INFORMAZIONIAntongiulio Aloi |
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(Adnkronos) - A pochi giorni dall’inizio di un altro grande evento globale sul nostro territorio, nasce l’esigenza di interrogarsi sul suo portato oltre a quello sportivo. I Giochi Paralimpici Invernali vanno oltre l’aspetto puramente competitivo e diventano un momento capace di parlare al Paese, attraverso una riflessione collettiva su inclusione, accessibilità e responsabilità condivisa. È quanto emerge dalla ricerca “Gli italiani e lo spirito Paralimpico”, realizzata da SWG e commissionata da Coca Cola, partner storico del Movimento Olimpico e Paralimpico, prima dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Un italiano su due segue con interesse sia i Giochi Olimpici sia i Giochi Paralimpici e 76% degli italiani riconosce nei due eventi la stessa matrice sportiva e valoriale. Una percezione particolarmente marcata tra i più giovani, dove oltre l’80% della Generazione Z in Italia identifica in entrambi la capacità di unire le persone attraverso lo sport. L’attesa per i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è già concreta: sei italiani su dieci manifestano l’intenzione di seguire i Giochi Paralimpici Invernali. L’interesse non si esaurisce nel tifo: oltre tre quarti degli intervistati riconoscono ai Giochi Paralimpici Invernali un forte impatto culturale, in grado di cambiare la prospettiva su disabilità, partecipazione e pari opportunità. Ammirazione, orgoglio ed empatia sono le sensazioni più frequentemente associate ai Giochi Paralimpici Invernali, grazie alla capacità di trasmettere un forte messaggio di inclusione (53%) e di riflettere su temi sociali (35%), oltre la celebrazione del singolo atleta. La ricerca mostra come i Giochi Paralimpici Invernali parlino direttamente al Paese. Otto italiani su dieci ritengono che ospitare un evento come i Giochi Paralimpici Invernali rappresenti un’opportunità concreta per portare al centro del dibattito pubblico il tema dell’inclusione sociale: per l’87% degli italiani, i valori Paralimpici sono sempre più centrali per abbattere barriere fisiche e culturali, dall’accessibilità degli spazi e dei servizi al contributo all’educazione delle nuove generazioni. A commentare questi dati è Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca Cola, che sottolinea come "condividiamo l’opinione degli italiani: i Giochi Paralimpici Invernali dimostrano il ruolo dello sport nel creare momenti di connessione sociale. La ricerca conferma ciò in cui Coca-Cola crede, che i Giochi Paralimpici Invernali sono un evento che va anche oltre lo sport: un momento collettivo che ispira riflessioni su inclusione, accessibilità e responsabilità condivisa. Milano Cortina 2026 rappresenta un’occasione unica per accompagnare il Paese in questo percorso". "I dati di questa ricerca ci restituiscono un’immagine del Paese consapevole e maturo, che riconosce nei Giochi Paralimpici non solo un grande evento sportivo, ma un potente motore di cambiamento culturale. Sapere che per la maggioranza degli italiani i valori paralimpici rappresentano una guida per abbattere barriere fisiche e culturali ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Milano Cortina 2026 sarà un’occasione straordinaria per rafforzare questo percorso: i Giochi Paralimpici non parlano soltanto di performance e medaglie, ma di diritti, accessibilità e responsabilità condivisa. La legacy più importante che possiamo lasciare è una società più inclusiva, capace di riconoscere nello sport uno strumento concreto di crescita civile e coesione sociale", dice inoltre Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico. L’esperienza collettiva dei Giochi Paralimpici Invernali in termini di consapevolezza e cambiamento si riflette anche nelle iniziative che Coca Cola ha scelto di sostenere in avvicinamento ai Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, con l’obiettivo di coinvolgere le comunità locali. Tra le diverse iniziative, il 6 marzo all’Arena di Verona, durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Coca-Cola ha voluto dare a 50 persone, tra cui esponenti della società civile e di organizzazioni che si sono contraddistinti per storie personali di impegno nella loro comunità, l’opportunità di portare il cartello con il nome del Paese delle diverse delegazioni provenienti da tutto il mondo. Un’opportunità unica di condivisione, testimonianza di apertura all’altro, inclusione e responsabilità collettiva che sono al centro dello Spirito Paralimpico, dando voce all’impegno quotidiano per la propria comunità e per gli altri. Nei giorni che precedono l’inizio delle competizioni, Cortina d’Ampezzo inizierà a vivere lo Spirito Paralimpico. Una mostra fotografica diffusa, sostenuta da Coca Cola in collaborazione con la ONG locale CortinaSenzaConfini e con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico, prevede l’esposizione di 160 scatti in oltre 40 attività commerciali del territorio, trasformando la città in una galleria a cielo aperto che racconta le storie e i momenti più significativi delle precedenti edizioni dei Giochi Paralimpici Invernali. Un’iniziativa che mette al centro il territorio e chi lo vive ogni giorno, rafforzando il legame tra i Giochi Olimpici e Paralimpici e la comunità ospitante.
