(Adnkronos) - Che tempo che fa torna oggi, domenica 19 aprile, con un nuovo appuntamento condotto da Fabio Fazio, con Luciana Littizzetto e Filippa Lagerbäck. In onda alle 19.30 in diretta sul Nove, e in streaming su Discovery+. Tra gli ospiti di oggi: Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle e in libreria con 'Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia'. E il conduttore di 'Affari Tuoi' e prossimo direttore artistico della 77esima edizione del Festival di Sanremo, Stefano De Martino. E ancora: Zaynab Dosso, medaglia d’Oro nei 60 metri piani ai Mondiali indoor di atletica leggera 2026. Per la musica invece, Nek, fresco d’uscita con 'Nek Hits Live', raccolta live con le registrazioni dell’omonimo tour, e a giugno in tour con il 'Nek Hits Live Summer 2026'. Ospiti anche Elio e Marina Viola, autrice del libro 'Il Volo del Tacchino. Mio figlio autistico va a vivere da solo', con la prefazione di Elio; Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele; Renato Romagnoli, Direttore di Chirurgia Generale 2U del Centro Trapianto di Fegato dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino; il vicedirettore del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini; l’editorialista de la Repubblica Massimo Giannini; l’inviato di Avvenire Nello Scavo; Mariangela Pira, nelle librerie con '24 parole per capire l’economia'. A chiudere la puntata l'appuntamento con 'Che tempo che fa – il Tavolo' con: Zaynab Dosso, la donna più veloce d’Italia, Medaglia d’Oro nei 60 metri piani ai Mondiali indoor di atletica leggera 2026 e prima atleta italiana di sempre a vincere una medaglia d’oro in una gara di velocità tra Mondiali e Olimpiadi; Alba Parietti; Diego Abatantuono; Giovanni Esposito, tra i protagonisti della sesta edizione di 'Lol – Chi ride è fuori'; Orietta Berti; Paolo Rossi; Nino Frassica; Ubaldo Pantani; Mara Maionchi; Gigi Marzullo; Francesco Paolantoni; la Signora Coriandoli; Giucas Casella.
(Adnkronos) - "Negli ultimi mesi abbiamo presentato al mercato risultati che confermano la solidità del nostro percorso industriale. Pur in presenza di una lieve contrazione dei ricavi, legata a una scelta strategica di uscita da attività a bassa marginalità, abbiamo registrato un miglioramento significativo della redditività. L’Ebitda è cresciuto sia in valore assoluto, raggiungendo i 16 milioni di euro, sia in termini di marginalità, mentre il gross margin ha mostrato un incremento ancora più marcato. È un segnale chiaro: stiamo privilegiando qualità e sostenibilità dei ricavi rispetto ai volumi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Alberto Rizzi, amministratore delegato del Gruppo Dedem che oggi, a quasi 9 mesi dalla quotazione, ha fatto il punto con gli investitori. Secondo Rizzi "anche il mercato ha riconosciuto questa traiettoria: dopo la quotazione su Euronext Growth Milan, il titolo ha registrato una crescita significativa, accompagnata da un rafforzamento della nostra struttura finanziaria grazie a un’importante operazione di rifinanziamento. In sintesi, oggi Dedem è più solida, più efficiente e meglio posizionata per affrontare le sfide future". E Rizzi ha chiarito la strategia per l'anno in corso. "Per il 2026 il nostro obiettivo -ha sottolineato- è proseguire lungo una traiettoria di crescita qualitativa, consolidando i due pilastri del gruppo. Da un lato continueremo a investire nel core storico delle fototessere, accelerando ulteriormente il percorso di digitalizzazione e integrazione con i servizi della Pubblica amministrazione, rafforzando un’infrastruttura che rappresenta un asset strategico unico nel Paese. Dall’altro lato, puntiamo a sviluppare con decisione il segmento leisure, che sta dimostrando un forte potenziale di crescita e redditività. I Family Entertainment Center non sono solo luoghi di intrattenimento, ma veri e propri driver di valore per il retail, capaci di generare traffico, permanenza e fidelizzazione. Parallelamente, continueremo a investire in innovazione, servizi digitali e progetti a impatto sociale, come il progetto Blue Box, le cabine con punto di contatto contro il bullismo, che testimonia il nostro impegno verso le comunità", ha sottolineato. E in questo scenario, ha sottolineato Rizzi, "l'apertura del 22 aprile a Gravina di Catania rappresenta un passaggio molto significativo nel nostro percorso di sviluppo nel leisure. Negli ultimo sei mesi abbiamo inaugurati 4 nuovi Family entertainment center in tutta