(Adnkronos) - New York - Il raid a Caracas per distrarre dalle difficoltà dell'economia e altre questioni interne negli Stati Uniti. La letteratura sulle “armi di distrazione di massa” come strumento politico per distogliere l’attenzione degli elettori dai problemi più importanti è ampia e ben documentata: questa frase è stata usata per la prima volta negli anni ’70, ma è diventata di uso comune verso la fine degli anni ’90 e poi è stata molto usata durante la seconda guerra in Iraq nel 2003: in quel caso l’allora presidente George W. Bush aveva giustificato l’invasione dell’Iraq con la presenza di “armi di distruzione di massa” che poi si scoprì non esistere. Così diversi commentatori iniziarono a parlare di “distrazione di massa” in modo satirico, per definire uno strumento usato dalla Casa Bianca per distogliere l’attenzione dai problemi interni tra cui il rallentamento dell’economia e le tensioni del post 11 settembre. Ora, diversi commentatori sostengono che anche l’attacco in Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro siano stati progettati in un momento molto difficile dell’amministrazione Trump, nel tentativo di spostare l’attenzione dei cittadini americani da altri problemi, soprattutto interni. Da tempo si parla del tentativo del presidente americano di eliminare dal ciclo delle notizie la questione degli Epstein files, i milioni di documenti contenenti foto, email, informazioni e amicizie del finanziere condannato per pedofilia e traffico di minorenni morto in carcere nel 2019. Ma il tema più importante in questo momento per la Casa Bianca è l’economia, che non va benissimo, soprattutto quella reale, visto che inflazione, diminuzione dei posti di lavoro e deterioramento della classe media stanno dando importanti segnali ai cittadini americani in vista delle elezioni di Midterm del prossimo novembre. Come spiegava nel 2015 il giornalista Mark Leibovich in un articolo pubblicato sul New York Times Magazine, “la distrazione è diventata una tattica politica: politici e figure mediatiche ingigantiscono frequentemente eventi banali o drammatici perché catturano l’attenzione, anche se finiscono per distogliere il dibattito pubblico da questioni politiche importanti”. Una delle analogie spesso richiamate dai critici della politica estera statunitense recente è quella con il film Sesso & potere, in cui un presidente americano inventa una guerra fittizia per distrarre l’opinione pubblica da uno scandalo interno. Lo scorso giugno, il senatore democratico Brian Schatz aveva attaccato Trump sulla stessa questione: in quell’occasione Schatz aveva detto che il presidente usava tecniche autoritarie, come per esempio mandare l’esercito nelle città, per evitare che i cittadini si rendessero conto che il Congresso stava approvando una proposta di legge impopolare che prevedeva tagli profondi alla sanità e ai programmi di assistenza alimentare per finanziare sgravi fiscali destinati ai super ricchi. Adesso Trump sta cercando di affrontare tre problemi ancora più complessi: da una parte c’è la questione economica. Nonostante Wall Street stia andando molto bene (Trump ha di recente detto che è grazie ai suoi dazi), la ricchezza e il potere d’acquisto delle famiglie americane sta invece peggiorando. Se da una parte Trump parla di vittorie, sgravi fiscali e l’arrivo di una nuova età dell’oro, i cittadini della classe media, come è successo prima sotto Joe Biden, subiscono gli effetti dell’economia reale: prezzi sempre più alti, costi dell’energia e delle case in rialzo, e più in generale un senso di insicurezza profondo. Trump sa che è fondamentale evitare che l’opinione pubblica si scolli dalla sua narrazione vincente, perché il rischio è che il voto di novembre porti alla vittoria dei democratici che in questo modo potrebbero riconquistare la maggioranza alla Camera e al Senato, rallentando l’agenda del presidente. Oltre alle difficoltà economiche e alle elezioni, da qualche mese Trump sta affrontando una profonda divisione interna al suo movimento: da una parte