(Adnkronos) - Oggi si è tenuto a a Roma a Palazzo Wedekind il convegno 'Work shortage e sfida demografica: verso un nuovo paradigma del lavoro', organizzato dall’Associazione Allievi Sna e Federmanager. L'evento ha messo in luce l'impatto dell'inverno demografico sulla capacità produttiva del Paese e sulla sostenibilità del sistema di welfare. Dopo i saluti di Gabriele Fava, presidente Inps, il convegno è stato introdotto da Alessandro Romano, presidente dell'Associazione Allievi Sna, e moderato dal giornalista Salvatore Santangelo. Tra gli illustri relatori, sono intervenuti esperti come Andrea Brandolini di Banca d’Italia, Renato Loiero (consigliere del Presidente del Consiglio), Valter Quercioli (presidente Federmanager) e Valeria Vittimberga (direttore generale Inps). Vittimberga ha delineato "soluzioni per affrontare il declino demografico del mercato del lavoro italiano. A breve e medio termine, è fondamentale inserire nuovi lavoratori e investire in giovani, donne e disoccupati per sostenere la crescita dell’occupazione e il sistema pensionistico. A lungo termine, è necessario puntare su produttività, qualità organizzativa e innovazione per rendere l'Italia competitiva. Romano ha sottolineato l'importanza di affrontare i cambiamenti strutturali in atto, evidenziando la sostenibilità a lungo termine dei sistemi complessi, come il mercato del lavoro e il sistema pensionistico". Quercioli ha definito il convegno "un passaggio cruciale per il ripensamento del lavoro in un contesto demografico sfidante, evidenziando la necessità di una nuova fiscalità che migliori la sostenibilità del welfare con una manodopera ridotta". Francesco Verbaro, presidente FormaTemp ha ribadito "l'importanza delle nuove generazioni, sottolineando la necessità di valorizzare capitale umano e lavoratori marginalizzati attraverso formazione continua". Gianfranco Santoro, direttore Dc studi Inps, ha richiamato "l’attenzione sul potenziale delle persone al margine del mercato del lavoro, promuovendo politiche che favoriscano la partecipazione femminile e giovanile".
(Adnkronos) - Prende il via a Bologna, il 14 e 15 gennaio, la 22ª edizione di Marca by BolognaFiere & Adm, la fiera internazionale dedicata alla marca del distributore, oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della private label. L’evento apre l’anno del retail e riunisce industria, distribuzione moderna organizzata e filiera in un contesto orientato al business, al confronto strategico e all’innovazione. I numeri dell'edizione 2026 confermano una crescita sostenuta: 10 padiglioni (+19% di superficie espositiva), 28 insegne della dmo con stand, 1.540 espositori e 25.000 visitatori attesi, con oltre 5.000 buyer profilati da Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Nord America, Latam e Asia. Una dimensione che consolida il posizionamento di Marca by BolognaFiere & Adm come manifestazione unica nel panorama fieristico internazionale, la sola in cui i retailer sono anche espositori e attori centrali del dialogo con l’industria. Organizzata da BolognaFiere e Adm-Associazione della distribuzione moderna, Marca integra in un unico format aree espositive e contenuti di approfondimento capaci di coprire l’intero universo della marca commerciale: food, fresco, non food, packaging, servizi e soluzioni per la filiera. Un ecosistema completo che connette ogni anello della catena del valore e rende la manifestazione un punto di riferimento decisionale per la dmo italiana e internazionale. Marca by BolognaFiere & Adm 2026 si apre in un contesto di mercato che conferma il ruolo sempre più strategico della marca del distributore. Nel perimetro omnichannel, la quota di mercato della Mdd è balzata dal 26,6% del 2019 al 30,4%, con una proiezione di fatturato pari a 31,5 miliardi di euro per il 2025 (fonte: elaborazione Teha group su dati Circana, 2026). Un’evoluzione strutturale che segna il passaggio della Mdd da leva tattica di convenienza a strategia di lungo periodo, capace di sostenere i consumi alimentari e non alimentari in un contesto economico nazionale a bassa crescita. "La significativa performance della Mdd nel 2025 conferma quello che osserviamo ogni anno a marca: la Mdd è diventata il laboratorio dell'innovazione della dmo e i consumatori la scelgono sempre di più per qualità e fiducia, non più solo per convenienza economica", dichiara Rossano Bozzi, direttore business unit di BolognaFiere. "La crescita esponenziale di Marca by BolognaFiere & Adm certifica l'unicità della manifestazione come punto di riferimento del settore Private Label a livello internazionale e come piattaforma strategica dove si definisce il futuro della distribuzione europea". L'edizione 2026 rafforza ulteriormente gli asset distintivi che rendono Marca un unicum nel panorama fieristico internazionale: Marca fresh raddoppia la superficie espositiva e arriva a oltre 80 espositori, confermando l'eccellenza italiana nel fresco come benchmark europeo; Marca tech presidia l'intera filiera upstream, dal packaging alla logistica, posizionata quest'anno in sinergia con Marca fresh nel padiglione 19; Marca trend, la nuova area dedicata all'innovazione, ospita i finalisti dei Marca awards: best innovation product per le migliori innovazioni di prodotto e best copacker profile per l'eccellenza dei partner produttivi. Cresce anche