(Adnkronos) - Via libera del Senato al ddl sull'antisemitismo. L'Aula di Palazzo Madama ha approvato il testo in 5 articoli, che adottata ''la definizione operativa di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – IHRA) il 26 maggio 2016, ivi inclusi i relativi indicatori, necessari ai fini dell’applicazione della legge medesima". Inoltre nel provvedimento non risultano previsioni di sanzioni penali, mentre si introduce la figura del "coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri". Ecco il testo approvato, atteso ora da Montecitorio per il via libera definitivo, dal titolo 'Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di Antisemitismo. Art. 1. (Definizione) 1. La Repubblica italiana, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a contrastarne qualunque espressione e ostacola la diffusione del pregiudizio antisemita in Italia, ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione, nel rispetto dei princìpi costituzionali. 2. Ai fini delle attività e delle disposizioni di cui alla presente legge, in attuazione della risoluzione sulla lotta contro l’antisemitismo 2017/2692 (RSP) del Parlamento europeo, del 1° giugno 2017, considerata l’unicità storica del fenomeno e delle sue conseguenze, è adottata la definizione operativa di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – IHRA) il 26 maggio 2016, ivi inclusi i relativi indicatori, necessari ai fini dell’applicazione della legge medesima. Ai sensi della definizione operativa di cui al periodo precedente, per antisemitismo si intende una determinata percezione degli Ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni, di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni, le istituzioni della comunità e i luoghi di culto ebraici. 3. Le istituzioni della Repubblica collaborano per individuare gli interventi necessari al fine di prevenire e contrastare qualunque atto o manifestazione di antisemitismo, come definito ai sensi del comma 2, che costituisca una minaccia non solo verso una parte dei cittadini, ma anche nei confronti della convivenza civile, della stabilità sociale e della sicurezza pubblica. Art. 2. (Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo) 1. Coerentemente a quanto previsto dal punto 5 della risoluzione sulla lotta contro l’antisemitismo 2017/2692 (RSP) del Parlamento europeo, la Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo è adottata dal Consiglio dei ministri sulla base della proposta elaborata dal Coordinatore di cui all’articolo 4. 2. La Strategia, adottata su base triennale, nell’ambito delle risorse di cui al l’articolo 5 e secondo le linee di azione di cui all’articolo 3, persegue le seguenti finalità: a) prevenire e contrastare ogni forma di antisemitismo, nonché di odio e discriminazione nei confronti delle persone ebree e delle comunità e delle istituzioni ebraiche; b) promuovere la conoscenza, il rispetto e la valorizzazione della storia, della cultura e della vita ebraiche; c) rafforzare la coesione sociale e assicurare adeguate misure di sicurezza alle comunità ebraiche e ai loro luoghi di aggregazione. Art. 3. (Linee di azione per la Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo) Al fine di contrastare qualunque atto di antisemitismo, come definito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, nonché al fine di consolidare una cultura libera da pregiudizi e stereotipi nei confronti degli Ebrei in quanto popolo, la Strategia nazionale per la lotta all’antisemitismo si sviluppa sulle seguenti linee d’azione, che possono essere ampliate e integrate su proposta del Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo di cui all’articolo 4: a) utilizzare la banca dati di cui all’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, anche per il monitoraggio dei dati sugli episodi di antisemitismo, come definito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, al fine di acquisire una visione completa del fenomeno in Italia, nonché di promuovere il coordinamento delle attività di monitoraggio tra gli organismi coinvolti nella raccolta dei dati; b) prevedere, nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, apposite misure per contrastare la diffusione del linguaggio d’odio antisemita sulla rete internet, sentita l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; c) facilitare, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, la promozione di azioni formative rivolte a docenti e attività didattiche rivolte agli studenti, anche in occasione del Giorno della Memoria di cui alla legge 20 luglio 2000, n. 211, in merito alla conoscenza del fenomeno dell’antisemitismo, come definito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, e della diaspora ebraica, rafforzando la consapevolezza su tali temi e sulle loro implicazioni sul piano culturale e storico, anche al fine di favorire il dialogo fra generazioni, culture e religioni diverse. Le istituzioni scolastiche, in esito al monitoraggio svolto dai tavoli permanenti di cui all’articolo 4, comma 2-bis, della legge 29 maggio 2017, n. 71, in relazione agli episodi di antisemitismo, comunicano al tavolo tecnico di cui all’articolo 3 della medesima legge n. 71 del 2017 