, inpa.gov.it e proveconcorsi.giustizia.it. La domanda va presentata esclusivamente online su proveconcorsi.giustizia.it entro le ore 23:59 del 15 aprile 2026. Per accedere servono un'identità digitale (Spid, Cie o Cns) e una Pec personale intestata al candidato, obbligatoria peraltro per tutte le comunicazioni successive, incluse convocazioni e risultati. Ma quali i requisiti? Innanzitutto i tre bandi sono destinati a chi è già stato reclutato con il relativo concorso Ripam. Il ministero della Giustizia stabilizzerà così il personale già assunto a tempo determinato nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In più, spiegano gli avvisi, chi vuole partecipare, "alla scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione alla presente selezione" deve essere in servizio presso il Ministero della Giustizia con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato nello stesso profilo; deve aver sottoscritto originariamente un contratto a tempo determinato fino al 30 giugno 2026 o, successivamente, l’addendum contrattuale di proroga al 30 giugno 2026 del termine originario del primo contratto. Non mancano i requisiti standard come non aver riportato condanne e non essere stato escluso dall'elettorato politico attivo.
(Adnkronos) - Sono 253 le Buone Pratiche di economia circolare registrate nel database della Piattaforma italiana per l’economia circolare Icesp, di cui 245 realizzate sul territorio nazionale e 8 implementate fuori dall'Italia. È quanto emerge dal Rapporto presentato oggi a Roma all’ottava Conferenza annuale Icesp. La Piattaforma Icesp, che lavora in stretta connessione con la Piattaforma della Commissione Europea Ecesp (European Circular Economy Stakeholder Platform), rappresenta la più strutturata ed estesa comunità di attori italiani dell’economia circolare, che vede il contributo di oltre 400 esperti provenienti da più di 200 organizzazioni di istituzioni pubbliche locali e nazionali, imprese e associazioni di categoria, mondo della ricerca, società civile. "Le buone pratiche sono lo strumento per tradurre gli indirizzi strategici in azioni concrete, replicabili e per diffondere i modelli circolari - spiega all'Adnkronos Grazia Barberio, coordinatrice Icesp Italia e ricercatrice Enea Dipartimento Sostenibilità - Vengono dapprima raccolte, poi sistematizzate e valutate da un Comitato di revisione di Buone Pratiche e una volta superati gli elementi caratteristici di qualità, che includono la replicabilità, l'innovazione, l'efficacia dei risultati raggiunti, il contributo educativo e comportamentale, i benefici ambientali, economici e sociali conseguiti, vengono pubblicate sul sito Icesp. Tra l'altro questo numero a breve crescerà perché ne abbiamo più di 40 che sono in fase di valutazione. Quello che poi facciamo successivamente è una mappatura che ci serve ad inquadrare quali sono i settori industriali che trainano di più, quali sono le aree geografiche che sono più attive e anche quali fasi del ciclo di vita sono più rappresentate". Il Rapporto Icesp offre, dunque, una fotografia aggiornata delle buone pratiche che stanno contribuendo alla transizione verso l’economia circolare in Italia. Riguardano soprattutto i settori dell’agroalimentare, del tessile e dell’edilizia, con una prevalenza di interventi nelle fasi della produzione (66 buone pratiche mappate) e della gestione dei rifiuti (60), dove le strategie circolari possono generare i maggiori benefici in termini di efficienza delle risorse e riduzione degli impatti ambientali. Seguono la fornitura di materie prime seconde (55), l’innovazione (45) e il consumo (27). I soggetti promotori delle buone pratiche sono principalmente le imprese, seguite da enti pubblici e associazioni, mentre a livello territoriale, risultano particolarmente attive le regioni Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. Nel report Icesp un’attenzione specifica è dedicata al ruolo delle biotecnologie circolari, con l’analisi di 74 buone pratiche, pari a circa il 30% del totale, che utilizzano soluzioni biotecnologiche per la valorizzazione delle biomasse, il recupero di risorse e lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti bio-based. Le pratiche biotecnologiche sono promosse principalmente da imprese private, soprattutto nei settori agroalimentare, della bioeconomia e della gestione dei rifiuti, spesso in collaborazione con enti pubblici e centri di ricerca. Dal punto di vista geografico, risultano concentrate prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Lazio. "La bioeconomia - spiega Barberio - ha sempre più un ruolo centrale, trainante e abilitante per la transizione circolare del sistema Paese". Il trend osservato nel tempo è quello di una crescita