INFORMAZIONIBrown-Forman Alimenti e Bevande Ruolo: HR Manager Developing Europe and Africa Area: Human Resource Management Alessandra Ponzio |
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(Adnkronos) - Gli amori fanno giri immensi e, a volte… tornano. A 'Scherzi a Parte'. È quello che è accaduto a Selvaggia Lucarelli e Max Giusti: dopo una relazione durata circa sette anni, tra i due è rimasto un legame fatto di affetto e stima reciproca. Lo hanno dimostrato ieri sera nella seconda puntata dello storico programma di Mediaset in onda su Canale 5. Lui alla conduzione, lei vittima di uno scherzo “bastardo”. In studio, tra battute e sorrisi, i due non hanno nascosto il loro passato sentimentale. Giusti, con il tono ironico che lo contraddistingue, le ha chiesto di essere “buona” con gli altri ospiti presenti, tra cui Ermal Meta e Matteo Bassetti. La replica di Lucarelli, come spesso accade, è arrivata puntuale e tagliente: “Ma tu lo sai… anzi, tu lo dovresti proprio sapere – ha sottolineato tra le righe - quanti anni ho impiegato per farmi questa brillante reputazione da stronza?”. Ma il botta e risposta non è finito qui. Poco dopo, quando Max Giusti l'ha chiamata "dottoressa", Lucarelli ha colto l'occasione per un'altra stoccata: "La ringrazio per il dottoressa. Ma non ti ricordi manco più i miei titoli... non sono dottoressa". Giusti l'ha invitata ad accomodarsi su uno sgabello per farle indossare, in anticipo, i panni di opinionista del Grande Fratello Vip. "Partiamo da me, così ti sciogli", ha scherzato il conduttore. "Devo andare molto ma molto lontano indietro negli anni, devo andare a pescare negli anni '90". A metterci del suo, anche Filippo Bisciglia ospite in studio, con un eloquente: "Eh...". "Sta già pensando al falò di confronto", ha rilanciato Giusti, facendo riferimento al noto programma condotto da Bisciglia, Temptation Island. "Non ti ricordi? Mi stai rinnegando?", ha continuato Lucarelli il suo discorso, rivolgendosi all'ex. "C'è mia moglie a casa, devo tornarci eh...", ha replicato tra le risate del pubblico. Poi la rivelazione: "Siamo stati insieme 8 anni", ha ammesso Giusti. Lucarelli non si è fatta sfuggire l'ultima battuta: "Guarda che fiore che sei diventato, sei proprio migliorato". E ha concluso con l'ennesima stoccata: "Una qualità tua non mi viene in mente, ma qualcosa di buono c'ho visto se sono stata insieme con te 8 anni dai". Oggi entrambi hanno preso strade diverse. Lucarelli è legata allo chef Lorenzo Biagiarelli e i due sembra siano prossimi al matrimonio. Giusti, invece, è sposato con Benedetta Bellini con la quale ha avuto due figli. Eppure c’è stato un tempo, tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, in cui i due hanno condiviso un pezzo di vita professionale e sentimentale. A raccontare come tutto ha avuto inizio è stato lo stesso Giusti, ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast Passa dal BSMT. Un incontro quasi casuale, e per certi versi ‘galeotto’. Quella sera Lucarelli era uscita con Teo Mammucari e proprio in quell’occasione conobbe Giusti, che all’epoca era single. “Vedevo che era molto diversa da Teo… tra l’altro Teo ha rosicato un po’. Se gliel’ho fregata? Non stavano insieme, era la prima volta che uscivano, non è che ci fosse chissà cosa. E quella sera non è successo niente”, ha raccontato il conduttore. Secondo il suo ricordo, fu proprio un momento apparentemente banale a far scattare la scintilla: Mammucari si allontanò per andare in bagno e lui e Lucarelli iniziarono a parlare. “Mi ha colpito molto. All’epoca faceva scuola di teatro, viveva a Civitavecchia in un appartamento con un’altra ragazza e condividevano la stanza, come fanno gli studenti. Mi piaceva molto la sua testa”. Da quella conversazione nacque la relazione che si è conclusa dopo circa sette anni. Senza drammi. “Altrimenti saremmo rimasti insieme”, ha spiegato l’attore. “Ma ho sempre avuto molta stima di lei: è una che si è presa la propria vita sulle spalle e si è costruita un percorso”. Per un lungo periodo i due hanno smesso di frequentarsi, salvo poi ritrovarsi anni dopo a Ballando con le stelle: lei nelle vesti di giurata, lui ospite per una sera. Nessuna ruggine, solo la consapevolezza che il sentimento di allora si fosse trasformato in qualcosa di diverso. Un epilogo che, in fondo, non sorprende chi conosce la vita di Lucarelli. La giornalista mantiene infatti ottimi rapporti anche con l’ex marito Laerte Pappalardo: i due si sono sposati nel 2004 e si sono separati nel 2007, ma hanno continuato a condividere un legame di stima e amicizia, crescendo insieme il figlio Leon, nato nel 2005. Perché a volte le storie finiscono, ma non necessariamente i rapporti. E certe complicità, anche quando cambiano forma, restano.
