(Adnkronos) - Mancano meno di due mesi e il quadro delle candidature ormai quasi definito. A fine maggio, il 24 e 25, andranno al voto 15 capoluoghi di Provincia: Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone e Salerno. Otto di questi sono attualmente governati dal centrosinistra e sette dal centrodestra. Occhi puntati in particolare su Venezia e Salerno. Ma se nel capoluogo veneto la corsa è definita, in quello campano niente è ancora deciso. Sul tavolo il possibile 'grande ritorno' di Vincenzo De Luca. 5 Stelle e Avs non ci stanno, il Pd ancora tace. VENEZIA - A Venezia il centrosinistra ha ufficializzato da tempo la candidatura di Andrea Martella del Pd. Il senatore dem e attuale coordinatore veneto dem tenterà di strappare il comune al centrodestra, che ha messo in campo per il dopo Brugnaro, l'assessore Simone Venturini. Appena 38 anni ma un lungo impegno politico: da 11 anni membro nella giunta Brugnaro, attualmente ricopre le deleghe in ambito di turismo e coesione sociale, è stato eletto per la prima volta consigliere comunale con l'Udc poco più che ventenne. E' di pochi giorni fa l'annuncio del sostegno di Azione che a Venezia si schiererà con il centrodestra. SALERNO - A Salerno la situazione è ancora in divenire. Nel centrosinistra Vicenzo De Luca sarebbe intenzionato a riproporsi come sindaco. Per contrastrare l'eventuale ritorno, M5S e Avs sostengono la candidatura dell'avvocato Franco Massimo Lanocita. Una coalizione trasversale moderata spinge invece per l’ingegnere Armando Zambrano che raccoglie i consensi di Azione, Casa Riformista e altre sigle centriste ma anche di Forza Italia. Fdi invece è in campo con la candidatura del docente universitario Gherardo Maria Marenghi. REGGIO CALABRIA E CROTONE - Il centrosinistra cerca di tenere Reggio Calabria, al voto dopo due mandati di Giuseppe Falcomatà,eletto consigliere regionale, con Domenico Battaglia del Pd, vincitore delle primarie il 15 marzo scorso. Per il centrodestra è in campo il segretario regionale di Forza Italia e responsabile nazionale per il Sud, Francesco Cannizzaro. A Crotone si ricandida Vincenzo Voce, già eletto sindaco come civico di centrodestra. A sfidarlo in pole c'è Filippo Sestito, dirigente nazionale Arci, animatore delle lotte ambientaliste e antirazziste in regione. Con lui un blocco che comprende Pd, Demos, M5s, Avs e comitati civici. LECCO E MANTOVA - Lecco e Mantova sono entrambe guidate dal centrosinistra. A Lecco il sindaco uscente Mauro Gattinoni punta a conquistare un secondo mandato con la coalizione 'Lecco 2031', che vede unite quattro forze politiche - Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Ambientalmente e Fattore Lecco - rafforzate dal recente appoggio di Italia Viva. Il centrodestra schiera invece Filippo Boscagli di Fdi. il centrodestra al momento non ha trovato la quadra. A Mantova il comune è stato guidato per due mandati da Mattia Palazzi e il centrosinistra dovrebbe puntare sull'assessore all'Ambiente, Andrea Munari. Il centrodestra schiera il moderato Raffaele Zancuoghi. AREZZO, PISTOIA E PRATO - Arezzo e Pistoia sono attualmente guidate dal centrodestra, Prato dal centrosinistra sebbene la sindaca Ilaria Bugetti si sia dimessa a seguito di un'inchiesta per corruzione. Ad Arezzo dal 2015 la città è governata dal centrodestra, con il sindaco Alessandro Ghinelli. A tentare di strappare il comune sarà Vincenzo Ceccarelli del Pd, già presidente della Provincia di Arezzo, consigliere regionale e assessore. Per Fdi, Lega e Forza Italia correrà Marcello Comanducci, imprenditore nel settore del turismo che è stato assessore nella giunta Ghinelli. A Pistoia, dopo i due mandati di Alessandro Tomasi, il centrodestra schiera la ex vicesindaca Annamaria Celesti. Il centrosinistra sceglierà invece il suo nome con le primarie. In partita ci sono l’ex consigliera regionale Stefania Nesi del Pd vicina a Eugenio Giani e Giovanni Capecchi di Avs. Infine, ancora incerta la partita di Prato dove non ci sono ancora candidati ufficiali. Nel centrosinistra potrebbe tornare in pista l'ex-sindaco per due mandati, Matteo Biffoni, che nonostante sia stato campione di preferenze alle ultime regionali in Toscana non ha avuto ruoli in giunta nè in consiglio regionale. FERMO E MACERATA - I comuni sono entrambi a trazione centrodestra. A Fermo la sfida è tra l'asessore uscente Alberto Maria Scarfini e Angelica Malvatani, appoggiata Pd, Avs, Italia Viva, M5S, Rifondazione e civiche. A