e al Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo le azioni attuate per contrastare i fenomeni di antisemitismo; d) favorire, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigenti, ivi comprese quelle di cui al Fondo per la promozione del dialogo di cui all’articolo 1, comma 536, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, la realizzazione di attività di ricerca, seminari e incontri in collaborazione con istituzioni universitarie nazionali e internazionali, volti a promuovere il confronto e il rispetto reciproco, nonché a prevenire ogni forma di preclusione o intolleranza, anche in coerenza con le finalità di contrasto all’antisemitismo della presente legge. Le università adottano, nel rispetto della propria autonomia organizzativa e regolamentare e nell’ambito delle risorse del proprio bilancio, misure volte alla prevenzione, al monitoraggio e al contrasto degli atti di antisemitismo e possono individuare al loro interno un soggetto preposto alla verifica e al monitoraggio delle azioni per contrastare i fenomeni di antisemitismo, in linea con il codice etico delle stesse università e in conformità a quanto previsto dalla Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo. Ai fini del monitoraggio, le università collaborano con il Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo; f) promuovere iniziative di formazione specifica per il personale delle Forze di polizia in merito alla conoscenza del fenomeno dell’antisemitismo, ai fini di una corretta individuazione della natura antisemita di un reato, sia in base a quanto previsto dalla definizione operativa di antisemitismo di cui all’articolo 1, comma 2, sia nei casi in cui gli obiettivi dell’atto criminoso siano precipuamente individuati in quanto Ebrei, ebraici, legati agli Ebrei o percepiti come tali; e) potenziare, nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, specifiche iniziative di formazione e aggiornamento rivolte alle Forze armate, alle Forze dell’ordine e al personale della carriera prefettizia e della magistratura sul fenomeno dell’antisemitismo; g) promuovere, nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nell’ambito delle attività associative e sportive, momenti di formazione e conoscenza sul fenomeno dell’antisemitismo, come definito ai sensi dell’articolo 1, comma 2. Art. 4. (Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo) 1. Il Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri a seguito della risoluzione sulla lotta contro l’antisemitismo 2017/2692(RSP) del Parlamento europeo, è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ed è incaricato di curare la predisposizione della Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, di cui all’articolo 2 della presente legge, e i successivi aggiornamenti della stessa. 2. Il Coordinatore presiede il Gruppo tecnico di lavoro incaricato di coadiuvare il Coordinatore medesimo nella redazione, nello sviluppo e nell’aggiornamento della Strategia di cui all’articolo 2. Il Gruppo tecnico di lavoro è composto da rappresentanti designati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero del l’interno, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dal Ministero della giustizia, dal Ministero dell’istruzione e del merito, dal Ministero dell’università e della ricerca, dal Ministero della cultura nonché dalle Autorità politiche delegate in materia di sport, di politiche giovanili, di pari opportunità, di innovazione digitale e di informazione ed editoria. Sono inoltre componenti del Gruppo tecnico di lavoro rappresentanti designati dall’IHRA, dall’Unione delle comunità ebraiche italiane, dall’Unione giovani ebrei d’Italia, dalla fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea, dalla fondazione Museo della Shoah, dal Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah. Possono altresì essere chiamati a far parte del Gruppo tecnico esperti e rappresentanti del mondo scolastico e universitario, dell’informazione, dell’editoria, del giornalismo e delle istituzioni culturali e scientifiche. Per la partecipazione alle attività del Gruppo tecnico, fermo quanto previsto dal comma 4, non spettano compensi, gettoni di presenza o altri emolumenti comunque denominati, fatto salvo il rimborso per le spese di missione a valere sulle risorse allo scopo previste nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. 3. I componenti del Gruppo tecnico di lavoro di cui al comma 2 sono nominati con decreto del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri. 4. Qualora sia previsto un compenso a favore del Coordinatore nazionale di cui al presente articolo, lo stesso è determinato, nei limiti previsti per il contingente di cui all’articolo 9, comma 5, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e a valere sulle risorse allo scopo previste nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. 5. Con decreto del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, è altresì definito il contingente di personale di supporto tecnico e amministrativo al coordinatore, cui si provvede nei limiti delle ri¬sorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 5. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti dalla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
