INFORMAZIONIThe Adecco Group Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: HR Consultant Area: Human Resource Management Chiara Berlendi |
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(Adnkronos) - C’è un’Italia che inciampa, che cade, che si rialza. Un’Italia che si guarda allo specchio e non sempre si riconosce. Nei testi dei trenta brani di Sanremo 2026, pubblicati come da tradizione da Tv Sorrisi e Canzoni ad una settimana dall'inizio del festival, il linguaggio racconta un Paese attraversato da fragilità, ironia, rabbia, nostalgia e un bisogno quasi fisico di amore e di felicità. E lo fa con un lessico che alterna parole dolcissime e improvvise asperità, piccole imprecazioni, immagini crude, confessioni intime. L’amore, come sempre, è il grande protagonista, ma non quello idealizzato. È un amore imperfetto, adulto, spesso doloroso. Samurai Jay lo definisce "una malattia". Chiello parla di "fottuto letto" e di schiaffi emotivi. Luchè lo vede come un labirinto da cui non si esce. Michele Bravi racconta la dipendenza affettiva con autoironia: "pensa tu che scemo". Eddie Brock descrive la spirale tossica di chi "non impara mai". Accanto a loro, c’è l’amore familiare: quello di Serena Brancale per una madre che non c’è più o quello di Raf che attraversa il tempo. Non è un Festival “scurrile”. La parolaccia non è gratuita, è un marcatore emotivo, un punto di rottura nel discorso. La più netta arriva da Maria Antonietta & Colombre, che in 'La felicità e basta' rivendicano: "La colpa non è nostra, non siamo dei coglioni". Un’altra stoccata arriva da Luchè, che in 'Labirinto' definisce il tempo "stronzo", mentre J-Ax, fedele al suo stile, inserisce un "culo" e una "canna (del gas)" usata in senso ironico, e Tredici Pietro chiude il cerchio con un’immagine urbana e cupa: "la città che fotte l’anima". Molto più frequenti delle parolacce sono le parole che raccontano fragilità e resistenza. In 'Uomo che cade' di Tredici Pietro, dove viene evocato più volte un “bambino scivolato”, la caduta è metafora generazionale. Il "male" ricorre in Chiello, in Fedez & Masini (“male necessario”), in Samurai Jay (“maledetto feeling”), in Leo Gassmann (“ci siamo fatti così male”). La "paura", che Fulminacci ripete come un mantra (“gelida paura”), Levante la trasforma in tremore fisico e Mara Sattei la scioglie nella voce dell’altro. La "notte" è ovunque. Notte che consola, che confonde, che inghiotte, che salva. Da Arisa a Malika Ayane, da Tommaso Paradiso a Serena Brancale. È un lessico che racconta un’Italia stanca ma non arresa, che cerca luce proprio mentre attraversa il buio. Tra atmosfere intime, confessioni amorose e fragilità generazionali che attraversano i trenta brani di Sanremo 2026, c’è un testo che rompe la bolla del privato e porta sul palco dell’Ariston la tragedia del presente. È 'Stella stellina' di Ermal Meta, una delle canzoni più intense di questa edizione, che trasforma la filastrocca dell’infanzia in un canto funebre per una bambina uccisa nella Striscia di Gaza. Ma l'attualità entra in forme più sottili anche in altri brani: Sayf cita l’alluvione in Emilia e Liguria, l’Italia che "si allaga", il lavoro, la precarietà e dissemina il testo di citazioni e di critica sociale ("Le tue tasse vanno spese/In un hotel a ore", "le botte nelle piazze le dimentichiamo"); J-Ax costruisce un ritratto ironico e amaro del Paese, tra la "canna del gas" e la "pizza con l’ananas", i "figli di mammà" e la burocrazia, la furbizia, la sopravvivenza quotidiana; Maria Antonietta & Colombre parlano di ansia sociale, aspettative, modelli irraggiungibili, fino al grido liberatorio: "la felicità ce la prendiamo e basta"; Nayt fotografa la pressione dei social, dei like, dell’identità digitale: "prima che tu faccia un post / prima che controlli i like"; Ditonellapiaga ironizza su Milano, Roma, il pilates, i corsi di meditazione, i "giornalisti perbenisti", gli F24. Molti brani condividono un’atmosfera notturna, cittadina, sospesa. Tredici Pietro parla di palazzi “che non riposano mai”. Fulminacci si perde “nel vento della metro”. Nayt fissa “il muro” come fosse un avversario. Tommaso Paradiso accende la tv “col volume a cannone” per non pensare. Levante racconta un innamoramento come perdita di controllo fisico. È una geografia emotiva fatta di case disordinate, letti sfatti, taxi, treni, stanze d’albergo, dove la vita accade mentre si cerca di capirla. Molti artisti parlano apertamente di: ansia (Levante, Nayt, Fulminacci, Maria Antonietta); identità in costruzione (Nayt, Luchè, Ditonellapiaga); precarietà economica e sociale (Sayf, J-Ax); dipendenze emotive (Chiello, Samurai Jay, Michele Bravi); lutto e memoria (Ermal Meta, Serena Brancale, Raf). Sanremo 2026 parla la lingua di oggi. Nei trenta brani in gara non c’è solo la canzone d’amore. C’è un’Italia che si guarda dentro, che si giudica, che si perdona. Un’Italia che usa parole semplici per dire cose difficili, che alterna dolcezza e crudezza, che non ha paura di mostrarsi fragile. Un’Italia che cade, sì. Ma che, come canta Tredici Pietro, continua a guardare l’uomo che cade per imparare a rialzarsi. (di Antonella Nesi)
