(Adnkronos) - Saltare con gli sci ai piedi, per diventare immortali grazie ad alcune delle cartoline più belle delle prossime Olimpiadi invernali. Sarà Predazzo (provincia autonoma di Trento), in Val di Fiemme, a ospitare le gare di salto con gli sci di Milano Cortina 2026. Tra le discipline più spettacolari della rassegna a cinque cerchi, questo sport è presente alle Olimpiadi da Chamonix 1924. E ha sempre regalato adrenalina pura. Intanto, qualche linea guida. In questo sport, l'atleta scivola lungo una rampa, la pista di lancio, da cui si stacca poi in volo per atterrare più lontano possibile dal trampolino. Per la classifica (e dunque il podio) conta non solo la lunghezza del salto, ma anche lo stile dell'esecuzione (dalla stabilità degli sci durante il salto al bilanciamento, passando per posizione del corpo e atterraggio. Quando inizia la storia olimpica del salto con gli sci? Questa disciplina ha esordito ai Giochi a Chamonix 1924, con il trampolino lungo maschile. In seguito, sono entrati nel programma il trampolino normale maschile (1964, a Innsbruck), l’evento a squadre maschile (1988, Calgary), il trampolino normale femminile (2014, Sochi) e la gara a squadre miste (2022, Pechino). A Milano Cortina 2026 sarà introdotta la prova femminile individuale dal trampolino lungo e il super team uomini, che sostituirà la gara a squadre maschile. A Milano Cortina, il teatro delle gare sarà il Predazzo Ski Jumping Stadium. Come si svolgeranno le gare di salto con gli sci a Milano Cortina 2026? Le competizioni si articoleranno in sei eventi: l'individuale trampolino piccolo donne, l'individuale trampolino grande donne, l'individuale trampolino piccolo uomini, l'individuale trampolino grande uomini, il super team uomini e la gara a squadre mista. Nelle gare individuali, prima della finale ci sarà una prova per stabilire l'ordine di partenza. La finale consisterà in due salti. Tutti i 50 atleti parteciperanno al primo salto, con i migliori 30 'promossi' al secondo. La classifica finale verrà fuori dalla somma dei punteggi dei due salti, assegnati dai giudici. Nell'evento super team maschile ogni nazione schiererà due atleti divisi in due gruppi. La gara si svilupperà in tre salti. Dopo il primo salto solo le prime dodici squadre andranno al secondo salto, mentre i migliori otto dopo il secondo salto parteciperanno al salto finale. Nella gara a squadre miste ogni nazione competerà con due uomini e due donne. La gara si articola in due salti e le atlete e gli atleti sono divisi in quattro gruppi. Dopo il primo salto, le prime otto squadre parteciperanno al salto finale (come visto nel super team maschile). In tutte le discipline, il risultato della performance verrà stabilito dalla lunghezza del salto effettuato e dallo stile dell'esecuzione, valutato dai giudici. Ecco il programma delle gare di salto con gli sci a Milano Cortina 2026: Giovedì 5 febbraio Ore 17, Trampolino piccolo donne - All. uff. 1 Ore 20, Trampolino piccolo uomini - All. uff. 1 Venerdì 6 febbraio Ore 9 Trampolino piccolo donne - All. uff. 2 Sabato 7 febbraio Ore 17:45 Ind. NH donne - Turno di prova Ore 18:45, Individuale NH donne - 1° turno Ore 19:57, Individuale NH donne - Finale Domenica 8 febbraio Ore 16:30, Trampolino piccolo donne - All. uff. 3 Ore 19, Trampolino piccolo uomini - All. uff. 2 Lunedì 9 febbraio Ore 18, Ind. NH uomini - Turno di prova Ore 19, Individuale NH uomini - 1° turno Ore 20:12, Individuale NH uomini - Turno finale Martedì 10 febbraio Ore 17:30, gara a squadre mista - Turno di prova Ore 18:45, gara a squadre mista - 1° turno Ore 20, gara a squadre mista - Finale Giovedì 12 febbraio Ore 17, Trampolino grande donne - All. uff. 1 Ore 20, Trampolino grande uomini - All. uff. 1 Venerdì 13 febbraio Ore 18:30, Trampolino grande uomini - All. uff. 2 Sabato 14 febbraio Ore 9, Trampolino grande donne - All. uff. 2 Ore 17:30, Ind. LH uomini - Turno di prova Ore 18:45, Individuale LH uomini - 1° turno Ore 19:57, Individuale LH uomini - Turno finale Domenica 15 febbraio Ore 11:30, Trampolino grande uomini - All. uff. 3 Ore 17:30, Ind. LH donne - Turno di prova Ore 18:45, Individuale LH donne - 1° turno Ore 19:57 Ind. trampolino grande donne - Finale Lunedì 16 febbraio Ore 18, Super team uomini - Turno di prova Ore 19 Super team uomini - 1º turno Ore 19:43 Super team uomini - 2º turno Ore 20:20 Super team uomini - Finale L'Italia non ha mai vinto medaglie olimpiche nel salto con gli sci. Ad oggi, i migliori risultati azzurri sono il 7° posto di Ivan Lunardi nel trampolino grande ad Albertville 1992 per le gare maschili e il 5° posto di Evelyn Insam dal trampolino normale a Sochi 2014 per le gare femminili. Il miglior risultato di squadra è invece l'8° posto a Lillehammer 1994 (con Ivo Pertile, Andrea Cecon, Roberto Cecon, Ivan Lunardi).
(Adnkronos) - Il Leone d’oro Filippo Nicosia per l’impegno nel promuovere il dialogo tra Italia e Cina. Questo il premio assegnato a Francesco Brugnatelli, avvocato dello studio Ichino Brugnatelli e associati, 'per l’eccellenza dell'operato giuridico e per l’impegno esemplare nel promuovere il dialogo tra Italia e Cina. L'avvocato Brugnatelli incarna i valori di dedizione, apertura e umanità, contribuendo in modo significativo alla cooperazione bilaterale e alla costruzione di relazioni fondate sulla fiducia e sul rispetto reciproco'. "Lo considero - spiega in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia - soprattutto come un riconoscimento a un lungo percorso di studio, relazioni e lavoro spesso anche poco visibili. Alcuni anni fa, quando Filippo era console a Chongqing (una megalopoli cinese poco nota agli italiani) ebbi un incontro in Consolato per presentare una guida al diritto del lavoro in italiano e cinese per gli investitori cinesi locali. Filippo Nicosia in quei giorni era impegnato a Chengdu (la vicina città nella regione dello Sichuan, a noi nota per la piccantezza dei suoi cibi) e così non ebbi la fortuna di conoscerlo. Ma tutti i miei numerosi amici in Cina che lo conobbero, mi parlarono di quanto fosse stato una persona straordinaria sotto ogni aspetto, nonostante la sua giovane età. E’ stato quindi un grande onore ricevere questo premio". "Più che un traguardo - commenta - lo vivo come una tappa che rafforza la responsabilità di continuare su questa strada. Il dialogo tra Italia e Cina è complesso, specie di questi tempi in cui la stampa italiana mainstream tende ad enfatizzare gli aspetti problematici e di possibile conflitto. Questo dialogo richiede impegno costante, competenza e rispetto reciproco. Come ho detto in cinese la sera della premiazione (citando due poeti cinesi): l’amicizia fra l’Italia e la Cina si nutre in modo silenzioso della rugiada portata dal vento di primavera". Il suo rapporto con la Cina nasce da un 'colpo di fulmine' personale e si trasforma poi in un percorso professionale strutturato: "Mio padre, avvocato Enrico (scomparso di recente dopo una carriera di oltre settant’anni), mi ha insegnato che la professione richiede impegno, apertura mentale e attenzione ai dettagli. Questa cosa l’ho ritrovata nello studio del cinese, che ha rafforzato questa attitudine. Il diritto poi , soprattutto in contesti interculturali, non è solo applicazione di norme, ma anche capacità di ascolto, di decodifica culturale e di costruzione di fiducia. Comprendere la lingua e i riferimenti culturali consente di cogliere bisogni reali, aspettative implicite e timori che difficilmente emergerebbero in un rapporto puramente tecnico. Questo ha reso il mio approccio sempre più attento alle