INFORMAZIONICarlo Giuseppe Merenda |
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(Adnkronos) - Nella sanità del XXI secolo la simulazione è diventata un elemento centrale per garantire la qualità della formazione dei professionisti della salute. Questo è particolarmente vero in odontoiatria, dove precisione del gesto clinico e capacità decisionale si sviluppano attraverso una pratica costante, controllata e progressiva. In questo contesto l'università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) ha introdotto SIMtoCARE, un ambiente tecnologico immersivo che integra formazione, pratica e cura offrendo agli studenti gli strumenti per affinare le proprie competenze e diventare professionisti di eccellenza. L'iniziativa - spiega una nota - ha messo in luce come l'apprendimento in odontoiatria non possa più basarsi solo sulla didattica tradizionale e sul tirocinio clinico tardivo. La crescente personalizzazione delle cure, la complessità delle procedure e le aspettative sempre più elevate dei pazienti richiedono professionisti pronti al contatto clinico con un livello di preparazione manuale e cognitiva già molto avanzato. Per rafforzare ulteriormente il modello di formazione immersiva, l'Ucbm ha presentato quindi il simulatore di ultima generazione SIMtoCARE nell'evento 'SIMtoCARE L'incontro fra simulazione e realtà'. La simulazione ad alta fedeltà - si legge - risponde a questa esigenza permettendo agli studenti di esercitarsi in un ambiente sicuro, di ripetere le procedure un numero virtualmente illimitato di volte, di apprendere dall'errore senza rischi per il paziente e di sviluppare coordinazione, precisione e capacità di giudizio clinico. Si tratta di un passaggio cruciale in una disciplina dove il margine di errore è sempre più ridotto e dove la qualità del primo intervento incide in modo determinante sugli esiti terapeutici. Il nuovo ambiente supporta in particolare la formazione degli studenti del corso di laurea magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria LM-46R attivo dal 2024, un percorso con impostazione interdisciplinare che integra scienze mediche, ingegneristiche e humanities. Strutture all'avanguardia, laboratori e strumenti didattici avanzati, un Simulation Center di ultima generazione e una forte integrazione tra didattica, ricerca e innovazione collocano gli studenti al centro di un percorso altamente formativo. Il modello formativo dell'ateneo integra la simulazione come parte integrante del percorso educativo, contribuendo a colmare la distanza tra aula universitaria e pratica clinica. Il simulatore introdotto in Italia per la prima volta utilizza uno schermo in risoluzione 4K con tecnologia autostereoscopica, non richiede occhiali 3D e permette agli studenti di operare virtualmente osservando le proprie mani in azione sullo scenario. Grazie a un software avanzato e a un case editor adattabile alle esigenze didattiche - dettaglia la nota - il sistema è altamente personalizzabile e la funzione Livestream consente di trasmettere in diretta le esercitazioni su grande schermo condividendo l’esperienza con il resto degli studenti. SIMtoCARE permette agli studenti di esercitare le proprie abilità manuali in odontoiatria operativa, protesi dentaria, endodonzia, parodontologia, anestesia, implantologia, chirurgia odontoiatrica, odontoiatria pediatrica, ortodonzia, anatomia e compilazione della cartella clinica. Con un unico strumento dalle elevate potenzialità didattiche è possibile allenare un ampio spettro di competenze odontoiatriche all’interno di un ambiente digitale integrato. La possibilità di personalizzare i casi clinici e di condividere in tempo reale le esercitazioni con docenti e colleghi trasforma l'esperienza individuale in un processo di apprendimento collaborativo e misurabile. Ad aprire l'evento sono stati il rettore Rocco Papalia, il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Bruno Vincenzi e quello della Facoltà di Ingegneria Alessio Gizzi, che hanno sottolineato come l'investimento nella simulazione rappresenti una scelta strategica per elevare gli standard della formazione sanitaria. "In Ucbm l'odontoiatria è sinonimo di innovazione tecnologica pura grazie alla naturale sinergia con le scienze biomediche e bioingegneristiche - sottolinea Luca Testarelli, ordinario di Odontoiatria all'università Campus Bio-Medico di Roma - L'odontoiatria Ucbm è anche attenzione allo studente. Il nostro corpo docente offre un rapporto fra discente e docente fatto di vicinanza e collaborazione diretta, per far vivere fin da subito allo studente una esperienza immersiva non solo didattica ma anche pre-clinica e clinica. L'odontoiatria Ucbm è anche formazione post lauream grazie all'offerta formativa di master e corsi della Ucbm Academy guidati da professionisti con spiccate capacità didattiche e di innovazione clinica quali Gaetano Calesini, Raffaele Cavalcanti, Raffaele Schiavoni e Tiziano Testori". "Questa tecnologia offre molti vantaggi. Uno dei più importanti è la possibilità di ridurre enormemente quello che è il gap nella formazione professionale degli studenti con la realtà professionale - afferma Gaetano Calesini, docente di Materiali dentali e tecnologie protesiche Ucbm - Oggi esiste uno scarto tra la velocità con cui si evolvono le tecniche e i materiali e gli insegnamenti che ricevono gli studenti. I materiali che si studiano durante il corso di laurea sono materiali obsoleti in 8-10 anni. Quindi questo tipo di simulatori che può essere aggiornato in tempo reale permetterà agli studenti di acquisire competenze tecniche allineate in tempo reale con materiali e tecnologie attuali. In tal modo si accelera enormemente la possibilità per questi professionisti laureati di entrare nel circuito produttivo", sottolinea. "Queste tecnologie sono permettono di velocizzare l'apprendimento pratico che, nella nostra branca, è essenziale - aggiunge Nicola Maria Grande, professore a contratto di Endodonzia all'università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - Soprattutto, permettono di dare al professionista quella sicurezza nell'eseguire le procedure che non si può avere quando si è di fronte al paziente, la cui presenza, oltre a sollevare aspetti di tipo etico, inevitabilmente ingenera delle ansie nell'operatore. Essere svincolati da questi condizionamenti dà una sicurezza all'operatore che, sicuramente, si rifletterà in una maggiore qualità e una velocità di apprendimento maggiore". Dal punto di vista tecnologico, come ha spiegato il Technical Project Manager di SIMtoCARE, Tom De Jong Boers, gli strumenti di nuova generazione rendono l'esperienza sempre più immersiva, realistica e personalizzabile riducendo ulteriormente la distanza tra formazione e pratica clinica. Il messaggio che emerge è chiaro: la simulazione non è più un elemento accessorio, ma uno dei pilastri della formazione odontoiatrica contemporanea. In un'università chiamata a competere su scala globale e in un sistema sanitario sempre più esigente, investire in ambienti immersivi significa investire direttamente nella qualità delle cure future. Ucbm conferma così la sua leadership nella formazione dei futuri dentisti.
