(Adnkronos) - "Quasi 200 milioni di euro investiti sulla rete da Ferrovienord per garantire un servizio ferroviario sempre più efficiente e moderno". Così il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti commenta il progetto di bilancio di esercizio 2025 approvato dal Consiglio di amministrazione della società, che rivela altri importanti risultati: 10,4 milioni di treni-km prodotti, il completamento della fornitura di 214 treni per il servizio ferroviario regionale, 22.000 accessi registrati nel parcheggio di Affori. "Grazie alla costante sinergia con Regione Lombardia -afferma- proseguiremo anche nei prossimi anni con gli interventi di sviluppo della rete, che rivestono un valore strategico per migliorare la mobilità nei nostri territori. Il mio personale ringraziamento va a tutte le persone di Ferrovienord che, con il loro impegno costante e la loro professionalità, contribuiscono a ottenere questi importanti risultati". Da una media di 52 milioni di euro all’anno di investimenti infrastrutturali nel periodo 2010-2022, Ferrovienord ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi anni tre anni: 117 milioni nel 2023, 243 milioni nel 2024 (con lo sviluppo del cantiere T2-Gallarate) e 194 milioni del 2025. Procede l’attuazione del contratto di programma siglato con Regione Lombardia: su un totale di 186 commesse, 58 (il 31%) sono concluse e 75 (il 40%) si trova già in fase di lavori in corso. Il 2025 ha visto l’avanzamento di molti importanti cantieri di Ferrovienord, primo fra tutti il completamento del collegamento tra il Terminal 2 dell’aeroporto di Milano Malpensa e la stazione Rfi di Gallarate, inaugurato a gennaio 2026. I lavori hanno interessato punti nevralgici della rete: proseguono le opere nel Nodo di Seveso; è iniziato l’intervento di potenziamento della stazione di Milano Bovisa ed è stato avviato il cantiere del Polo di Saronno. Per migliorare la circolazione ferroviaria è stato implementato il nuovo apparato centrale computerizzato multistazione sulle tratte Vanzaghello-Novara e sulla Brescia-Iseo. La linea Brescia-Iseo-Edolo è stata completamente riqualificata tra Edolo e Marone. Gli impianti di produzione e distribuzione di idrogeno a Edolo e Iseo hanno registrato importanti progressi. I ricavi si sono attestati a 157.783.000 euro, il margine operativo lordo è di 5.170.000 euro, il risultato operativo vale 2.837.000 euro. Nel corso del 2025 Ferrovienord ha completato puntualmente la consegna di tutti i 214 nuovi treni previsti dalla commessa per il rinnovo della flotta regionale voluta da Regione Lombardia con un investimento di 1,7 miliardi di euro. Si tratta di 123 Caravaggio realizzati da Hitachi, 61 Donizetti di Alstom, 30 Colleoni di Stadler, il più ampio rinnovo realizzato in una regione italiana. Il parcheggio di Affori, realizzato e gestito da Ferrovienord in via Ciccotti a Milano ha fatto registrare 22.000 accessi nel corso del 2025.
(Adnkronos) - “Queste giornate dell’Ingegneria economica sono la sintesi di un percorso di collaborazione con Ance, un’alleanza che vuole essere il motore per ottenere delle regole certe”. Così Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni, nell’intervento introduttivo dei lavori delle Giornate nazionali dell’ingegneria economica, organizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e Ance, evento svoltosi ieri pomeriggio e stamattina presso la sede del Cni. “Una nuova legge urbanistica - ha aggiunto Perrini - il testo unico delle costruzioni, regole certe che evitino casi come quello di Milano e della Puglia. Invitiamo il Governo ad affrontare queste questioni. In questo senso, le preoccupazioni degli ingegneri coincidono con quelle delle imprese. A questo proposito ringrazio il sottosegretario Morelli, la cui partecipazione al nostro evento è molto importante perché per noi è fondamentale la collaborazione e il confronto col legislatore”. Ippolita Chiarolini, consigliera del Cni, ideatrice dell’evento insieme a Massimo Angelo Deldossi vicepresidente Ance, ha moderato i lavori e ha così commentato gli esiti dei due giorni di confronto: “Concluso il Pnrr, ritorna il valore strategico percepito per le opere pubbliche realizzate con il Partenariato