(Adnkronos) - Una colazione anti-colesterolo. Il primo pasto della giornata può avere un ruolo ancor più importante per gli effetti sulla salute se 'arruola' una ricetta 'made in Britain'. Gli italiani puntano sempre di più sul porridge, la colazione anglosassone conosciuta in tutto il mondo che ha alla base l'avena. "Non è scontato che un alimento comune riceva l'approvazione ufficiale delle autorità sanitarie per le sue proprietà terapeutiche. Il porridge di avena, tuttavia, rappresenta un'eccezione documentata. Numerosi studi clinici confermano che il consumo regolare di questo cereale è uno dei metodi naturali più efficaci per gestire la ipercolesterolemia, riducendo specificamente il colesterolo Ldl (quello comunemente definito 'cattivo') senza intaccare i livelli di quello Hdl ('buono')", sottolinea il team di biologi nutrizionisti Matteo Minelli, Ilaria Vergallo e Dominga Maio, del network Polismail di Lecce. "Il segreto dell'avena risiede in una particolare fibra solubile chiamata beta-glucano. A differenza delle fibre insolubili (come la crusca di frumento, utile per la regolarità intestinale), il beta-glucano ha una struttura molecolare che, a contatto con i liquidi nello stomaco, si trasforma in un gel viscoso e denso - prosegue l'approfondimento - Questo gel agisce come una sorta di 'spugna biologica'. Durante il processo digestivo, intrappola gli acidi biliari ricchi di colesterolo, impedendo loro di essere riassorbiti nel flusso sanguigno attraverso l'intestino tenue. Di conseguenza, il fegato è costretto a prelevare ulteriore colesterolo dal sangue per produrre nuovi acidi biliari, abbassandone così la concentrazione circolante". La ricerca scientifica ha stabilito parametri precisi per ottenere benefici tangibili, tanto che l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha confermato che l'effetto benefico si ottiene con l'assunzione giornaliera di 3 grammi di beta-glucani da avena. "Una porzione di porridge (circa 40-60 g di fiocchi) fornisce mediamente tra 1,5 e 2 grammi di questa fibra. Integrando l'avena quotidianamente, si può osservare una riduzione del colesterolo Ldl compresa tra il 5% e il 10% in circa 4 settimane", suggeriscono gli esperti. Ma oltre al sequestro dei sali biliari, l'avena vanta un basso indice glicemico. "Questo limita i picchi di insulina, l'ormone che, se in eccesso, segnala al fegato di produrre più colesterolo endogeno", ricordano i biologi. "Ulteriore beneficio del porridge - aggiungono - è legato al fatto che l'avena contiene gli avenantramidi, un gruppo unico di antiossidanti che combattono l'infiammazione delle pareti arteriose. Questi composti impediscono al colesterolo Ldl di ossidarsi; è infatti l'ossidazione del colesterolo, e non la sua semplice presenza, a favorire la formazione delle placche aterosclerotiche". Per trasformare il porridge in uno strumento di prevenzione, "la chiave non è la quantità occasionale - concludono gli esperti - ma la frequenza". Non un pasto occasionale, quindi, ma una scelta più o meno costante. "Sostituire colazioni ricche di zuccheri raffinati o grassi saturi con una tazza di avena preparata con acqua o latte vegetale non zuccherato rappresenta un intervento dietetico a basso costo e ad alto impatto sulla longevità cardiovascolare", spiegano gli esperti.
(Adnkronos) - 'La giustizia italiana al bivio'. E' il titolo dell’incontro–dibattito dedicato al confronto sul referendum confermativo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare', in programma lunedì 23 febbraio 2026, alle ore 10, presso l’Aula Rossi dell’Università Lum Giuseppe Degennaro. Dopo i saluti e l’introduzione del Rettore Antonello Garzoni, l’iniziativa vedrà le presentazioni di Riccardo Figliolia, Segretario Generale Confimi Industria BaBifg e Massimo Melpignano, Responsabile nazionale Konsumer Italia. Interverranno Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia per il Comitato del Sì, e Donatella Curtotti, ordinario di Procedura Penale e Prorettore dell’Università di Foggia per il Comitato del No. L’incontro prevede una sessione di q&a e si concluderà con l’intervento di Massimiliano Lanzi, Professore di Diritto Penale. A moderare il dibattito sarà il giornalista Antonio Bucci.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.