INFORMAZIONIAndrea Salvatore Massa |
INFORMAZIONIAndrea Salvatore Massa |
(Adnkronos) - La Cia sta lavorando per armare le forze curde con l'obiettivo di fomentare una rivolta popolare in Iran. Lo rivela la Cnn citando varie fonti a conoscenza del piano, secondo le quali l'amministrazione Trump ha aperto un dialogo con i gruppi dell'opposizione iraniana e i leader curdi in Iraq per fornire loro supporto militare. I gruppi armati curdi iraniani hanno migliaia di forze operative lungo il confine tra Iraq e Iran, principalmente nella regione del Kurdistan iracheno. All'inizio dell'operazione militare israelo-americana contro l'Iran, gruppi di curdi iraniani hanno chiesto alle forze militari iraniane di disertare. Per contro, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica dell'Iran ha attaccato i gruppi curdi affermando di aver lanciato decine di droni contro di loro. Un alto funzionario curdo iraniano ha detto ieri che il presidente americano Donald Trump ha parlato con il leader del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (Kdpi), Mustafa Hijri. Alla Cnn un alto funzionario curdo iraniano ha detto che nei prossimi giorni le forze di opposizione curde iraniane dovrebbero prendere parte a un'operazione di terra nell'Iran occidentale. "Crediamo di avere una grande possibilità ora", ha detto la fonte, spiegando la tempistica dell'operazione e dicendo di aspettarsi il sostegno di Stati Uniti e Israele. Axios ha inoltre riferito che Trump domenica ha chiamato i leader curdi iracheni per discutere dell'operazione militare statunitense in Iran e di come si potesse collaborare. Il tentativo di armare i gruppi curdi iraniani ha infatti bisogno del sostegno dei curdi iracheni per consentire il transito delle armi e per utilizzare il Kurdistan iracheno come base di lancio. Una fonte informata ha detto alla Cnn che l'idea è far sì che le forze armate curde blocchino i militari iraniani, rendendo più facile per la popolazione iraniana evitare il massacro subito durante i disordini di gennaio. Un altro funzionario statunitense ha affermato alla Cnn che i curdi potrebbero contribuire a seminare il caos nella regione e a esaurire le risorse militari del regime iraniano. Possibile anche che i curdi conquistino e mantengano il territorio nella parte settentrionale dell'Iran, creando una zona cuscinetto per Israele. Alex Plitsas, analista della Cnn sulla sicurezza nazionale ed ex alto funzionario del Pentagono sotto l'ex presidente Barack Obama, ha affermato che gli Stati Uniti "stanno chiaramente cercando di dare il via" al processo di rovesciamento del regime da parte degli iraniani armando i curdi, storico alleato regionale degli Stati Uniti. "Il popolo iraniano è generalmente disarmato e, a meno che i servizi di sicurezza non collassino, sarà difficile per loro prendere il potere se qualcuno non li arma", ha detto Plitsas alla Cnn. "Credo che gli Stati Uniti sperino che questo ispiri altri sul campo in Iran a fare lo stesso", ha aggiunto. Jen Gavito, ex alta funzionaria del Dipartimento di Stato specializzata in Medio Oriente sotto l'ex presidente Joe Biden, si è detta preoccupata sulle armi americane ai curdi, mettendo in dubbio che siano state valutate attentamente le conseguenze. "Stiamo già affrontando una situazione di sicurezza instabile, su entrambi i lati del confine", ha detto Gavito alla Cnn. "Questo ha il potenziale di minare la sovranità irachena e di fatto di dare potere a milizie armate senza alcuna responsabilità e con scarsa comprensione di ciò che potrebbe innescare", ha aggiunto. Una fonte della Cnn ha spiegato che negli ultimi giorni l'esercito israeliano ha colpito avamposti militari e di polizia iraniani lungo il confine con l'Iraq, anche per preparare il terreno al possibile afflusso di forze armate curde nel nord-ovest dell'Iran. In ogni caso qualsiasi sostegno statunitense e israeliano a una forza di terra curda incaricata di contribuire a rovesciare il regime iraniano dovrebbe essere massiccio, hanno affermato fonti informate. Per l'intelligence Usa i curdi iraniani non hanno le risorse per sostenere una rivolta contro il governo e i partiti curdi iraniani stanno cercando garanzie politiche dall'amministrazione Trump prima di impegnarsi in qualsiasi sforzo di resistenza, secondo una fonte vicina alla questione.
