(Adnkronos) - Sarà a pochi passi dalla Camera, in via in Lucina 17, la sede nazionale del partito di Roberto Vannacci Futuro Nazionale. Non solo: i circa ottanta metri quadri, quattro stanze, con corridoio centrale e reception all'ingresso, dove si lavora ancora per l'allestimento finale, tra roll up per le pareti in arrivo, gadget sparsi qua e là, mentre già fanno bella mostra un crocifisso alla parete e una statuina con la vergine Maria sulla scrivania che sarà del generale, sono al terzo piano dello stabile di prestigio che ospita la sede romana di Forza Italia (GUARDA LE IMMAGINI IN ANTEPRIMA). "Roma caput mundi, quindi la sede a Roma è essenziale e sarà il cuore battente del partito", dice un soddisfatto Vannacci all'AdnKronos, raccontando lo sbarco nel cuore della città eterna. I 'camerati futuristi' di Vannacci saranno quindi vicini di pianerottolo della sede del partito fondato da Silvio Berlusconi. Facile immaginare incroci e conciliaboli tra il partito più a destra del panorama italiano e quello di tradizione 'liberal' del centrodestra. Tra l'ex capo della Folgore Vannacci e il vicepremier Antonio Tajani, spesso al lavoro nella sede azzurra. "Se lo incontrerò lo saluterò cordialmente come faccio con chiunque incontri, magari gli offro anche un caffè....", dice Vannacci, dichiarando subito di voler rapporti di 'buon vicinato'. A quanto apprende AdnKronos -che in mattinata ha potuto visitare in anteprima la location scelta dal generale per divenire la 'testa di ponte' nella Capitale (FOTOGALLERY) - la struttura sarà pronta nelle prossime ore, in vista dell'inaugurazione ufficiale di lunedì 30 marzo, organizzata per la serata. Poi, all'indomani, già attesa la prima conferenza stampa di Futuro nazionale, dove Vannacci farà il punto a tutto campo, parlando di attualità, a partire dal referendum e fibrillazioni del governo, ma anche di scenari esteri. Con rumors insistenti su possibili comunicazioni di importanti novità per il partito, per ora top secret. Da aprile, quella di via in Lucina, sarà la principale sede del partito lanciato ad inizio anno dall'ex capo della Folgore. Negli uffici, viene assicurato, il generale conta di essere presente almeno due o tre volte al mese, fermo restando l'impegno a Bruxelles e il tour che lo vede macinare chilometri e città per inaugurare comitati vannacciani e altre sedi di partito. Ci saranno poi collaboratori e militanti, che saranno presenti nei nuovi uffici, dal mese prossimo. Da un punto di vista amministrativo, lo stabile che negli ultimi tempi era saltuariamente utilizzato da Confimprenditori, era nella disponibilità del manager Stefano Ruvolo (presidente di Patto Italia) che nelle scorse settimane ha siglato un'intesa con lo stesso Vannacci. Sempre sul fronte della logistica, da segnalare che da oggi i luogotenenti di Vannacci, i deputati Pozzolo, Sasso e Ziello, hanno ottenuto degli uffici per la loro componente alla Camera. Si tratta di alcune stanze, in via uffici del Vicario, di fronte al palazzo dei gruppi parlamentari, dove è già stata allestita una sala stampa con il maxi-poster del logo di Futuro nazionale. "Qui -spiega Sasso- potremo fare in pace le nostre conferenze stampa...". Nella sede romana, tornando a via in Lucina, il partito di Vannacci, è già al lavoro per l'organizzazione dell'assemblea costituente di Futuro nazionale. Assemblea che si terrà il 13 e 14 giugno proprio nella capitale (probabilmente in un maxi-spazio nei pressi del Vaticano), come ha annunciato lo scorso 15 marzo Vannacci al termine del suo spettacolo al teatro Verdi di Montecatini. Oggi arriva pure il dato aggiornato sul tesseramento, partito a inizio mese: "Abbiamo passato soglia 15mila iscritti", parola di generale. (di Francesco Saita)
(Adnkronos) - Nuovo maxi-concorso da oltre 9mila contratti di lavoro a tempo indeterminato per rafforzare gli uffici giudiziari su tutto il territorio nazionale. Il ministero della Giustizia ha pubblicato ha pubblicato, il 16 marzo scorso, tre avvisi pubblici destinati a profili amministrativi e tecnici differenti: 6.919 posti per addetti all'Ufficio per il processo, 712 posti per tecnici di amministrazione e 1.488 posti per operatori di data entry. La selezione avverrà attraverso una prova 'situazionale' che valuterà le capacità pratiche dei candidati nella gestione di casi concreti: la prova sarà scritta e informatizzata. Le assunzioni sono previste a partire già dal 1° luglio 2026. I tre bandi ufficiali sono scaricabili su giustizia.it, inpa.gov.it e proveconcorsi.giustizia.it. La domanda va presentata esclusivamente online su proveconcorsi.giustizia.it entro le ore 23:59 del 15 aprile 2026. Per accedere servono un'identità digitale (Spid, Cie o Cns) e una Pec personale intestata al candidato, obbligatoria peraltro per tutte le comunicazioni successive, incluse convocazioni e risultati. Ma quali i requisiti? Innanzitutto i tre bandi sono destinati a chi è già stato reclutato con il relativo concorso Ripam. Il ministero della Giustizia stabilizzerà così il personale già assunto a tempo determinato nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In più, spiegano gli avvisi, chi vuole partecipare, "alla scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione alla presente selezione" deve essere in servizio presso il Ministero della Giustizia con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato nello stesso profilo; deve aver sottoscritto originariamente un contratto a tempo determinato fino al 30 giugno 2026 o, successivamente, l’addendum contrattuale di proroga al 30 giugno 2026 del termine originario del primo contratto. Non mancano i requisiti standard come non aver riportato condanne e non essere stato escluso dall'elettorato politico attivo.
