(Adnkronos) - È morto all'età di 79 anni Demond Wilson, attore statunitense diventato celebre per il ruolo di Lamont Sanford, il figlio di Fred Sanford, nella popolare sitcom della "Sanford and Son" (1972-77). L'attore è deceduto venerdì mattina nella sua abitazione di Palm Springs, in California, a causa di complicazioni legate a un tumore. A dare la notizia è stato il figlio, Demond Wilson Jr., che ha dichiarato al sito Tmz: "Lo amavo. È stato un grande uomo". Nato a Valdosta, in Georgia, il 13 ottobre 1946, Grady Demond Wilson è cresciuto a New York, dove ha studiato danza e si è esibito fin da giovanissimo, debuttando all’Apollo Theater di Harlem. Proveniente da una famiglia afroamericana profondamente religiosa, da ragazzo ha anche svolto il servizio di chierichetto. Tra il 1966 e il 1968 ha prestato servizio militare in Vietnam con la 4/a Divisione di Fanteria, rimanendo ferito. Tornato negli Stati Uniti, ha ripreso la carriera artistica lavorando a Broadway, per poi trasferirsi a Hollywood, dove ha ottenuto ruoli in serie televisive come "Missione impossibile" e in film come "L'organizzazione sfida l'ispettore Tibbs" (1971), accanto a Sidney Poitier. Il grande successo arriva nel 1972 con "Sanford and Son", in cui interpreta Lamont Sanford per 135 episodi fino al 1977. Durante l'uscita temporanea di scena di Redd Foxx per una disputa contrattuale, Wilson rimase l'unico protagonista della serie. In seguito recitò nella sitcom "Baby… I'm Back!" (1978) e fu protagonista della versione afroamericana de "La strana coppia", nel ruolo di Oscar Madison, tra il 1982 e il 1983. Parallelamente alla carriera di attore, Wilson si è dedicato alla scrittura, pubblicando numerosi libri di ispirazione cristiana e saggi critici sul movimento New Age. Nel 2009 ha dato alle stampe l'autobiografia "Second Banana: The Bittersweet Memoirs of the Sanford & Son Years", in cui ha raccontato il dietro le quinte della celebre sitcom, sottolineandone l'importanza storica per la rappresentazione afroamericana in televisione. Sposato con 'ex modella Cicely Johnston, Wilson era amico d'infanzia del cestista Charlie Scott, membro della Basketball Hall of Fame. Dopo una lunga pausa dalle scene, era tornato a recitare nel 2023 nel film drammatico "Eleanor's Bench", segnando la sua ultima apparizione sullo schermo. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - “Il protocollo con Cdp rappresenta una scelta strategica per sostenere investimenti, sviluppo industriale e coesione sociale. E l’abitare sostenibile è una condizione essenziale per il futuro delle imprese e del Paese. Proprio per questo costituisce anche uno dei pilastri dell’accordo siglato con Cdp. L’emergenza abitativa, infatti, è oggi un fattore critico non solo a livello sociale, ma anche economico e industriale: senza alloggi a costi sostenibili le imprese non trovano lavoratori e il Paese perde competitività”. A sottolinearlo Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria per Credito, Finanza e Fisco, intervenendo alla tappa torinese del road show ‘Insieme per il futuro delle imprese’ promosso da Confindustria e Cassa Depositi e Prestiti. “Il Piano Casa Italia lanciato dal Governo va nella direzione giusta. L’annuncio sui 100mila alloggi a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni è molto importante, ora però serve una rapida e concreta attuazione, con il pieno coinvolgimento degli operatori economici e delle imprese del settore”, ha aggiunto Camilli che ha proseguito: “la carenza di abitazioni accessibili ostacola la mobilità territoriale, accentua il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e frena la crescita, in un Paese che già soffre un forte declino demografico e una grave difficoltà di reperimento del personale”. “Accanto alle risorse pubbliche e al coinvolgimento degli investitori – ha osservato ancora – servono misure di garanzia, interventi fiscali di favore e soprattutto semplificazioni urbanistiche per accelerare il recupero e il cambio di destinazione d’uso degli immobili destinati a lavoratori, giovani e studenti. Senza queste leve – ha concluso – il Piano rischia di non avere la velocità necessaria”.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.