(Adnkronos) - Per molti la doccia è un rituale quotidiano irrinunciabile, ma non sempre è necessaria. Se si esagera con le 'sessioni' sotto l'acqua, tra shampoo e bagnoschiuma, si rischia addirittura di trasformare l'abitudine in un'operazione dannosa. Lo spiegano gli specialisti del sito anti-bufale 'Dottore, ma è vero che…?' della Fnomceo, in occasione della Giornata mondiale dell'acqua che cade domenica 22 marzo. "La frequenza della doccia, o del bagno, dipende da più fattori e necessità: dall'attività svolta, per esempio lo sport o un lavoro fisicamente impegnativo, dalla presenza di sudore o polvere sulla pelle, dalla necessità di eliminare cattivi odori o semplicemente dal desiderio di rinfrescarsi dopo essere stati esposti allo smog - spiegano gli specialsti - Conta molto anche il benessere personale: una doccia può rilassare o, al contrario, dare la carica, al di là delle esigenze igieniche. Oltre a questi fattori ambientali e personali, occorre considerare anche il tipo di pelle, in particolare la tendenza a sudare molto o avere la pelle grassa. Per molti la doccia è quotidiana e dipende proprio dall'abitudine, perché lavarsi completamente ogni giorno non è affatto necessario. Naturalmente, l'acqua e il sapone sono essenziali per eliminare agenti patogeni come virus e batteri e limitare così infezioni e malattie. Eppure, i benefici della doccia frequente possono trasformarsi in un'abitudine dannosa se si esagera". "L'acqua calda e, soprattutto, i detergenti indeboliscono la barriera cutanea. Con questo termine - ricordano i medici - si intende lo strato più esterno della pelle, che funziona appunto come uno scudo con due compiti fondamentali: difendere l'organismo dagli agenti esterni (inquinamento, sporco, batteri) e mantenere l'idratazione. La barriera cutanea è composta da cellule ricche di proteine e lipidi e, quando non è indebolita da saponi aggressivi, lavaggi eccessivi o sfregamenti, conferisce alla pelle un aspetto sano e idratato. Il primo segnale che si sta esagerando con la doccia è, infatti, la pelle secca o addirittura irritata; nei casi di cute più sensibile, si possono anche manifestare prurito, pelle screpolata e micro taglietti che potrebbero favorire infezioni". Secondo l'Associazione americana dei dermatologi (Aad), la durata ottimale della doccia è compresa tra i 5 e i 10 minuti ed è raccomandata l'acqua tiepida. A questo proposito, gli esperti evidenziano che la tendenza a sottoporsi a docce gelate per ottenere benefici sulla salute non ha validità scientifica e presenta anche qualche rischio. I lavaggi frequenti e aggressivi sono da limitare, soprattutto se già si soffre di condizioni dermatologiche particolari. In alcuni casi, bisogna usare un'accortezza supplementare in presenza di situazioni specifiche. "L'eczema, per esempio, può peggiorare proprio con docce frequenti o bagni lunghi e, soprattutto, usando acqua molto calda - avvertono i medici - Per questa forma di dermatite, che provoca secchezza della cute e prurito, non esiste una cura; occorre dunque proteggere la pelle per evitare sintomi più fastidiosi o recidive frequenti. Questa indicazione, tuttavia, è continuamente messa alla prova da nuovi studi. In assenza, ancora una volta, di una risposta valida e univoca per chiunque, conviene adattarsi autonomamente alla modalità che troviamo più adatta per noi". C'è chi comincia la giornata sotto la doccia e chi preferisce il 'rito serale'. Cambia qualcosa? "Gli effetti sulla salute della pelle non cambiano con l'orario - dice la scienza - Al risveglio, la doccia aiuta a stimolare la circolazione e a sentirsi più energici. La sera, invece, può favorire il rilassamento ed è anche per questo che i bagnetti dei neonati si svolgono soprattutto prima di dormire".
(Adnkronos) - Alis e Cir, Consiglio italiano per i rifugiati Ets, hanno siglato una convenzione di collaborazione con l’obiettivo di promuovere e realizzare iniziative congiunte volte a favorire l’inclusione socio-lavorativa di richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e migranti, attraverso percorsi formativi e di inserimento professionale nelle imprese associate. “L’accordo di collaborazione tra Alis e Cir - ha dichiarato il direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina - si inserisce nel quadro del nostro impegno associativo per una crescita economica che sia al tempo stesso anche sociale e inclusiva e rappresenta un passo importante per valorizzare le competenze e le potenzialità di persone che cercano una nuova opportunità di vita e di lavoro nel nostro Paese. La collaborazione, già partita con la presenza di Cir all’interno del padiglione dedicato al sociale e al terzo settore durante l’ultima edizione di LetExpo a Verona, prevede inoltre una serie di azioni tra cui la progettazione e realizzazione di programmi di formazione professionale mirati, la promozione di tirocini e opportunità occupazionali nelle aziende aderenti ad Alis, l’organizzazione di eventi informativi e di sensibilizzazione sul tema dell’inclusione lavorativa, nonché la condivisione di buone pratiche e strumenti utili a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Riteniamo che l’inserimento socio-lavorativo sia una grande occasione anche per le imprese: significa arricchire i nostri contesti produttivi e contribuire alla costruzione di una società più integrata e coesa, attraverso iniziative e progetti che uniscano competitività e solidarietà”. “Questa convenzione - ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano per i rifugiati, Roberto Zaccaria - rappresenta per noi un passo concreto verso l’inclusione socio-lavorativa di richiedenti asilo, rifugiati e migranti nel nostro Paese. Mettendo in relazione i loro bisogni e competenze con le opportunità lavorative siamo convinti rappresenti un importante valore aggiunto anche per il settore produttivo. Il lavoro è veicolo di autonomia e partecipazione attiva nella comunità, e può diventare un potente fattore di coesione quando è accompagnato da percorsi formativi adeguati e da un coinvolgimento responsabile delle imprese. La collaborazione con Alis, avviata già con la nostra partecipazione al recente evento fieristico LetExpo, consente di valorizzare le competenze dei richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e migranti favorendo un incontro consapevole tra persone e aziende, promuovendo percorsi di inclusione e permettendo loro di partecipare positivamente alla vita economica e pubblica”.
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.