(Adnkronos) - "Nella regione sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. Trentamila circa solo a Dubai e Abu Dhabi''. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo in Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico dopo l'attacco israelo-americano e la successiva rappresaglia iraniana. Il titolare della Farnesina ha riferito che si tratta di ''residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti, pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti''. "Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane", ha poi ribadito il ministro, sottolineando che "molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime". Il titolare della Farnesina ha riaffermato che "gli sviluppi di questi giorni suscitano in tutti noi profonda preoccupazione, ciò nonostante, lavoriamo con pazienza e determinazione". E il governo lo fa "a tutela dei nostri connazionali e della libertà di navigazione, delle nostre imprese, che rischiano di pagare un alto prezzo alla ingiustificata e sconsiderata reazione iraniana. Accanto al popolo iraniano, che merita un futuro migliore di pace, crescita e benessere". La crisi, ha aggiunto, rischia di allargarsi a tutta la regione, attraverso l’azione di gruppi che rispondono direttamente a Teheran in Iraq, in Yemen e in Libano, da dove Hezbollah ha lanciato questa notte numerosi missili verso il territorio israeliano, incontrando la ferma risposta di Tel Aviv". "Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana", ha ribadito, sottolineando che "ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato: continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile". "La stabilità di tutto il Medio Oriente allargato è un presupposto fondamentale per la sicurezza internazionale e la crescita globale, e un obiettivo prioritario dell’azione di politica estera del Governo", dice ancora il titolare della Farnesina. "La morte dell’Ayatollah Khamenei apre una fase nuova per l’Iran. Una fase a cui dovranno contribuire le migliori energie della società iraniana. Penso ai tanti giovani che negli ultimi anni sono scesi in piazza chiedendo libertà, diritti, democrazia. A quelle ragazze e a quei ragazzi che hanno manifestato pacificamente, pagando spesso un prezzo altissimo. A loro va il nostro rispetto e la nostra vicinanza", ha aggiunto. "Il Governo italiano è al fianco dei giovani iraniani. Al fianco di chi chiede democrazia, libertà, futuro. Il popolo iraniano merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili e politici, senza violenza o intimidazioni - ha proseguito Tajani - La brutale repressione delle manifestazioni dello scorso dicembre, con migliaia di vittime, aveva già portato l’Unione europea a imporre nuove sanzioni e all’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche". "Una volta conclusa la fase più complessa, occorrerà lavorare con determinazione per favorire una transizione in Iran che sia pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano - ha spiegato - In questo quadro, l’Europa ha un importante ruolo da giocare. È chiamata ad essere voce di equilibrio e a favorire quel dialogo 'ragionevole, autentico e responsabile' richiamato ieri dal Santo Padre Papa Leone XIV". Intanto, "nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato con successo dagli Emirati all’Oman con assistenza coordinata con le Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate'', ha spiegato aggiornando sull'azione in corso per rimpatriare gli italiani rimasti bloccati all'estero dopo l'attacco israelo-americano all'Iran. ''Proprio in queste ore l’Unità di Crisi sta favorendo l’organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali'', ha aggiunto Tajani. Sono quindi tutti incolumi, tutti al sicuro i militari italiani in Kuwait, Iraq, Libano e Giordania. ''Per quanto riguarda i nostri militari, oltre trecento ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker e sono tutti incolumi'', ha spiegato Tajani. ''Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza'', ha precisato il titolare della Farnesina. ''I nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento'', ha aggiunto. E ancora. Il governo italiano sta facendo "tutto ciò che è possibile" per il rimpatrio dei cittadini che attualmente si trovano nelle aree del Medio Oriente interessate dalle ostilità, ha spiegato, ricordando che sono circa 70.000 gli italiani nell'area e che risulta impossibile organizzare l'evacuazione di tutti: la Farnesina sta