ci sono i Maga, che vorrebbero la pubblicazione degli Epstein files e che sono tendenzialmente contrari agli interventi all’estero, sostenendo la dottrina dell’America First. Dall’altra c’è la rinascita dei neocon e di un movimento che si sta rafforzando attorno alla dottrina Donroe (dalla fusione di Monroe e Donald) che come quella originale prevede il controllo dell’emisfero occidentale e delle Americhe senza intervento di altre potenze geopolitiche. Da tutto questo, scrivono alcuni osservatori, potrebbe nascere il futuro scontro per il controllo del partito nel 2028: il vicepresidente J.D. Vance sarà alla guida dei Maga, mentre il segretario di Stato, Marco Rubio, prenderà il movimento neocon. Trump sa che per vincere deve espandere, come ha fatto nel 2024, il numero dei suoi elettori. Secondo David Frum, editorialista del The Atlantic e già speechwriter per il presidente George W. Bush, il movimento guidato da Donald Trump si è trasformato in un culto della personalità, privo di principi coerenti e poco attento alla verità. I suoi sostenitori, scrive Frum, spesso non si preoccupano se i “successi” vantati siano reali o fasulli, né se le iniziative elogiate producano benefici concreti o duraturi: “Celebrano piani di pace che non portano pace, accordi commerciali che non migliorano il commercio. Il movimento Trump esiste per glorificare Trump nella sua mania erratica. I risultati nel mondo reale non contano”. Ma solo con i Maga più convinti i repubblicani sanno che non vinceranno le elezioni. Il problema però è molto più delicato di quanto possa sembrare e rischia di dare spazio alla propaganda di regimi e dello stesso Maduro. Nel 2019, in un’intervista con ABC News, Maduro ha ribadito la sua opposizione agli Stati Uniti, sostenendo che l’amministrazione americana cercasse di “fabbricare una crisi” come pretesto per giustificare un’escalation militare contro il Venezuela. Quell’intervista avvenne circa un anno prima che Maduro fosse incriminato nel Distretto Sud di New York per narcoterrorismo; in quella occasione non disse di essere consapevole di un’indagine a suo carico né lasciò intendere che stesse per essere formalmente accusato. “Inventano sempre pretesti, sempre scuse", disse riferendosi agli Stati Uniti, e aggiunse: “Per invadere l’Iraq, inventarono che c’erano armi di distruzione di massa… fu un imbarazzo quando si scoprì che era tutta una bugia; fu solo un pretesto”. C’è una teoria molto nota tra gli studiosi di relazioni internazionali che aiuta a leggere certe mosse di politica estera più come atti di sopravvivenza politica che come risposte a minacce reali. Si chiama “gambling for resurrection”, letteralmente “scommettere sulla resurrezione”, ed è stata elaborata dagli accademici George W. Downs e David M. Rocke. L’idea è semplice: un leader in forte difficoltà interna, con il consenso in calo o sotto pressione per scandali o crisi economiche, è incentivato a lanciarsi in operazioni rischiose all’estero (anche militari) nella speranza di riconquistare il favore dell’opinione pubblica. Nel mondo anglosassone questa teoria viene spesso affiancata a quella delle diversionary wars, le guerre usate come diversivo. (di Angelo Paura)
(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, Manageritalia e Confetra hanno sottoscritto il rinnovo del 'Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti di aziende di autotrasporto e spedizione merci, di servizi logistici e di trasporto combinato', con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e validità fino al 31 dicembre 2028. Contratto che ad oggi riguarda circa 1000 dirigenti in un settore che rappresenta circa il 9% del Pil nazionale. La firma in prossimità della scadenza naturale del contratto (31 dicembre 2025), rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro. Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l’innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere, gli incentivi all’autoformazione e per la fruizione delle ferie. Carlo De Ruvo, presidente Conferta, ha dichiarato: “Questo rinnovo effettuato prima della scadenza vuole essere un segnale di grande considerazione nei confronti della nostra dirigenza quale cuore pulsante delle aziende. Ovviamente non posso non rimarcare la totale sintonia con Manageritalia con la quale abbiamo condiviso i contenuti del rinnovo dando spazio, oltre agli aspetti economici, al rafforzamento delle politiche per il welfare. In sintesi, si tratta di un ottimo risultato che credo soddisfi in egual misura sia le aziende che i dirigenti". Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, ha sottolineato: "Si tratta di un accordo equilibrato, che permetterà ai dirigenti interessati di recuperare in parte gli effetti dell’impennata inflazionistica degli ultimi anni, senza pesare eccessivamente sulle imprese. Un passo importante per la competitività del settore logistico determinante per crescita del Paese. Con la firma odierna aggiungiamo un ulteriore tassello, piccolo ma significativo, all’impegno di Manageritalia nella tutela dei diritti dei dirigenti italiani, a partire dal rafforzamento del welfare. Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione anche al tema dell’invecchiamento attivo, valorizzando la permanenza dei dirigenti senior che, attraverso progetti di tutoraggio e mentoring, metteranno a disposizione delle nuove generazioni in azienda le proprie competenze ed esperienze". Monica Nolo, vicepresidente di Manageritalia e capo delegazione sindacale, ha proseguito: “Questo contratto che viene siglato prima della scadenza è un gesto concreto che rafforza il ruolo della contrattazione e mette al centro la qualità del lavoro e delle relazioni sindacali moderne. È una scelta di responsabilità e visione: non solo si riconosce il valore della managerialità come elemento alla base dello sviluppo delle imprese, ma si guarda avanti investendo sul welfare e fornendo nuovi strumenti per accompagnare il ricambio generazionale in azienda: sono segnali politici e culturali di grande valore". Ecco i punti chiave dell’accordo. Incremento retributivo: aumento lordo mensile a regime di 750 euro, suddiviso in tre tranche che scatteranno il 1° gennaio di ogni anno (300 dal 2026, 230 dal 2027, 220 dal 2028); welfare contrattuale rafforzato: credito welfare annuale di 2000 euro, potenziamento del fondo Mario Negri, conferma dei valori di universalità delle coperture assicurative dell’Antonio Pastore, revisione delle agevolazioni contributive contrattuali; campo di applicazione: è stato maggiormente dettagliato il campo di applicazione del Ccnl; nuove tutele sociali e demografiche: innovazione sul tema dell'Invecchiamento attivo', che supporta lo scambio intergenerazionale permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di continuare ad operare con funzioni di tutoraggio dei colleghi più giovani, introduzione di una procedura per incentivare la fruizione delle ferie, sostegno alla genitorialità e mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie; formazione e politiche attive: promozione dell’auto-formazione, con diritto ad usufruire di un minimo di 6 giornate di congedo retribuito nell’arco di un triennio. Estensione dell’ambito di applicazione delle politiche attive per la ricollocazione; equità e trasparenza: misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale.
(Adnkronos) - Nel 2025, grazie alla collaborazione tra Nespresso e Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, sono stati donati 100 quintali di riso, equivalenti a oltre 100mila piatti, destinati a circa 200 organizzazioni benefiche nel solo territorio regionale. E’ il risultato del progetto di economia circolare ‘Da Chicco a Chicco' di Nespresso che dal 2011, grazie all’impegno di chi sceglie di riciclare le capsule di caffè in alluminio esauste di Nespresso, consente di rigenerare i due materiali di cui sono composte: l’alluminio e il caffè esausto. L’impatto del progetto in Emilia Romagna è stato possibile soprattutto grazie all’impegno mostrato nella raccolta delle capsule esauste: da gennaio a ottobre 