Pubblico Privato. Nelle Giornate dell’ingegneria economica, Cni e Ance hanno sollecitato regole certe e tempi certi che possono essere monitorati con open cup, individuando i nodi critici ed intervenendo sui soggetti coinvolti responsabili, rendendo trasparenti i blocchi dell’iter e soprattutto risolvendoli. Qualità delle opere e competenze sono i driver per realizzarne la loro sostenibilità. L’impegno è rivolto anche nel dare emendamento al codice degli appalti per il diritto di prelazione, una priorità”. Nella prima giornata è intervenuto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. “Il Paese - ha detto - vive una fase di transizione determinata dalla chiusura del Pnrr. Venute meno queste risorse, come Governo abbiamo lavorato, tra le altre cose, sul Partenariato Pubblico-Privato per innovare questo modello. Abbiamo soprattutto mirato a superare quella impostazione quasi ideologica che si è registrata nel passato e che vedeva con diffidenza il rapporto col privato. In questo modo si sono limitate le opportunità di un sano rapporto tra pubblico e privato. Abbiamo, quindi, ripreso in mano questo strumento e delle norme a riguardo sono state aggiunte all’interno del codice degli appalti. E' importante sottolineare che affinché il Ppp possa essere efficace è necessario un approccio multidisciplinare per la scelta degli investimenti”. Sulla questione della prelazione Morelli si è espresso così: “Nel confronto con l’Europa sono emersi alcuni dubbi, come ad esempio quelli relativi alla prelazione, che ha visto la Commissione Europea prendere una posizione un po’ rigida. Ma abbiamo delle idee per superare questa ed altre difficoltà, tutti i dubbi che possono nascere. Per questo è necessario che il Governo nella sua interlocuzione in Europa abbia al suo fianco le professioni e le imprese, insomma il sistema Paese”. “Sulle regole certe richiamate dal presidente Perrini sul fronte dell’edilizia - ha aggiunto Morelli - stiamo lavorando alla legge sulla rigenerazione urbana e al testo unico. Non dimentichiamo il Piano Casa Italia attraverso il quale il Governo prevede di investire diversi miliardi di euro nei prossimi anni. Già oggi è previsto circa un miliardo. Infine, non va sottovalutata l’attuale crisi in Medio Oriente e le sue conseguenze, dopo che già la crisi Ucraina aveva fatto pesare i suoi effetti. Parliamo di problemi con le materie prime, la logistica, i costi dell’energia. Una situazione complessa che richiede delle decisioni importanti a livello europeo. Un momento che impone a tutti, anche professionisti e imprese, di ottimizzare le risorse già a disposizione e ridurre i rischi”. La prima sessione dei lavori è stata dedicata agli aspetti di concretezza e di sostenibilità del PPP. Claudia Maria Terzi (assessore alle Opere Pubbliche della Regione Lombardia) ha sottolineato come in Lombardia dal Pnrr solo per le ferrovie siano arrivate risorse per 3 miliardi di euro (nazionali) e 97 milioni di euro (regionali). Con la fine del Pnrr, l’attivazione del PPP diventa una necessità strategica. Secondo la Terzi il coinvolgimento del privato porta una serie di vantaggi: trasferimento del rischio, efficienza e tempi più rapidi, manutenzione garantita e innovazione. In Lombardia col project financing sono state realizzate tre autostrade per 4,8 miliardi di euro. Walter Tortorella (Ifel) ha citato alcuni dati significativi del Cresme, confermati dalle elaborazioni del Centro studi Cni. Nel 2025, su 24707 bandi pubblicati pari a 74,18 miliardi di euro, ben 2147 sono quelli in Ppp, per un totale di 27,847. Si tratta del 37% del totale degli importi dei bandi con una crescita nel 2024-25 del 25,6%. Cecilia Hugony (Assimpredil ance) ha incentrato il suo intervento su un caso specifico di utilizzo del Ppp relativo al Piano Casa. La seconda sessione è stata dedicata alla gestione della variabile nella realizzazione delle opere. Andrea Baldanza (Corte dei Conti), tra le altre cose, a proposito della cosiddetta “paura della firma” da parte delle amministrazioni pubbliche, ha sottolineato che il pericolo non deriva dalla Corte dei Conti, dal momento che con la Legge 7 gennaio 2026, n. 1 è stata delimitata la colpa grave. Regina Genga (Ragioneria Generale dello Stato) ha segnalato la criticità nei tempi di realizzazione dei lavori pubblici citando dati significativi. Nel periodo 2012-21, a seconda delle fasce di importi, sono stati registrati tempi oscillanti dai 13 ai 42 mesi per il pre-affidamento e da 2 a 7 anni e 1 mese per la realizzazione delle opere. In paesi come Francia e Germania, invece, si registrano tempi che sono all’incirca un terzo di quelli italiani. Fabio Corvo (Gruppo di lavoro Ppp del Cni) ha ripreso il tema dei tempi lunghi, soffermandosi sui “colli di bottiglia amministrativi”. La terza sessione ha riguardato il rischio idrogeologico e come la sua conoscenza è indispensabile nella valorizzazione del patrimonio nazionale, anche per le valutazioni immobiliari e le esposizioni creditizie. Domenico Condelli (consigliere Cni) ha ricordato quanto lo Stato spende per far fronte agli effetti del dissesto idrogeologico: negli ultimi 25 anni 25.858 interventi per 20,4 miliardi di euro spesi. Il che chiama in causa la necessità di attuare opportune politiche di prevenzione, anche al fine di ottimizzare le risorse pubbliche disponibili. Senza dimenticare il tema sempre più attuale della copertura dei rischi catastrofali attraverso le opportune polizze assicurative. Alessandro Trigila e Carla Ladanza di Ispra si sono concentrati sulle frane e sugli effetti di questi particolari eventi con 5,7 milioni di residenti italiani a rischio. In particolare, hanno illustrato come mappe e indicatori siano utilizzati per la pianificazione degli interventi e hanno presentato la piattaforma Idrogeo che consente di verificare i livelli di rischio di ciascun territorio nazionale. Giampiero Bambagioni (vice chairman United for smart sustainable cities-ONU), infine, ha illustrato il passaggio dall’analisi del rischio ambientale e fisico alla reale finanziabilità dei progetti. I lavori sono proseguiti stamattina con una sessione dedicata a tecnologia, interoperabilità e concorrenza. Filippo Romano (Segretario Generale Anac) ha sottolineato che, nell’ambito del più grande processo di digitalizzazione, la tecnologia informatica è richiesta per tutte le fasi della procedura a partire dalla progettazione, il che rende necessaria l’interoperabilità dei sistemi ed, in particolare, l’interoperabilità con la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) gestita da Anac. Ottavio Ziino (Coordinatore dell’Ufficio Monitoraggio degli investimenti pubblici del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) si è soffermato sul Codice unico di progetto come chiave di accesso, coordinamento e intelligibilità della spesa pubblica per lo sviluppo. Giovanni Leone (ACI Informatica) ha sottolineato come l’eterogeneità dei tempi di realizzazione delle opere dipenda essenzialmente dall’efficienza amministrativa: il tempo è una variabile di capacità, non solo di complessità. In questo senso, il RUP ha un peso determinante. Daniela Pedrini (Gruppo di Lavoro PPP del Cni) ha declinato i concetti di tecnologie, interoperabilità, concorrenza e PPP nel settore delle infrastrutture ospedaliere. Giovanni Perillo (PM PPP Ippodromo di Agnano) ha illustrato il progetto di restyling e riqualificazione dell’area dell’ippodromo di Agnano, mostrando come il PPP possa garantire elevati standard qualitativi. Nella seconda e ultima sessione di stamane, dedicata alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, è intervenuta Irene Tinagli (presidente Hous Commissione speciale sulla crisi degli alloggi dell’UE) che ha illustrato cosa si sta facendo in sede europea per la gestione della crisi abitativa. E’ emersa una grande complessità, soprattutto in termini di cambiamento della struttura della domanda, cui corrisponde una difficoltà di offerta che chiama in causa la necessità del riutilizzo del patrimonio esistente inutilizzato, sia pubblico che privato. Il tema è avere unità abitative a prezzi inferiori a quelli di mercato da realizzarsi in PPP. In questa direzione l’Europa agisce attraverso due volani: l’erogazione dei fondi di coesione e la concessione di maggiori garanzie pubbliche per attrarre investitori. Ezio Micelli (Housing advisory board UE) è partito dalla constatazione che, considerando le specificità del nostro e degli altri paesi, l’aspetto comune in Europa è un’evoluzione demografica ed economica che ha determinato un cambiamento della domanda di alloggi che non siamo stati capaci di anticipare. La casa diventa un fattore di sopravvivenza del settore produttivo, dunque si rende necessaria un’azione anche utilizzando strumento come il PPP. Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Ance, a fine giornata ha tracciato un bilancio dei lavori. “Oggi abbiamo a disposizione una grande quantità di dati, ma la qualità delle nostre decisioni non dipende dalla quantità ma dalla capacità di scegliere i dati che servono. La tecnologia oggi non basta più, serve una integrazione tra ingegneria, economia, gestione dei dati e competenze manageriali. Occorre un cambio culturale che coinvolga imprese, professionisti, istituti finanziari. Solo così potremo dare un futuro al settore delle costruzioni, migliorando la produttività per rispondere alle emergenze sociali trasformandole così da costo a investimento”.
(Adnkronos) - Dalle acque reflue di Milano nascono risorse preziose per l’agricoltura e l’industria. Sono i primi, importanti, risultati di tre progetti su cui Mm Spa, azienda partecipata al 100% dal Comune di Milano e gestore dell’intero servizio idrico cittadino, sta lavorando. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, promossa dall’Onu e in calendario per domenica 22 marzo, Mm Spa rilancia l’impegno per una gestione efficiente e innovativa della risorsa idrica e racconta la sperimentazione in corso per trasformare scarti biologici e fanghi di depurazione in risorse preziose per agricoltura e industria grazie all’adozione di tecnologie innovative. “Milano è un modello virtuoso di gestione efficiente della risorsa idrica - ha ricordato Francesco Mascolo, amministratore delegato di Mm Spa, a margine del suo intervento questa mattina al 'Forum Valore Acqua' organizzato da Teha Group (The European House - Ambrosetti) in corso di svolgimento a Roma - Con perdite ridotte a meno dell’11%, a fronte di una media nazionale di oltre il 37%, e una forte propensione all’innovazione. Stiamo infatti investendo in progetti di ricerca e sperimentazioni orientate allo sviluppo di nuove tecnologie per supportare un percorso virtuoso di economia circolare nell’ambito idrico. In questa direzione procedono i progetti finalizzati all’estrazione di materia ed energia dall’acqua”. Nello specifico, la ricerca coinvolge i depuratori Mm di Nosedo e San Rocco e vedono la collaborazione con poli universitari di eccellenza, come Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Università di Bologna, nonché partner industriali, tra cui A2A Ambiente, Gruppo Cap e Re-Cord. Il progetto Neofos, finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha come capofila il Gruppo Cap e mira al recupero del fosforo dalle acque reflue e dai fanghi di depurazione. Il progetto Thelma è sostenuto dal bando europeo Rfcs (Research Fund for Coal and Steel) e testa su scala industriale un processo per trasformare fanghi e scarti verdi in biocarbone e fertilizzante a base fosforo, già conformi alle norme End-of-Waste. Il progetto Fosforo, capofila A2A Ambiente, è invece finanziato dalla Regione Lombardia e ottimizza l’estrazione di fosforo e altri nutrienti dai fanghi e dalle ceneri derivanti dalla depurazione. “Questi progetti . ha ricordato Mascolo, anche nella sua veste di vicepresidente di Ape (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici del servizio idrico - posizionano Mm sulla frontiera dell’innovazione in ambito nazionale ed europeo per la trasformazione di rifiuti in risorsa. In parallelo siamo impegnati nel difficile ma virtuoso percorso verso la neutralità energetica. Rendere autosufficienti i nostri impianti di depurazione da un punto di vista della produzione energetica è l’altro tassello che rafforza il nostro percorso di sostenibilità”. La progettazione e costruzione di un impianto fotovoltaico presso il depuratore di Nosedo, che va ad aggiungersi a quello già operativo presso il depuratore di San Rocco, rappresenta un passo concreto verso l’autoproduzione di energia e la riduzione delle emissioni climalteranti.