(Adnkronos) - La prima reazione economica al rischio sempre più concreto di un attacco americano all'Iran su larga scala c'è già stata, piuttosto scontata: è salito, e sta continuando a salire, il prezzo del petrolio. E' altissima infatti la probabilità che in caso di un conflitto lungo, ovvero con un impegno prolungato da parte degli Stati Uniti e non solo con un blitz in stile Venezuela, l'oro nero possa diventare un'arma di ritorsione in mano a Teheran. Il controllo dello Stretto di Hormuz consente infatti al regime iraniano di bloccare il passaggio delle petroliere e le esercitazioni andate in scena nelle ultime ore servono proprio a ribadire la forza della deterrenza. Qualche numero aiuta a capire perché una chiusura dello Stretto sarebbe una rappresaglia efficace, anche se particolarmente costosa per la stessa sopravvivenza economica iraniana. Stiamo parlando di un passaggio largo appena cinquanta di chilometri, che unisce il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman, e che quindi può essere controllato facilmente, impedendo completamente il transito. Vorrebbe dire fermare il 30% del petrolio che gira via mare, che vale un quinto del petrolio prodotto al livello globale. Ma non solo. Perché la stessa rotta la compie circa il 20% delle spedizioni di Gnl, il gas liquefatto che soprattutto dallo scoppio della guerra in Ucraina, con il conseguente sostanziale stop all'esportazione di gas russo, è diventato una risorsa fondamentale soprattutto per i Paesi occidentali, ovviamente Italia inclusa. Il blocco dello Stretto di Hormuz va considerata come una mossa estrema, disperata, ma da mettere in conto se si pensa a un conflitto prolungato. E' proprio questa l'ipotesi che sta facendo muovere i mercati petroliferi in queste ore. Il Brent in questi minuti è salito intorno a 71,30 dollari al barile, vicino alla quotazione record dall'inizio dell'anno di 71,89 dollari al barile. Ad alimentare i timori che si stanno diffondendo sono anche alcune anticipazioni di Axios che riportano l'intenzione di Donald Trump di portare avanti una campagna militare "massiccia" contro l'Iran, che durerebbe alcune settimane e "assomiglierebbe a una guerra in piena regola". ll petrolio è anche uno dei fattori principali a legare Russia e Cina all'Iran. E le esercitazioni navali congiunte nello Stretto di Hormuz, nonostante l'obiettivo dichiarato sia quello di 'rafforzare la sicurezza marittima e la cooperazione tra le rispettive marine', servono proprio a lanciare un segnale agli Stati Uniti. La sola presenza di navi da guerra russe e cinesi nell'area complica non poco la situazione, che si fa delicatissima per il rischio di incidenti che, in caso di conflitto, possono automaticamente allargarlo. Per questo, i piani americani devono necessariamente tenerne conto. Da una parte, per evitare di coinvolgere direttamente in una guerra Russia e Cina. Dall'altra, perché aumenta la capacità di reazione iraniana, con il ricatto sul petrolio in primo piano. (Di Fabio Insenga)
(Adnkronos) - Degustazioni libere e illimitate, laboratori di approfondimento su diversi aspetti dell’universo enologico, dai dealcolati al metodo spumantistico, e workshop gastronomici. Al Salone delle Fontane di Roma, dal 20 al 22 febbraio, si accendono i riflettori su 'I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni', che torna con la 25ma edizione. La kermesse dedicata alla migliore produzione vinicola del nostro Paese sarà, inoltre, come ogni anno, l’occasione di tirare le fila degli ultimi 12 mesi, fotografando in maniera puntuale lo stato del vino in Italia: “Mai stato così alto lo standard qualitativo di tutte le denominazioni e tipologie di vino italiano, in particolare quello dei vini più economici e ad alta tiratura. Quanto a rapporto qualità/prezzo e qualità/quantità, il vino italiano compete ai massimi livelli nel mondo”, spiega Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale e autore di numerose pubblicazioni. Questo perché, come specifica lo stesso Maroni nella prefazione dell’'Annuario dei Migliori Vini Italiani 2026', mentre le etichette più blasonate hanno raggiunto prezzi da capogiro, gli appassionati di buon vino, grazie al 'Rinascimento Enologico Italiano' iniziato negli anni ‘80, possono acquistare oggi bottiglie di eccezionale qualità analitica e sensoriale, a prezzi molto competitivi. L’Italia viticola d’eccellenza attrae come pochi altri paesi per la sua ricchezza, biodiversità e tradizione ma, per mostrare anche cosa accade nel resto del mondo, avrà luogo a cura di Luca Maroni un laboratorio di approfondimento sui vini sudamericani durante il quale i visitatori avranno modo di scoprirli seguendo un racconto al tempo stesso tecnico e comprensibile. Un ulteriore laboratorio sui diversi metodi spumantistici arricchirà la kermesse, con degustazione di alcune etichette di pregio. Saranno presenti le migliori produzioni di centinaia di aziende, provenienti da ogni angolo dell’Italia, selezionate per il loro lavoro attento e rispettoso del frutto uva che si ritrova nella sua integrità all’interno del bicchiere. Inoltre, come sempre, la manifestazione sarà animata anche da focus - a cura di Francesca Romana Maroni, Ceo di Sens Eventi - su alcuni prodotti gastronomici in degustazione che esprimono appieno le tradizioni più autentiche del nostro territorio. Tra questi ci saranno il pecorino romano e il pane, di cui l’Italia è ricca di tipologie e varietà; il guanciale ma anche il salame (corallina e Aquila) e la spianata: tutti prodotti da piccole aziende che, con il loro lavoro e la loro dedizione artigiana, portano alta la bandiera della gastronomia d’eccellenza italiana.
(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.