INFORMAZIONIFORMENERGY snc Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale, Business School ed Enti di Formazione Italiana, Comunicazione e Marketing, Fondazioni Ruolo: Sales Manager & Coach Area: Altro Alessandro Pestugia |
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(Adnkronos) - "Confermo, l'Italia non è parte del conflitto" in Iran "e non intende esserne parte". Ma "l'Italia rischia comunque di essere coinvolta dalle conseguenze del conflitto, interne e economiche". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che all'opposizione dice: "L'Italia intende lavorare al ritorno della diplomazia ma, rispetto a quello che dice l'opposizione, mi chiedo se sia questo il momento di fare polemica spicciola come vedo fare in giorni difficili per tutti". La premier affronta anche il tema della sicurezza interna: "Non ci sono particolari allarmi in questo momento, ma a scopo di prevenzione siamo mobilitatissimi", ha detto a Fuori dal coro, su Retequattro. Nel suo intervento anche la questione rincari: "Sono determinata per evitare che la speculazione sfrutti la crisi sulla pelle delle famiglie e delle imprese". "Consiglio a tutti prudenza, non escludo, quando dovessi avere evidenza di atteggiamenti speculativi, di aumentare le tasse alle aziende responsabili e di rimettere i soldi sulle bollette", aferma ancora Meloni. "Sulla benzina stiamo valutando il meccanismo delle accise mobili, viene anche richiesto da parte dell'opposizione, stiamo studiando da qualche giorno il meccanismo", dice quindi la premier rivordando che sul fronte prezzi, "l'Autorità dell'energia ha attivato una task force, credo che già domani avremo i primi report per monitorare il prezzo dell'energia. Il ministro Urso ha messo al lavoro quello che noi chiamiamo 'mister Prezzi', cioè il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare che non ci siano aumenti ingiustificati, in particolare sulla benzina e sui generi alimentari". Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che quello Usa-Israele è un intervento fuori dal diritto internazionale, condivide o condanna quell'intervento? "Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto, noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale", ha replicato Meloni aggiungendo: "Ma alla domanda risponderei nessuno dei due. Non ho elementi necessari per prendere una posizione categorica, ma al netto del premier spagnolo nessuno in Europa ha condannato l'iniziativa e nessuno sta prendendo parte al conflitto". "La riforma interviene sulla degenerazione ideologica di parte della magistratura che combatte una battaglia politica perché organizzata in correnti ideologizzate potentissime. La riforma si occupa di questo perché va alla radice del problema", ha detto Meloni.Con la riforma "creiamo un sistema libero e meritocratico di persone che non devono dire grazie a nessuno e che possono fare il lavoro semplicemente seguendo quello che dice la loro coscienza: un meccanismo di libertà dalla politica e dai condizionamenti che io penso possa fare la differenza, ne sono certa", ha detto la premier. "Non devo ricordare le continue interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare il fenomeno dell'immigrazione. La novità è che ora giudici non hanno convalidato il trattenimento di un immigrato stupratore di minori, condannato per violenza sessuale su un minore. Un pedofilo che entra illegalmente in Italia e stupra un minore io non lo posso trattenere", ha affermato la premier. "Senza parole" di fronte alle ultime decisioni dei magistrati sulla famiglia nel bosco. Lo ha detto Giorgia Meloni a Fuori dal coro, su Retequattro. "Una decisione che non penso faccia stare meglio i bambini, gli infligge un pesantissimo trauma. Penso che siamo oltre, dobbiamo assistere inermi a queste decisioni figlie di una lettura ideologica, ma lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita. Il ministro Nordio sta mandando una ispezione, ho parlato con il ministro", ha detto la premier.
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
(Adnkronos) - Dal ruolo della filiera delle costruzioni per la transizione energetica al futuro delle rinnovabili, fino al tema della cooperazione. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda giornata di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, fino a venerdì 6 marzo alla Fiera di Rimini. Il ruolo della filiera delle costruzioni è stato approfondito con la presentazione del 'Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni' realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. L’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO2. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo scenario, la transizione energetica del settore edilizio si pone non solo come una sfida ambientale, ma come una scelta strategica per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la resilienza economica del Paese. La realizzazione degli impianti e le condizioni di finanziabilità dei progetti rappresentano due elementi strategici per lo sviluppo delle rinnovabili. Di questo si è discusso nell’evento 'Epc e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili', a cura di Elemens e Key, che ha riunito istituzioni, industria e sistema bancario per analizzare il nuovo scenario del settore energetico. Il convegno si è aperto con un keynote speech di Elemens sul contesto in cui operano Res e Bess nel mercato italiano - che nel 2025 ha registrato progetti autorizzati di rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, pari a 9,5 GW e 1,5 GW - oltre a esplorare evoluzioni regolatorie, sfide di costruzione e vincoli di financing. Mission Innovation, 3Den e Epic sono fra le iniziative più importanti di cooperazione internazionale a sostegno della decarbonizzazione e della transizione energetica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nonché strumenti essenziali per integrare le rinnovabili e promuovere soluzioni scalabili in sinergia con il Piano Mattei. Se ne è parlato a Key nei tre panel dell’evento 'Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del Mase per la Transizione Energetica' curato dal Mase assieme a Undp (United Nations Development Programme) e Unep (Un Environment Programme).