sia nel numero che nella qualità delle esperienze analizzate. "C'è un incremento di stakeholder convolti e questa è la cosa fondamentale perché se cresce la rete aumenta anche la possibilità che gli stakeholder possano inviarci le loro buone pratiche: nel 2018 eravamo 18 ad oggi siamo 200 e abbiamo toccato dei picchi anche di 300 organizzazioni - osserva Barberio - Poi c'è la crescita delle buone pratiche: noi ne abbiamo raccolte nel tempo 250 partendo da pochi casi; nel 2020 ci siamo dotati di questo Comitato di revisione Buone Pratiche che è stato fondamentale per dare quel bollino di 'qualità' perché le buone pratiche sono importanti sia come numero ma anche come qualità di rappresentanza dell'economia circolare". Per valorizzare e promuovere la diffusione delle Buone Pratiche Icesp, favorendone la replicabilità, è stato istituito quest’anno il 'Premio Buone Pratiche Icesp'. “Per questa prima edizione abbiamo ricevuto da aziende e pubbliche amministrazioni 51 candidature, tutte caratterizzate da un elevato livello di qualità, innovazione e potenziale di replicabilità - sottolinea, in una nota, Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento Sostenibilità di Enea e vicepresidente Icesp - Si tratta di un segnale importante che testimonia la vitalità e la diffusione delle esperienze di economia circolare nel sistema produttivo e nei territori italiani”. Per la categoria ‘uso efficiente delle risorse e riduzione degli impatti’ è stata premiata l’azienda pratese Corertex per la capacità di recuperare fino al 96% dei materiali tessili, con una media di oltre 100mila tonnellate annue. Nella categoria ‘ecodesign e innovazione di prodotto e servizio’ si è affermata l’azienda milanese Movopack con un sistema di imballaggi riutilizzabili fino a venti volte, progettati per i brand dell’e-commerce, del retail e del B2B. Nella sezione ‘educazione, formazione e cambiamento culturale’ ha vinto la Regione Emilia-Romagna, con un percorso formativo strutturato e accessibile che rafforza la capacità di enti pubblici e operatori economici di applicare i Criteri Ambientali Minimi, promuovendo pratiche di acquisto sostenibile. Per la categoria ‘comunicazione della circolarità e trasparenza’ è stata premiata l’azienda marchigiana Matrec con un software che consente di misurare e monitorare la circolarità di materiali, prodotti e servizi. In tema di ‘innovazione sociale, inclusione e impatto sulla comunità’ il riconoscimento è andato alla rete Let’s Do It! Italy, che in provincia di Napoli ha sviluppato un modello territoriale innovativo capace di integrare educazione ambientale, cittadinanza attiva ed economia circolare, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento degli spazi pubblici. Infine, per la categoria ‘rigenerazione territoriale, natura e sistemi locali’ è stata premiata l’azienda pugliese Tondo per la piattaforma che ha messo in rete numerose realtà attive nell’economia circolare della provincia di Taranto e accelerato nove startup e progetti innovativi. Menzioni speciali sono state assegnate all’azienda Rinnovative per il riciclo di un materiale derivato del legno molto diffuso; al Mercatino del riuso, uno spazio dedicato a dare nuova vita agli oggetti, riducendo sprechi ed emissioni; ai centri del riuso della Regione Emilia-Romagna, una rete che trasforma il riuso in un valore concreto per l’ambiente e le comunità; alla diagnostica molecolare avanzata e integrata per la prevenzione sanitaria e ambientale sviluppata dallo spin-off Aida dell’Università di Catania. Infine, la menzione speciale in ‘Comunicazione della circolarità e trasparenza’, con premio conferito da EconomiaCircolare.com, è stata assegnata alla buona pratica ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’, coordinata in Italia dall’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale (Aica). “Enea svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo della piattaforma Icesp, l’hub nazionale della Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, con una presenza attiva in tutti i suoi ambiti tematici e nei principali tavoli istituzionali nazionali ed europei su economia circolare, ecodesign e materie prime critiche, nonché in forum e iniziative strategiche a supporto delle politiche di sostenibilità", commenta la presidente di Enea Francesca Mariotti. “Le buone pratiche sono fondamentali per capire come i principi dell’economia circolare possano tradursi in soluzioni concrete nei diversi settori produttivi e nei territori, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali, a un uso più efficiente delle risorse e allo sviluppo di modelli economici più sostenibili", dichiara il presidente del Cetma e della Piattaforma Icesp Roberto Morabito.