Macerata il candidato sindaco del centrosinistra, è Gianluca Tittarelli, sostenuto da Pd, Avs, M5Stelle, Casa Riformista e le liste civiche, e mira a ’spodestare’ il sindaco uscente, Sandro Parcaroli, la cui candidatura bis è stata sostenuta anche dal leader della Lega, Matteo Salvini. CHIETI E AVELLINO - A Chieti il sindaco uscente di centrosinistra, Diego Ferrara, lascia il campo a Giovanni Legnini, ex commissario per la ricostruzione, già sottosegretario e vicepresidente del Csm, sostenuto da Pd, M5S, Avs e civiche. Il centrodestra è invece diviso tra Cristiano Sicari e Mario Colantonio, sostenuto dalla Lega. Ad Avellino situazione ancora tutta in divenire. Nessun accordo nel centrosinistra mentre nello schieramento opposto al momento ci sono due nomi in campo: Forza Italia sta con Laura Nargi, ex sindaca, mentre Fdi punta su Fabio Benigni, presidente dell'Ordine degli Avvocati. ANDRIA E TRANI - I capoluoghi pugliesi sono entrambi guidati da sindaci Pd. Ad Andria si ricandida l'attuale sindaca Giovanna Bruno. A sfidarla Sabino Napolitano di Fdi, 65 anni e medico. A Trani il sindaco Amedeo Bottaro è al secondo mandato e il centrosinistra schiera Marco Galiano, ex sindacalista e dirigente scolastico, appoggiato da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Per Trani, Italia Viva e Più Europa. Il centrodestra schiera anche qui un medico: si tratta dell'urologo Angelo Guarriello.
(Adnkronos) - Guidata dalla visione creativa del celebre designer statunitense David Carson, The Macallan veste di nuovo alcuni tra i suoi storici whisky, e lo fa attraverso simboli che raccontano i primi due secoli di una distilleria mitica, che ora si proietta con forza verso il futuro. Il restyling grafico riguarda le 'Timeless vollections', e cioè le serie Double Cask e Sherry Oak, e incarna la capacità e la dedizione di The Macallan nella creazione di Single Malt Scotch Whisky ineguagliabili. Questi nuovi abiti esprimono una visione lungimirante che celebra la maestria e la creatività della distilleria, frutto di una consolidata esperienza. Pur presentando un’identità visiva rinnovata, i whisky restano invece fedeli all’inconfondibile gusto che ha reso The Macallan celebre: armoniosi, decisi e raffinati. E il claim della campagna di lancio ben riassume questa impostazione: 'You know me so well'. David Carson, che è considerato il padre della 'grunge typography' e che ha già collaborato a più riprese con il brand, ha tratto ispirazione dai pilastri produttivi di Macallan, integrandoli nelle etichette e dando così vita alla nuova e suggestiva visione delle Timeless Collections. Secondo il celebre artista “come nel whisky, anche nel design tutto sta nell’equilibrio. E con The Macallan ho voluto creare un’identità visiva che onorasse la sua prestigiosa storia, ma che al contempo ne riflettesse lo spirito pionieristico. Ogni dettaglio, dall’etichetta alla forma della bottiglia, è un tributo alla maestria che contraddistingue ogni sorso”. E così l’iconico tetto erboso e ondulato della distilleria ha ispirato la silhouette sinuosa della nuova bottiglia e del nuovo logo, creando un legame diretto tra il packaging e la Macallan Estate. Altro elemento fondamentale è l’etichetta triangolare posizionata appena sotto il collo della bottiglia a evocare il 'Triangolo dello Sherry' in Andalusia, regione celebre per la produzione del famoso vino fortificato e patria delle eccezionali botti stagionate che conferiscono colore e sapore naturale ai whisky. A proposito di colore, il rosso è il colore dominante, un richiamo alla pigmentazione naturale che i whisky sviluppano durante l’invecchiamento, ma anche un tratto costante nella storia secolare della distilleria. Il colore della scritta The Macallan è stato sviluppato assieme al Pantone Colour Institute e registrato come 'The Macallan red'. A fare da contrasto il colore bianco, elegante citazione dell’Albariza, il tipico suolo calcareo dominante nell’area di Jerez, dove crescono le uve che diventeranno vino Sherry. Cambiano anche gli astucci, con il 'wave pattern' che li caratterizza immaginato da Carson come citazione del fiume Spey, che attraverso in tutta la regione e ha sostenuto per secoli la produzione di whisky. Infine la retroetichetta, rifugio sicuro per la curiosità dei whisky lovers più esigenti: qui nuovi simboli identificano il tipo di botte, evidenziando l’influenza aromatica delle botti di quercia americana ed europea, mentre un codice QR univoco