INFORMAZIONIJera srl Comunicazione e Marketing, Consulenza, Relazioni Pubbliche e Uffici Stampa, Web Agency Ruolo: Executive Manager Area: Top Management Claudio Cavatorto |
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(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno chiuso il 2025 con il pil in crescita del 2,2%. Si tratta di una frenata rispetto al 2,8% registrato nel 2024 e, soprattutto, è un risultato che sconta un quarto trimestre molto sotto le attese, con una crescita dell'1,4% in netto rallentamento dopo il più 4,4% del terzo trimestre. I numeri del Bureau of Economic Analysis, l'agenzia governativa che fornisce i dati macroeconomici ufficiali, segnalano un problema per Donald Trump. A maggior ragione considerando che le stime per gli ultimi tre mesi dell'anno erano almeno doppie. Il presidente americano, esattamente un mese fa al Forum di Davos, ha parlato dell'economia americana in termini trionfalistici. Gli Stati Uniti, ha detto, vanno verso "una crescita mai vista prima, probabilmente mai vista prima in alcun Paese". In quell'occasione, il tycoon ha citato una stima di crescita che oggi è lontanissima dal dato reale. Parlando di un pil in crescita del 5,4% ha fatto riferimento a un'attesa per il quarto trimestre che seguiva l'andamento positivo del terzo trimestre del 4,3%, in accelerazione rispetto al 3,8% del trimestre precedente. Quelle stime preliminari erano legate all'incognita di una potenziale revisione, che si è puntualmente verificata, perché scontavano la chiusura degli uffici federali fino a metà novembre, a causa dello shutdown. Non solo. Quelle stime erano già incompatibili con le previsioni rilasciate dal Fondo Monetario Internazionale, con una crescita attesa per gli Stati Uniti del 2,4% quest'anno e del 2% il prossimo. Oggi i dati veri sono una doccia fredda per la narrazione di Trump. La crescita del quarto trimestre all'1,4% è lontanissima dal quel 5,4% sbandierato a Davos e la crescita annuale del 2025 al 2,2% rende molto più plausibile, e forse addirittura ottimistica, la stima del FMI per quest'anno, al 2,4%. A complicare ulteriormente il quadro, c'è anche il dato sull'inflazione. Sul fronte dei prezzi, l'indice Pce è salito a dicembre al 2,9% sopra le attese degli analisti che scommettevano su un +2,8%. Anche il dato core, che esclude energia e alimentari, ha mostrato una dinamica più sostenuta del previsto: +0,4% a novembre e +3,0% su base annua. Mettendo da parte le logiche della propaganda, il problema principale di Trump legato ai dati economici riguarda le condizioni reali di vita degli americani, soprattutto in vista delle elezioni di midterm previste a novembre. E gli ultimi sondaggi diffusi dicono che il consenso del presidente americano sta scendendo, al punto che gli elettori rimpiangono Joe Biden. Proprio il capitolo dell'economia è quello che fa registrare un tracollo nella considerazione del tycoon. Secondo l’analista Harry Enten per la Cnn, la fiducia degli americani è scesa di 26 punti in generale, e di 53 tra gli elettori indipendenti, considerati il bacino decisivo in ogni consultazione elettorale. Come se non bastasse, uno studio della Federal Reserve di New York ha evidenziato che circa il 90% dei costi dei dazi imposti a mezzo mondo ricade proprio sui cittadini americani. Ma, su questo punto, a pesare ancora di più è la bocciatura della Corte Suprema, appena arrivata. (Di Fabio Insenga)
(Adnkronos) - Rafforzare la capacità del sistema-Paese di leggere e anticipare le trasformazioni del mercato del lavoro attraverso l’analisi dei big data e l’utilizzo di strumenti avanzati di intelligenza artificiale. E' l'obiettivo del progetto di ricerca 'Skill, training and labour market indicators for italy: big data analysis to navigate the future', promosso da Sviluppo Lavoro Italia, società in house del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), e presentato oggi al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. “Comprendere in modo tempestivo l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro è una condizione essenziale per rendere più efficaci le politiche attive e i sistemi di formazione”, ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. “Questo progetto rappresenta un passo importante verso un approccio sempre più basato su dati affidabili e analisi predittive, capace di orientare le scelte pubbliche, sostenere l’occupabilità delle persone e accompagnare le imprese nei processi di innovazione”, ha continuato. “Con questa iniziativa Sviluppo Lavoro Italia rafforza il proprio ruolo di supporto tecnico-strategico alle istituzioni, mettendo a disposizione strumenti innovativi per leggere il presente e orientare il futuro del mercato del lavoro”, ha affermato Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia. “La collaborazione con l’Ocse ci consente di sviluppare un modello avanzato e replicabile di big data intelligence, capace di integrare fonti informative diverse e di generare evidenze concrete a supporto delle decisioni pubbliche, con ricadute positive sui territori e sui sistemi locali delle competenze”. “L’uso innovativo dell’enorme mole di dati disponibile consente di leggere con maggiore profondità le dinamiche del mercato del lavoro in profondo cambiamento", ha dichiarato il direttore del direttorato per l’occupazione e gli affari sociali e prossimo chief economist dell’Ocse, Stefano Scarpetta. “La collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia mira a sviluppare strumenti concreti per promuovere l'incontro tra la domanda di manodopera da parte delle imprese e l'offerta da parte delle persone in cerca di lavoro. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto del valore della cooperazione internazionale nel rafforzare le capacità analitiche dei Paesi", ha aggiunto. Il Progetto si fonda sull’analisi delle offerte di lavoro pubblicate online e sull’elaborazione di grandi moli di dati attraverso algoritmi di AI, con l’obiettivo di monitorare in modo sistematico, a livello nazionale e territoriale, la domanda di lavoro e di competenze espressa dalle imprese. Un approccio che consente di ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e di rafforzare la programmazione delle politiche attive e formative. L’intervento si configura, tra l’altro come un modello di supporto evidence-based alle politiche del lavoro, in grado di connettere livelli di governance differenti e di contribuire in modo strutturale al rafforzamento del sistema nazionale delle competenze e al miglior funzionamento dei mercati del lavoro locali.
(Adnkronos) - Dai Giochi Invernali di Milano-Cortina "Portiamo a casa tutto. L'Italia è un grande paese non da oggi, ma da sempre e siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene". Nel medagliere "quattro anni fa eravamo undicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti. C'è molta soddisfazione". Lo ha detto oggi il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano. "Stiamo vincendo tanto, e quando accade è un piacere mettersi il distintivo della squadra che vince. È questo che ci rende fieri e orgogliosi di rappresentare gli italiani e le italiane che ci seguono". "Noi avevamo un obbligo" a queste Olimpiadi "essere condannati a vincere". Ha continuato. "Stiamo strabiliando il mondo in tutto e per tutto - ha poi aggiunto Buonfiglio -. Tutto questo, per essere valorizzato, necessitava di tante vittorie ed è per questo che siamo condannati a vincere, per mantenere alta l'attenzione ed essere un modello da imitare". "Le atlete e gli atleti italiani si meritano le medaglie che stanno vincendo e nonostante le pressioni, il sistema sportivo Italia sta continuando a funzionare molto bene". "Non è facile perchè questa è un'ulteriore prova, ma quello che accadrà stasera è merito delle atlete". Ha con tinuato il presidente del Coni rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse possibile una tripletta d'oro per la pattinatrice Francesca Lollobrigida. "Le stesse batterie eliminatorie son odelle gare importantissime - ha poi aggiunto -. Non è come gareggiare in Italia, chi arriva qui lo fa per vincere e ogni batteria e semifinale richiede il massio impegno". Sull'ovale ghiacciato tutto può succedere: "Ci sono delle variabili da considerare, qualcuno che ti viene addosso o che vuole fare una scorrettezza". Ha concluso