(Adnkronos) - "Noi come FenImprese Dubai come prima cosa abbiamo riunito tutti i nostri consulenti e sabato e domenica siamo rimasti aperti. Sabato quando è iniziato tutto siamo andati immediatamente in ufficio perché i cellulari hanno cominciato a squillare. La prima cosa che hanno fatto le imprese è stata contattarci. Noi gestiamo circa 200 family officer, quindi abbiamo dei gruppi whatsapp con delle famiglie residenti qui negli Emirati. La prima cosa che hanno fatto è stata scrivere a FenImprese, scrivere a Daniele Pescara Consultancy. E ribadisco, noi restiamo qui a supportare imprese e famiglie". Così, da Dubai, Daniele Pescara, presidente di Fenimprese Dubai, racconta ad Adnkronos/Labitalia, quanto l'associazione sta mettendo in campo dopo l'inizio degli attacchi iraniani di sabato scorso. E Pescara ricorda i momenti concitati di sabato scorso. "Eravamo tra l'altro ad un evento di italiani a Dubai, vai a casa, metti la cravatta, vai in ufficio, io tra sabato e domenica avrò incontrato circa 60 famiglie", sottolinea Pescara, da oltre 10 anni a Dubai. "Il nostro studio che ha il mio nome, la Daniele Pescara Consultancy, si occupa di seguire l'imprenditore e le imprese nell'apertura di società a Dubai, quindi nel campo dell'internazionalizzazione, ma lo facciamo con un ascolto verticale sulla persona che è un essere umano e la persona ha una famiglia con sé, per questo siamo diventati anche family officer certificati. Poi da 3 anni a questa parte abbiamo anche aperto l'hub in collaborazione con FenImprese, abbiamo aperto FenImprese Dubai, a cui abbiamo esteso tutti i nostri servizi e da quest'anno, grazie al presidente Mancuso che mi ha nominato coordinatore per tutte le sedi estere, siamo anche il punto di riferimento di FenImprese internazionale. Quindi noi oggi abbiamo un incarico 'deontologico' nei confronti di chi decide di rimanere, perché siamo veramente un punto di riferimento per la comunità. Anche solo venire qui, bere un caffè, mostrare che ci siamo, che siamo operativi. Domenica, lunedì, martedì, siamo sempre aperti a pieno regime", conclude aggiungendo di sentirsi "tranquillo perché conosco le istituzioni qui, quindi so come agiscono sempre in maniera molto cautelativa, molto posata, quindi da questo punto di vista posso dirti che la sicurezza è estrema". Ma qual'è la situazione ora? "la situazione a Dubai è grave sì -sottolinea il consulente italiano- ma non drammatica. Quello che salta subito all'occhio sono le strade semideserte in una realtà dove ultimamente non si poteva più girare in macchina. Quindi non stiamo vivendo un periodo di normalità. Noi come rappresentanti delle istituzioni e di imprese e famiglie ci dobbiamo dimostrare forti. Sarebbe potuto andare molto peggio, però non è una situazione di normalità. Si sta rispondendo bene a un periodo di crisi, ecco". Pescara sottolinea che "c'è stato l'invito a rimanere a casa fino ad oggi, da domani dovrebbe riaprire l'aeroporto, la Farnesina ha già organizzato i primi rimpatri, l'operatività degli uffici privati dovrebbe tornare a pieno regime mentre quelli pubblici non hanno mai chiuso", sottolinea. Ma secondo Pescara ci sarebbe già qualcuno pronto ad approfittare della situazione di incertezza. "L'investitore istituzionale, che può essere un grande Fondo o un grosso imprenditore, non è preoccupato -spiega- di quanto sta avvenendo perchè ha un approccio non emotivo al mercato. E in un periodo in cui l'attività immobiliare e finanziaria qui a Dubai era satura, c'era chi aspettava questo momento. Tutti ci immaginavamo un'altra 2008, ma non ci immaginavamo una guerra. Quindi l'investitore istituzionale è pronto a speculare in un mercato dove si è venduto la qualunque a chiunque. Sono 'squali' che stanno aspettando che il mercato crolli, perché anche se Trump ha definito che sarà un intervento lampo, si pensa che prima di 5-6 mesi le tensioni con l'Iran non finiranno", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - “Viviamo un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” in Senato, organizzata da Oliver Wyman e Wec Italia. “In questo contesto – ha spiegato – programmare, pianificare e dibattere i giusti investimenti per il Paese è fondamentale per guidare queste trasformazioni” Iren, ha sottolineato Bufo, è impegnata “su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture”. Un percorso che deve riguardare non solo la produzione ma anche le reti e i sistemi di accumulo, in un quadro in cui “la domanda a valle è in continua evoluzione”. Un capitolo centrale è quello dei data center: “Stimiamo che anche in Italia possa verificarsi quanto già accaduto negli Stati Uniti, con un forte aumento della domanda di energia elettrica”. Da qui la necessità di investimenti nelle reti e nella decarbonizzazione, insieme all’impiego delle tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale, “che garantiscono ulteriore flessibilità e slancio”. Di fronte ai breakthrough tecnologici, ha osservato, “gli scenari possono divaricarsi tra fortissime spinte immediate e sviluppi più graduali nel tempo: vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.