(Adnkronos) - "E' un bacio d'affetto, non era programmato. La regia non lo sapeva". Levante disinnesca il 'caso censura' dopo il bacio con Gaia nella serata delle cover a Sanremo 2026. Le due cantanti hanno chiuso l'esibizione con il bacio che non è stato inquadrato dalle telecamere. "Se proprio devo giustificarlo, è un bacio d'affetto. Se invece, da persone intelligenti, riteniamo che io non debba dire nulla su quel bacio, va bene così. Ci tengo a dire che non era programmato", dice Levante rispondendo ai giornalisti in sala stampa. La regia, quindi, non ne era a conoscenza e, di conseguenza, "non mi ha inquadrata". "Il regista - racconta Levante - mi ha detto: 'Mi è dispiaciuto non prendere quel bacio'. In realtà anche a me è dispiaciuto che non sia stato ripreso, però poi l'hanno pubblicato tutti". Un altro aspetto importante, però, "non è tanto la censura che non c'è stata, ma il fatto che questa cosa crei dibattito. Questa cosa non deve creare dibattito. Io non l'ho fatto perché volevo provocare; l'ho fatto come darei un bacio a mia sorella, a mia madre, alle mie amiche. L'ho dato così". "Io sono anche questo, e mi sto vivendo serenamente Sanremo e la mia vita, liberamente, esattamente come voglio viverla. Non c'era nessun messaggio, c'era solo il mio modo di vivere la vita in questo momento, nel massimo della libertà. Tutto qui", conclude Levante. Sul tema di esprime anche Claudio Fasulo, vicedirettore del direttore Prime Time Rai. "Non censuriamo nessuno", dice spiegando che "quando viene realizzato lo shooting di un brano musicale, viene stabilita in anticipo una sequenza di telecamere, una sorta di storyboard precostituito. Quello che è accaduto ieri sera è semplicemente questo: nella prova del mattino, che era solo una prova audio, non era presente la regia. Di conseguenza, nessuno ha potuto verificare la sequenza video, ed era l'unica prova che Gaia e Levante avevano fatto insieme". Il vicedirettore del Prime Time riferisce anche che durante la gara la Rai non posta contenuti sui social per concorrente, "per non interferire a favore di qualcuno". E aggiunge: "Avevamo a disposizione la ripresa di una camera separata con il 'bacio stretto' ma, per rispettare questa regola, l'abbiamo pubblicata solo un secondo dopo lo stop al televoto. Lo abbiamo fatto per dimostrare che quanto accaduto in diretta è stato dovuto esclusivamente a una scelta di regia televisiva. Non censuriamo nessuno, ci mancherebbe altro".
(Adnkronos) - "Dividiamo in due grandi gruppi le nostre applicazioni di Intelligenza artificiale. Quelle che riguardano la salute e sicurezza del luogo di lavoro, ovvero tutto ciò che serve per la prevenzione e tutto ciò che viene prima che avvenga un infortunio. Su questo naturalmente noi ci concentriamo in maniera particolare, perché è evidente che cerchiamo di evitare che accadano gli incidenti. E poi ci sono le applicazioni dell'Intelligenza artificiale in ambito protesico e riabilitativo, quindi purtroppo quando l'incidente avviene; tutto ciò che noi possiamo fare per far sì che possano essere restituite delle condizioni accettabili di vita ai nostri assistiti". A dirlo Fabrizio D'Ascenzo, presidente Inail, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
(Adnkronos) - "Niente di più miope che attaccare il sistema Ets mentre l’Italia frana". Un gruppo di 150 studiosi di scienza del clima e di transizione energetica ha rivolto un appello al governo affinché non indebolisca gli strumenti europei di decarbonizzazione e rafforzi le politiche di adattamento. Al centro della lettera aperta, il richiamo alla necessità di affrontare la crisi climatica con misure fondate sulla scienza e orientate al lungo periodo. Tra i primi firmatari figura anche il premio Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi e l'economista Carlo Carraro. “Noi studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui sistemi complessi, esprimiamo profonda preoccupazione per il modo in cui il governo italiano sta affrontando la crisi climatica, in particolare per le recenti prese di posizione volte a indebolire i principali strumenti della politica climatica europea", scrivono. Secondo i firmatari, i recenti eventi estremi che hanno colpito il Sud Italia confermano una tendenza ormai consolidata: l’aumento delle temperature globali si traduce in una maggiore frequenza e intensità di fenomeni meteorologici estremi. "Il disastro di Niscemi appare a molti come la drammatica metafora di un intero Paese a rischio. Non a caso, da anni l’Ispra colloca l’Italia ai primi posti in Europa per l’esposizione al rischio di frane”, si legge. "Non è pessimismo, ma realismo scientifico: l’Italia dovrà affrontare un rischio crescente di disastri climatici - afferma Antonello Pasini (Cnr-Iia) - Limitarsi a rincorrere le emergenze senza ridurre con decisione le emissioni significa esporsi a impatti sempre più gravi e costosi. Senza mitigazione, l’adattamento diventa progressivamente meno efficace e, in alcuni casi, impossibile". Nel mirino degli studiosi le recenti prese di posizione critiche nei confronti del sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets), considerato uno degli strumenti cardine della politica climatica dell’Unione europea. "L’attacco del governo al sistema Ets rischia di indebolire una politica che ha già dimostrato di ridurre le emissioni nei settori regolati, stimolare innovazione e accompagnare la transizione industriale a costi sostenibili. Per questo non ha senso presentarlo come un ostacolo per imprese e famiglie", sottolinea Stefano Caserini (Università di Parma). Secondo gli esperti, rallentare la decarbonizzazione renderebbe il Paese subalterno alle parti meno innovative dell’industria, con effetti strutturalmente negativi sulla competitività. "Innovazione e competitività sono oggi indissolubilmente legate alla decarbonizzazione - afferma Carlo Carraro (Università Ca’ Foscari Venezia) - Ostacolare la transizione espone le imprese a rischi tecnologici e finanziari crescenti e rende il Paese meno competitivo. Accelerare sulle rinnovabili significa invece rafforzare sicurezza energetica e capacità industriale". La lettera richiama infine la necessità di dare piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e di rispettare gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 e intermedi al 2040, già approvati anche dall’Italia in sede comunitaria. Per i firmatari, la crisi climatica rappresenta una sfida che richiede responsabilità condivisa e scelte coerenti con le evidenze scientifiche: rinviare o indebolire le politiche di mitigazione e adattamento significherebbe aumentare i costi economici e sociali per le generazioni presenti e future. "Politiche che mettano al centro incentivi ed investimenti per la transizione energetica e per l’adattamento ci aspettiamo trovino il consenso di tutte le forze politiche, perché deve essere comune l’accettazione dei risultati della scienza del clima e la responsabilità di fare la nostra doverosa parte per contribuire a contrastare la crisi climatica", concludono gli esperti.