(Adnkronos) - L’inusuale ed enigmatico silenzio del vicepresidente americano Jd Vance sull’attacco Usa all'Iran ordinato da Donald Trump scuote la destra americana. Nei primi giorni dell’operazione militare ordinata dalla Casa Bianca, il vicepresidente ha mantenuto un profilo pubblico insolitamente basso, alimentando malumori tra alleati e base Maga e mettendo in discussione non solo il ruolo politico dell’ex paladino del non interventismo all’interno dell’amministrazione Trump, ma anche le sue credenziali come possibile "erede naturale" del tycoon alla guida della Casa Bianca. Lo riferisce Politico, ricordando come Vance abbia costruito parte della propria ascesa politica sulla critica alle "guerre infinite" in Medio Oriente e sul sostegno a una politica estera più prudente. Oggi, però, il vicepresidente si trova associato a una svolta militare che molti sostenitori del movimento Maga - che lo consideravano un interprete rigoroso dell’ideologia America First - vedono come un dietrofront dalle posizioni da lui sempre sostenute. Nel gennaio 2023, quando era ancora senatore, Vance aveva annunciato il proprio sostegno alla candidatura presidenziale di Donald Trump per il 2024, lodandone il primo mandato per non aver "iniziato guerre" e definendo questo risultato la principale eredità politica del presidente. Una posizione ribadita anche nell’ottobre dello stesso anno, alla vigilia delle elezioni, quando sosteneva che l’interesse degli Stati Uniti fosse "non andare in guerra con l’Iran". L’attacco ordinato dalla Casa Bianca contro l'Iran rappresenta dunque una netta inversione di rotta per il vicepresidente, che dall’inizio dell’operazione ha mantenuto un profilo pubblico estremamente basso: non era presente a Mar-a-Lago con Trump durante l’avvio dei raid - seguendoli invece dalla Situation Room di Washington (a differenza del segretario di Stato Marco Rubio, altro favorito alla corsa 2028) - e si è limitato a brevi post social e a poche interviste, di cui l'ultima a Fox News, in cui ha ribadito per filo e per segno la linea presidenziale sulla "minaccia nucleare" iraniana e si è limitato a dire che "non avremo i problemi che abbiamo avuto con Iraq e Afghanistan". L’assenza di prese di posizione più incisive ha alimentato malumori anche tra i repubblicani. Durante un incontro in Florida del National Republican Congressional Committee, diversi esponenti del Gop avrebbero discusso proprio del silenzio di Vance e della sua mancata presenza accanto al presidente nella gestione pubblica dell’operazione. Secondo i sostenitori della linea cosiddetta "restrainer", favorevole a una politica estera meno interventista, quanto accaduto dimostrerebbe il fallimento della corrente anti-guerra nel frenare l’approccio più aggressivo dell’amministrazione, nonostante i tentativi di pressione mediatica portati avanti nei mesi precedenti da figure vicine al movimento Maga. Analisti e commentatori conservatori citati da Politico sottolineano tuttavia che i limiti istituzionali della vicepresidenza impongono spesso di difendere le decisioni del presidente anche a costo di accantonare posizioni personali. Resta però il prezzo politico per Vance, considerato tra i favoriti per la candidatura repubblicana alla Casa Bianca nel 2028: una parte della base non-interventista mette ora in dubbio la sua coerenza e teme che la svolta militare possa indebolire il progetto di costruire una larga coalizione conservatrice capace di attrarre l’elettorato stanco delle guerre all’estero. Nonostante le critiche, conclude Politico, molti alleati continuano a considerare il suo ruolo un investimento di lungo periodo, confidando che eventuali cambiamenti di rotta di Trump possano restituirgli spazio politico.
