(Adnkronos) - Tra i sei e i dieci milioni. Tanti si stima siano i curdi in Iran, Paese con oltre 90 milioni di abitanti in cui le 'regioni curde' hanno a lungo spinto per maggiore autonomia e indipendenza e più diritti, mentre Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato abusi diffusi dei diritti umani contro la minoranza curda nella Repubblica islamica. Era nata in una famiglia curda Mahsa Amini, morta nel 2022 a 22 anni dopo essere stata fermata a Teheran con l'accusa di non indossare correttamente il velo. La sua storia ha tristemente fatto il giro del mondo e innescato un movimento di protesta senza confini. Gruppo etnico senza uno stato indipendente, si ritiene i curdi siano tra i 25 e i 45 milioni di persone in tutto. Vivono per lo più nelle regioni montuose dell'Iran occidentale, della Turchia orientale, nel nord di Iraq e Siria e anche in Armenia. Molti curdi, evidenziano i media americani, sono sunniti. A unire la maggior parte di loro è la battaglia per più diritti, libertà e autonomia. Quella della collaborazione degli Stati Uniti con le forze curde è una lunga storia, che ritorna, almeno negli scenari ipotizzati dopo l'avvio, sabato scorso, delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran. I curdi hanno combattuto a livello politico, ma anche 'sul campo' - spesso, come ha sintetizzato il Washington Post, con il sostegno Usa quando c'era coincidenza d'interessi - contro l'emarginazione e per il diritto all'autodeterminazione. E spesso si sono sentiti abbandonati dagli Usa, come quando l'interlocutore di Donald Trump è diventato Ahmed al-Sharaa, nuovo leader della Siria con un passato da jihadista, mentre per anni gli Stati Uniti avevano guardato alle Forze democratiche della Siria (Fds), a guida curda, che sono state cruciali nella battaglia contro l'Isis nel Paese arabo all'epoca di Bashar al-Assad. In Siria i curdi sono circa il 10% della popolazione di 25 milioni di persone. E se durante la guerra civile degli anni passati dalla Turchia, dall'Iraq e dall'Iran arrivarono curdi in Siria per combattere al fianco della minoranza siriana, oggi - è l'analisi del New York Times - non è chiaro fino a che punto una rivolta armata nella regione curda dell'Iran possa 'conquistare' gli altri curdi nella regione. Teheran minaccia di attaccare "tutte le strutture" della regione del Kurdistan iracheno se venisse consentito il passaggio di militanti per farli entrare in Iran. E' nel Kurdistan iracheno che hanno sede alcuni gruppi armati curdi iraniani, ricordano i media americani secondo cui operazioni di Usa e Israele contro l'Iran hanno colpito anche obiettivi lungo il confine tra Iran e Iraq. E, proseguono le ricostruzioni, attacchi lanciati sia dall'Iran che dai proxy hanno preso di mira Erbil, una base Usa nel Kurdistan iracheno, l'aeroporto internazionale nella regione, strutture usate da combattenti curdi iraniani. E' in questo contesto che si continua a parlare di possibile incursione dei curdi mentre l'escalation non si ferma. Ieri il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha minacciato una risposta "decisa" contro eventuali rivolte dei separatisti curdi. Il Post ha evidenziato come in passato i principali gruppi dell'opposizione iraniana siano stati spesso divisi e come tra i gruppi curdi iraniani si ritiene sia significativamente armato solo il Partito della vita libera in Kurdistan (Pjak), per lo più grazie ai rapporti con il Pkk nel sudest della Turchia e nel nord di Iraq e Siria. Il più antico partito di opposizione curdo iraniano è invece il Partito democratico del Kurdistan iraniano (Pdki), guidato da Mustafa Hijiri. In Iraq, secondo i dati riportati dalla Cnn, i curdi rappresentano tra il 15 e il 20% della popolazione e vivono per lo più nella regione semiautonoma del Kurdistan, amministrata dal Governo regionale del Kurdistan, con capitale Erbil. A livello politico nel Kurdistan iracheno, una delle principali forze è l'Unione patriottica del Kurdistan (Puk), con a capo Bafel Talabani. L'altra è il Partito democratico del Kurdistan di Masoud Barzani. E' dell'estate scorsa la notizia di un accordo firmato tra Iran e Iraq per "rafforzare la cooperazione ai confini". "La regione del Kurdistan, come sempre, deve rimare un fattore chiave per pace e stabilità e non deve diventare parte di alcun conflitto o escalation militare che metta in pericolo la vita e la sicurezza dei suoi cittadini", ha ieri affermato Nechirvan Barzani, presidente del Kurdistan iracheno. E, almeno tra alcuni, aumentano i timori per le ripercussioni dell'eventuale uso di questa regione scome base di partenza per milizie curde iraniane.
