FAI - Fondo Ambiente ItalianoFondo per l'Ambiente Italiano, è nato nel 1975 allo scopo di recuperare, tutelare e gestire per la collettività il patrimonio d'arte e natura italiano |
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(Adnkronos) - Il grande giorno per i fantallenatori d'Italia è arrivato. A partire dalle 12 di oggi sono ufficialmente aperte le iscrizioni al FantaSanremo 2026, il fantasy game che accompagna e anima il Festival della Canzone Italiana. Gli appassionati possono iniziare a creare le proprie squadre aggiornando o scaricando l'applicazione dedicata, disponibile su App Store e Play Store, oppure accedendo direttamente dal sito fantasanremo.com. Anche per questa edizione viene confermata la formula di gioco che ha riscosso un enorme successo, coinvolgendo oltre 3.5 milioni di utenti lo scorso anno. Ogni giocatore avrà a disposizione un budget di 100 "baudi" - l'ormai iconica moneta del gioco in memoria di Pippo Baudo - per acquistare una rosa di sette artisti. La squadra dovrà poi essere schierata con cinque Titolari e due Riserve, nominando un Capitano tra i cinque artisti principali. Mentre i Titolari contribuiranno al punteggio con tutti i bonus e i malus previsti dal regolamento, le Riserve potranno accumulare punti solo attraverso specifici Bonus e Malus Extra. La vera novità di quest'anno risiede nelle rigide finestre per la modifica della formazione. I fantallenatori potranno infatti cambiare la disposizione di Titolari e Riserve, ed eventualmente nominare un nuovo Capitano, solo in due occasioni: la prima, dalle 8 alle 20 di venerdì 27 febbraio, in concomitanza con la serata delle cover; la seconda, nella stessa fascia oraria, sabato 28 febbraio per la finalissima. Il ruolo del Capitano si conferma cruciale, poiché vedrà raddoppiati sia i bonus che i malus legati alla sua posizione nella classifica finale, e sia i 20 punti bonus per un eventuale piazzamento nella top five delle prime quattro serate. Ogni utente potrà gestire fino a cinque squadre, partecipando con esse a un massimo di venticinque leghe diverse. La corsa per la creazione delle squadre terminerà alle 23.59 di lunedì 23 febbraio, salvo eventuali proroghe. Sul fronte delle quotazioni, l'edizione 2026 si preannuncia come una delle più equilibrate e imprevedibili di sempre. Il listino ‘prezzi’ è infatti particolarmente compatto, con un range che va da un minimo di 13 a un massimo di 17 baudi, sintomo di una gara aperta e senza un vincitore annunciato. In cima alla lista, con una quotazione di 17 baudi, troviamo la coppia formata da Fedez & Masini e il cantautore Tommaso Paradiso. Subito dietro, a 16 baudi, si posizionano Arisa, Dargen D'Amico ed Ermal Meta. Un nutrito gruppo di artisti si attesta sui 15 baudi, tra cui LDA & Aka 7even, Levante, Luchè, Malika Ayane, Michele Bravi e Serena Brancale. La fascia dei 14 baudi è altrettanto affollata, con Bambole di Pezza, Eddie Brock, Elettra Lamborghini, Fulminacci, Leo Gassmann, Mara Sattei, Nayt e Samurai Jay. Chiudono il listino, a 13 baudi, Chiello, Ditonellapiaga, Enrico Nigiotti, Francesco Renga, J-Ax, la coppia Maria Antonietta & Colombre, Patty Pravo, Raf, Sal Da Vinci, Sayf e Tredici Pietro. Il regolamento si arricchisce di bonus e malus ancora più sorprendenti. Una delle novità più attese è la sezione dedicata al Maestro Peppe Vessicchio, che per la prima volta coinvolge direttamente i direttori d'orchestra: verranno assegnati punti a chi indosserà un papillon (+10), a chi dirigerà in coppia (+20) o a chi darà il via all'esibizione con un insolito "pronti, partenza, via!" (+20). Un bonus speciale di 10 punti sarà inoltre assegnato a tutti gli artisti in gara qualora il conduttore pronunciasse la frase iconica "Dirige l'orchestra il maestro Peppe Vessicchio". Ma è nella sezione dei "bonus ad personam" che la creatività degli autori del FantaSanremo raggiunge il suo apice. Si spazia da bonus numerologici, come i +13 punti che Tredici Pietro guadagnerebbe classificandosi proprio al tredicesimo posto, a divertenti giochi di parole, come il bonus per Patty Pravo qualora facesse "girar le Bambole di Pezza", unendo il titolo della sua celebre hit "La bambola" con il nome della band in gara. Non mancano poi i riferimenti alle canzoni più iconiche: Francesco Renga, ad esempio, otterrà 10 punti se si