2025, nella Regione sono state infatti recuperate circa 150 tonnellate di capsule esauste, attraverso i 44 punti di raccolta presenti sul territorio regionale tra Boutique Nespresso e isole ecologiche partner dell’iniziativa, da cui sono state rigenerate più di 85 tonnellate di caffè, trasformate poi in compost, e 8 tonnellate di alluminio, avviate a nuova vita per trasformarsi in altri oggetti. Risultati che dimostrano come dal riciclo delle capsule di caffè esauste possono nascere nuovi oggetti, compost, riso e aiuti solidali, con un impatto concreto sul territorio e le persone. Il progetto è nato nel 2011 dalla collaborazione con Cial (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), Utilitalia e Cic (Consorzio italiano Compostatori), per offrire la possibilità di riconsegnare le capsule esauste in alluminio nelle isole ecologiche partner dell’iniziativa e presso le Boutique Nespresso, per un totale di oltre 200 punti di raccolta attualmente distribuiti sul territorio nazionale. Una volta raccolte dai gestori dei servizi ambientali, le capsule vengono poi trattate in un apposito impianto, affinché il caffè e l’alluminio vengano separati e avviati a recupero. L’alluminio, materiale riciclabile infinite volte, viene destinato alle fonderie per essere trasformato in nuovi oggetti come penne, biciclette, segnalibri e molto altro. Il caffè esausto, invece, viene destinato a un impianto di compostaggio per la sua trasformazione in compost, fertilizzante naturale che successivamente può essere ceduto a una risaia italiana. Da quel riso, poi riacquistato da Nespresso, nascono milioni di pasti donati e distribuiti attraverso Banco Alimentare e, dal 2024, anche dalle Cucine Mobili e dai Market solidali di Fondazione Progetto Arca. “Grazie al nostro progetto Da Chicco a Chicco, un gesto semplice come restituire le capsule esauste può generare un impatto concreto sul territorio e sulle persone, sia a livello locale, come anche qui in Emilia Romagna, sia a livello nazionale - ha dichiarato Matteo Di Poce, specialista in Sostenibilità di Nespresso Italiana - Un ciclo virtuoso, concreto e misurabile e un progetto che dimostra chiaramente come economia circolare e solidarietà possano lavorare insieme, trasformando quelli che sono possibili materiali di scarto in risorse preziose per le comunità e per l’ambiente. Un progetto che da oltre 14 anni parla di impegno sul territorio e di supporto concreto alle realtà locali. Ogni anno, la donazione del riso rappresenta per noi un momento importante, di cui siamo estremamente fieri, perché possiamo raggiungere direttamente le persone con un primo aiuto, donando non solo un piatto di riso, ma anche un momento di attenzione e cura”. “Siamo entusiasti di questa collaborazione con Nespresso - ha affermato Gianluca Benini, direttore di Banco Alimentare Emilia-Romagna - che ci consente di donare 10.080 kg di riso a circa 200 tra le realtà solidali convenzionate con il Banco sul nostro territorio, impegnate ad aiutare oltre 20mila persone in difficoltà. Ringraziamo Nespresso per averci resi partecipi di questa iniziativa che non solo ci consente di distribuire un prodotto di qualità, ma che rappresenta anche il risultato di un percorso virtuoso orientato alla cultura del recupero. Da più di 30 anni, Banco Alimentare lavora con questo obiettivo, recuperando alimenti ancora ottimi e facendoli arrivare là dove servono davvero”. A livello nazionale, ‘Da Chicco a Chicco’ continua a crescere: dal 2011 oltre 13.500 tonnellate di capsule esauste recuperate, più di 800 tonnellate di alluminio restituite ai circuiti produttivi, quasi 8mila tonnellate di caffè residuo trasformate in compost e più di 7.700 quintali di riso generati, equivalenti a oltre 8 milioni di piatti distribuiti nella rete capillare dedicata del Paese. Sempre a livello nazionale e solo nel 2025, sono stati donati oltre 1.300.000 di piatti di riso, frutto dell’attività coordinata dalle sedi regionali del Banco Alimentare e del lavoro di prossimità di Fondazione Progetto Arca.