(Adnkronos) - Dormire bene è anche una questione di piedi. La qualità del sonno dipende da una serie di fattori. L'alimentazione incide, visti gli effetti sulla digestione. La posizione nel letto è determinante. Tra gli elementi da non sottovalutare, anche i piedi e in particolare la loro temperatura. Il tema è diventato centrale anche per il Washington Post, che ha 'analizzato' la situazione evidenziando il ruolo chiave di un accessorio spesso sottovalutato: i calzini. Le calze, a prescindere da tessuto e lunghezza, possono tenere le dita dei piedi al caldo, soprattutto - ovviamente - nei mesi invernali. L'effetto dei 'socks', alla fine, potrebbe essere quello di contribuire a tenere sotto controllo e abbassare la temperatura corporea controintuitivo, indossare i calzini potrebbe anche aiutare ad abbassare la temperatura corporea, favorendo il sonno. Il quotidiano evidenzia l'assenza di studi scientifici propri sull'argomento, ma "esiste una spiegazione teorica ampiamente accettata". La National Sleep Foundation raccomanda di mantenere la temperatura ambientale tra i 15 e i 19 gradi durante il sonno. Il range è ampio e si adatta ad esigenze disparate. Il Washington Post fa riferimento ad uno studio del 2023 secondo cui per gli anziani il sonno è "più efficiente e ristoratore" quando la temperatura è compresa tra i 20 e i 25 gradi. La temperatura corporea – in media circa 37 gradi - è condizionata dal ritmo circadiano e tende a variare leggermente durante il giorno e la notte. La temperatura raggiunge il livello minimo alle 4 del mattino, più o meno, e aumenta gradualmente durante la giornata. Sudare contribuisce a ridurre la temperatura corporea. Analogo effetto - evidenzia Indira Gurubhagavatula, portavoce dell'American Academy of Sleep Medicine - viene prodotto dal fenomeno della vasodilatazione distale, il processo per cui i minuscoli vasi sanguigni sottocutanei si dilatano, consentendo al calore di fuoriuscire. "Quando riscaldiamo i piedi indossando i calzini, i vasi sanguigni sottocutanei si dilatano non solo nei piedi, ma ovunque", dice la scienziata, professoressa di medicina presso la Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania. "Questa vasodilatazione permette al sangue caldo di risalire in superficie e, continuando a circolare e a raggiungere la pelle, il calore corporeo viene disperso e la temperatura corporea interna alla fine scende". Risultato? "Il calo della temperatura interna segnala al cervello di prepararsi al sonno". Nel 2018, sottolinea il WP, uno studio di dimensioni ridotte ha evidenziato che 6 uomini che indossavano calzini in un ambiente fresco si addormentavano in media 7,5 minuti prima, avevano meno risvegli e dormivano 32 minuti in più rispetto a chi non indossava calzini. Tuttavia, visto le dimensioni 'extra small' dello studio e la metodologia utilizzata, il quotidiano sottolinea che è difficile trarre conclusioni generali. Insomma, indossare i calzini a letto "non è una raccomandazione valida per tutti", dice Michelle Drerup, direttrice del reparto di medicina comportamentale del sonno presso il Cleveland Clinic Sleep Disorders Center. E' assolutamente errato ipotizzare che 'la strategia dei calzini' possa essere considerata come un rimedio ai disturbi del sonno come insonnia o apnea notturna. Inutile sottolineare che non sostituisce trattamenti o farmaci prescritti dal medico. Chi, poi, ha problemi circolatori o soffre di infezioni fungine ai piedi dovrebbero consultare un medico per valutare se sia opportuno indossare i calzini durante il sonno.