dunque operando attraverso tutte le leve a propria disposizione per aiutare i concittadini intenzionati a ripartire. Il tema interessa gli italiani in Medio Oriente, ma anche quelli in altre parti del mondo che per rientrare avrebbero dovuto fare scalo nell'aeroporto emiratino di Dubai, le cui operazioni sono state pesantemente limitate dal conflitto in corso. Le partenze dall'area dipendono dalle aperture dello spazio aereo locale, sottolinea Tajani, ricordando che esiste un divieto per le compagnie aeree europee di operare nelle aree di guerra: risulta quindi impossibile inviare aerei civili (persino gli aerei militari non schermati) e occorre dunque ricorrere alle linee aeree dei Paesi dell'area del Golfo. Inagibili i canali di evacuazione via mare, per via della chiusura dello stretto di Hormuz, e via terra attraverso le aree desertiche, aggiunge. La Farnesina sta "lavorando per portare all'aeroporto di Riad gli italiani che vogliono partire dal Qatar e dal Bahrain, nella speranza che si possa aprire il prima possibile l'aeroporto di Dubai insieme a quello di Abu Dhabi", spiega Tajani, anticipando che è prevista per domani la partenza dei primi aerei dalla capitale emiratina con a bordo connazionali ed evidenziando che le eventuali partenze dai due aeroporti dipendono dagli attacchi. Il ministero degli Esteri lavora anche per trasportare via pullman da Dubai all'Oman gli italiani che hanno la possibilità di prenotare un volo con le linee aeree locali attraverso prenotazione anticipata, ed è stata attivata una task force italiana al confine con gli Emirati Arabi Uniti, oltre a desk di supporto in tutti gli aeroporti dell'area. Gli altri connazionali "sono protetti in alberghi dei Paesi dove si trovavano in vacanza o di passaggio", e gli addetti ai lavori stanno "seguendo in tutti i modi possibili" anche gli italiani bloccati negli altri aeroporti tramite assistenza medica e consolare, "ma i numeri sono talmente alti che è difficile poter risolvere i problemi di tutti", prosegue il ministro degli Esteri. La Farnesina sta contribuendo a organizzare anche voli charter attraverso la compagnia italiana privata Neos per far rientrare gli italiani che si trovano alle Maldive, continua: "lo stesso stiamo cercando di fare in Thailandia, in India e da Colombo in Sri Lanka, perché la stragrande maggioranza dei voli per l'Oriente passano attraverso Dubai". Per quanto riguarda Israele, il ministro spiega che una parte del gruppo di pellegrini evacuato da Gerusalemme si è recata in Egitto e un'altra è andata in Giordania. "Non stiamo facendo partire da Tel Aviv, perché ci sono attacchi continui, così come non ci sono italiani che vogliono partire dall'Iran", sottolinea. In Iraq "non ci sono grandi numeri di italiani" e sono "soprattutto i militari". Guardando avanti, il ministro si aspetta che la situazione si decongestioni "nel giro di qualche giorno", specie se riapriranno gli aeroporti emiratini di Dubai e Abu Dhabi.
(Adnkronos) - Per tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro, l’Inail intende utilizzare al meglio le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale in grado di trasformare profondamente i processi produttivi e organizzativi e di creare, allo stesso tempo, nuove prospettive sia per la prevenzione di infortuni e malattie professionali sia per la protesica e la riabilitazione. Grazie anche a una rete di partner di eccellenza, la ricerca Inail ha realizzato progetti e strumenti innovativi per intercettare le esigenze dei lavoratori e riuscire a contrastare anche i rischi emergenti, legati all’utilizzo crescente della tecnologia nel mondo del lavoro. Per questo l’Istituto oggi in occasione dell’evento 'Ia nel mondo del lavoro, la visione umanocentrica dell’intelligenza artificiale', realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha presentato alcuni dei suoi progetti più innovativi. Progetti esposti oggi nello spazio allestito presso la sede di via IV Novembre, a Roma. Side è un esoscheletro aptico interfacciabile con sistemi di realtà virtuale o aumentata, sviluppato da Inail mediante un bando di ricerca e consiste in un sistema robotico per arto superiore interfacciabile con la realtà virtuale o aumentata. E' stato realizzato per sperimentare una formazione innovativa, di più efficace fruibilità diretta a prevenire i pericoli legati alle attività in spazi confinati o sospetti di inquinamento, come cisterne interrate, seminterrate o fuori terra, condutture