(Adnkronos) - "È stato un dramma ma gli italiani sono stati informati, garantiti e protetti e, condizioni di sicurezza permettendo, aiutati nel ritorno a casa. Gli altri europei erano disperati". Così Giovanni Leonetti, chirurgo calabrese con base a Roma, in un'intervista all'Adnkronos racconta di come la vacanza a Dubai si sia trasformata in incubo tenendo a sottolineare l'eccellente assistenza ricevuta sul posto dagli italiani nel mezzo del conflitto con l'Iran dopo l'attacco di Usa e Israele. Ero in vacanza a Dubai e il 28 avevo il volo di rientro da Abu Dhabi - racconta - ma alle 13 sentiamo un'esplosione molto forte lì vicino e da quel momento vengono bloccati tutti i voli". Da quel momento "è il panico e ai passeggeri vengono offerti i voucher per alloggiare negli hotel. Io ho preferito tornare a Dubai dove mi sono fermato 3 giorni. Quella permanenza è stata drammatica: botti continui per l'abbattimento dei droni, li vedevi volare nel cielo, la traiettoria era molto chiara, poi il boato e la nuvola dell'esplosione grazie all'intercettazione del sistema anti-drone degli Emirati". Dal 3 marzo, prosegue il chirurgo, "tramite i social, sappiamo che resta aperta la strada per l'Oman, quindi ho prenotato un'auto con autista diretto a Muscat, oltre 7 ore di viaggio tra le quasi 5 ore di auto e 2 ore 30 di coda al valico di Atta. Giunto in aeroporto ho avuto un'assistenza eccezionale: ringrazio in particolare l'ambasciatore Pierluigi D'Elia, che con tutti diplomatici italiani e l'unità di crisi sul posto della Farnesina che dalle prime ore dell'alba del 3 marzo erano ad accoglierci in aeroporto. Ci hanno dato tutte le informazioni necessarie, ci hanno tranquillizzato e guidato nell'acquisto biglietti, cosa non banale in mezzo a un conflitto e al panico". Inoltre l'ambasciata, riferisce, "con degli accordi con il governo omanita ha creato dei corridoi aerei dedicati agli italiani con la compagnia di bandiera, e l'unità di crisi ha funzionato benissimo, vera eccellenza italiana in questa organizzazione sotto il profilo umano e logistico". Non solo Muscat: "Stesso lavoro è stato fatto dall'ambasciatore Lorenzo Fanara ad Abu Dhabi che è stato punto di riferimento per gli italiani nel Paese e ha facilitato i rimpatri, non appena le condizioni di sicurezza lo hanno permesso", sottolinea ancora il medico calabrese. Il tutto per tutelare i 20mila residenti e circa 10mila turisti che si trovavano negli Emirati allo scoppio della guerra. Ovviamente, spiega Leonetti, "nei rimpatri è stata data precedenza a disabili, anziani, minori, donne e famiglie con redditi più bassi, che non potevano permettersi i costi di una permanenza più lunga. Ho conosciuto molti spagnoli, francesi, greci e tedeschi totalmente lasciati a sbando che si affidavano ai nostri voli perché le loro ambasciate non avevano disposto piani di rimpatrio". "È stato un dramma ma gli italiani sono stati informati, garantiti e protetti e, condizioni di sicurezza permettendo, aiutati nel ritorno a casa. Gli altri europei - conclude - erano disperati". (di Luana Cimino)
(Adnkronos) - Sono oltre 3000 le donne tra le persone Barilla: professioniste, manager, tecniche di stabilimento, ricercatrici, responsabili di funzione che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Gruppo in Italia e nel mondo. È da qui che prende forma l’impegno per la parità di genere, un percorso che nasce dentro l’azienda e si estende alle comunità attraverso le realtà con cui Barilla collabora da anni. In occasione della Giornata internazionale della donna (8 marzo), il Gruppo sceglie di raccontare questo impegno non solo attraverso politiche e risultati, ma anche attraverso le voci di tre donne che, collaborando con l’azienda, guidano il cambiamento ogni giorno: dalla lotta allo spreco alimentare all’impegno per l’inclusione sociale, fino alla formazione delle nuove generazioni. La promozione dell’equilibrio di genere è il risultato di un impegno pluriennale avviato già nel 2013, quando il Gruppo ha scelto di integrare i principi di fairness e inclusione nella propria governance, anticipando le successive evoluzioni normative europee in materia di trasparenza e parità salariale. Nel 2020, Barilla ha raggiunto la parità retributiva di genere per tutte le persone Barilla, eliminando ogni divario salariale non giustificato, e oggi conduce audit annuali sulla pay equity per garantire un monitoraggio costante e strutturato. Un traguardo che si affianca a una nuova global policy per il congedo di paternità e maternità, che garantisce a tutti i genitori del Gruppo almeno 12 settimane di congedo retribuito al 100%, indipendentemente dal genere, dallo stato civile e dall’orientamento sessuale, promuovendo una genitorialità