persone, in grado di affrontare imprevisti e cambiamenti di rotta, senza perdere rigore giuridico e la ricerca del rendere un buon servizio a chi si affida a me ed al mio studio". Negli anni Francesco Brugnatelli ha affiancato imprese cinesi, progetti di investimento e joint venture italo-cinesi, occupandosi anche della gestione operativa dei rapporti cross-border. Qual è oggi la principale difficoltà - giuridica o culturale - nel dialogo tra imprese italiane e cinesi? "La difficoltà principale - sottolinea - non è tanto giuridica quanto culturale e comunicativa. Le imprese italiane e cinesi spesso parlano linguaggi diversi anche quando utilizzano gli stessi strumenti contrattuali. Differiscono i tempi decisionali, il modo di intendere il rapporto di fiducia, il peso attribuito alla relazione rispetto al documento scritto". "Senza una mediazione culturale adeguata - avverte - queste differenze rischiano di trasformarsi in incomprensioni operative o conflitti. Il diritto fornisce il quadro, ma è la gestione culturale del rapporto che ne determina la tenuta nel tempo. Per questo sono essenziali i ruoli di realtà come Infieri (realtà con la quale collaboro da diversi anni), che ha nel decodificare i diversi approcci culturali il proprio punto di forza e fa la differenza nelle varie offerte di servizi alle imprese di elevato livello". "Alcuni anni fa - afferma - seguivo un arbitrato internazionale per un’importante azienda cinese nel campo delle energie rinnovabili. Nonostante la loro posizione giuridica fosse a dir poco debole, riuscimmo a raggiungere un accordo transattivo assai favorevole per loro. Al momento di firmarlo però cominciarono a rimandare, rischiando di compromettere il risultato raggiunto. Presi un aereo, andai a Pechino e trascorsi tre giorni con loro. Ci furono anche delle riunioni in sede ma alla fine firmarono perché videro che mi muovevo con le biciclette a noleggio cinesi, il mio piatto preferito era lo zha jiang mian, degli spaghetti al sugo tipici di Pechino, cenavo e bevevo volentieri con loro. Insomma di questo laowai (straniero) potevano fidarsi quando consigliava di firmare". "L'aspetto culturale - osserva - oltre al diritto, nella costruzione di relazioni solide e durature tra i due Paesi conta in modo determinante. Il diritto è indispensabile, ma da solo non basta a costruire relazioni solide. Senza una reale comprensione dei codici culturali, dei valori e delle aspettative reciproche, anche il miglior contratto rischia di rimanere fragile. Fiducia ed empatia non sono elementi 'soft', ma veri e propri fattori strutturali del rapporto con la Cina, che incidono sulla credibilità personale e professionale. La conoscenza culturale consente di prevenire conflitti prima ancora che si pongano in termini giuridici". "Questo - assicura - riguarda innanzitutto il rapporto fra la persona o la società che ti affida un incarico. Lo fanno molto più volentieri se hanno modo di conoscerti, di vedere come ti comporti, se apprezzi la loro cultura, ovviamente oltre ad essere un avvocato affidabile. I primi incarichi mi sono giunti in modo inatteso da persone con le quali ero diventato amico e che inizialmente non sapevano nemmeno che fossi avvocato. Ma la fiducia riguarda anche le relazioni fra imprese. Puoi scrivere il miglior contratto del mondo ma per l’approccio cinese questo è più un punto di partenza che non di arrivo. La collaborazione dura nel tempo e diventa davvero profittevole per ambo le parti se ci si conosce, si affrontano i problemi in un’ottica di collaborazione prima che di diritti in senso stretto". Ma l'impegno di Francesco Brugnatelli va oltre la consulenza legale e tocca il sociale, in particolare nella comunità cinese di Milano. "Il contatto diretto con la comunità cinese - dice - mi ha insegnato