(Adnkronos) - “Quando la musica si fa portatrice di valori importanti anche per le minoranze, vuol dire che siamo sulla buona strada e io, come musicista, sono soddisfatto di continuare questo percorso anche sociale. Cosa mi è rimasto dentro dopo aver ascoltato tante storie così? Una bruttissima sensazione legata al non riuscire a respirare: questo è ciò che ho voluto mettere nella musica perché è un brano dal forte impatto onirico, una sorta di incubo che si trasforma in un sogno inteso in senso sociale, un sogno da realizzare per la comunità”. Così il maestro Enrico Melozzi, violoncellista, compositore e direttore d'orchestra, intervenendo oggi a Roma all’evento di presentazione della campagna dal titolo 'Aria di vita - ed è musica per le persone con ipertensione arteriosa polmonare', promossa da Msd Italia con il patrocinio di Amip - Associazione malati di ipertensione polmonare e Aipi - Associazione ipertensione polmonare italiana. “Mi è giunto questo onere e questo onore, ovvero utilizzare una sinfonia per tradurre le sensazioni drammatiche che vivono i malati di ipertensione arteriosa polmonare, una malattia pressoché sconosciuta, sulla quale desideravo accendere un faro utilizzando la musica - racconta Melozzi - È una melodia inizialmente elettronica, quindi concreta, violenta, con gestualità molto forti quali l’utilizzo del coro come se fosse musica d’avanguardia, un'armonia mai dolce ma sempre ricca di sfide che, poi, sono le sfide che devono sostenere tutti quelli che si mettono intorno a un tavolo e decidono di affrontare un problema tanto complicato come quello di curare una malattia rara di questa portata”. Dopo “tanti anni di militanza nella musica per teatro e per cinema - prosegue - tanti anni a scommettere e combattere” con i registi, “sempre pronti a spiegarti le loro sensazioni e a chiederti di tradurle in musica Questa” di ascoltare i pazienti con Iap è “un’ennesima sfida” a cui si aggiunge “il fatto che il brano originariamente fosse stato commissionato al maestro Peppe Vessicchio, venuto a mancare pochi mesi fa”.
(Adnkronos) - Per sfuggire al caro carburante al distributore di benzina ecco i 10 consigli per risparmiare suggeriti da Mauro Antonelli dell'Unione nazionale consumatori. 1) Non accontentatevi di scegliere un distributore che ha prezzi inferiori alla media regionale, che magari è invece il più caro della vostra città vista l’estrema variabilità dei prezzi praticati da una zona all’altra. Andate sempre, invece, da chi ha i prezzi più bassi ed è meno caro di tutti gli altri. Come ha attestato l’Antitrust, infatti, un impianto 'risulta effettivamente in concorrenza soltanto con gli impianti situati a pochi chilometri di distanza'. Di conseguenza, 'potrebbe facilmente verificarsi che il prezzo in una determinata sotto-zona sia diverso (ad esempio inferiore) da quello medio regionale, che quindi costituirebbe un indicatore non rappresentativo della situazione locale e, come tale, poco utile al consumatore'. In soldoni: le medie regionali sono fuorvianti e ingannevoli. 2) Non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina, ma cercate sempre il prezzo più basso della vostra zona. 3)Confrontate sempre i prezzi attraverso l’Osservaprezzi carburanti. Anche se con alcuni limiti, nella ricerca per area geografica potete inserire la vostra regione, provincia e comune e ordinare i prezzi in ordine crescente (scartando quelli di colore rosso, non aggiornati). Potete fare una ricerca anche per zona, percorso o tratta autostradale. 4) Non è vero che un distributore vale l'altro. 5) I distributori in autostrada hanno sempre prezzi più alti, quindi, prima di partire per un viaggio, fate il pieno. Se non lo avete fatto, guardate i benzacartelloni. Visti i prezzi attuali, se non avete fretta, uscite dall’autostrada, fate il pieno e poi rientrate. Sul sito del Mimit potete fare una ricerca anche per tratta autostradale (o su un percorso). 6) Prediligete le pompe bianche, senza insegne famose (no logo) o quelle della grande distribuzione. 7) Scegliete sempre il self-service e non il servito. 8) Verificate la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli visibili dalla carreggiata e quelli effettivamente praticati che trovate sulla colonnina, dato che alcuni benzinai fanno i furbi, vi attirano con un prezzo e poi ve ne applicano un altro. 9) Ricordatevi: chi va piano, non solo va sano e va lontano, ma consuma anche meno carburante. 10) Segnalate all'Unione nazionale consumatori i prezzi anomali ma, soprattutto, la mancata esposizione dei cartelli previsti o l’esposizione di prezzi sbagliati, violazioni che comportano sanzioni.
(Adnkronos) - "Lo stakeholder engagement significa avere relazioni continuative con tutti i territori e i diversi pubblici con cui un'azienda ha a che fare: dai clienti, ai fornitori, alle istituzioni, ai dipendenti, oltre alle varie comunità di riferimento”. Così Carlotta Ventura, Chief Communication, Sustainability e Regional Affairs in A2a, in occasione dell’evento ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’ oggi a Roma. Realizzato da A2a in collaborazione con Assonime, l’incontro vede il contributo dei partner strategici The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano. Durante l’appuntamento è stato presentato l’Engagement Value Index report con cui il Gruppo ha misurato gli impatti generati sui territori. Per Ventura, "è necessario misurare tutto il lavoro che viene fatto sui territori perché è un importante investimento di risorse, in termini economici, di tempo, sia da parte dell'azienda che da parte degli interlocutori con cui siamo in contatto”, afferma. Poi aggiunge: “Si tratta di un beneficio concreto sia per le aziende che per le comunità. Dal dialogo con gli stakeholder nascono anche opportunità e si possono mitigare eventuali rischi che altrimenti non verrebbero intercettati”. Ma in che modo A2a ha sistematizzato lo stakeholder engagement? “Abbiamo delle riunioni fisse nel corso dell'anno in cui le proposte di dialogo vengono tradotte in attività concrete”, conclude Ventura.