la dimensione internazionale della manifestazione, culmine di un progetto permanente che include Marca Poland e Marca China. L’International Buyers Program realizzato in collaborazione con Agenzia ICE porterà a Bologna buyer selezionati da Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Nord America, Latam e Asia. La Preview del 13 gennaio, interamente dedicata al business matching con gli espositori e i buyer esteri, anticipa l’apertura ufficiale e consolida il ruolo di Marca by BolognaFiere & Adm come piattaforma di networking globale. Infine, il programma convegnistico offrirà momenti di approfondimento di alto profilo. Il 14 gennaio il convegno organizzato da Adma-Associazione distribuzione moderna, durante il quale sarà presentato il position paper elaborato da Teha-Ambrosetti con la partecipazione di Ipsos, aprirà i lavori alla presenza delle autorità istituzionali, seguito nel pomeriggio dalla tavola rotonda Conai sul nuovo Regolamento Ppwr e le sue implicazioni per imprese e Dmo. Il 15 gennaio sarà protagonista il 22° Rapporto Marca di Circana, riferimento fondamentale per analizzare le dinamiche del settore, affiancato dall'Osservatorio non food di GS1 Italy su esperienze d'acquisto frictionless e intelligenza artificiale, in un palinsesto denso di workshop tecnici sui temi più attuali per il retail. "Marca by BolognaFiere & Adm 2026 non è solo una fiera: è il momento decisionale della Dmo italiana e l'unico ecosistema capace di connettere l'intera filiera della mdd", conclude Antonella Maietta, exhibition manager della manifestazione. "L’appuntamento inaugura l'anno della marca commerciale: è qui che si anticipano i trend, si definiscono le strategie e si costruiscono le relazioni che guideranno il mercato nei dodici mesi a venire".
(Adnkronos) - Mundys mette in campo una nuova società Benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100%, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per la rimozione del carbonio, con l’obiettivo di produrre crediti CO2 utili per la decarbonizzazione delle infrastrutture di trasporto nelle quali opera Mundys, a livello globale. Sono limitate, ad oggi, le società nate in Europa con l’obiettivo della rimozione di CO2; ciò ha motivato la scelta di Mundys di avviare questa iniziativa sperimentale, allo scopo di verificare la solidità di questa innovativa branca di business. Il valore del mercato internazionale dei crediti di carbonio nel 2024 è stato di circa 115 miliardi di dollari, per il 2030 le stime prevedono circa 300 miliardi di dollari, con possibilità di crescita fino a oltre 500 miliardi. E’ in questo contesto che Neya si inserisce con la propria missione per la rimozione permanente di CO2 dall’atmosfera, attraverso soluzioni come il rimboschimento e la gestione sostenibile di foreste e terreni agricoli, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale. Neya diventa immediatamente operativa in Madagascar con la promozione di un progetto di riforestazione per 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola (nelle zone di Sofia e Melaky). Il ripristino delle piantagioni in aree deforestate localmente negli ultimi decenni contribuirà alla rimozione di CO2, grazie alla particolare tipologia di piante prescelte. Le mangrovie, infatti, sono foreste costiere tropicali formate da alberi e arbusti capaci di vivere in acque salmastre tipicamente lungo le coste, le foci dei fiumi e le lagune. Hanno radici aeree che spuntano dal fango o dall’acqua e sono fondamentali perché proteggono le coste dall’erosione e dalle tempeste, ospitano molte specie di pesci, uccelli e crostacei, e immagazzinano grandi quantità di carbonio. Il progetto, denominato “Ma Honko”, si avvale di un’azienda locale che genererà occupazione sul territorio nello spirito di produzione di valore lungo la filiera, al centro della strategia di business sostenibile della visione di Mundys. L’attività detiene i requisiti per ottenere la certificazione Gold Standard, ente internazionale che attesta la qualità e la credibilità dei progetti che riducono le emissioni di gas serra, assicurando al contempo benefici sociali e ambientali misurabili. I crediti di carbonio generati, nel tempo, potranno così contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture di Mundys, a loro volta in corso di progressiva riduzione grazie all’esecuzione del framework di sostenibilità messo in campo dalla Capogruppo. Una strategia, quella ESG di Mundys, trasparente e responsabile e che le ha appena nuovamente fatto conseguire – per il terzo anno consecutivo – il livello A-list, massimo score rilasciato da CDP (ex Carbon Disclosure Project), rating internazionale di riferimento per la valutazione delle performance climatiche e ambientali su oltre 25.000 aziende. Lungo la roadmap di sostenibilità della Capogruppo sono molti i traguardi segnati fin qui, anche in termini di leadership innovativa, solco nel quale Neya sembra segnare il prossimo passo. Mundys è stata, infatti, tra le prime società in Italia a dotarsi di un Climate Action Plan per promuovere la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche lungo tutta la catena del valore in ambito aeroportuale, autostradale e dei servizi di mobilità, ponendosi obiettivi chiari e concreti, tra i quali l’azzeramento delle emissioni nette dirette (Scope 1 & 2) entro il 2040.