(Adnkronos) - Per Tack TMI Italy, branch italiana della società di Gi Group Holding che si occupa di learning & development, a rendere più complicato l’avanzamento di carriera per le donne rispetto ai colleghi uomini, sono prima di tutto molti stereotipi di genere che ancora persistono nella società, anche introiettati dalle donne stesse, oltre a vere e proprie discriminazioni che avvengono sui luoghi di lavoro. In base all’ultima ricerca della società, 'Oltre le diversità: percezioni, esperienze e bisogni', condotta su un campione di 1.500 lavoratori occupati in Italia, quasi la metà dei rispondenti (46%, sia uomini che donne) sottoposti a un test proiettivo, ha ricondotto il profilo del top manager al volto di un uomo di mezza età caucasico, seguito a grande distanza da quello di una donna di mezza età caucasica (29%). Dunque, il genere - complici gli stereotipi ad esso collegati - influenza ancora l’idea comune di chi occupa un ruolo di vertice in azienda. Per dare una dimensione dei bias che determinano questa percezione, il 42% degli intervistati ha anche affermato che 'gli uomini sono più portati ad avere ruoli da manager e di responsabilità'. Al contrario, altre mansioni sono associate in larga misura a donne. E' il caso del lavoro di amministrazione, identificato da oltre la metà del campione con una donna caucasica (57%). Per quanto riguarda le discriminazioni, per il 38% del campione quelle basate sul genere sono le più diffuse; inoltre la maggior parte di chi si è sentito discriminato sul lavoro è donna (36%) e riconduce al genere una delle cause principali di episodi subiti. “Quando nella nostra ricerca - commenta Irene Vecchione, amministratore delegato di Tack TMI Italy (Gi Group Holding) - abbiamo chiesto quali diversità andrebbero gestite meglio all’interno delle aziende, la diversità di genere si è confermata essere tra le più rilevanti, con il 23%. Un dato che ci fa riflettere su quanto lavoro ci sia ancora da fare sui bias . Ma, parallelamente, occorre adottare anche un altro approccio: ossia puntare alla creazione di una cultura che riconosca la leadership non tanto come un ruolo o un’etichetta, né tantomeno come comando, ma piuttosto come un insieme di competenze che si costruiscono, allenano e manifestano nei comportamenti quotidiani in diverse qualità, inclusa la cura delle relazioni, l’ascolto attivo e la capacità di aiutare gli altri a sviluppare il proprio talento. Ampliando la definizione stessa di leadership e cambiando la narrativa associata a questo termine, aumentiamo la possibilità per sempre più donne, che spesso eccellono come leader, ma faticano a definirsi tali, di riconoscersi ed essere riconosciute per il valore che portano”. Secondo Tack TMI Italy, oltre ad agentività, assertività, empatia e intelligenza emotiva, autonomia finanziaria e networking, oggi sono 3 le competenze che le donne dovrebbero allenare per aumentare consapevolezza e autostima, ed esprimere appieno il proprio potenziale in azienda. 1) IA & data literacy orientata al business: ovvero la capacità di comprendere, interpretare e utilizzare dati e soluzioni di Intelligenza Artificiale per prendere decisioni strategiche e operative. Non riguarda l’aspetto tecnico o di programmazione, ma la lettura critica dei dati, la comprensione delle logiche di funzionamento dell’IA, dei suoi limiti e delle sue opportunità, per generare valore concreto per il business: migliorare performance, ottimizzare processi, anticipare trend, supportare l’innovazione e guidare scelte consapevoli. 2) Sponsorship e influenza organizzativa: abilità che consente di attivare consenso, supporto e sponsorship all’interno dell’organizzazione, per influenzare decisioni, priorità e direzioni strategiche anche senza fare leva sull’autorità gerarchica. Comprende la capacità di leggere le dinamiche politiche e relazionali, costruire alleanze, coinvolgere stakeholder chiave e posizionare idee e progetti in modo credibile e rilevante rispetto ai decisori. 