(Adnkronos) - Il Gruppo FH55 Hotels, realtà storica dell’hotellerie italiana con 70 anni di esperienza e quattro strutture tra Firenze, Fiesole e Roma, è stato inserito tra le 1.000 aziende europee con la più alta crescita di fatturato dal 2021 al 2024 nella classifica FT1000: Fastest-Growing Companies in Europe, pubblicata dal Financial Times in collaborazione con Statista. Questo prestigioso riconoscimento celebra le imprese che, nei mercati più dinamici d’Europa, hanno dimostrato performance di crescita straordinarie e sostenibili nel tempo. La classifica completa sarà pubblicata il 26 marzo sul Financial Times e sul sito FT.com, rappresentando uno dei riconoscimenti più ambiti e autorevoli a livello europeo per le aziende in rapida crescita. Per FH55 Hotels, essere inseriti tra le 1.000 aziende a più alta crescita non è solo un traguardo, ma un sigillo di eccellenza che conferma la solidità del modello di business, la capacità di innovare con lungimiranza e l’eccellenza operativa perseguita dal Gruppo. Ancora più significativo è il posizionamento ottenuto: tra le sole 27 aziende europee classificate nel settore hospitality, FH55 Hotels si colloca al 16° posto, entrando di fatto nella parte alta della graduatoria continentale; inoltre, tra le 136 aziende italiane presenti nella FT1000, il Gruppo conquista la 35ma posizione. Un risultato di assoluto rilievo che certifica non solo la crescita sostenuta dell’azienda, ma anche la sua capacità di affermarsi ai vertici del panorama europeo della crescita imprenditoriale. Questo prestigioso posizionamento sottolinea come FH55 Hotels non sia semplicemente un protagonista dell’ospitalità italiana, ma un riferimento di crescita, affidabilità e innovazione a livello europeo, riconosciuto da una delle testate economiche più autorevoli del mondo. Negli ultimi anni, il Gruppo FH55 Hotels ha perseguito con determinazione un ambizioso piano di crescita strutturata, fondato su investimenti mirati, ottimizzazione dei processi operativi e digitalizzazione all’avanguardia, con l’obiettivo di trasformare ogni soggiorno in un’esperienza indimenticabile. Particolare attenzione è stata rivolta al potenziamento dell’esperienza dell’ospite, attraverso servizi personalizzati, innovazioni tecnologiche e ambienti sempre più accoglienti e sostenibili. Nel 2025, FH55 Hotels ha registrato una crescita complessiva significativa, rafforzando il suo ruolo di protagonista nel segmento premium dell’ospitalità italiana e consolidando una reputazione di eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Grazie a una strategia lungimirante e alla professionalità del suo team, il Gruppo continua a ridefinire gli standard dell’ospitalità, combinando tradizione, innovazione e una visione chiara di crescita sostenibile. "Essere inseriti nella classifica FT1000 è un risultato che ci riempie di orgoglio", afferma Claudio Catani, vicepresident Operations di FH55 Hotels, alla guida del gruppo da quasi tre anni. "Rappresenta la conferma - prosegue - che la nostra visione strategica, il lavoro instancabile del team e gli investimenti costanti in qualità, tecnologia e sostenibilità stanno davvero creando valore reale. Questo riconoscimento è un segnale chiaro per clienti, partner e investitori: FH55 Hotels è un’azienda che cresce con responsabilità, innovazione e uno sguardo deciso verso il futuro. Continueremo a superare i confini dell’ospitalità per offrire esperienze sempre più uniche e memorabili". Questo prestigioso posizionamento nella classifica del Financial Times si aggiunge ad altri riconoscimenti e risultati ottenuti dal Gruppo. Tra questi, il recente inserimento nella prestigiosa rivista Capital nella lista dei 250 'Creatori di Valore' in Italia nel 2025, un’ulteriore attestazione della solidità finanziaria, della visione strategica e della capacità del Gruppo di generare crescita sostenibile nel lungo periodo. Traguardi che confermano FH55 Hotels come una realtà imprenditoriale capace di distinguersi nel panorama nazionale e internazionale dell’ospitalità per la sua combinazione di tradizione italiana, performance economica e orientamento all’eccellenza.
