(Adnkronos) - "Siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, ma" la guerra in Iran "non coinvolge un'area di interesse o di competenza della Nato". Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo ad Agorà su Rai3. ''Noi rimaniamo invece a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso'' e restiamo impegnati ''nella lotta antipirateria nell'area più orientale", ha prosegtuio Tajani affermando che ''siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo che è stato attaccato e guardiamo anche con attenzione alla Turchia che deve essere protetta dalla Nato". Il titolare della Farnesina ha ribadito che ''non siamo in guerra, nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra, gli americani e gli israeliani hanno attaccato senza dire nulla e noi abbiamo condannato la reazione dell'Iran perchè sta attaccando Paesi che non hanno nulla a che fare con attacco degli Stati Uniti e di Israele''. Risulta "sempre piu difficile'' individuare un interlocutore a Teheran, ''l'Iran sta subendo colpi durissimi dall'operazione israelo-americana'', che sta ''colpendo i leader'' anche grazie al fatto che ''certamente all'interno dell'Iran c'è una rete anti regime che dà informazioni sensibili agli israeliani e americani'', ha dichiarato ancora il vicepremier secondo il quale se l'Iran "ha missili e droni per poter combattere ancora qualche settimana'', quindi ''la guerra andrà avanti ancora per settimane''. Ma ''l'Iran con la bomba atomica spaventa tutto il mondo e l'Iran deve capire che non puo fare il gendarme petrolio e strozzare Hormuz perchè questo ha affetti negativi per tutti'', ha sottolineato Tajani. "Non andremo a Hormuz perché significherebbe infilarsi nella guerra'', ha quindi dichiarato il ministro degli Esteri, sottolineando che ''le fregate che andrebbero lì avrebbero armi limitate per reagire''. "Per quanto riguarda Hormuz, credo che la soluzione debba essere individuata in un percorso che le Nazioni Unite possono fare", ha aggiunto Tajani. Il titolare della Farnesina ha quindi spiegato che a Hormuz significherebbe ''andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi, perché gli iraniani hanno tantissimi droni, missili e poi le navi'' mentre ''le fregate che andrebbero lì hanno armi limitate per reagire, quindi sarebbero vittime di un attacco. Quindi anche da un punto di vista militare non mi pare la mossa" giusta. "Sullo stretto di Hormuz credo che la soluzione debba essere individuata con un percorso delle Nazioni Unite. Domani'' il segretario generale dell'Onu Antonio ''Guterres sarà al Consiglio europeo, speriamo che faccia delle proposte'' in merito.
(Adnkronos) - Si è svolta oggi a Roma la cerimonia di consegna del Premio 'Il giorno dopo: Donna tutto l’anno', istituito nel 2020 da Confintesa, dalla Fondazione Oreste Bertucci dell’Ordine dei Consulenti del lavoro e dalla Federazione medie e piccole Imprese (Fmpi), con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle donne nei diversi ambiti della vita professionale e sociale. Il riconoscimento, assegnato simbolicamente nei giorni successivi all’8 marzo, nasce per sottolineare come l’attenzione al ruolo e al valore delle donne non debba limitarsi alla Giornata internazionale dedicata, ma rappresentare un impegno quotidiano. Anche per l’edizione 2026 la cerimonia si è svolta con il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’informazione, della ricerca e dello spettacolo. Tra le premiate di quest’anno figurano la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, la giornalista del Tg1 Rai, Laura Chimenti, e l’editorialista de La Stampa, Flavia Perina, insieme ad altre protagoniste del mondo economico e imprenditoriale che si sono distinte per competenza, dedizione e impegno nei rispettivi settori. Il Premio prosegue così il percorso avviato con la prima edizione, ospitata al Senato e che vide tra le premiate la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, con l’intento di promuovere e rendere visibile l’eccellenza femminile, valorizzando storie professionali e percorsi che rappresentano un esempio per l’intera comunità.
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.