Italia. Questo di Catania è un progetto particolarmente importante, con attrazioni di ultima generazione, e incarna perfettamente il nostro modello: integrazione tra esperienza, tecnologia e gestione operativa. Non è solo un investimento infrastrutturale, ma anche un segnale concreto sul territorio: abbiamo già inserito 25 nuove risorse, contribuendo alla crescita occupazionale locale", ha continuato. "Questo tipo di iniziative rafforza il nostro posizionamento come partner strategico per i centri commerciali e come operatore capace di trasformare gli spazi retail in luoghi di destinazione. Oggi Dedem è l’unico operatore nell’entertainment che può offrire tutti i format oggi disponibili nel mercato europeo", ha continuato. Un'iniziativa che si inserisce in un percorso ben preciso. "l progetto di Gravina di Catania -ha spiegato Rizzi- non è un caso isolato, ma parte di un piano più ampio di sviluppo. Nel corso del 2026 prevediamo nuove aperture - la prossima, prima dell’estate, sarà ad Aprilia - e ulteriori potenziamenti della nostra rete di Family Entertainment Center, seguendo un modello scalabile e modulare che ci consente di adattarci a contesti diversi mantenendo elevati standard qualitativi. L’obiettivo è consolidare la nostra presenza nei principali centri commerciali e continuare a crescere in un segmento, quello dell’entertainment esperienziale, strategico per il futuro del retail e per il nostro gruppo", ha concluso.
(Adnkronos) - La Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia (Fire) ha redatto un documento di proposte per l’uso dell’energia evidenziando come "il tema è drammaticamente al centro del dibattito, per la seconda volta in un lustro, e mostra nuovamente il peso delle mancate scelte (di una parte delle imprese, degli enti e dei cittadini) e di una governance poco attenta all’efficienza energetica e altalenante sulle fonti rinnovabili". Secondo Fire, "le soluzioni emergenziali adottate negli ultimi anni risultano poco efficaci e caratterizzate da un uso inefficiente delle risorse economiche"; poiché "le scelte vengono assunte con urgenza, la disponibilità dell’offerta di fronte alla domanda improvvisa mostra limiti di disponibilità e porta a costi più alti e, in una fase di crisi, ci si confronta con una contrazione delle risorse economiche e questo rende più difficile investire sull’uso dell’energia". Il documento individua tre obiettivi centrali: ridurre i consumi nel breve periodo con interventi immediatamente attuabili; rafforzare strutturalmente il sistema energetico migliorando l’efficienza negli usi finali; aumentare la resilienza e la competitività del Paese nel medio periodo. L’efficienza energetica viene indicata come "la leva più costo-efficace", in quanto consente di "ridurre la domanda e, conseguentemente, la necessità di investimenti in capacità di generazione, infrastrutture e approvvigionamenti". Alcune proposte di Fire contenute nel documento riguardano il rafforzamento della governance e la stabilità normativa: estendere l’obbligo di nomina dell’energy manager nel settore industriale a partire da 1.000 tep (dagli attuali 10.000 tep), allineandolo al settore civile e includendo i settori dell’agricoltura e della pesca; accelerare il recepimento delle direttive Eed ed Epbd, in ritardo rispetto alle scadenze europee (il rinvio si traduce in incertezza per le imprese e in costi crescenti di adeguamento; la direttiva Eed introduce, tra l’altro, l’obbligo dei sistemi di gestione dell’energia per le imprese oltre una certa soglia, uno strumento che, a regime, produce benefici strutturali in termini di competitività). E ancora: garantire continuità e prevedibilità agli schemi incentivanti esistenti, assicurando interventi tempestivi dei ministeri competenti in caso di problematiche e blocchi applicativi, come già accaduto con Transizione 5.0 e il Conto Termico; rilanciare il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica (Fnee), istituito nel 2017 e mai pienamente operativo, con una revisione che ne semplifichi l’accesso e valorizzi la componente di garanzia rotativa. Altre proposte riguardano: strumenti finanziari per la mobilitazione degli investimenti; misure di riduzione immediata dei consumi; evoluzione del sistema energetico e dei mercati; ottimizzazione delle risorse energetiche e controllo dei data center. "Senza politiche stabili e coordinate - avverte Fire - le crisi energetiche continueranno a ripetersi, con costi crescenti per il Paese".