(Adnkronos) - Dall'Iran arriva l'avvertimento all'Europa. Il ministero degli Esteri di Teheran ha infatti messo in guardia i Paesi europei, esortandoli a non prendere in alcun modo parte alla campagna Usa-Israele contro la Repubblica islamica, che considererebbe una loro partecipazione al pari di "un atto di guerra". "Sarebbe un atto di guerra", ha avvertito il portavoce del ministero Esmaeil Baqaei. “Qualunque atto di questo tipo contro l'Iran verrebbe considerato complicità con gli aggressori. Sarebbe ritenuto un atto di guerra contro l'Iran". Gli alleati europei si preparano intanto ad andare in soccorso di Cipro, dove ieri due droni hanno colpito la base britannica di Akrotiri sull'isola. L'agenzia di stampa cipriota Cna ha riferito che la Francia intende mandare sistemi anti-drone e sistemi anti-missile e una seconda fregata al largo dell'isola, così come concordato in una telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron ed il presidente cipriota Nikos Christodoulides. Il Times ha invece dato notizia dell'invio a Cipro di una nave da guerra britannica nell'ambito della più ampia strategia per rafforzare la sua presenza militare nella regione. Se Francia, Germania e Gran Bretagna si sono dette nei giorni scorsi "pronte ad azioni difensive" contro l'Iran, a smarcarsi del tutto è però la Spagna, che ha rifiutato apertamente il sostegno all'operazione Usa condannando le azioni americane. Sul fronte Uk, il premier Keir Starmer ha poi confermato alla Camera dei Comuni che la Gran Bretagna non prenderà parte alla fase iniziale degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran: "Il presidente americano Donald Trump ha espresso il suo disaccordo con la nostra decisione di non essere coinvolti con gli attacchi iniziali. Ma spetta a me decidere cosa è negli interessi nazionali britannici. Ed è quello che ho fatto e a cui mi attengo", le parole del primo ministro. "Ogni Paese prende le proprie decisioni di politica estera. La Spagna ha una posizione molto chiara: la voce dell'Europa deve essere in questo momento una voce di equilibrio e moderazione, lavorare per la de-esclation e perché si torni al tavolo negoziale", le parole del ministro degli Esteri spagnolo, Jose Manuel Albares, che ieri ha spiegato che la Spagna rifiuta il sostegno all'operazione di Usa e Israele contro l'Iran, smarcandosi dalle posizioni assunte da Francia, Germania e Regno Uniti. "Una logica di violenza come quella che stiamo vivendo porta ad una spirale di violenza e azioni militari unilaterali fuori dalla Carta delle Nazioni Unite, fuori da qualsiasi azione, nessuno ha un obiettivo chiaro. L'Europa deve difendere il diritto internazionale, la de-escalation e i negoziati".
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
(Adnkronos) - “La direttiva di recente introduzione del settembre 2025 ha reso obbligatori dei target che a livello di Sdgs, quindi a livello di Nazioni Unite, non erano obbligatori per diversi settori, in particolare quelli che vengono ritenuti i maggiori produttori di sprechi e, quindi, distribuzione e livello di consumo domestico". Sostiene Carola Ricci, professore associato di Diritto internazionale Università di Pavia e istituto di Studi superiori di Pavia e delegata allʼAfrica e alla Cooperazione internazionale per l'Università di Pavia, intervenuta al convegno promosso da PlanEat 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. "Tuttora, anche alla luce della nuova normativa, mancano dei metodi di misurazione che siano uniformi sia a livello europeo, sia a livello nazionale, comportando difficoltà nel definire realmente a che punto siamo e dove vogliamo andare. Ci tengo a sottolineare che l’Italia è ben preparata a queste modifiche normative. Siamo al decimo compleanno della Legge Gadda e siamo stati tra i pionieri nell’applicare la piramide invertita della riduzione dell’eccedenza alimentare anche a favore dei più bisognosi, incentivando le imprese e dando una definizione di eccedenza che mancava a livello nazionale", aggiunge Ricci. "Per quanto riguarda la ristorazione scolastica, grazie a fondi e progetti come Onfoods, si è riusciti a ridurre gli sprechi coinvolgendo famiglie e personale scolastico, proponendo una dieta più sostenibile e bilanciata per i minori. Questo approccio multisettore, promosso anche dalla Legge Gadda e allineato con le direttive europee, è la via migliore per tradurre le raccomandazioni in azioni concrete", conclude.