(Adnkronos) - Malta, Gozo e Comino si raccontano attraverso una prospettiva più intima. Nasce 'Explore The Unexplored', il progetto multimedia ideato e sviluppato da VisitMalta Italia come spin-off strategico della campagna internazionale 'Explore More...', con l’obiettivo di offrire una narrazione più profonda e articolata dell’arcipelago sul mercato italiano. Il progetto, presentato in una conferenza stampa ospitata presso Libreria Spazio 7, a Roma, prende forma da un lavoro di brainstorming interno al team Italia di VisitMalta, in stretta sinergia con la sede centrale, e rappresenta un’evoluzione consapevole della comunicazione: uno strumento pensato per avvicinarsi in modo ancora più concreto alle esigenze del target italiano, valorizzando i cambiamenti e l’evoluzione del prodotto turistico maltese, offrendo spunti insoliti per visitare l’arcipelago. Malta si propone come destinazione multi-target e multi-experience, capace di parlare contemporaneamente a un pubblico multigenerazionale, nuclei familiari, coppie, gruppi di amici, viaggiatori business e repeater. 'Explore The Unexplored' stabilisce alcuni elementi centrali del prodotto turistico maltese: la fruibilità tutto l’anno di aspetti iconici insieme a realtà meno conosciute e la capacità di offrire esperienze differenti e complementari nello stesso viaggio. Il cuore del progetto è rappresentato da cinque pilastri narrativi, ciascuno identificato da un colore e da un elemento iconico, che interpretano le diverse anime dell’arcipelago: 'Unseen Heritage' approfondisce il patrimonio storico e culturale da una prospettiva meno convenzionale, mettendo in dialogo memoria collettiva, architetture, comunità locali e storie meno raccontate; 'Unexpected Vibes' esplora l’anima contemporanea e festosa delle isole (eventi, tradizioni popolari, creatività, atmosfere urbane e quel senso di allegria condivisa che caratterizza la vita maltese); 'Unforeseen Energy' valorizza il rapporto con la natura e il benessere, tra paesaggi costieri, trekking urbani, attività outdoor e nuove forme di equilibrio tra corpo e mente; 'Undiscovered Flavours' racconta il legame tra prodotti del passato e nuovi gusti (produzioni locali, aziende vitivinicole, cooking lab, tradizioni contadine e reinterpretazioni contemporanee); 'Unbelievable Escapes' interpreta Malta come luogo di evasione e trasformazione, tra design urbano, piazze rigenerate, lifestyle mediterraneo e servizi che accompagnano l’evoluzione dell’esperienza di viaggio. Nel corso dell’evento, VisitMalta Italia ha presentato la struttura narrativa, visiva e operativa di 'Explore The Unexplored'. Fulcro dell’iniziativa è un booklet, disponibile anche in formato digitale, articolato in cinque sezioni. Ogni capitolo si apre con i 'must see' e 'must do' e approfondisce poi esperienze meno note, offrendo una lettura emozionale e trasversale del territorio. Le immagini dialogano tra loro, creando un racconto visivo che affianca architetture, paesaggi, comunità, tradizioni ed esperienze contemporanee, ma soprattutto concreti spunti di viaggio. 'Explore The Unexplored' non è solo un progetto editoriale, ma un vero e proprio strumento operativo per il mercato la cui strategia si sviluppa su tre direttrici. La prima, Consumer: insieme al booklet, si esprime con contenuti digitali, social, podcast, video-podcast e il coinvolgimento di nove microinfluencer che diventeranno Malta Explorers; i social rappresentano la democratizzazione del racconto e la possibilità di interagire con le community di riferimento; Podcast e video-podcast vedranno il team di VisitMalta Italia protagonista di un racconto diretto e attuale dell’arcipelago, offrendo contenuti utili sia al consumatore finale sia agli operatori del settore. La seconda, Trade: il progetto, oltre ad offrire strumenti validi di approfondimento e formazione per agenti di viaggio e per i propri clienti, prevede il coinvolgimento del trade con tre fam trip tematici nel 2026 (Unforeseen Energy ad aprile, Unseen Heritage a settembre, Unexpected Vibes a dicembre). La terza, Mice: spunti progettuali per costruire eventi in linea con idee innovative ed un forte legame con il territorio. A supportare il lato interattivo del progetto, l’ideazione del Creators Award, aperto a tutti i content creator che pubblicheranno su Instagram e TikTok contenuti di viaggio, in linea con il concept creativo, utilizzando l’hashtag #MaltaUnexplored. L’iniziativa accompagnerà tutto il 2026 e si concluderà con una cerimonia finale che annuncerà il vincitore. Come sottolinea Ester Tamasi, direttore Italia di Malta Tourism Authority - VisitMalta, “Malta non si visita, si attraversa nel tempo, seguendo le stagioni della propria vita, grazie alle emozioni che è in grado di raccontare". "L’obiettivo - spiega - è far percepire in modo sempre più diretto ciò che di insolito e inesplorato si può vivere nella destinazione, invitando a considerarla tutto l’anno come luogo fortemente emotivo, capace di rispecchiare esigenze e desideri diversi, creando aggregazione e nuovi stimoli. Una visione attuale, consapevole e attiva del viaggio”. 'Explore The Unexplored' è un invito a guardare Malta, Gozo e Comino da una prospettiva più profonda e consapevole. Una chiave di lettura che valorizza l’equilibrio tra memoria e visione, tradizione e innovazione, in un Paese che in appena 316 kmq custodisce oltre 8.000 anni di storia e dialoga oggi con il presente attraverso design, creatività e nuove architetture in linea col pensiero del Team VisitMalta Italia: “Ogni luogo di Malta e Gozo custodisce più di ciò che mostra: basta fermarsi, cambiare ritmo e lasciarsi guidare dalle sue storie”. E Malta continua a registrare risultati solidi sul mercato turistico, con 583.323 visitatori italiani su un totale di 4.022.310 arrivi e un market share del 14,5%. Numeri importanti che rendono necessario attivare nuove leve narrative per raccontare un arcipelago in continua crescita e trasformazione, preservando l’anima delle isole.