fognarie, silos e pozzi, classificati come luoghi di lavoro a forte rischio per la sicurezza dei lavoratori. Riproducendo virtualmente le sollecitazioni di forza e contatto e simulando le interazioni tipiche tra uomo e ambiente, Side permette, infatti, di formare gli operatori e di valutarne la preparazione in diversi scenari lavorativi in totale sicurezza. L’integrazione di stimoli tattili e propriocettivi, come quelli forniti dall’esoscheletro sul braccio di chi lo indossa, aumenta il senso di presenza e immersività dell’operatore all’interno della realtà virtuale. Il discente, in questo modo, riesce ad apprendere in maniera più efficace comportamenti sicuri e buone pratiche. Smart-Shirt è un dispositivo indossabile collaborativo con sensori per monitorare i parametri fisiologici, nato dalla collaborazione tra Inail-Dimeila e Ipcb-Cnr, Icmate-Cnr, Irccs Ics augeri, Smart materials and technologies for thermal-stress & physio-monitoring shirt (Smart-Shirt). E' un prototipo di dispositivo indossabile altamente collaborativo progettato sia per effettuare il monitoraggio continuo di parametri termofisiologici, tra cui frequenza cardiaca, temperatura corporea e attività motoria, sia per svolgere una funzione attiva di raffrescamento localizzato del corpo. La maglietta sensorizzata integra materiali tessili avanzati, inchiostri formulati con nanotecnologie e pattern termicamente funzionali serigrafati sul tessuto, insieme a un modulo termoelettrico basato su tecnologia Peltier per il raffrescamento localizzato. Inoltre, attraverso l’elaborazione dei dati mediante modelli algoritmici basati su intelligenza artificiale e deep learning, il dispositivo può supportare l’attivazione di strategie personalizzate di raffreddamento e di alert all’utente. Smart-Shirt rappresenta un dimostratore tecnologico nel campo dei dispositivi indossabili avanzati per la prevenzione dei rischi legati allo stress termico, con potenziali applicazioni nei settori industriali caratterizzati da attività fisicamente impegnative o svolte in ambienti critici. Mano bionica Hannes e Intelligenza artificiale è un sistema protesico avanzato per il trattamento delle amputazioni di arto superiore progettato per offrire movimenti naturali e funzionali. Grazie alla sua meccanica sotto‑attuata adattativa, la mano è in grado di distribuire la forza in modo intelligente e di adattare automaticamente la presa alla forma e alle sollecitazioni degli oggetti, permettendo al paziente di afferrare con stabilità una vasta gamma di oggetti in modo intuitivo. Realizzata grazie alla collaborazione tra il Centro protesi Inail e l’Istituto italiano di tecnologia, Hannes nasce con l’obiettivo di coniugare robustezza, semplicità costruttiva e reale utilità funzionale, così da agevolare il recupero delle attività quotidiane. Il sistema è completato da un polso motorizzato, in grado di eseguire movimenti di prono‑supinazione e flesso‑estensione, ampliando le possibilità di orientamento e manipolazione della mano. Un ulteriore elemento distintivo è il giunto di gomito, dotato di un meccanismo di recupero energetico che riduce lo sforzo durante l’elevazione del braccio. Questo accorgimento rende l’utilizzo della protesi più confortevole e naturale, migliorando la gestione delle attività quotidiane anche in caso di uso prolungato. Nel complesso, il sistema offre una soluzione avanzata, ergonomica e pensata per avvicinare il più possibile la funzionalità protesica al movimento biologico. Il progetto Edats nasce con l’obiettivo di rendere le protesi di arto superiore più intuitive e naturali, sfruttando le potenzialità del machine learning. Immaginando di muovere la propria 'mano fantasma', nel moncone vengono ancora attivati numerosi muscoli residui. Queste contrazioni generano segnali elettromiografici che, se analizzati con precisione, rivelano pattern specifici per ciascun gesto immaginato. Gli algoritmi di pattern recognition sviluppati nel progetto imparano a riconoscere tali pattern e a tradurli nei movimenti reali di una protesi. Il sistema Edats utilizza un bracciale di sensori elettromiografici collegato a una piccola scheda elettronica che trasmette via Bluetooth i segnali a un software dedicato. Questo software guida l’intero processo: registra i segnali mentre il paziente esegue mentalmente determinati movimenti, addestra il modello di riconoscimento e ne verifica il funzionamento anche attraverso la realtà virtuale, permettendo di osservare una mano