prenderà cura di un "Angelo", con un bonus raddoppiato se l'angelo in questione fosse Angelo dei Ricchi e Poveri. L'elenco prosegue con Samurai Jay che si assicurerebbe punti (+10) indossando un kimono, mentre Arisa potrebbe ottenerli consigliando degli antidolorifici a Carlo Conti, in un richiamo a una sua vecchia gag durante il Sanremo 2015. E ancora: Eddie Brock indossa una maschera da Venom (+10 punti); foto di Chiello con la maglia di Chiellini o viceversa (+3 punti); Fulminacci canta sotto il temporale (+10 punti); LDA & Aka 7even si presentano sul palco con Stefano Scala, l’attore scambiato per Aka 7even durante l’annuncio dei big in gara (+ 10 punti); Levante viene presentata da Leonardo Pieraccioni o Massimo Ceccherini (+10 punti); Malika Ayane restituisce uno spartito all’orchestra (+10 punti) e Maria Antonietta “perde la testa” (+10 punti). Infine, l'esperienza di gioco si espande anche sull'app con il nuovo arcade game "FantaSanremo Adventure" e un quiz sulla storia del Festival, in arrivo a febbraio, per un coinvolgimento totale in attesa della kermesse. Si confermano poi i bonus serali, i Premium legati ai partner, gli Extra per azioni fuori dal palco e i temuti malus giornalieri segreti, che terranno tutti con il fiato sospeso.
(Adnkronos) - "Il prosecco non è un vino replicabile al di fuori della sua zona d'origine, è un vino unico, e quindi siamo fiduciosi che questo trend positivo del nostro mondo continuerà anche il prossimo anno. I dazi Usa hanno toccato proprio il mercato che seguo come export manager, gli Stati Uniti. Ma, sulla base dei dati dell'export disponibili ad oggi, non si registrano cali significativi. Ricordiamo che il prosecco rappresenta il 30% di tutto l'export di vino italiano negli Stati Uniti, e anche con i dazi si ritrova in una fascia di prezzo accessibile per la maggioranza delle persone". Così, intervistata da Adnkronos/Labitalia, Diva Moretti Polegato, export manager di Villa Sandi per Regno Unito, Usa e Messico, e nuova generazione della storica famiglia di vignaioli veneti, traccia un bilancio del 2025 per la sua azienda e per il mondo del prosecco, e degli effetti dei dazi Usa e del contesto geo-politico incerto. "Io credo che bisognerà attendere il primo semestre del prossimo anno - avverte - per vedere l'effettivo impatto di questi dazi. Al momento, il prosecco registra un trend positivo di crescita e questo lo abbiamo visto dai dati dei tre Consorzi, ma un quadro più chiaro, appunto, lo potremo vedere nel primo semestre del prossimo anno". Villa Sandi è tra i leader del mercato, con il fatturato 2024 che ha toccato i 132 milioni, e con una produzione che per il 70% va in export e per il 30% in vendite nel nostro in Italia. E le 'bollicine', nonostante un anno complesso, resistono e puntano a crescere ancora. "In generale, è stato un anno di contrazione per il mercato vitivinicolo, ma il nostro mondo, quello del prosecco, ancora 'tiene' - ribadisce - perché unico e inimitabile. Nel corso di quest'anno, abbiamo visto un freno ai consumi con abitudini orientate a stili di vita più salutari, quindi con moderato contenuto alcolico, zero alcol. E infatti una fetta di mercato ricerca prodotti, soprattutto 'bollicine', senza alcol". "E' una tendenza che noi avevamo intercettato già 3-4 anni fa e avevamo iniziato a produrre già allora una 'bollicina' zero alcol, con una produzione che cresce ogni anno a due cifre", sottolinea Diva Moretti Polegato. Una tendenza, spiega l'esponente dell'ultima generazione di vignaioli trevigiani, spinta dal "consumo di coloro che non vogliono rinunciare al piacere di un brindisi, senza però dover assumere alcol. E questo per diverse ragioni: soprattutto quelle legate alla salute". E comunque una delle caratteristiche principali del prosecco è il moderato contenuto alcolico e questo lo rende un vino contemporaneo che risponde perfettamente a queste abitudini di consumo che sono mutate, e che prediligono vini leggeri, adatti alla convivialità, a momenti chiamiamoli 'social'", osserva. Villa Sandi continua a guardare al futuro esplorando nuovi mercati. "Noi siamo un'azienda -spiega Diva Moretti Polegato- che esporta in 135 Paesi e ci sono dei nuovi mercati in Est Europa e in Africa soprattutto, ma anche nell'America Centrale che abbiamo di recente acquisito, e che stiamo