conduce a ulteriori approfondimenti per un coinvolgimento totale. Il connubio fra Sherry e quercia resta il nucleo di ogni espressione di Macallan, plasmando il gusto del whisky in modo esemplare. Inoltre gli anni di invecchiamento, sempre indicati in etichetta, intervengono come un ulteriore elemento di complessità, moltiplicando le nuances organolettiche delle due collezioni. Double Cask collection: i whisky della serie nascono da una perfetta combinazione di botti in quercia europea e americana, stagionate con vino Sherry nelle bodegas di Jerez de la Frontera. La Double Cask collection è un tributo alle eccezionali botti di The Macallan e alla loro straordinaria storia: un viaggio lungo 200 anni e migliaia di chilometri, dalle foreste di due continenti alle vigne dell’Andalusia. I whisky sono tre: 12, 15 e 18 anni e sono caratterizzati da un profilo morbido e cremoso con note di frutta gialla matura e toffee provenienti dal rovere americano, arricchite da spezie delicate e frutta secca donate dalla quercia europea. Sherry Oak collection: i due whisky delle Sherry Oak collection, un 12 e un 18 anni, sono invecchiati esclusivamente in botti di quercia europea che hanno contenuto in precedenza sherry. Con naturali sfumature color mogano, questi whisky rappresentano l’apice dello ‘stile Macallan’, impreziositi da intrecci di frutta secca e frutta rossa, e sorretti da un’intensa speziatura legnosa. Una collezione che esprime in pieno la profondità e la raffinatezza dell’Heritage di The Macallan.
(Adnkronos) - Seguire il viaggio di una mela, prodotto simbolo della Val di Non, per ritrovarsi nel cuore profondo delle Dolomiti. E' la proposta rivolta ai visitatori, condotti per la prima volta in un luogo solitamente impenetrabile. A idearla, a partire dall’11 aprile, il Consorzio Melinda che, in collaborazione con le Aziende per il Turismo (ApT) della Val di Non e della Val di Sole e con il supporto di Trentino Marketing, lancia un nuovo programma di esperienze turistiche aprendo al pubblico le sue celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti. Ad accogliere il pubblico sarà anche MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia (TN). Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, il percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su agricoltura e cooperazione. La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’11 e 12 aprile. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare ad una Special Edition inaugurale delle visite alle celle ipogee e alla Funivia delle mele, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale. Situate all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore, le celle si trovano a circa 300 metri di profondità. Non una semplice visita a un sito industriale, ma un vero viaggio nel sottosuolo delle Dolomiti. Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea - trasformare una miniera in un grande frigorifero naturale - e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali - bassa temperatura e impermeabilità - di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO2 ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali. Non solo. Da pochi mesi è attiva l’ormai famosa Funivia delle Mele, nata dalla visione di Melinda e finanziata in parte dal programma europeo Next Generation Eu gestito dal ministero dell’Agricoltura, impianto a fune dedicato al trasporto di frutta. Alimentato da fonti rinnovabili (idroelettrico), sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla riduzione dei consumi energetici. Dopo il weekend inaugurale, le esperienze entreranno stabilmente nella proposta turistica delle valli con tre percorsi principali. “Nei territori come il nostro agricoltura e turismo non sono semplicemente attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità - afferma Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda - L’agricoltura disegna il paesaggio, custodisce la cultura e i valori delle comunità; il turismo ne diventa il naturale prolungamento, permettendo alle persone di entrare in relazione con questa storia. Oggi i consumatori chiedono sempre più autenticità: vogliono conoscere l’origine di ciò che mangiano, incontrare i luoghi e le persone che stanno dietro al viaggio delle nostre mele. Aprire le celle ipogee significa proprio questo: offrire un’esperienza che unisce innovazione, territorio e comunità, restituendo il senso profondo di una valle che da generazioni coltiva futuro”.