INFORMAZIONIParco Regionale dell'Appia Antica Ambiente Ruolo: Funzionario - Segreteria Organizzativa Area: Communication Management Andrea Marroni |
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(Adnkronos) - Il sonno è una medicina che previene il rischio di diabete. Bisogna dormire a sufficienza per garantire benefici all'organismo. Ma, allo stesso tempo, non si deve eccedere nel senso opposto: chi ama abbandonarsi fra le braccia di Morfeo, occhio a esagerare nel weekend. Sono le indicazioni che emergono da un ampio studio osservazionale che ha valutato quale potesse essere la soluzione ideale per scongiurare il rischio di insulino-resistenza, precursore della malattia del sangue dolce. Secondo il lavoro pubblicato sulla rivista open access 'Bmj Open Diabetes Research & Care', è identificabile una durata ottimale del sonno. E chi, oltre a essere già sopra questa soglia nei giorni feriali, in quelli festivi si dedica a un ulteriore recupero di ore di riposo sembra essere esposto a un rischio maggiore di alterazione del metabolismo del glucosio. Ricerche precedenti avevano già dimostrato una forte associazione fra quanto si dorme ogni notte e il rischio di insulino-resistenza, diabete e disturbi metabolici correlati, anche se non era invece del tutto chiaro il ruolo che potesse avere, se presente, il recupero del riposo nel fine settimana. Lo studio ha considerato come parametro il tasso stimato di smaltimento del glucosio (eGdr), considerato un surrogato affidabile per la resistenza all'insulina. Più è basso (ad esempio, inferiore a 6-7 mg/kg/min), maggiore è il rischio di resistenza all'insulina; più è alto (ad esempio, superiore a 10 mg/kg/min) e minore è il rischio. Obiettivo degli autori era indagare l'associazione tra la durata del sonno nei giorni feriali e l'eGdr e poi qualsiasi effetto moderatore esercitato eventualmente dal recupero del sonno nel fine settimana, al fine di informare la pratica clinica delle persone con diabete. Nella loro analisi hanno incluso 23.475 persone di età compresa tra 20 e 80 anni, i cui dati provengono da una serie di indagini del National Health and Nutrition Examination Survey (Nhanes) condotte tra il 2009 e il 2023: fra questi, 10.817 avevano dati disponibili anche sulla durata del sonno nel fine settimana (classificato come nessun recupero; fino a 1 ora; da 1 a 2; e più di 2). L'eGdr è stato calcolato utilizzando una formula che tiene conto della circonferenza della vita, della glicemia a digiuno e della pressione sanguigna e il valore medio era 8,23 tra i partecipanti, i quali nei giorni feriali dormivano in media 7 ore e 30 minuti. Poco più del 48% ha riferito di recuperare sonno nel fine settimana. Chi aveva informazioni al riguardo nella scheda, dormiva in media 8 ore nel weekend. Lo studio ha rivelato una curva a U invertita tra la durata del sonno e l'eGdr. Risultato? La durata ottimale del sonno è 7 ore e 18 minuti. Al di sotto di questa soglia, dormire di più era associato a un eGdr più elevato (rischio minore); al di sopra della soglia, invece, dormire di più durante la notte era associato a un eGdr più basso (rischio maggiore), in particolare tra le donne e tra persone di 40-59 anni. Ulteriori analisi statistiche hanno dimostrato che per coloro che dormono meno della soglia ottimale durante la settimana, 1-2 ore di sonno di recupero nel fine settimana - rispetto a nessuna - erano associate a un eGdr più elevato (quindi rischio minore). Ma per chi già dormiva di più nei giorni feriali, aggiungere più di 2 ore di sonno di recupero nel fine settimana è stato associato a un eGdr inferiore (rischio maggiore), dopo aver tenuto conto di fattori potenzialmente influenti, come stile di vita, etnia, stato civile e livello di istruzione. In sostanza, se si dorme a sufficienza nei giorni di lavoro o di scuola, non bisogna esagerare con la sveglia ritardata nel weekend: l'eccesso di sonno non è salutare. "E' importante sottolineare che sembra esserci una relazione bidirezionale tra sonno e metabolismo", evidenziano i ricercatori. E si può creare "un potenziale circolo vizioso, in cui la disregolazione metabolica interrompe i normali schemi del sonno e il sonno anomalo che ne risulta (inclusa la sua durata prolungata) aggrava ulteriormente la salute metabolica". Gli autori ricordano che si tratta di uno studio osservazionale e, in quanto tale, non è possibile trarre conclusioni definitive su causa ed effetto. Ma i risultati suggeriscono "che i modelli di sonno, in particolare il sonno di recupero del fine settimana, potrebbero essere rilevanti per la regolazione metabolica nel diabete e potrebbero fornire spunti di riflessione per gli operatori sanitari nella gestione dell'assistenza ai pazienti".