(Adnkronos) - Siemens è presente a Key 2026, l’evento di riferimento per le tecnologie, i servizi e le soluzioni dedicate alla transizione energetica, che si svolge presso Rimini Fiera dal 4 al 6 marzo. All’interno del Padiglione A1, Stand 320-220, l’azienda guida i visitatori in un percorso immersivo volto a illustrare la propria visione e le soluzioni più avanzate per supportare l’evoluzione di infrastrutture energetiche che devono necessariamente diventare sempre più digitali e resilienti. In un panorama in cui la decarbonizzazione rappresenta un obiettivo globale primario, Siemens ribadisce così un concetto chiave: la digitalizzazione è l’unico vero fattore abilitante in grado di rendere l’elettrificazione scalabile, sicura e governabile. A dimostrazione concreta di questo approccio, al centro dello spazio espositivo di Siemens a Key 2026 c’è un quadro elettrico di nuova generazione che unisce monitoraggio avanzato e tecnologie digitali immersive. Il quadro rileva in tempo reale i consumi dell’intero stand - oltre 200 mq - grazie agli interruttori e ai multimetri Sentron integrati con Powercenter3000, che offrono una visione dettagliata dell’andamento energetico. Accanto a questo sistema, Siemens presenta anche una versione digitale tridimensionale del quadro, fruibile tramite visore di Realtà Aumentata: un modello interattivo che rende immediata la comprensione dello stato dell’impianto e mostra come la gestione dei quadri elettrici stia evolvendo verso soluzioni sempre più intuitive e immersive. Partendo dalla capacità di raccolta e analisi del dato a livello locale, a Key 2026 Siemens mostra quindi come la gestione dell’energia possa essere ottimizzata su larga scala attraverso Electrification X, la suite IoT in modalità SaaS che connette mondo fisico e digitale, abilitando la gestione dinamica dei carichi, il monitoraggio degli asset e l’integrazione efficiente delle fonti rinnovabili. Un approccio già applicato nella collaborazione con Enemalta plc, dove l’implementazione di OT Companion ha permesso il monitoraggio in tempo reale degli asset OT e delle vulnerabilità, rappresentando la prima applicazione di questo tipo realizzata da Siemens Italia per un Tso in Europa. Reti energetiche sempre più complesse e distribuite richiedono livelli di affidabilità e continuità operativa senza precedenti. Per rispondere a queste esigenze, Siemens pone l’attenzione su tecnologie di protezione e telecontrollo, portando in fiera i relè multifunzionali Siprotec, standard di riferimento per la protezione digitale, e i dispositivi modulari Sicam A8000, progettati per l’automazione delle sottostazioni anche in condizioni estreme e dotati di avanzati requisiti di sicurezza informatica. L’impegno di Siemens per un ecosistema energetico efficiente e a basso impatto ambientale si concretizza infine nella presentazione delle soluzioni blue Gis. Questa innovativa gamma di quadri elettrici di media tensione elimina l’impiego dei gas fluorurati (SF6), nocivi per l'atmosfera, combinando la tecnologia Clean Air come mezzo isolante con la tecnologia di interruzione in vuoto. In questo modo, Siemens offre ad utility e operatori un’alternativa ecosostenibile che mantiene inalterate le funzionalità e gli ingombri degli impianti tradizionali, ottimizzando i costi durante l’intero ciclo di vita. In continuità con questa visione, Siemens presenta anche le soluzioni di ricarica elettrica Sicharge D e la nuovissima Sicharge Flex, pensate per supportare gli operatori di ricarica (Cpo), le flotte del trasporto pubblico locale (Tpl) e privato nel percorso verso una mobilità a zero emissioni. Dalle infrastrutture con ricarica All-In-One alla ricarica Distribuita, le tecnologie Siemens garantiscono efficienza, affidabilità e gestione intelligente dei carichi, contribuendo a un ecosistema di elettrificazione realmente sostenibile.