INFORMAZIONIAndrea Amichetti |
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(Adnkronos) - Circa un bambino su 3 e quasi il 60% degli adulti, in Europa, sono sovrappeso o vivono con obesità. Lo stigma e un linguaggio impreciso rendono più difficile l’accesso alle cure e peggiorano la qualità della vita delle persone. Per affrontare questo problema, in occasione del World Obesity Day, la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla patologia, promossa il 4 marzo dalla World Obesity Federation, Parole O_stili, in collaborazione con Lilly, lancia ‘Non c’è forma più corretta’, il primo glossario europeo che promuove un linguaggio più rispettoso, inclusivo e accurato quando si parla di obesità, fornendo strumenti concreti a media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini. Il glossario - spiega una nota - raccoglie e approfondisce 25 parole e concetti chiave, quali ‘body shaming’, ‘grassofobia’, ‘stigma clinico’ e ‘taglia forte’. Per ciascuna espressione la raccolta evidenzia giudizi offensivi e denigratori e commenti – anche di uso comune e apparentemente positivi – che risultano in realtà inappropriati e ledono la sensibilità altrui. Spiegato ciascun termine, il glossario invita a riflettere sull’impatto che l’uso di determinate parole potrebbe avere, incentivando scelte linguistiche inclusive e rispettose. A partire da oggi il glossario, pubblicato lo scorso anno in lingua italiana con il patrocinio dell’associazione pazienti Amici obesi, sarà disponibile in altre 3 lingue europee - polacco, rumeno e ceco - e presto anche in croato e ungherese. Inoltre, in tutti i Paesi coinvolti, le associazioni pazienti sono attivamente impegnate nel conferire il proprio endorsement al progetto, con l’obiettivo di ampliare il dialogo oltre i confini nazionali e promuovere una cultura della cura condivisa. “Le parole hanno un peso reale - afferma Rosy Russo, presidente di Parole O_stili - possono ferire, escludere o colpevolizzare chi vive con obesità, ma possono anche diventare strumenti di cura. Con questo glossario vogliamo offrire strumenti linguistici consapevoli e rispettosi, perché cambiare le parole è il primo passo per cambiare lo sguardo e restituire dignità alle persone”. L’obesità è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità come una “malattia cronica complessa e multifattoriale, determinata dall’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali, sociali e culturali”. Non è riducibile a una questione di responsabilità individuale, ma nel racconto pubblico resta spesso associata a colpa o mancanza di volontà. Secondo l’Istituto superiore di sanità, lo stigma legato all’obesità “influisce negativamente sull’accesso alle cure, sulla qualità delle diagnosi e sull’aderenza ai trattamenti”. Le persone che vivono con obesità “riportano esperienze frequenti di giudizio o semplificazione clinica, che possono portare a ritardare diagnostici o evitare la presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale”. Lo stigma colpisce così in modo sproporzionato chi è già esposto a fragilità sociali, economiche e culturali, aggravando le disuguaglianze nella salute. “Lo stigma associato alla patologia - sottolinea Federico Villa Ass. Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub - continua a rappresentare una delle principali barriere per le persone con obesità. In questo contesto, il linguaggio che utilizziamo ha un ruolo determinante: può favorire accoglienza e sostegno, oppure alimentare esclusione e giudizio. In occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’obesità, la diffusione europea del glossario ‘Non c’è forma più corretta’, una guida al linguaggio rispettoso e inclusivo, rappresenta un passo concreto per sensibilizzare sul tema e riaffermare la responsabilità che come azienda sentiamo verso chi vive con obesità e verso il sistema salute nel suo complesso”. Per lanciare l’iniziativa, Parole O_stili e Lilly hanno pubblicato anche un video-manifesto, disponibile a partire da oggi sui canali social. A questo - illustra la nota - seguirà una campagna digital pensata per sensibilizzare sull’importanza di un linguaggio consapevole e rispettoso quando si parla di obesità. Il video-manifesto traduce in forma visiva il senso del progetto: richiama la responsabilità delle parole nel racconto dell’obesità e invita a superare stereotipi e semplificazioni che alimentano stigma e giudizio. Un invito a riconoscere che il linguaggio è parte integrante di una cultura della cura. Il glossario è disponibile online per consultazione da parte di media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini: un passo concreto per migliorare la comunicazione pubblica e ridurre lo stigma legato all’obesità. Ogni traduzione è stata realizzata secondo linee guida linguistiche condivise, curate da Parole O_stili, con la supervisione di Lilly. È inoltre in corso la validazione delle associazioni di pazienti locali, per garantire coerenza culturale e sensibilità dei diversi Paesi.
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale è già dentro le nostre fabbriche. Io ne sono entusiasta, sono convinto che migliorerà al meglio non solo il lavoro ma la vita di tutti noi. Io credo che sia un'ottima occasione per l'Italia e l'Europa per mantenere i livelli di occupazione che abbiamo avuto finora. Dovremo vedere come fare per avere la migliore applicazione possibile. Cosa dobbiamo fare? Innovazione, innovazione, innovazione". Lo ha detto Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e in corso a Roma. Marchesini ha sottolineato: "Oggi ho sentito parlare molto più di rischi che di opportunità. Ma la forza di questa tecnologia è talmente grande che non possiamo assolutamente trascurarla né pensare di ostacolare l'applicazione dell'intelligenza artificiale. Anzi, dobbiamo trovare tutti i modi possibili per favorirla, tenendo presente ovviamente che ci saranno delle problematiche di tipo individuale che dovremo risolvere in maniera collettiva naturalmente", ha sottolineato. Per il vice presidente di Confindustria centrale sarà la formazione. "L'intelligenza artificiale -ha detto- non è un sostitutore di lavoro, ma un potenziatore di lavoro. Dobbiamo tenere presente la struttura industriale del nostro Paese, che è composta soprattutto di piccolissime imprese. Quindi, ben lontani da ostacolarla, dobbiamo, tenendo conto evidentemente delle problematiche che possono insorgere, incentivare l'applicazione dell'Ia. Chiaramente c'è un compito anche delle parti sociali in tutto questo, che è di osservare quello che succede, di prevenire e risolvere gli eventuali problemi", conclude.
(Adnkronos) - “La Legge 166 ha consentito in 10 anni il recupero di migliaia di tonnellate di alimenti buoni, sani, sicuri, consumabili, che dalla rete produttiva hanno trovato una destinazione nella solidarietà sociale. Quindi a distanza di dieci anni oggi la destinazione per le famiglie in difficoltà è ancora più importante”. Così Maria Chiara Gadda, vicepresidente Commissione Agricoltura e prima firmataria Legge 166/16 antispreco, intervenuta al convegno promosso da PlanEat alla Camera dei Deputati, dedicato al tema della prevenzione dello spreco e della sostenibilità nella ristorazione collettiva e nelle mense scolastiche. “Dobbiamo però fare dei passi in avanti in termini di modello organizzativo, ad esempio, di strumenti in più che si possono dare alle imprese per prevenire e gestire lo spreco. Pensiamo alla complessità del mondo delle mense scolastiche, della ristorazione collettiva. Ci sono delle normative a cui fare un tagliando sui criteri ambientali minimi piuttosto che sulle grammature della ristorazione scolastica. Inoltre, bisogna consentire al terzo settore di recuperare meglio: per gestire bene il cibo servono le celle frigorifere, le attrezzature, le competenze”, spiega. “Infine - conclude Gadda - credo poi si possano fare dei passi in avanti anche sul fronte fiscale, perché è giusto che chi contribuisce positivamente alla lotta allo spreco possa essere premiato”.