(Adnkronos) - TH Resorts compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e rafforza in modo significativo la propria presenza in Sardegna con la firma di un accordo di gestione di lungo periodo per il TH Free Beach Costa Rei, storico villaggio da oltre 400 camere tra i più rilevanti dell’isola. L’intesa, siglata con ITI Marina Hotels della famiglia Loi, segna una nuova fase di sviluppo per una delle destinazioni simbolo del turismo sardo. L’operazione rappresenta un passaggio di rilievo nel piano industriale del Gruppo TH e consolida una partnership ormai storica con la famiglia Loi. Il Free Beach Costa Rei, grazie alle sue dimensioni, alla posizione privilegiata e alla forza del brand TH, si conferma un asset strategico nel segmento mare e un motore di attrattività per il mercato nazionale e internazionale. “Questo accordo di lungo periodo completa una collaborazione costruita negli anni su fiducia reciproca e visione comune sullo sviluppo del turismo in Sardegna” dichiara Piero Loi di ITI Marina Hotels. La gestione del villaggio si inserisce in un più ampio disegno di crescita di TH Resorts, orientato al rafforzamento delle destinazioni iconiche e alla costruzione di relazioni solide e durature con i partner locali. Con oltre 400 camere, il Free Beach rappresenta una struttura di grande rilevanza dimensionale e organizzativa, capace di generare ricadute economiche significative anche in termini di occupazione, indotto e valorizzazione della filiera turistica regionale. “La partnership con ITI Marina Hotels della famiglia Loi è accolta con grande soddisfazione da soci e manager di TH Resorts che individuano nella crescita e nello sviluppo i pilastri della propria strategia industriale” queste le parole espresse dal presidente Graziano Debellini, dall'amministratore delegato Alberto Peroglio e dal vicedirettore generale Salvatore Piazza. In vista della stagione 2026, il villaggio sarà al centro di un’evoluzione dell’offerta che rafforza il posizionamento del prodotto TH: nuovo format di ristorazione con buffet esclusivo organizzato in angoli tematici, formula all inclusive ancora più ricca con cocktail e bevande alla spina inclusi per tutto l’orario di apertura dei bar, due campi da paddle, ampia spiaggia sul mare di Costa Rei, animazione e servizi family firmati TH Club. L’accessibilità è garantita dai collegamenti aerei da oltre 20 aeroporti italiani, prenotabili nelle migliori agenzie di viaggio.
(Adnkronos) - “Il menù fisso ha il problema di fondo che crea disaffezione: il bambino subisce il pasto perché non ha la possibilità di scegliere. Si ritrova un primo, un secondo, un contorno che qualcun altro ha deciso. Questa disaffezione crea distanza". Lo ha detto Nicola Lamberti, Ceo di PlanEat, al convegno promosso da PlanEat 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. “C'è anche un altro problema legato alla quantità: in un contesto scolastico ci sono bisogni, abitudini e attività differenti che richiedono quantità diverse. Avere la possibilità di scegliere il pasto e la quantità è, secondo noi, il miglior strumento per lottare contro lo spreco alimentare a monte, evitando di produrre ciò che sarebbe certamente buttato.” “Dal progetto pilota PlanEat Scuole, realizzato nella provincia di Pavia, sono emersi risultati concreti: ponendo la scelta del pasto in forma volontaria il giorno prima, il 98% degli alunni ha aderito ordinando quasi tutti i piatti disponibili. La possibilità di selezionare tipo e quantità del primo, del secondo e del contorno ha permesso di ridurre del 52% lo spreco dei piatti e di diminuire del 20% il cucinato, aumentando così la qualità del servizio. Per estendere il modello su larga scala, è necessario introdurre nei contratti e negli appalti strumenti digitali per la pianificazione, così da evitare l’esubero alimentare a monte”, conclude Lamberti.