(Adnkronos) - "Sì, l'ho visto chiedere soldi e droga". E' una delle risposte secche che un collega di Carmelo Cinturrino, fermato per l'omicidio volontario del 28enne Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo, ha reso durante il recente interrogatorio al pubblico ministero di Milano Giovanni Tarzia. Sentito come indagato per favoreggiamento e omissione di soccorso, il quadro che emerge è quello di un agente che cercava di stare lontano dal 41enne assistente capo. "Non mi ispirava fiducia, ho sempre chiesto di non lavorare con lui. Io ho sempre fatto presente all'ispettore di non metterci insieme, e dopo un po' anche lui si è reso conto che Carmelo aveva atteggiamenti non belli. Era aggressivo, allungava le mani. Io personalmente ho visto che si portava un martello e una volta lo ha usato per picchiare i tossici". Un'arma che usava "quando i tossici non gli dicevano dove erano i soldi e dove era la sostanza". A farne le spese è stato anche un invalido, frequentatore del boschetto. "Con lui era diventato un accanimento. Diverse volte Cinturrino lo ha indagato, ma spesso si sfogava con lui. Gli alzava le mani è capitato anche che ha usato il martello con lui. Gli chiedeva soldi e droga. In più occasioni l'ho visto con un martello, lo teneva sotto la manica in modo che non si vedesse". Parole condivise da un altro agente anche lui presente il pomeriggio del 26 gennaio scorso in via Impastato a Rogoredo. "Urla, schiaffi, qualche colpo con un pezzo di legno. Spesso ce lo riferivano i tossici, io lo avrò visto cinque o sei volte colpire qualcuno. Io lo redarguivo perché a me non piaceva per niente questo atteggiamento. Io ho visto solo qualche ceffone, ma dei colpi col bastone me lo hanno detto i tossici. Lo faceva per farsi dire dove era la sostanza. Mi hanno riferito che 'se danno tutto' non li arrestano. Io sono rimasto stupito, mi hanno detto che con 'Luca', soprannome di Carmelo, facevano così, davano la sostanza e lui non li arrestava". E a verbale spunta anche un racconto inedito di qualche giorno prima l'omicidio di Mansouri che viene decritto come una sorta di ossessione per l'assistente capo. "Lui è andato nel bosco, ma l'ho solo visto andare nel bosco, poi è tornato e per 'gratificare' i tossici gli ha dato della sostanza stupefacente, sicuramente cocaina, non so se ci fosse altro. Mi sembra fosse una dose ma non sono sicuro". E che i soldi consegnati dai frequentatori del boschetto potessero finire dritte nelle tasche del fermato, è il sospetto degli interrogati. "Ho avuto il sentore. Ma visto personalmente no. Una volta ricordo che durante un sommario controllo di un tossico gli abbiamo trovato una banconota da 20 euro. Io l'ho data a Carmelo", ma quei soldi "non gli sono mai stati restituiti e non abbiamo fatto nessun verbale di sequestro". E aggiunge: "si parlava spesso in Commissariato (Mecenate, ndr) del fatto che fosse una persona poco raccomandabile. Io ho sempre cercato di limitare al minimo i rapporti con lui". Cinturrino “è tristissimo ed è pentito di ciò che ha fatto", ha detto l’avvocato Piero Porciani, suo legale difensore, arrivando al carcere milanese di San Vittore dove da ieri il poliziotto è recluso e dove stamattina l’agente sarà sottoposto a interrogatorio di convalida. Cinturrino, spiega il legale, “ha ammesso le sue responsabilità, è pentito soprattutto della fase successiva” di come si sono svolti i fatti, ma sostiene di aver sparato “perché ha avuto paura”. E sa che “quello che è stato fatto dopo da lui e dai suoi colleghi è uno sbaglio”. Ha avuto paura di Mansouri, continua Porciani, perché “un delinquente che si mette una mano in tasca non sai se ha una caramella, un sasso, un coltello o una pistola”. E comunque “a 30 metri è chiaro che anche se avesse voluto colpire Mansouri non ci sarebbe riuscito con le armi che gli agenti hanno in dotazione. Questo è chiaro e pacifico”. L'avvocato sostiene poi che "il collega di Cinturrino che ha preso la valigetta in commissariato non poteva non sapere cosa c'era all’interno”. “Una cosa Cinturrino ci tiene a dire -aggiunge il legale- lui non ha mai preso un centesimo da nessuno. Me l'ha garantito”. Ieri il capo della polizia, Vittorio Pisani, riferendosi a Cinturrino, ha parlato di "un ex poliziotto, di un delinquente": “Che venga cacciato, io sono d'accordo -dice Porciani- perché, giustamente, una persona così nel'Amministrazione non ci sta. Tuttavia per me 'delinquente' non è uno che sbaglia, ma è uno che delinque. Sono due cose diverse”. Ora, aggiunge, “lui si scusa con tutte le persone di cui ha tradito la fiducia. Sostiene di essere pentito nei confronti di tutta l’Italia perché dice ‘io sono quello che dovevo far osservare la legge e ho sbagliato’. E questa mi sembra una cosa di una persona molto pentita. E’ triste per la sua famiglia, per i suoi colleghi e per l'Amministrazione, che ha servito per tanti anni”. Quanto al 28enne che ha perso la vita, “sia sua mamma che lui sono andati in chiesa a pregare. Penso sia la cosa migliore che si possa fare”, conclude.