(Adnkronos) - Il decreto sui Fondi interprofessionali ridisegna la governance: nuovi standard, più controlli e apertura a risorse integrative: la riforma cambia equilibri e modelli operativi del sistema. La sfida diventa quindi costruire un sistema capace di garantire trasparenza e controllo senza ridurre la capacità dei Fondi di rispondere rapidamente ai fabbisogni reali di imprese e lavoratori. "Il decreto introduce un sistema di regole più strutturato e vincolante, destinato a incidere non solo sugli aspetti amministrativi ma anche sugli equilibri del 'quasi mercato' e sulla concorrenza tra Fondi", spiega Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro. "Si apre una fase di transizione in cui sarà determinante comprendere come le nuove disposizioni verranno applicate operativamente e quale impatto avranno su imprese ed enti di formazione", aggiunge. In un contesto segnato da transizione digitale, diffusione dell’intelligenza artificiale e ridefinizione dei fabbisogni professionali, la formazione finanziata torna così al centro delle politiche industriali e del lavoro, configurandosi sempre più come infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo. Per offrire una lettura tecnica ed economica degli effetti della riforma, il 25 marzo a Roma, presso l’Università degli Studi Link (via del Casale di San Pio V), si terrà il Symposium della Formazione Finanziata, realizzato da Ecosistema Formazione Italia in collaborazione con lo Studio Galvan, tra i principali osservatori tecnici sulle politiche attive del lavoro e sul funzionamento dei Fondi interprofessionali. L’incontro riunirà rappresentanti istituzionali, Fondi, imprese ed enti di formazione per analizzare i principali nodi aperti dalla nuova normativa: sostenibilità del comparto, evoluzione delle dinamiche di mercato, interoperabilità digitale, certificazione delle competenze, ruolo dell’intelligenza artificiale e integrazione tra risorse pubbliche e private. "La riforma rende evidente come la formazione continua non sia più soltanto uno strumento di aggiornamento professionale, ma un’infrastruttura economica strategica per lo sviluppo del Sistema Paese", sottolinea Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia. "Il Symposium nasce proprio per favorire un confronto operativo tra istituzioni e operatori in una fase di ridefinizione del sistema delle competenze", aggiunge. L’evento, che si svolgerà a numero chiuso su invito, è fortemente voluto dagli attori di riferimento del settore e realizzato con la partecipazione attiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Università e della Ricerca, Inapp, Sviluppo Lavoro Italia, con il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lazio, Comune di Roma, Aran Agenzia, Unioncamere e sostenuto da Coursera, Optimum Assessmen e Dokimazo. Al dibattito e ai diversi tavoli tematici tecnici saranno presenti la maggior parte dei Fondi Interprofessionali. La lista completa dei Fondi, dei partecipanti e il programma al link Symposium Formazione 2026 di Ecosistema Formazione Italia Il Symposium rappresenta un momento di confronto promosso da Efi, Ecosistema Formazione Italia, con la volontà di diventare piattaforma permanente di dialogo tra attori pubblici e privati del sistema delle competenze e si colloca in modo sinergico e complementare rispetto all’Innovation training summit, di cui rappresenta il momento preparatorio e di approfondimento specifico quanto strategico, nel giorno precedente l’apertura ufficiale dell’edizione 2026. L’Innovation training summit, giunto alla sua terza edizione, si terrà a Roma il 26 e 27 marzo presso l’Auditorium della Tecnica. E' l’evento di riferimento a livello nazionale e internazionale dedicato all’innovazione nella formazione, allo sviluppo delle competenze e al futuro del lavoro. Riunisce istituzioni, imprese e principali operatori del settore, enti di formazione, professionisti hr, startup Edtech e HRtech, rappresentanti della finanza e fondi di investimento. Con 250 relatori nazionali e internazionali e oltre 3.500 partecipanti, l’evento rappresenta il momento di sintesi del percorso avviato da Efi sul ruolo strategico della formazione per lo sviluppo del capitale umano e per accompagnare le trasformazioni economiche e produttive, rafforzando la competitività del Sistema Paese.
(Adnkronos) - Dai Giochi Invernali di Milano-Cortina "Portiamo a casa tutto. L'Italia è un grande paese non da oggi, ma da sempre e siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene". Nel medagliere "quattro anni fa eravamo undicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti. C'è molta soddisfazione". Lo ha detto oggi il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano. "Stiamo vincendo tanto, e quando accade è un piacere mettersi il distintivo della squadra che vince. È questo che ci rende fieri e orgogliosi di rappresentare gli italiani e le italiane che ci seguono". "Noi avevamo un obbligo" a queste Olimpiadi "essere condannati a vincere". Ha continuato. "Stiamo strabiliando il mondo in tutto e per tutto - ha poi aggiunto Buonfiglio -. Tutto questo, per essere valorizzato, necessitava di tante vittorie ed è per questo che siamo condannati a vincere, per mantenere alta l'attenzione ed essere un modello da imitare". "Le atlete e gli atleti italiani si meritano le medaglie che stanno vincendo e nonostante le pressioni, il sistema sportivo Italia sta continuando a funzionare molto bene". "Non è facile perchè questa è un'ulteriore prova, ma quello che accadrà stasera è merito delle atlete". Ha con tinuato il presidente del Coni rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse possibile una tripletta d'oro per la pattinatrice Francesca Lollobrigida. "Le stesse batterie eliminatorie son odelle gare importantissime - ha poi aggiunto -. Non è come gareggiare in Italia, chi arriva qui lo fa per vincere e ogni batteria e semifinale richiede il massio impegno". Sull'ovale ghiacciato tutto può succedere: "Ci sono delle variabili da considerare, qualcuno che ti viene addosso o che vuole fare una scorrettezza". Ha concluso