(Adnkronos) - Misurare il valore generato dalle attività di stakeholder engagement per imprese e comunità locali, dimostrando che la Just Transition è un percorso che conviene al territorio e imprese. È questo l'obiettivo dell’Engagement Value Index, il Report con cui A2A ha misurato gli impatti generati sui territori, con Sda Bocconi School of Management e sul business, con il contributo di Teha (The European House – Ambrosetti), proponendo due indici complementari. Lo studio, basato sul programma di dialogo e ascolto annuale sviluppato da A2A nelle aree in cui è presente, rivela che il coinvolgimento degli stakeholder migliora la qualità della relazione con l’azienda di quasi il 30% e che, nell’80% dei casi, i benefici reputazionali si riflettono sull’intera organizzazione. Le iniziative di engagement favoriscono la condivisione delle conoscenze e facilitano la nascita o il rafforzamento di sinergie tra attori diversi su tematiche che richiedono un approccio cooperativo. Oltre il 75% dei partecipanti allo studio dichiara di sentirsi più motivato e sicuro nella propria capacità di contribuire concretamente alla transizione sostenibile e il 65% si dichiara intenzionato a riprendere o consolidare i contatti con altri partecipanti per avviare progetti in ambito sostenibilità. In apertura dell’evento, tenutosi nella sede di Assonime è intervenuto Roberto Tasca, Presidente di A2A e Stefano Firpo, Direttore Generale di Assonime. “Il coinvolgimento degli stakeholder è una leva strategica nel perseguimento della Just Transition ma affinché sia realmente efficace deve essere integrato sistematicamente nei processi decisionali e nella cultura aziendale” commenta Roberto Tasca, Presidente di A2A. “Nel nostro Gruppo, dal 2015 il Comitato Esg e Rapporti con i Territori affianca il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle iniziative di engagement e, nel 2022 ha promosso la redazione di una policy strutturata che ne definisce il quadro strategico e operativo. L’impegno a misurare gli effetti di questi processi sull’azienda e sui territori coinvolti è per noi una conseguenza naturale. I ritorni sono tangibili nel dialogo e nella partecipazione ma abbiamo voluto valutare impatto concreto e capacità di empowerment che abilitano. Per questo abbiamo accolto con partecipazione le ultime linee guida emanate dal Comitato per la Corporate Governance, che mirano a rafforzare il ruolo del board nella definizione delle strategie di ascolto e coinvolgimento degli stakeholder. Ci riconosciamo in queste indicazioni che confermano l’importanza degli strumenti di engagement per la creazione di valore a lungo termine e la centralità del dialogo per innescare dinamiche di sinergia per lo sviluppo sostenibile”. Nel suo intervento, Stefano Firpo Direttore Generale di Assonime ha sottolineato come: “Il dialogo con tutti gli stakeholder rilevanti è diventato un asse portante del modello di impresa contemporaneo e costituisce uno strumento essenziale per una creazione di valore che tenga conto della sostenibilità ambientale e sociale. Le analisi di Assonime mostrano un impegno crescente delle imprese in questa direzione ma anche l’esigenza di rafforzare l’integrazione del dialogo con gli stakeholder nella definizione delle strategie e del modello di business. In questo senso va la raccomandazione del Comitato per la Corporate Governance dello scorso dicembre che invita le società quotate ad adottare una specifica “politica di stakeholder engagement” nella quale il consiglio di amministrazione svolge una funzione fondamentale di indirizzo e di monitoraggio”.