(Adnkronos) - “È importante aumentare l’occupazione, ma soprattutto aumentare un’occupazione di qualità. La politica deve trovare un equilibrio tra lavoratori e aziende e focalizzarsi anche sulla flessibilità del lavoro. Flessibilità non vuol dire precarietà: se regolata può portare ad un aumento dell’occupazione e ad una migliore qualità del lavoro, consentendo alle imprese di aumentare la richiesta di capitale umano qualificato”. Lo ha detto Tiziana Nisini, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, intervenendo a Verona alla quinta edizione di LetExpo, la fiera dedicata a logistica, trasporti e servizi alle imprese che riunisce istituzioni, aziende e operatori del settore. “La manifestazione rappresenta una sorta di fotografia del paese racchiusa nei padiglioni, con aziende e realtà che sono determinanti per l’economia e la produttività italiana”, ha sottolineato Nisini, e costituisce quindi un luogo di confronto diretto tra politica e mondo produttivo sulle esigenze del mercato del lavoro. Tra i temi centrali anche quello della formazione e del capitale umano che “rimane il cuore pulsante del nostro Paese. Oggi corre insieme all’intelligenza artificiale, ma ha qualcosa in più: l’intelligenza artificiale deve essere un supporto alla persona, al lavoratore e all’azienda, per migliorare la produttività e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Nisini ha inoltre sottolineato come uno dei nodi emersi dal confronto con imprese e istituzioni sia la difficoltà di reperire manodopera specializzata. “Nonostante le previsioni di assunzioni, molte aziende faticano a trovare competenze adeguate. Per questo tutti gli attori stanno lavorando per passare da una formazione ‘a catalogo’ ad una formazione costruita sulla persona, valorizzando le competenze che ciascun lavoratore sviluppa nel proprio percorso”. In questo quadro il governo ha avviato interventi di riforma del sistema formativo. “Con il ministro Valditara è stato avviato un ammodernamento del sistema scolastico, con il rafforzamento degli Istituti tecnici superiori e nuovi percorsi come il modello ‘4+2’, che mette insieme scuola superiore e formazione tecnica. Sono sperimentazioni che mirano a creare una sinergia più forte tra scuola e imprese e a far emergere le competenze richieste dal mercato del lavoro”, ha concluso.
(Adnkronos) - Andrea Mignanelli, manager con una trentennale esperienza nei servizi per il credito, assume la presidenza di Klaro, la piattaforma che facilita l'accesso ai finanziamenti e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese italiane grazie all’Intelligenza artificiale. Andrea Mignanelli vanta un’importante carriera nel settore, prima in McKinsey, poi come fondatore di Jupiter, e quindi dal 2019 al 2024 è stato amministratore delegato del Gruppo Cerved. Klaro è una piattaforma che, grazie a collegamenti sicuri con conti bancari, cassetto fiscale e altre fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Riscossione, Camera di commercio, Inps, etc), velocizza la richiesta di finanziamenti attraverso la raccolta di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria creditizia, generando il Klaro profile, e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese attraverso un unico cruscotto. Il Klaro profile è un set documentale standard, certificato e sempre aggiornato che consente a banche e intermediari di effettuare istruttorie sicure in pochi minuti, invece che in settimane. Questo risponde alla necessità di fare incontrare domanda e offerta di credito nel contesto italiano in cui, nonostante l’ottima infrastruttura dati sulle imprese, i prestiti bancari alle piccole società sono calati del 40% dal 2014 al 2025. "Sono entusiasta - dichiara Andrea Mignanelli - di questa nuova avventura. In Klaro ho trovato le risposte ai due principali problemi che da anni affliggono gli imprenditori italiani: difficile accesso al credito e gestione amministrativa complicata. La nostra missione è aiutare gli imprenditori a valorizzare al meglio la propria azienda e ottimizzare le risorse finanziarie. Combinando l'avanzata infrastruttura dati del Paese con la tecnologia AI specialistica di Klaro, facciamo la differenza nel rapporto tra impresa e filiera del credito".
(Adnkronos) - Il Gruppo Davines - azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare Davines e per lo skincare 'comfort zone', B Corp dal 2016 - annuncia, per il terzo anno consecutivo, l’apertura delle candidature per 'The Good Farmer Award' 2026. Realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è il primo premio in Italia a sostenere i giovani agricoltori che guidano la transizione ecologica attraverso pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologiche, con un approccio sistemico e anche sociale. Anche per questa edizione è stata rinnovata l’estensione del bando alle aziende agricole dedite all’allevamento e impegnate a migliorare il benessere e la salute animale con pratiche che includono, tra le altre, il pascolo all’aperto e la conseguente riduzione dell’uso di farmaci veterinari. Il bando si rivolge ad agricoltori e agricoltrici di età inferiore o uguale a 35 anni al 31 luglio 2026 che gestiscano imprese con certificazione biologica in corso di validità. I due progetti più innovativi e avanzati riceveranno dal Gruppo Davines 10mila euro ciascuno per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle attività agroecologiche. Le candidature possono essere inviate dal 10 marzo fino al 15 maggio 2026 compilando il modulo online. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 presso il Davines Group Village a Parma. Requisiti necessari per accedere al bando sono l’avere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. In particolare i giovani agricoltori e le loro aziende dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal regolamento, tra cui la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli, l’uso di colture di copertura come le leguminose e la pacciamatura del terreno (ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie). La Commissione che valuterà e selezionerà i progetti è composta da otto membri, fra professori universitari ed esperti in temi di agricoltura, agroecologia e sostenibilità. Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è il presidente della Giuria. Gli altri membri sono: Davide Bochicchio, ricercatore del Crea Zootecnia e Acquacoltura; Dario Fornara, direttore di Eroc (European Regenerative Organic Center); Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente; Paola Migliorini, docente presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Alessandro Monteleone, dirigente di Ricerca del Crea, Centro Politiche e Bio-economia; Camilla Moonen, professoressa associata presso l’Istituto di Scienze delle Piante, Università Sant’Anna di Pisa; Francesca Pisseri, medica veterinaria esperta in agroecologia, Associazione Italiana di Agroecologia.