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, così come dicono anche tante ricerche a livello internazionale, certamente comporterà un riposizionamento e soprattutto anche un rischio su alcune posizioni lavorative ma quello che dicono le ricerche internazionali è che invece porterà alla fine un saldo positivo in termini di nuove opportunità di lavoro". Lo dice la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, a margine dell’evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità'. "Il tema ovviamente è un tema connesso alla strategia sulle competenze, alla formazione e alla riqualificazione dei lavoratori, all'attenzione a dare una risposta in termini di competenze digitali delle persone", precisa Calderone. "Stiamo formando migliaia di persone proprio per trasferire competenze digitali che sono fondamentali in questo contesto", spiega. "La nostra - prosegue il ministro - non è una visione pessimistica, dobbiamo certamente avere attenzione a quelli che possono essere i potenziali contraccolpi negativi, ma la risorsa umana è fondamentale, l'intelligenza artificiale deve essere al servizio del lavoro ovviamente di qualità", conclude.
(Adnkronos) - Una strategia green per una produzione al 100% rinnovabile e un obiettivo Net Zero già al 2040. Questa la visione di Alperia, grande gruppo energetico italiano, con sede in Alto Adige, attivo lungo tutta la filiera: produzione, distribuzione, vendita di prodotti e servizi energetici, con un fatturato di circa 2,57 miliardi di euro, più di mezzo milione di clienti tra famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni in Italia e circa 1.250 dipendenti. Sostenibilità e transizione energetica sono, dunque, elementi costitutivi dell’azienda. “Il nostro piano strategico si basa sulla sostenibilità: consolidamento, innovazione e sostenibilità sono i nostri tre pilastri sui quali abbiamo creato e disegnato la nostra strategia. Contribuiamo alla sicurezza energetica del Paese producendo energia pulita, gestendo reti e garantendo continuità del servizio nei territori in cui operiamo”, spiega all’Adnkronos il direttore generale Luis Amort. Più nel dettaglio, spiega elencando i tre asset principali del Gruppo, “noi produciamo quasi al 100% energia rinnovabile soprattutto, storicamente, con le nostre centrali idroelettriche: gestiamo 35 impianti, che producono mediamente oltre 4.000 GWh all’anno; abbiamo allargato negli ultimi anni la produzione investendo in parchi eolici e da quest'anno entriamo anche nel fotovoltaico”. A questo si affiancano “le reti di distribuzione elettrica e gas, infrastrutture strategiche e regolamentate che garantiscono stabilità industriale. Il terzo pilastro è il portafoglio clienti e di servizi energetici, che ci consente di trasformare l’energia prodotta in valore concreto per famiglie e imprese”. Quanto agli investimenti, “nel 2024 hanno superato i 200 milioni di euro e resteranno su questi livelli anche nei prossimi anni. La quota principale è destinata al revamping degli impianti idroelettrici, che permette un sensibile aumento della produzione utilizzando le stesse risorse naturali. Investiamo inoltre nell’ammodernamento e digitalizzazione delle reti e nello sviluppo di nuovi servizi energetici, come sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza. Sono investimenti concreti, pensati per rafforzare asset che durano nel tempo”. Lato vendita “abbiamo adesso più di 500mila clienti dentro e fuori la provincia di Bolzano ma siamo attivi in tutta l'Italia e stiamo allargando la rete di agenti e punti di vendita”. Un rapporto quello con il territorio e con i propri clienti che il dg di Alperia definisce “sostanziale”. “Noi siamo molto vicini non solo con le parole ma anche nel quotidiano – spiega - accompagniamo tutti i nostri clienti, un numero nel frattempo molto cresciuto, ovunque con azioni concrete. Abbiamo ampliato tantissimo la gamma dei prodotti: dall'elettrico al gas, al calore ma anche fotovoltaico domestico e mobilità elettrica, tra carte di ricarica, colonnine e wallbox”. L’obiettivo è portare il cliente verso un percorso più sostenibile, "vivendo giorno per giorno la transizione”. “Alperia interpreta la transizione energetica come un percorso industriale concreto, non come un obiettivo astratto. Per noi significa puntare su rinnovabili mature e affidabili, come l’idroelettrico, rafforzare le reti e rendere il sistema più efficiente e flessibile. Oggi produciamo già quasi esclusivamente energia rinnovabile e lavoriamo per migliorare ulteriormente efficienza e integrazione nel sistema elettrico. La transizione, dal nostro punto di vista, funziona se è sostenibile anche economicamente e se si basa su infrastrutture solide, capaci di garantire continuità e sicurezza”, conclude.