(Adnkronos) - Dal giro in Ferrari al dettaglio della torta. Charles Leclerc e Alexandra Saint Mleux si sono sposati con matrimonio civile, celebrato il 28 febbraio a Montecarlo. Il pilota di Formula 1 e la modella influencer hanno condiviso sui social alcuni dettagli della cerimonia, a partire dall'abito indossato dalla sposa, coordinato a quello dello sposo: in total white. La cerimonia civile si è tenuta in forma esclusiva, la lista degli invitati comprendeva solo familiari e amici strettissimi. A colpire i tifosi del pilota, è stato l'arrivo di Leclerc a bordo della Ferrari 250 Testa Rossa del 1957. Dopo la cerimonia il pilota ha portato la moglie a fare un giro tra le strade del Principato di Monaco rendendo il momento iconico e indimenticabile. La sposa ha scelto un elegante abito a sirena in pizzo chantilly francese, impreziosito da ricami luminosi, mentre lo sposo ha optato per un completo chiaro, perfettamente abbinato. Tra i protagonisti assoluti, il cagnolino Leo che indossato uno smoking completo di papillon. Un omaggio speciale anche sulla torta nuziale, dove è stata inserita una miniatura del bassotto con tanto di morso scenografico nel dolce. "Un giorno che ricorderemo per sempre", ha scritto il pilota sui social spiegando che questa è stata considerata come una prima parte e successivamente festeggeranno in grande con parenti e amici. Nata a Parigi il 19 giugno 2002, Alexandra Saint Mleux ha 23 anni ed è cresciuta a Montecarlo, dove è nato Charles Leclerc. Nella capitale francese Alexandra ha studiato Storia dell'arte. È attiva nel mondo della moda e anche sui social, con i suoi 3,5 milioni di follower su Instagram.
(Adnkronos) - "Ringrazio la ministra Calderone per aver scelto la nostra sede per evento così importante e strategico. Si parlerà di un futuro sempre più presente, un grande tema per la società non solo italiana e europea: come governare l'intelligenza artificiale, guardando in particolare all'impatto sul mondo del lavoro". Lo ha detto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: Governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e in corso nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, in piazza di Pietra, presso la sede della Camera. E Tagliavanti ha sottolineato la necessità di accelerare per l'economia italiana e di trovare le competenze adeguate per le imprese. "C'è una forte domanda di lavoratori, ma il 36% di questa domanda è di qualifiche digitali e 10% di alto livello. La domanda è se il mercato è in grado di fornire queste professionalità", ha conclude Tagliavanti.
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia. Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”. La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.