(Adnkronos) - Oggi in occasione dell’evento 'Ia nel mondo del lavoro, la visione umanocentrica dell’intelligenza artificiale', realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l'Inail ha presentato alcuni dei suoi progetti più innovativi e ha ricordato come l'Intelligenza artificiale sia stata applicata alle istruttorie dei progetti Isi. Nato nel 2010, il bando Isi è uno strumento strutturale delle politiche per la prevenzione, grazie ai finanziamenti a fondo perduto destinati alle aziende che adottano soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali per aumentare gli standard di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. A partire dal 2017, l’Inail ha investito sulla digitalizzazione e il modello di processo è stato rinnovato, prevedendo la standardizzazione delle tipologie di interventi ammissibili, la tracciabilità di ogni singolo evento di variazione di stato della pratica, la scomposizione dell’attività di valutazione tecnico-amministrativa dei progetti in singoli controlli elementari, la compilazione online delle perizie e la digitalizzazione di tanti altri documenti. Significativi sono stati anche i cambiamenti delle modalità di relazione con l’utenza, attraverso un modello totalmente digitalizzato, anche per le richieste di chiarimenti o integrazione a supporto dell’attività istruttoria. Ciò ha posto le basi per introdurre soluzioni evolute attraverso il supporto di algoritmi e modelli di intelligenza artificiale, grazie all’attivazione di analisi complesse che permettono di raccogliere informazioni, regole, relazioni. Le innovazioni introdotte consentono di applicare i modelli di Ia alla valutazione dei requisiti del bando per le domande, seguendo i percorsi valutativi dei professionisti tecnici e dei funzionari amministrativi e proponendo soluzioni fondate su un’ampia base dati presenti nel sistema e su casi analoghi. La valutazione assistita dall’Ia per alcuni requisiti è già disponibile in sperimentazione per alcuni utenti esperti. L’obiettivo ulteriore è realizzare un Osservatorio che raccolga le migliori esperienze da trasformare in 'casi tipo' a vantaggio dell’utenza, quale ventaglio di soluzioni di finanziamento ammesse dal Bando Isi per la specifica lavorazione. Le potenzialità dell’Ia consentono di predisporre per ogni tipologia di progetto delle schede informative, veri e propri casi d’uso. Si tratterà, in definitiva, di estrarre dalla base di conoscenza le esperienze positive e presentare all’impresa le possibili soluzioni ammissibili; in prospettiva, questo patrimonio di conoscenze potrà essere utilizzato per affiancarla nella fase di domanda per migliorare anche la qualità dei progetti Inail.
(Adnkronos) - “Il menù fisso ha il problema di fondo che crea disaffezione: il bambino subisce il pasto perché non ha la possibilità di scegliere. Si ritrova un primo, un secondo, un contorno che qualcun altro ha deciso. Questa disaffezione crea distanza". Lo ha detto Nicola Lamberti, Ceo di PlanEat, al convegno promosso da PlanEat 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. “C'è anche un altro problema legato alla quantità: in un contesto scolastico ci sono bisogni, abitudini e attività differenti che richiedono quantità diverse. Avere la possibilità di scegliere il pasto e la quantità è, secondo noi, il miglior strumento per lottare contro lo spreco alimentare a monte, evitando di produrre ciò che sarebbe certamente buttato.” “Dal progetto pilota PlanEat Scuole, realizzato nella provincia di Pavia, sono emersi risultati concreti: ponendo la scelta del pasto in forma volontaria il giorno prima, il 98% degli alunni ha aderito ordinando quasi tutti i piatti disponibili. La possibilità di selezionare tipo e quantità del primo, del secondo e del contorno ha permesso di ridurre del 52% lo spreco dei piatti e di diminuire del 20% il cucinato, aumentando così la qualità del servizio. Per estendere il modello su larga scala, è necessario introdurre nei contratti e negli appalti strumenti digitali per la pianificazione, così da evitare l’esubero alimentare a monte”, conclude Lamberti.