3) Leggerezza: permette di semplificare la complessità senza banalizzarla, gestendo situazioni sfidanti con lucidità e presenza. Si esprime nella capacità di lasciare andare la ruminazione mentale, ridurre l’iper-controllo e prendere 'con filosofia' ciò che non può essere immediatamente cambiato, mantenendo energia e focus sulle soluzioni. “Riteniamo queste 3 skill - commenta Vecchione - di particolare rilevanza considerando che, sempre secondo Inapp, le donne risultano più frequentemente impiegate in occupazioni maggiormente vulnerabili alla sostituzione o trasformazione tecnologica. Inoltre, se da un lato vorrebbero essere valorizzate per i propri risultati, dall’altro lato una società permeata di stereotipi le ha portate inevitabilmente a riconoscersi o a sentirsi più riconosciute quando incarnano valori quali la sobrietà e la modestia". "In particolare - avverte - rispetto agli 'unconscious bias' tipicamente femminili, l’ultima competenza - la leggerezza - aggiunge quel quid inaspettato che favorisce la collaborazione, aiuta ad alleggerire tensioni e rigidità, e permette di utilizzare umorismo e ironia in modo consapevole, trasformando anche i contesti caratterizzati da alta pressione in spazi di confronto più efficaci e produttivi”.
(Adnkronos) - Dai falsi miti sulle rinnovabili all'innovazione tecnologica nella filiera, dalla collaborazione euro-africana ai green job. Sono questi alcuni dei temi al centro di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, alla Fiera di Rimini dal 4 al 6 marzo. Un’informazione poco accurata spesso alimenta uno scetticismo generale sul fatto che le rinnovabili possano svolgere un ruolo centrale nel mix elettrico nazionale, inducendo anche forti opposizioni sui territori alla realizzazione degli impianti. L’evento Good news, bad news, fake news: le rinnovabili tra narrativa e realtà, organizzato da Italy for Climate, il centro studi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha voluto interrompere questa narrazione attraverso un confronto aperto tra esperti del mondo dell’informazione e operatori del settore. L’evento 'Energia e trasporti: gli scenari Iea tra innovazione tecnologica e sicurezza degli approvvigionamenti' a cura di Iea, Motus-E e Key, che si è svolto ieri, ha offerto un approfondimento sulle tecnologie che guideranno lo sviluppo del settore energetico e sull’impatto della nuova mobilità sulla domanda di energia globale, attraverso la presentazione, in esclusiva per l’Italia, di un estratto della nuova edizione del rapporto 'Energy Technology Perspectives'. Dal 2020 al 2025 le batterie hanno visto un calo dei costi del 35%, il fotovoltaico del 65% e l’eolico di oltre il 30%. Ciò ha favorito la diffusione delle tecnologie pulite, che oggi hanno un valore di mercato intorno a 1.000 miliardi di dollari, destinato a triplicare entro il 2035. Responsabili politici africani ed europei, leader del settore, investitori, aziende di servizi pubblici e partner di sviluppo si sono ritrovati a Key nei due eventi 'Solar PV/Wind power and Battery Storage Systems: the key to energy self-sufficiency - Driving Africa’s Energy Transition' e 'Multiple financing instruments need to be scaled up to accelerate Africa’s energy future and to improve energy access' a cura della fondazione Res4Africa. Il primo evento ha sottolineato il ruolo crescente dei sistemi fotovoltaici, eolici e di accumulo a batteria nell'ampliare l'accesso all'elettricità in Africa, rafforzare la resilienza della rete e ridurre la dipendenza dalla generazione diesel. Il secondo evento si è concentrato sulla mobilitazione di capitali e sul potenziamento di strumenti di finanziamento innovativi a sostegno della diffusione dell'energia pulita in tutta l'Africa. Infine, in un panorama lavorativo in cui la domanda di profili specializzati nei green jobs supera spesso l’offerta disponibile, si è tenuto a Key l’evento 'We want you! Le imprese si presentano al mondo del lavoro'. L’iniziativa ha offerto una fotografia dell’attuale mercato occupazionale legato alla sostenibilità. La sessione si è confermata un’occasione per accorciare le distanze tra domanda e offerta, posizionandosi come un punto di riferimento per studenti, giovani professionisti e talenti che desiderano orientare il proprio percorso di carriera verso i comparti più innovativi e sostenibili del futuro.