(Adnkronos) - L’89% degli intervistati definisce il settore delle rinnovabili un ambiente inclusivo in cui le donne si sentono rispettate, ascoltate e valorizzate. Questo elemento estremamente positivo si accompagna però a elementi di criticità rispetto a una minore rappresentanza delle donne nel settore e a elementi di disparità percepita. È quanto emerge dall’indagine su circa 600 aziende del settore delle rinnovabili e del fotovoltaico, realizzata da Italia solare e Key - The Energy Transition Expo con il supporto di Excellera Intelligence, che analizza la presenza femminile e le dinamiche di inclusività nel comparto. Secondo i partecipanti all’indagine, le donne rappresentano il 35% dei dipendenti del comparto. Poco più di una donna su quattro (28%) opera nell’area tecnica, mentre il 72% è impiegato in altre funzioni aziendali, con una maggiore presenza nell’area Amministrazione (27%). Sul fronte delle posizioni apicali, il report evidenzia una presenza femminile ancora contenuta seppur in linea con i trend di altri settori: il 67% delle aziende ha almeno una donna in posizioni di vertice, mentre il 33% non ne ha nessuna. Se il dato a livello aggregato è positivo, nel momento in cui ci si concentra sulla leadership femminile la quota si assottiglia decisamente: solo 1 azienda su 10 dichiara di avere una donna come ad, dg o amministratrice unica, mentre il 4% segnala una presenza femminile nei ruoli di presidente o vicepresidente. L’89% degli intervistati pensa che nella propria azienda ci sia un clima inclusivo e rispettoso dell’universo femminile. Questo elemento è molto positivo per il settore e ha un portato positivo anche in termini di attrattività di talenti per le aziende che lo rappresentano. Questo dato però non equivale a dire che non esistano criticità, quasi una donna su due (48%) afferma di aver assistito nel suo percorso professionale a episodi riconducibili a disparità di genere. Gli episodi si verificano sia all’interno delle aziende sia durante eventi pubblici o incontri di lavoro. Gli episodi riportati riguardano principalmente delegittimazione tecnica e professionale, utilizzo di linguaggio non inclusivo, differenze nell’attribuzione di responsabilità e nei trattamenti economici. L’indagine evidenzia inoltre una significativa differenza di percezione tra uomini e donne rispetto alle opportunità professionali nel settore. Tra gli uomini intervistati, circa due terzi (67%) ritengono che esistano pari opportunità di carriera tra i generi, mentre questa convinzione è condivisa solo dal 41% delle donne. Il divario percettivo risulta ancora più marcato sul tema della parità retributiva: il 65% degli uomini considera equilibrate le retribuzioni tra uomini e donne, a fronte del 28% delle lavoratrici che esprime la stessa valutazione. Sul fronte degli strumenti organizzativi, il settore mostra una diffusione significativa di politiche a supporto dell’equilibrio tra vita professionale e personale: il 78% degli intervistati dichiara infatti che nella propria azienda sono attive misure di flessibilità e conciliazione vita-lavoro. Accanto a questo dato positivo emerge tuttavia un elemento di attenzione: circa una donna su cinque (21%) ritiene che l’utilizzo di tali strumenti possa comportare possibili ripercussioni sul percorso professionale, segnalando la persistenza di timori legati a potenziali penalizzazioni di carriera. “Il comparto energetico, e con questo anche il mondo delle rinnovabili e del fotovoltaico, è storicamente rappresentato da una forte presenza maschile. Negli anni abbiamo visto cambiare il trend, con aziende sempre più aperte e attente alla parità di genere, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Come Associazione stimoliamo tale cambiamento e questa iniziativa è un passo concreto nella presa di coscienza di quello che manca e di ciò che si può fare per sostenere una presenza maggiore delle donne nel nostro settore. Quello che appare evidente è che oltre a una mancanza di figure femminili nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), resta ancora molto un fatto culturale. Partire da qua per promuovere il cambiamento è fondamentale e Italia Solare con le sue attività se ne rende promotrice”, commenta Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare. “Le professioni legate al mondo dell’energia restano ancora poco presidiate dalla componente femminile, anche perché le donne intraprendono in misura limitata percorsi di studio e carriere nelle discipline Stem. Questo rapporto porta l’attenzione su un tema strategico per il futuro della filiera energetica e offre elementi utili a favorire una maggiore presenza femminile nel mondo tecnico e scientifico. Si tratta di un percorso che può rafforzare ulteriormente il contributo di competenze e valore che le donne già oggi portano nella filiera”, commenta Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group.