realmente condivisa e contribuendo a ridurre il gender gap nel lungo periodo. I risultati sono visibili anche nei numeri: il 58% dei partecipanti al Talent accelerator program è composto da donne, a conferma dell’attenzione dedicata allo sviluppo delle future generazioni di leadership. In Italia, tre stabilimenti produttivi strategici del Gruppo - Castiglione delle Stiviere (MN), Novara e Melfi (PZ) - sono guidati da donne. Promuovere l’inclusione anche oltre il perimetro aziendale significa lavorare lungo tutta la catena del valore. Nasce in questa prospettiva la partnership strategica tra il Gruppo Barilla e Lead network (Leading executives advancing diversity), organizzazione no profit che sostiene l’avanzamento delle donne nel settore della vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Formazione, mentoring sulla parità di genere, progetti condivisi e attivazione di capitoli locali: l’alleanza con Lead network punta a promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, contribuendo a sostenere la crescita professionale delle donne nella vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Il percorso DE&I di Barilla ha ottenuto nel tempo importanti riconoscimenti a livello internazionale. Nel 2021 è stata la prima azienda italiana ad aggiudicarsi il Catalyst award per le iniziative che hanno accelerato il progresso del ruolo delle donne sul posto di lavoro e rafforzato l’inclusione. Nel 2022 si è classificata al terzo posto tra le aziende alimentari agli European diversity leaders promossi dal Financial Times. Il 2024 segna inoltre il decimo anno consecutivo in cui Barilla negli Stati Uniti ottiene un punteggio di 100/100 nel Corporate equality index della Human rights campaign, che valuta il supporto alle persone LGBTQ+ nei luoghi di lavoro. Nello stesso anno l’azienda è stata inclusa nel Bloomberg gender-equality Index, riconosciuta come Top Employer in diversi Paesi dal Top Employers Institute e inserita tra le aziende più inclusive secondo Statista e Il Sole 24 Ore. Un percorso che non si esaurisce nelle policy e nei riconoscimenti, ma trova concretezza nelle realtà con cui Barilla collabora ogni giorno. Con la Fondazione Banco Alimentare ETS, Barilla è partner storico in un modello strutturato di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari che, oltre ad essere una best practice, trasforma prodotti in aiuti alimentari per migliaia di persone fragili, attraverso una rete capillare di organizzazioni partner territoriali. “Barilla parla di cibo come gioia capace di unire le persone”, sottolinea Giuliana Malaguti, responsabile comunicazione della Fondazione Banco Alimentare. “Anche per noi il cibo è un dono capace di unire, di generare percorsi di inclusione sociale per tante persone in difficoltà e di rendere più resilienti le nostre comunità”. Con Fondazione Bullone, l’azienda sostiene progetti editoriali e percorsi di co-creazione: dalla newsletter sulla diversity & inclusion ai laboratori per una comunicazione sempre più inclusiva, offrendo ai giovani coinvolti strumenti professionali e occasioni di espressione autentica. “Con Barilla ci siamo trovati molto vicini nel modo di intendere il fare impresa e fare la differenza”, afferma Sofia Segre Reinach, direttrice generale della Fondazione Bullone. “Insieme non ci limitiamo a raccontare l’inclusione, ma cerchiamo di innovarla”. E accanto a Food Farm 4.0, il laboratorio che unisce scuola e impresa, Barilla ha messo a disposizione competenze manageriali, supporto progettuale e presenza diretta nella governance, contribuendo alla crescita di un modello formativo che prepara le nuove generazioni alle professioni dell’agroalimentare. “Non è scontato che un’azienda metta a disposizione i propri dirigenti e le proprie competenze per far crescere un progetto scolastico”, osserva Anna Rita Sicuri, dirigente scolastica dell’Isiss Galilei Bocchialini di Parma. “Se non ci fosse stato questo supporto, oggi non saremmo qui”.
(Adnkronos) - Abb conferma la presenza a Key - The Energy Transition Expo, il principale appuntamento italiano dedicato alle tecnologie per l’efficienza energetica, la digitalizzazione e l’elettrificazione. Dal 4 al 6 marzo, allo Stand 100 - Padiglione A1 presso il Rimini Expo Center, l’azienda presenta un portafoglio aggiornato di soluzioni pensate per supportare l’evoluzione dell’intera filiera dell’elettrificazione. All’offerta tecnologica si affianca un programma di formazione tecnica ricco e strutturato, con corsi sui temi più caldi e richiesti dal mercato destinati a impiantisti, progettisti, installatori e tecnici. Abb è fortemente impegnata nello sviluppo delle competenze, puntando su aggiornamento continuo e professionalità qualificate.