(Adnkronos) - Ha aperto oggi i battenti, e fino a martedì 24, Mipel, il più importante appuntamento internazionale dedicato alla pelletteria e all’accessorio moda, tornato a Fiera Milano Rho con la 129ª edizione e un format completamente rinnovato. Sotto il concept 'Reinventing Mipel' la manifestazione - si sottolinea - si presenta con un nuovo layout esperienziale progettato dallo studio Lombardini22 e con attività sinergiche potenziate insieme a Micam, per offrire a espositori e visitatori un’esperienza più fluida, contemporanea e orientata al business. Promosso e organizzato da Assopellettieri con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Agenzia ICE, e con il Patrocinio del Comune di Milano, Mipel si conferma una vetrina globale, capace di offrire ai buyer internazionali attesi un mix unico di eccellenze Made in Italy e brand internazionali. La kermesse rappresenta da sempre il più importante evento internazionale dedicato alla pelletteria e all'accessorio moda: borse, zaini, marsupi, valigie, trolley, cappelli, guanti, ombrelli, cinture, portafogli e molto altro della stagione FW 2026/27, insieme alle più recenti innovazioni del settore di circa 200 brand saranno i protagonisti indiscussi della manifestazione. In occasione dell’edizione di febbraio, Mipel si trasferisce nel Padiglione 5 occupandone la parte anteriore e beneficiando di una maggiore visibilità e centralità all’interno del quartiere fieristico. Il nuovo layout espositivo è pensato per creare percorsi fluidi e intuitivi e un’identità visiva contemporanea e funzionale per migliorare l’esperienza dei visitatori e fornire più contenuti di valore. Mipel si inserisce nel calendario di Fashion Link Milano, il progetto che riunisce in contemporanea Micam, Mipel, Milano Fashion & Jewels, Sì Sposaitalia Collezioni e The One Milano, offrendo ai buyer una visione integrata del mondo moda e accessori. A partire da settembre 2026 si aggiungeranno a Fashion Link Milano anche le manifestazioni Lineapelle e Simac Tanning Tech per completare l’offerta fieristica integrata del mondo della moda. “Mipel rappresenta un momento strategico per l’intera filiera della pelletteria. In una fase complessa per il comparto, è fondamentale, infatti, preservare i punti di riferimento e continuare a creare spazi di apertura, confronto e opportunità di business, con un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del settore. In questo contesto di profonda trasformazione, il progetto 'Reinventing Mipel' rappresenta una risposta concreta alle sfide del mercato globale. Il trasferimento nel Padiglione 5 non è una semplice scelta logistica, ma un’operazione strategica che garantisce centralità e visibilità all’interno del quartiere fieristico. Grazie alla collaborazione con lo studio Lombardini22 e attraverso il concept creativo della nuova campagna promozionale, lo spazio espositivo si è trasformato in un vero e proprio “Osservatorio” sul mondo della pelletteria, dove il nuovo layout, più fluido e intuitivo, valorizza l’esperienza del visitatore e l’eccellenza del prodotto. Questa evoluzione consente di offrire una piattaforma fieristica all’avanguardia, capace di mettere in luce il saper fare italiano e di attrarre i visitatori e i buyer internazionali con un linguaggio contemporaneo e coinvolgente”, dichiara Claudia Sequi, Presidente di Mipel e Assopellettieri.
(Adnkronos) - Bper Banca ha aderito anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita dal Parlamento con la Legge 34/2022. Per l’occasione, Bper ha spento le insegne del proprio Centro Direzionale di Modena e di 748 filiali sul territorio nazionale, ribadendo il proprio impegno verso la cultura della sostenibilità ambientale e delle tematiche Esg. L’edizione 2026, celebrata il 16 febbraio, ha portato con sé un messaggio innovativo: “M’Illumino di Scienza”, un invito a unire il risparmio energetico alla conoscenza scientifica per affrontare la crisi climatica. La riduzione degli sprechi energetici è un pilastro fondamentale nelle strategie di Bper. Nel quadro del proprio Piano Energetico al 2030, BPER ha pianificato diverse azioni di efficientamento che mirano a ridurre del 50,2% le emissioni dirette entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “La conoscenza è la chiave per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo”, dichiara Giovanna Zacchi, Head of Esg Strategy di Bper“. Partecipare a M’Illumino di meno significa non solo ridurre i consumi energetici, ma anche promuovere consapevolezza scientifica e responsabilità individuale. Vogliamo essere un punto di riferimento per famiglie e imprese nel percorso di transizione ecologica, offrendo soluzioni finanziarie che sostengano un futuro giusto e sostenibile. Il nostro impegno è chiaro: unire innovazione, competenza e attenzione per l’ambiente, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità”.