quanto siano ancora forti, per molte persone, le barriere linguistiche, culturali e di fiducia nei confronti delle istituzioni. Ho conosciuto manager, baristi, insegnanti, ristoratori, artisti, operai, commesse, professionisti, addette alle spa o ai negozi di manicure. Alcuni perfettamente integrati (mi diverto a chiamare 'sino bauscia' il mio amico Francesco Wu, punto di raccordo culturale e politico con i milanesi), altri in grossa difficoltà". "Mi è capitato - ricorda - grazie al mio passato di educatore di strada in gioventù, di aiutare una ragazza che aveva un problema di iniziale dipendenza dallo shaboo (una droga molto diffusa fra i cinesi) a entrare in rapporto con il sert e poi a fare un cammino che l’ha portata ad uscire completamente da quel giro. Molto dipende anche dal contesto famigliare di provenienza: è assai diverso per esempio quello degli liu xue sheng (cioè degli studenti stranieri che arrivano da tutte le zone della Cina), rispetto al grosso della comunità proveniente dalla regione dello Zhejiang". "Sono importanti - sostiene - le figure capaci di essere punti di riferimento accessibili e credibili, come i professionisti 'di prossimità' che possono svolgere un ruolo essenziale nel facilitare l’accesso ai diritti e ai servizi, fungendo da ponte tra mondi che altrimenti resterebbero distanti".
(Adnkronos) - Il Consorzio Italiano Biogas esprime soddisfazione per l'approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che contiene disposizioni normative che rafforzano l’integrazione del biometano nel sistema energetico nazionale. Grazie a questa misura si stabilisce l’obbligo, per le imprese di trasporto e distribuzione del gas naturale, di connettere alla rete sia i nuovi impianti di produzione di biometano sia quelli derivanti dalla riqualificazione di impianti di biogas esistenti. La misura approvata introduce inoltre la possibilità di interventi di potenziamento della rete, anche attraverso la collaborazione tra diversi operatori, così da superare gli attuali limiti infrastrutturali e favorire un utilizzo più ampio del biometano. Un passaggio fondamentale riguarda la ripartizione dei costi di connessione: il 70% degli investimenti e il 100% dei costi relativi ai sistemi di misura e compressione saranno a carico dei gestori di rete, mentre la quota restante del 30% sarà sostenuta dai produttori e il tutto sulla base di un criterio di allocazione dei costi su scala nazionale. Al fine dell’attuazione dei nuovi principi introdotti sarà necessaria una nuova delibera di Arera e le nuove regole saranno fondamentali per la prosecuzione dello sviluppo del biometano una volta terminati gli interventi finanziati dal Pnrr. "La misura accoglie un’esigenza più volte rappresentata dal Cib, contribuendo concretamente a rimuovere le barriere strutturali che frenano lo sviluppo della produzione di biometano, risorsa strategica per la transizione energetica del Paese. Non serve infatti solo lavorare sul supporto alla produzione ma serve anche lavorare sull’adeguamento dell’infrastruttura per accogliere la produzione decentralizzata. Il Consorzio ha fornito in questo senso un contributo attivo e costruttivo a questa misura, collaborando alla sua articolazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con Proxigas, mettendo a disposizione competenze tecniche e proposte concrete per garantire che la normativa potesse adeguarsi alle recenti direttive Comunitarie e che rispondesse alle esigenze dei produttori agricoli e dell’industria". Il Consorzio Italiano Biogas conferma la propria disponibilità a lavorare insieme alle Istituzioni e agli operatori del settore, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per accompagnare la crescita di un sistema energetico nazionale più integrato e sostenibile.