digitale muoversi in tempo reale. Il progetto, già in fase avanzata al Centro protesi Inail, punta ora ad ampliare le funzionalità includendo movimenti più complessi come quelli di polso e gomito, così da rendere il sistema utilizzabile anche per amputazioni più prossimali. Parallelamente, la ricerca sta esplorando l’integrazione di feedback sensoriale, fondamentale per restituire alla persona una percezione più naturale e completa della protesi. Ci sono poi i robot collaborativi tecnologicamente evoluti consentono di surrogare o assistere i lavoratori in interventi che espongono a elevati livelli di rischio dovuti alla pericolosità delle condizioni (incendi, terremoti, emissioni di gas tossici, ambienti confinati, ecc.) o alla complessità delle operazioni da svolgere. Il robot teleoperativo 3 costituisce un’evoluzione del sistema già sviluppato e punta a garantire maggiore agilità e affidabilità nella fase di dislocazione e puntualità e versatilità nella manipolazione, consentendo operazioni differenziate in base alle esigenze, anche grazie a un dispositivo ad hoc che permette l’agevole adozione di utensili diversi. Il progetto si compone di due sottosistemi: un robot 'in campo' (field robot) che riproduce le azioni dell’essere umano nel punto di intervento (locomozione, manipolazione, visione, capacità uditiva e tattile, ecc.) in base alle operazioni richieste; un sistema remoto che consente all’operatore di governare in sicurezza l’intervento, grazie alla realtà virtuale e aumentata che garantiscono la ricostruzione fedele dell’ambiente reale nel quale il robot deve intervenire. Il field robot prevede un sistema di locomozione costituito da un quadrupede robotico elettrico e un sistema di manipolazione, con un braccio tele-manipolato mobile. La stazione pilota, invece, è costituita da un braccio aptico e da un’interfaccia utente che offre all’operatore un’esperienza immersiva e intuitiva per la visualizzazione dell’habitat. Il field robot prevede un sistema di locomozione costituito da un quadrupede robotico elettrico e un sistema di manipolazione, con un braccio tele-manipolato mobile. La stazione pilota, invece, è costituita da un braccio aptico e da un’interfaccia utente che offre all’operatore un’esperienza immersiva e intuitiva per la visualizzazione dell’habitat. Tra i progetti Inail di prevenzione c'è anche Dpi Smart che sviluppa un sistema di prevenzione proattivo per l’industria 5.0 volto a trasformare i dispositivi di protezione individuale (Dpi) tradizionali in Dpi attivi tramite sensori, IoT e algoritmi, senza compromettere la certificazione di conformità al Regolamento europeo. L’obiettivo è realizzare un 'cluster di protezione' integrando sensori e sistemi di controllo in Dpi tradizionali senza modificarne le caratteristiche. Il prototipo, ideato per rilevare pericoli e supportare interventi preventivi, include quattro Dpi sensorizzati con allarmi: facciale filtrante (temperatura, urti/movimenti, frequenza respiratoria); elmetto (temperatura/umidità relativa, CO2, urti, posizione, esposizione solare, sudore); indumento con badge e braccialetto (microclima, urti/cadute, campi elettromagnetici per rischio elettrico); scarpa con sensori su caviglia e pianta (scivolamento, contatto caldo/freddo tramite movimenti, pressione e temperatura). I Dpi comunicano via Bluetooth con un’unità centrale che elabora i dati con algoritmi dedicati e con una App su smartphone che ne consente la gestione e il monitoraggio. Il valore aggiunto è l’approccio economico immediatamente industrializzabile e trasferibile in contesti reali. Il mediatore linguistico è uno strumento digitale che facilita la comunicazione tra persone di lingua e cultura diversa e operatori dell’Inail, garantendo comprensione reciproca, accesso equo alle informazioni e migliorando la qualità dei servizi erogati dall’Istituto. Lo strumento supporta la traduzione di messaggi vocali e scritti in 13 lingue (Arabo, Bengali, Cinese, Croato, Francese, Hindi, Inglese, Romeno, Sloveno, Spagnolo, Tedesco, Ucraino e Urdu) che potranno essere ampliate in base alle specifiche esigenze delle sedi territoriali. Nato per superare le barriere linguistiche e culturali, il mediatore linguistico può essere attivato su richiesta del cittadino o dall’operatore durante gli incontri in presenza o a distanza, per gestire situazioni complesse che richiedono una comunicazione efficace. Lo strumento è attualmente disponibile presso sette sedi territoriali (Caltagirone, Catania, Monfalcone, Roma Laurentino, Roma Tuscolano, Trento e Trieste) che lo stanno sperimentando per valutarne l’efficacia ed individuare eventuali aspetti da migliorare in vista della diffusione su larga scala. Tra i progetti Inail troviamo anche Esopia, si tratta di una piattaforma di ricerca cognitiva che si compone di un repository documentale che permette a Inail la raccolta della documentazione relativa alla sicurezza degli impianti industriali, e di un modello ontologico, di tipo entità-relazione, che utilizza algoritmi di Ia per estrarre informazioni dai documenti. L’obiettivo è condividere le esperienze operative relative a quasi incidenti (near miss) e incidenti disciplinati dal d.lgs. 105 del 2015 (settore Seveso, controllo del pericolo di incidenti rilevanti), per supportare il processo di prevenzione proattiva tramite l’accesso ad un sistema strutturato della conoscenza. Grazie al lavoro dei gruppi di ricerca ed al supporto di tecniche di Ia (in particolare Machine learning e Natural language processing), è possibile la consultazione in linguaggio naturale, ricercare casi simili, individuare pattern frequenti di incidente, visualizzare le relazioni di causa e far emergere informazioni rilevanti (soprattutto sui near miss). Attualmente, Esopia comprende oltre 6mila schede ed è l’unico modello, basato su ontologia, riferito non solo agli incidenti, ma anche a near miss e anomalie. Due le caratteristiche principali: liste non definite a priori, ma popolate acquisendo i dati di banche dati esterne o estratti da documenti, ed elenchi dinamici in continuo aggiornamento.
(Adnkronos) - È stato sottoscritto questa mattina un protocollo d'intesa tra Coni e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) per l'integrazione strutturale della cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. L'impegno accompagnerà lo sport italiano fino al 31 dicembre 2028. A firmare l’accordo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente di Conai Ignazio Capuano durante l’evento di presentazione a Casa Italia condotto da Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset. Con il protocollo "lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile" ha detto Buonfiglio. "Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente". L’accordo prevede anche programmi di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni, perché il gesto della raccolta differenziata diventi un’abitudine culturalmente radicata. Testimonianza del valore concreto dell’iniziativa è stata la presenza di due campioni olimpici del Team Italia: Valentina Rodini, oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100 metri nella stessa edizione. Una partecipazione che ha rafforzato il messaggio dell’accordo: i valori che portano sul podio sono gli stessi che guidano la sfida della sostenibilità ambientale. "Siamo molto contenti di questo accordo - ha affermato il presidente di Conai, Ignazio Capuano -. Il protocollo prevede la stesura di alcune linee guida che serviranno alla gestione dei grandi eventi dal punto di vista di recupero e riciclo degli imballaggi. Nasce dall'esperienza che abbiamo fatto insieme a Milano-Cortina e da qui vengono fuori quelle che sono delle linee guida di comportamento". L’intesa introduce un elemento di innovazione: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. L'obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati, così da far entrare stabilmente la sostenibilità ambientale nello sport. "Il rispetto delle regole significa anche rispetto per l'ambiente e per le future generazioni". L’Italia "ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi: è un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei - ha poi aggiunto -. Ma la sostenibilità non può fermarsi alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare". Una scelta di visione, quindi, che guarda al futuro del sistema Paese e affida allo sport un ruolo centrale nella tutela del Pianeta. "Lo sport mi ha insegnato che ogni gesto, dentro e fuori dalla competizione, ha un peso - ha commentato Valentina Rodini, canottiera -. Oggi, contribuire a portare la sostenibilità negli spazi sportivi significa trasformare abitudini in opportunità concrete per proteggere l’ambiente che ci ospita". "Essere qui è un onore e una responsabilità - ha aggiunto Fausto Desalu, velocista -. Lo sport può educare, ispirare e diventare un esempio reale di attenzione per l’ambiente e per chi verrà dopo di noi".