(Adnkronos) - L’Ufficio spagnolo del Turismo, nel suo centro multimediale interattivo di piazza di Spagna a Roma, ha accolto una delegazione istituzionale di Valladolid, per la presentazione della Settimana Santa che si svolge nella città castigliana. La 'Semana Santa' di Valladolid è una delle celebrazioni religiose e culturali più importanti della Spagna ed è stata la prima a essere dichiarata di 'Interesse turistico internazionale' nel 1980. Ad animarla un insieme di atti liturgici popolari, celebrati nelle strade e nelle piazze, che permettono al visitatore di sperimentare la profonda religiosità di radice castigliana, austera e solenne, nel contesto unico del centro storico della capitale castigliana. Venti confraternite - associazioni popolari di uomini e donne di ogni età e condizione sociale, con circa 25.000 membri - sfilano per la città accompagnando i carri processionali, che a Valladolid rappresentano un autentico 'Museo a cielo aperto' grazie alle sculture realizzate dai più grandi scultori castigliani, la maggior parte intagliate nel XVI-XVII secolo, da Gregorio Fernández a Juan de Juni. A presentare a Roma questa solenne manifestazione religiosa e culturale il sindaco di Valladolid e senatore, Jesús Julio Carnero, il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Luis Argüello, il presidente della Deputazione Provinciale di Valladolid, Conrado Íscar, il presidente della Junta de Cofradías della Settimana Santa di Valladolid, Miguel Vegas, il direttore di Turismo di Valladolid, Juan Manuel Guimerans, e il direttore del’Ufficio Spagnolo del Turismo, Gonzalo Ceballos. La delegazione di Valladolid si è poi recata in visita a Papa Leone XIV proprio per presentare la Settimana Santa, portando in dono una riproduzione firmata della tela originale di Augusto Ferrer-Dalmau, creata dall'artista come immagine principale della locandina di annuncio dell'edizione 2026. Un incontro che rafforza la proiezione internazionale di Valladolid , come è stato sottolineato dai rappresentanti istituzionali, e l'elevato valore simbolico della Settimana Santa come evento religioso e culturale di riferimento e come volano per la promozione turistica della città e della sua provincia. Oltre alle solenni processioni, il cui culmine si raggiunge il Venerdì Santo nella cosiddetta 'Processione generale', con un percorso completo di oltre cinque ore, la Settimana Santa di Valladolid offre al visitatore un’atmosfera vibrante, arricchita non solo da eventi di carattere religioso, come il Sermone delle Sette Parole nella centrale Plaza Mayor, ma anche da un’ampia proposta di visite guidate ed esposizioni. Il viaggiatore interessato a conoscere Valladolid in occasione della Settimana Santa avrà inoltre l’opportunità di godere di altre grandi attrazioni, come la ricca gastronomia offerta nei suoi bar e ristoranti, incluse le rinomate 'tapas', promosse durante tutto l’anno in vista dei Concorsi nazionale e mondiale che si tengono in città da anni, e gli eccellenti vini di denominazioni di primo livello come Ribera del Duero, Rueda, Toro o Cigales, considerati tra i più prestigiosi di Spagna. La Spagna è uno dei principali riferimenti della Cristianità, con tre delle cinque Città Sante: Santiago de Compostela, Santo Toribio de Liébana e Caravaca de la Cruz. "Uno dei modi più autentici per scoprire la Spagna - ha sottolineato Gonzalo Ceballos - è attraverso le sue celebrazioni religiose, soprattutto la Settimana Santa, vissuta con grande intensità e partecipazione popolare. Questo tipo di esperienze sono al centro della nuova campagna internazionale 'Think you know Spain? Think again', che mira alla promozione del turismo slow in destinazioni meno note. In Spagna ci sono 43 manifestazioni religiose dichiarate d’interesse turistico internazionale, delle quali 20 corrispondono a Settimane Sante, a testimonianza del loro straordinario valore culturale, storico e spirituale”.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".