acquisendo, per diversificare, perché questo è uno dei 'modus operandi' del nostro mondo e della nostra azienda". Ma non solo. Diversificare il business, per 'Villa Sandi', significa anche altro. "Un altro pilastro in cui crediamo molto -fa notare l'export manager- è quello dello sviluppare tutto quel ramo dell'accoglienza dell'enoturismo, del ricevere persone in azienda, che si sta dimostrando sempre più una grande opportunità e una grande risorsa, perché è un'esperienza capace di unire territorio, cultura, ospitalità, sostenibilità e vino. Ed è un settore che dal periodo della pandemia ha visto una crescita molto grande soprattutto nel nostro Paese ma anche a livello mondiale". "Noi come azienda abbiamo creduto e investito nell'enoturismo fin dagli anni '90, e abbiamo aperto la nostra sede, che è una storica villa di scuola Palladiana, a tutti i visitatori e tutti i giorni dell'anno. E abbiamo anche investito sull'hospitality, con 'Locanda Sandi', dove abbiamo un ristorante e alcune camere. Questa per noi è soprattutto un'opportunità per valorizzare il brand e accogliere un cliente a 360 gradi, mostrando anche i vigneti e tutto ciò che c'è dietro una bottiglia di vino", ricorda ancora. Secondo Moretti Polegato, inoltre, "il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell'Unesco può essere un'opportunità anche per il settore del vino, che è collegato ad esso". "Una ulteriore cornice istituzionale forte, anche un modo per potenziare il made in Italy e rafforzare il legame vino-cultura, collegato al turismo, con un importante risvolto mediatico per poter raggiungere più consumatori finali", aggiunge. "E poi - prosegue - c'è l'impegno sulla sostenibilità, importante per la mia generazione ma anche per la precedente, con l'obiettivo di accogliere i visitatori delle nostre aziende in un ambiente sano, in cui si lavora con il minor impatto ambientale possibile, seguendo pratiche sostenibili, a livello di vigna, di vinificazione e anche di impatto ambientale. Noi ad esempio abbiamo una centrale idroelettrica, abbiamo pannelli solari, puntiamo a diventare 100% sostenibili nella prossima decade". Per Diva Moretti Polegato, "l'augurio per il 2026 è che la situazione geopolitica causata dai conflitti in corso e i dazi Usa, che frenano in modo combinato i consumi, possano in qualche modo attenuarsi". "L'augurio a tutti noi produttori è di aprire il 2026 con buone notizie su guerre e dazi Usa appunto", conclude.
(Adnkronos) - «Rendere il territorio più sano, più pulito e più biodiverso»: con questo obiettivo, cinque anni fa, è nato il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, che oggi celebra un traguardo storico con la messa a dimora del 100.000° albero. A sottolinearne il valore è Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma che definisce il risultato tutt’altro che scontato. «Ci siamo dati un obiettivo quantitativo perché è importante avere dei traguardi. Centomila alberi in cinque anni sembravano una sfida ambiziosa, e invece ce l’abbiamo fatta», afferma. Un successo reso possibile, spiega Chiesi, «grazie alla collaborazione delle istituzioni, dei privati, delle aziende, dei cittadini e delle associazioni», che rende questo risultato «il simbolo di una comunità che si prende cura di se stessa e del proprio territorio». La posa del Ginkgo biloba in viale Du Tillot segna anche l’avvio di un nuovo progetto: la nascita dell’arboreto urbano di Parma, concepito come museo a cielo aperto dedicato alla cura del territorio e alle generazioni future. È un Ginkgo biloba, pianta antichissima e straordinariamente resistente, a rappresentare il significato profondo del 100.000° albero piantato dal progetto KilometroVerdeParma. «La scelta non è casuale -spiega Maria Paola Chies-. Il ginkgo ci lega alla storia del pianeta: cresce lentamente, diventa imponente, ed è il simbolo di un amore per il territorio che richiede tempo ma si costruisce in modo solido». Chiesi ha aggiunto che l’albero messo a dimora in viale Du Tillot è anche il primo tassello dell’arboreto urbano, destinato a diventare «una grande biblioteca di alberi, con centinaia di specie diverse». Un progetto che guarda lontano e che nasce dalla partecipazione condivisa di cittadini, bambini, istituzioni e partner. «Prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno», conclude.