INFORMAZIONIAngela Angelini |
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(Adnkronos) - La crisi in Medio Oriente avrà impatti diretti su prezzi e listini al dettaglio in una moltitudine di comparti, dagli alimentari alle bollette energetiche, passando per trasporti e turismo e arrivando ai mutui, ma per capire il reale peso della crisi in atto occorrerà attendere le prossime settimane e la risposta dei mercati ai nuovi scenari che si delineeranno. Lo afferma il Codacons, che ricorda come esistano già oggi strumenti normativi che il governo può utilizzare per limitare gli effetti negativi della crisi sui prezzi al dettaglio. Al momento il pericolo maggiore è rappresentato dai carburanti – spiega l’associazione – I repentini rialzi del petrolio e dei listini alla pompa, infatti, comportano maggiori costi di trasporto per la merce venduta in negozi e supermercati, a partire dai generi alimentari, e influiscono anche sulle tariffe dei servizi legati ai trasporti, come ad esempio i biglietti aerei. E proprio il comparto aereo, chiamato a recuperare le pesanti perdite subite in questi giorni a causa delle limitazioni al traffico, potrebbe ricorrere ad un incremento generalizzato delle tariffe praticate ai consumatori, con conseguenti rincari a cascata nel settore dei viaggi. Più complesso il caso delle bollette luce e gas – avvisa il Codacons - Chi ha un contratto a prezzo variabile potrebbe presto vedere salire le tariffe delle proprie forniture, con ripercussioni pesanti anche per le attività produttive che scaricheranno i maggiori costi energetici sui prezzi finali dei prodotti. Possibili conseguenze anche sul fronte dei mutui: in caso di una risalita dell’inflazione la Bce, come già accaduto in passato, opterà per un aumento dei tassi, con rate più pesanti a carico di chi ha acceso un finanziamento. Per capire meglio la situazione attuale il Codacons fa un esempio pratico: qualora la crisi in Medio Oriente dovesse impattare sul tasso di inflazione nella misura del +1%, la spesa annua di una famiglia con due figli salirebbe (a parità di consumi) di +457 euro, aggravio che andrebbe ad aggiungersi all’inflazione già in atto in Italia (+1,1% quella acquisita nel 2026 secondo l’Istat) con un conto totale per lo stesso nucleo preso in esame da +959 euro annui. Il governo tuttavia dispone già di strumenti per limitare almeno in parte il peso della crisi in atto, svela oggi il Codacons. Al di là delle richieste farlocche di alcune associazioni che invitano ad usare soldi pubblici per ridurre la tassazione su bollette e carburanti, è possibile ricorrere alle 'accise mobili' come stabilito dal decreto n. 5/2023 che, semplificando una misura già introdotta con la Finanziaria del 2008, consente al governo di utilizzare l’extra-gettito Iva garantito dai rincari dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, mantenendo così sotto controllo i prezzi finali alla pompa. In particolare in base a tale decreto il Mef, di concerto col Mase, adotta il provvedimento di riduzione delle accise se i prezzi dei carburanti aumentano, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento espresso in euro indicato nell'ultimo Def o nella Nota di aggiornamento presentati alla Camera.
(Adnkronos) - TH Resorts compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e rafforza in modo significativo la propria presenza in Sardegna con la firma di un accordo di gestione di lungo periodo per il TH Free Beach Costa Rei, storico villaggio da oltre 400 camere tra i più rilevanti dell’isola. L’intesa, siglata con ITI Marina Hotels della famiglia Loi, segna una nuova fase di sviluppo per una delle destinazioni simbolo del turismo sardo. L’operazione rappresenta un passaggio di rilievo nel piano industriale del Gruppo TH e consolida una partnership ormai storica con la famiglia Loi. Il Free Beach Costa Rei, grazie alle sue dimensioni, alla posizione privilegiata e alla forza del brand TH, si conferma un asset strategico nel segmento mare e un motore di attrattività per il mercato nazionale e internazionale. “Questo accordo di lungo periodo completa una collaborazione costruita negli anni su fiducia reciproca e visione comune sullo sviluppo del turismo in Sardegna” dichiara Piero Loi di ITI Marina Hotels. La gestione del villaggio si inserisce in un più ampio disegno di crescita di TH Resorts, orientato al rafforzamento delle destinazioni iconiche e alla costruzione di relazioni solide e durature con i partner locali. Con oltre 400 camere, il Free Beach rappresenta una struttura di grande rilevanza dimensionale e organizzativa, capace di generare ricadute economiche significative anche in termini di occupazione, indotto e valorizzazione della filiera turistica regionale. “La partnership con ITI Marina Hotels della famiglia Loi è accolta con grande soddisfazione da soci e manager di TH Resorts che individuano nella crescita e nello sviluppo i pilastri della propria strategia industriale” queste le parole espresse dal presidente Graziano Debellini, dall'amministratore delegato Alberto Peroglio e dal vicedirettore generale Salvatore Piazza. In vista della stagione 2026, il villaggio sarà al centro di un’evoluzione dell’offerta che rafforza il posizionamento del prodotto TH: nuovo format di ristorazione con buffet esclusivo organizzato in angoli tematici, formula all inclusive ancora più ricca con cocktail e bevande alla spina inclusi per tutto l’orario di apertura dei bar, due campi da paddle, ampia spiaggia sul mare di Costa Rei, animazione e servizi family firmati TH Club. L’accessibilità è garantita dai collegamenti aerei da oltre 20 aeroporti italiani, prenotabili nelle migliori agenzie di viaggio.
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia. Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”. La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.