(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, Manageritalia e Confetra hanno sottoscritto il rinnovo del 'Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti di aziende di autotrasporto e spedizione merci, di servizi logistici e di trasporto combinato', con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e validità fino al 31 dicembre 2028. Contratto che ad oggi riguarda circa 1000 dirigenti in un settore che rappresenta circa il 9% del Pil nazionale. La firma in prossimità della scadenza naturale del contratto (31 dicembre 2025), rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro. Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l’innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere, gli incentivi all’autoformazione e per la fruizione delle ferie. Carlo De Ruvo, presidente Conferta, ha dichiarato: “Questo rinnovo effettuato prima della scadenza vuole essere un segnale di grande considerazione nei confronti della nostra dirigenza quale cuore pulsante delle aziende. Ovviamente non posso non rimarcare la totale sintonia con Manageritalia con la quale abbiamo condiviso i contenuti del rinnovo dando spazio, oltre agli aspetti economici, al rafforzamento delle politiche per il welfare. In sintesi, si tratta di un ottimo risultato che credo soddisfi in egual misura sia le aziende che i dirigenti". Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, ha sottolineato: "Si tratta di un accordo equilibrato, che permetterà ai dirigenti interessati di recuperare in parte gli effetti dell’impennata inflazionistica degli ultimi anni, senza pesare eccessivamente sulle imprese. Un passo importante per la competitività del settore logistico determinante per crescita del Paese. Con la firma odierna aggiungiamo un ulteriore tassello, piccolo ma significativo, all’impegno di Manageritalia nella tutela dei diritti dei dirigenti italiani, a partire dal rafforzamento del welfare. Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione anche al tema dell’invecchiamento attivo, valorizzando la permanenza dei dirigenti senior che, attraverso progetti di tutoraggio e mentoring, metteranno a disposizione delle nuove generazioni in azienda le proprie competenze ed esperienze". Monica Nolo, vicepresidente di Manageritalia e capo delegazione sindacale, ha proseguito: “Questo contratto che viene siglato prima della scadenza è un gesto concreto che rafforza il ruolo della contrattazione e mette al centro la qualità del lavoro e delle relazioni sindacali moderne. È una scelta di responsabilità e visione: non solo si riconosce il valore della managerialità come elemento alla base dello sviluppo delle imprese, ma si guarda avanti investendo sul welfare e fornendo nuovi strumenti per accompagnare il ricambio generazionale in azienda: sono segnali politici e culturali di grande valore". Ecco i punti chiave dell’accordo. Incremento retributivo: aumento lordo mensile a regime di 750 euro, suddiviso in tre tranche che scatteranno il 1° gennaio di ogni anno (300 dal 2026, 230 dal 2027, 220 dal 2028); welfare contrattuale rafforzato: credito welfare annuale di 2000 euro, potenziamento del fondo Mario Negri, conferma dei valori di universalità delle coperture assicurative dell’Antonio Pastore, revisione delle agevolazioni contributive contrattuali; campo di applicazione: è stato maggiormente dettagliato il campo di applicazione del Ccnl; nuove tutele sociali e demografiche: innovazione sul tema dell'Invecchiamento attivo', che supporta lo scambio intergenerazionale permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di continuare ad operare con funzioni di tutoraggio dei colleghi più giovani, introduzione di una procedura per incentivare la fruizione delle ferie, sostegno alla genitorialità e mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie; formazione e politiche attive: promozione dell’auto-formazione, con diritto ad usufruire di un minimo di 6 giornate di congedo retribuito nell’arco di un triennio. Estensione dell’ambito di applicazione delle politiche attive per la ricollocazione; equità e trasparenza: misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale.
(Adnkronos) - Aumentare il numero di alberi in città, ma soprattutto distribuirli in modo diffuso, evitando grandi concentrazioni isolate, produce benefici concreti e misurabili. Lo sottolinea Renato Bruni, direttore scientifico dell’Orto Botanico dell’Università di Parma, intervenendo in occasione della piantumazione del 100.000° albero di KilometroVerdeParma. «Avere tanti piccoli boschi o molti interventi sparsi sul territorio aiuta a diversi livelli», spiega, «a partire dalla riduzione delle temperature locali». Dal punto di vista scientifico, evidenzia Bruni, «l’ombra di un albero è più fresca di quella di una tettoia», grazie ai processi di traspirazione delle piante, che contribuiscono anche a migliorare la permeabilità del suolo e la gestione delle piogge. Ma i benefici non sono solo numerici: «C’è un aspetto fondamentale di vicinanza tra esseri umani e alberi. Le città sono cresciute, la natura si è allontanata dalla vita quotidiana, e riportarla dentro gli spazi urbani significa migliorare il nostro rapporto con le piante, imparando a conoscerle semplicemente osservandole». «La città non può essere stravolta dal punto di vista urbanistico, ma può essere ripensata con intelligenza». È questo l’approccio indicato da Bruni. La chiave è individuare e valorizzare «gli spazi che consentono la convivenza tra le esigenze umane e quelle della città». Rotatorie, parchi, aree dismesse, ritagli lasciati dagli interventi urbanistici diventano così opportunità preziose. «Intervenire su questi spazi residuali piantando alberi è la strategia giusta», afferma. In questo percorso, l’arboreto che sorgerà in viale Du Tillot rappresenta uno degli sviluppi più significativi: «È un progetto importante, vicino alla città e inserito in un contesto infrastrutturale complesso, che dimostra come sia possibile portare la natura anche in luoghi inaspettati». L’obiettivo, conclude Bruni, è proseguire su questa strada «lavorando con le istituzioni e con i privati», per continuare a intervenire ovunque esistano spazi disponibili, trasformandoli in presìdi verdi capaci di migliorare ambiente, clima e qualità della vita urbana.